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Giant Steps

Dodici dischi rock per arrivare al jazz e alla musica colta Alcuni dischi rock possono funzionare come ponti molto efficaci verso il jazz e la musica colta. Non perché imitino direttamente Beethoven, Coltrane, Stravinskij, Messiaen o Boulez, ma perché allenano funzioni percettive simili. Nel metodo Ascolta e pentiti , il punto non è accumulare conoscenze, ma sviluppare modi diversi di ascoltare. Questa lista non raccoglie semplicemente grandi dischi rock: seleziona quelli più utili per trasformare l’orecchio. Ogni album allena una o più strategie: pulsazione, linea, verticalità, timbro, spazio, forma ed energia. La scelta è volutamente essenziale: dodici dischi, nessun doppione inutile, massima efficacia percettiva. Alcuni servono per arrivare al jazz, altri alla musica sinfonica, altri ancora al Novecento e all’avanguardia. Il percorso ideale non è scolastico: si ascolta per piacere, ma ogni volta provando a cambiare punto di attenzione. Un giorno si segue il basso, un altro...

Spaghetti pop

Questo post chiude la trilogia del delirio o del pallottoliere. Ovviamente è impossibile dare una misura quantitativa dello spessore di un linguaggio musicale, soprattutto aspettarsi che possa farlo una macchina che non ha nemmeno le orecchie. Tuttavia prendiamo queste liste come spunti per ascoltare cose nuove. Ricordo che tutto il sito è stato scritto da una AI e non da una persona. E i numeri li cambia ogni volta che glieli chiedo.   Quali sono i musicisti pop rock italiani più allenanti? I musicisti pop rock italiani più allenanti non sono necessariamente i più famosi, i più influenti o i più importanti sul piano letterario. Sono quelli che, nell’insieme della discografia, mettono maggiormente alla prova le cinque strategie dell’ascolto: pulsivo-ciclica, lineare-orizzontale, simultaneo-verticale, timbrico-spaziale e formale-energetica. Il punteggio in cinquantesimi non misura quindi il valore artistico assoluto. Indica quanto un percorso musicale sia capac...

Chi non sa fare insegna

 Questi sono gli esercizi che l’AI di ascoltaepentiti mi ha dato per affrontare il mio punto cieco: il timbro. Dischi ed artisti per allenare la quarta strategia: un percorso La quarta strategia di ascolto, quella  timbrico-spaziale , entra in gioco quando prestiamo attenzione al suono come materia: colore, grana, densità, profondità, distanza, risonanza e movimento. Non ascoltiamo soltanto una melodia, un ritmo o una successione di accordi. Ascoltiamo il modo in cui un suono nasce, occupa lo spazio, cambia consistenza e infine scompare. La domanda guida è semplice:  che cosa sta diventando questo suono, e in quale spazio mi sta collocando? Il percorso seguente procede dal riconoscimento più immediato dello spazio sonoro alle trasformazioni più lente e sottili del timbro. Non è una classifica e non richiede di amare ogni disco. Ogni tappa serve ad allenare una diversa facoltà percettiva. 1. Jan Garbarek e The Hilliard Ensemble:  Officium Il punto di partenza più acce...

Musica pesante?

  La forza allenante non coincide con il valore artistico, con l’importanza storica o con l’intensità emotiva. Misura soltanto quanto un artista alleni in modo equilibrato le cinque strategie dell’ascolto: pulsivo-ciclica, lineare-orizzontale, simultaneo-verticale, timbrico-spaziale e formale-energetica. Per questo un autore molto stimato può ottenere un punteggio relativamente basso. Spesso non si tratta di un limite, ma della conseguenza di una poetica fondata sulla specializzazione, sulla sottrazione o sulla stabilità di una formula. Nel barocco, Vivaldi può essere valutato intorno a 37/50: possiede una straordinaria energia ciclica, una linea immediatamente riconoscibile e una grande capacità di rendere chiara la forma del concerto, ma presenta una varietà verticale, timbrica e architettonica inferiore a quella di Bach. A Stravinskij viene spesso attribuita la battuta secondo cui Vivaldi non avrebbe scritto centinaia di concerti diversi, ma lo stesso concerto centinaia di vol...

Le porte della percezione

  Dal rock alla classica, al jazz e alla contemporanea Alcuni musicisti rock possono funzionare come punti di partenza verso autori della musica classica, del jazz e della contemporanea. Le frecce non indicano equivalenze precise né percorsi obbligatori: suggeriscono affinità utili per ampliare l’ascolto attraverso ritmo, forma, timbro, improvvisazione, contrappunto e ricerca sonora. Dal rock alla classica The Beatles  → Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, John Cage The Beach Boys  → George Gershwin, Maurice Ravel Frank Zappa  → Igor Stravinskij, Edgard Varèse, Anton Webern King Crimson  → Igor Stravinskij, Béla Bartók, Steve Reich Yes  → Johann Sebastian Bach, Igor Stravinskij, Jean Sibelius Emerson, Lake & Palmer  → Modest Musorgskij, Béla Bartók, Alberto Ginastera Gentle Giant  → Johann Sebastian Bach, Guillaume de Machaut, Henry Purcell Magma  → Igor Stravinskij, Béla Bartók, Carl Orff Univers Zéro  → Béla Bartók, Igor Stravins...

Le pietre miliari italiane

  Le Pietre miliari italiane di OndaRock e le cinque strategie di ascolto Questa classificazione prende le Pietre miliari italiane di OndaRock e assegna a ogni disco una strategia prevalente. Non è un giudizio di valore e non pretende di ridurre l’album a una sola dimensione: indica semplicemente la porta d’ingresso che può rendere più immediato e piacevole il primo ascolto. La selezione di partenza appartiene a OndaRock; l’attribuzione delle strategie e le brevi chiavi percettive sono una proposta originale di  Ascolta e pentiti . Questa versione è stata riesaminata confrontando le schede di OndaRock con altre fonti discografiche, recensioni e analisi musicali. Le attribuzioni restano interpretative: nei casi di confine è stata scelta la strategia più utile come primo accesso percettivo, non una definizione assoluta dell’opera. La strategia migliore non è quella più difficile, ma quella che ci permette di entrare rapidamente nella musica e di desiderare il minuto successivo. ...

Musica leggerissima?

Uno dei risultati più sorprendenti emersi dalle analisi di Ascolta e pentiti è che alcuni grandi artisti pop possiedono una forza allenante paragonabile a quella dei maggiori protagonisti del rock e non molto distante dai vertici della musica classica e del jazz. La scala utilizzata assegna fino a dieci punti a ciascuna delle cinque strategie fondamentali dell’ascolto: pulsivo-ciclica, lineare-orizzontale, simultaneo-verticale, timbrico-spaziale e formale-energetica. Il totale massimo è quindi di cinquanta punti. Non si tratta di una misurazione scientifica né di una classifica della bellezza. Il punteggio indica quante facoltà percettive una discografia può esercitare e con quale intensità: seguire il ritmo, riconoscere le linee, separare gli strati, esplorare il suono e ricostruire la forma. I vertici della scala Ai livelli più alti troviamo musicisti capaci di attivare quasi tutte le strategie contemporaneamente: Igor Stravinskij: 49 Johann Sebastian Bach: 48 ...