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Folk

Il folk: storia discografica e strategie di ascolto

Report dell’AI di Ascolta e pentiti

Un percorso storico e percettivo attraverso 200 opere del corpus principale e 50 dell’appendice italiana.

Criteri di attribuzione

Ogni 1 indica un bersaglio pedagogico sostanziale, esteso e controfattualmente necessario. Prevalente e secondaria devono risultare attive nel codice. Difficoltà e integrazione non sono ancora attribuite.

Corpus principale: 200 opere

Le opere sono ordinate secondo l’anno dell’edizione discografica assunta dal report. Le introduzioni storiche precedenti aiutano a leggere continuità e trasformazioni senza trasformare i periodi in confini rigidi.

Fino al 1959

La prima fase mette in rapporto documentazione, ballata, trasmissione familiare e nascita del revival discografico.

1. Woody Guthrie, Dust Bowl Ballads (1940)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Woody Guthrie, Dust Bowl Ballads (1940), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Woody Guthrie, Dust Bowl Ballads (1940), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Woody Guthrie, Dust Bowl Ballads (1940), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

2. Jean Ritchie, Singing the Traditional Songs of Her Kentucky Mountain Family (1952)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Jean Ritchie, Singing the Traditional Songs of Her Kentucky Mountain Family (1952), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Jean Ritchie, Singing the Traditional Songs of Her Kentucky Mountain Family (1952), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Jean Ritchie, Singing the Traditional Songs of Her Kentucky Mountain Family (1952), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

3. Various Artists, Anthology of American Folk Music (1952)

Profilo P-L-V-T-F: profilo variabile; non attribuibile unitariamente

Strategia prevalente: variabile

Strategia secondaria: variabile

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: variabile

Livello di integrazione: variabile

Integrazione: In Various Artists, Anthology of American Folk Music (1952), i documenti raccolti presentano gradi diversi di dipendenza fra le strategie; non è quindi corretto assegnare un unico livello all’intera raccolta.

Perché: In Various Artists, Anthology of American Folk Music (1952), riunisce documenti con appigli, densità e carichi di memoria differenti; la difficoltà deve quindi essere giudicata sui singoli documenti e non sull’edizione nel suo insieme.

Motivazione percettiva: L’antologia riunisce oggetti autonomi: un unico codice confonderebbe repertorio e montaggio editoriale.

4. Ewan MacColl & A. L. Lloyd, The English and Scottish Popular Ballads (The Child Ballads), Volume I (1956)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In A. L. Lloyd, The English and Scottish Popular Ballads, Vol. 1 (1956), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In A. L. Lloyd, The English and Scottish Popular Ballads, Vol. 1 (1956), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In A. L. Lloyd, The English and Scottish Popular Ballads, Vol. 1 (1956), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

5. Ewan MacColl, Ballads: Murder, Intrigue, Love, Discord (1956)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Ewan MacColl, Ballads: Murder, Intrigue, Love, Discord (1956), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Ewan MacColl, Ballads: Murder, Intrigue, Love, Discord (1956), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Ewan MacColl, Ballads: Murder, Intrigue, Love, Discord (1956), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

6. Harry Belafonte, Calypso (1956)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Harry Belafonte, Calypso (1956), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Harry Belafonte, Calypso (1956), il profilo 11011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il ciclo caraibico organizza il movimento; linea vocale, arrangiamento timbrico e successione delle sezioni concorrono alla forma.

7. Odetta, Odetta Sings Ballads and Blues (1956)

Profilo P-L-V-T-F: 01010

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Odetta, Odetta Sings Ballads and Blues (1956), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Odetta, Odetta Sings Ballads and Blues (1956), il profilo 01010 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Odetta, Odetta Sings Ballads and Blues (1956), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; grana, risonanza e spazio formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

8. Pete Seeger, American Industrial Ballads (1956)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Pete Seeger, American Industrial Ballads (1956), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Pete Seeger, American Industrial Ballads (1956), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Pete Seeger, American Industrial Ballads (1956), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

9. The Weavers, The Weavers at Carnegie Hall (1957)

Profilo P-L-V-T-F: 11001

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In The Weavers, The Weavers at Carnegie Hall (1957), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Weavers, The Weavers at Carnegie Hall (1957), il profilo 11001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Weavers, The Weavers at Carnegie Hall (1957), ritorni metrici e microvariazioni costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

10. Elizabeth Cotten, Folksongs and Instrumentals with Guitar (1958)

Profilo P-L-V-T-F: 11010

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Elizabeth Cotten, Folksongs and Instrumentals with Guitar (1958), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Elizabeth Cotten, Folksongs and Instrumentals with Guitar (1958), il profilo 11010 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il picking crea un ciclo motorio riconoscibile; sopra di esso la linea melodica e la qualità tattile della chitarra restano autonome.

11. New Lost City Ramblers, The New Lost City Ramblers (1958)

Profilo P-L-V-T-F: 11001

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In New Lost City Ramblers, The New Lost City Ramblers (1958), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In New Lost City Ramblers, The New Lost City Ramblers (1958), il profilo 11001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In New Lost City Ramblers, The New Lost City Ramblers (1958), ritorni metrici e microvariazioni costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

12. The Kingston Trio, The Kingston Trio (1958)

Profilo P-L-V-T-F: 11001

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In The Kingston Trio, The Kingston Trio (1958), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Kingston Trio, The Kingston Trio (1958), il profilo 11001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Kingston Trio, The Kingston Trio (1958), ritorni metrici e microvariazioni costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

13. Ravi Shankar, India’s Master Musician (1959)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Ravi Shankar, India’s Master Musician (1959), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Ravi Shankar, India’s Master Musician (1959), il profilo 11011 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Ravi Shankar, India’s Master Musician (1959), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

14. Shirley Collins, Sweet England (1959)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Shirley Collins, Sweet England (1959), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Shirley Collins, Sweet England (1959), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Shirley Collins, Sweet England (1959), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

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1960-1969

Il folk diventa lingua pubblica, canzone contemporanea, ricerca modale e laboratorio di nuove forme d’insieme.

15. Joan Baez, Joan Baez (1960)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Joan Baez, Joan Baez (1960), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Joan Baez, Joan Baez (1960), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Joan Baez, Joan Baez (1960), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

16. Lead Belly, Negro Folk Songs for Young People (1960)

Profilo P-L-V-T-F: 01010

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Lead Belly, Negro Folk Songs for Young People (1960), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Lead Belly, Negro Folk Songs for Young People (1960), il profilo 01010 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Lead Belly, Negro Folk Songs for Young People (1960), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; grana, risonanza e spazio formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

17. Bob Dylan, The Freewheelin’ Bob Dylan (1963)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Bob Dylan, The Freewheelin’ Bob Dylan (1963), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Bob Dylan, The Freewheelin’ Bob Dylan (1963), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Bob Dylan, The Freewheelin’ Bob Dylan (1963), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

18. Davy Graham, The Guitar Player (1963)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Davy Graham, The Guitar Player (1963), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Davy Graham, The Guitar Player (1963), il profilo 01011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Davy Graham, The Guitar Player (1963), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; grana, risonanza e spazio formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

19. Dock Boggs, Country Blues (1963)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Dock Boggs, Country Blues (1963), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Dock Boggs, Country Blues (1963), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Dock Boggs, Country Blues (1963), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

20. Anne Briggs, The Hazards of Love (1964)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Anne Briggs, The Hazards of Love (1964), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Anne Briggs, The Hazards of Love (1964), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Anne Briggs, The Hazards of Love (1964), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

21. Buffy Sainte-Marie, It’s My Way! (1964)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Buffy Sainte-Marie, It’s My Way! (1964), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Buffy Sainte-Marie, It’s My Way! (1964), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Buffy Sainte-Marie, It’s My Way! (1964), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

22. Doc Watson, Doc Watson (1964)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Doc Watson, Doc Watson (1964), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Doc Watson, Doc Watson (1964), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Doc Watson, Doc Watson (1964), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

23. Jan Johansson, Jazz på svenska (1964)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Jan Johansson, Jazz på svenska (1964), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Jan Johansson, Jazz på svenska (1964), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Jan Johansson, Jazz på svenska (1964), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

24. Phil Ochs, All the News That’s Fit to Sing (1964)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Phil Ochs, All the News That’s Fit to Sing (1964), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Phil Ochs, All the News That’s Fit to Sing (1964), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Phil Ochs, All the News That’s Fit to Sing (1964), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

25. Shirley Collins & Davy Graham, Folk Roots, New Routes (1964)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Shirley Collins & Davy Graham, Folk Roots, New Routes (1964), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Shirley Collins & Davy Graham, Folk Roots, New Routes (1964), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Shirley Collins & Davy Graham, Folk Roots, New Routes (1964), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

26. The Chieftains, The Chieftains (1964)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In The Chieftains, The Chieftains (1964), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Chieftains, The Chieftains (1964), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Chieftains, The Chieftains (1964), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

27. Atahualpa Yupanqui, El canto del viento (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Atahualpa Yupanqui, El canto del viento (1965), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Atahualpa Yupanqui, El canto del viento (1965), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Atahualpa Yupanqui, El canto del viento (1965), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

28. Bert Jansch, Bert Jansch (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Bert Jansch, Bert Jansch (1965), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Bert Jansch, Bert Jansch (1965), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Bert Jansch, Bert Jansch (1965), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; grana, risonanza e spazio formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

29. John Fahey, The Transfiguration of Blind Joe Death (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In John Fahey, The Transfiguration of Blind Joe Death (1965), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In John Fahey, The Transfiguration of Blind Joe Death (1965), il profilo 01011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In John Fahey, The Transfiguration of Blind Joe Death (1965), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; grana, risonanza e spazio formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

30. John Renbourn, John Renbourn (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In John Renbourn, John Renbourn (1965), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In John Renbourn, John Renbourn (1965), il profilo 01011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In John Renbourn, John Renbourn (1965), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; grana, risonanza e spazio formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

31. Martin Carthy, Martin Carthy (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Martin Carthy, Martin Carthy (1965), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Martin Carthy, Martin Carthy (1965), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Martin Carthy, Martin Carthy (1965), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

32. Roscoe Holcomb, The High Lonesome Sound (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 11010

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Roscoe Holcomb, The High Lonesome Sound (1965), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Roscoe Holcomb, The High Lonesome Sound (1965), il profilo 11010 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale tesa domina; banjo ciclico e materia aspra della registrazione ne determinano orientamento e identità.

33. The Watersons, Frost and Fire (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 01101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In The Watersons, Frost and Fire (1965), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Watersons, Frost and Fire (1965), il profilo 01101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Watersons, Frost and Fire (1965), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

34. Judy Collins, In My Life (1966)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Judy Collins, In My Life (1966), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Judy Collins, In My Life (1966), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Judy Collins, In My Life (1966), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; relazioni fra parti simultanee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

35. The Young Tradition, The Young Tradition (1966)

Profilo P-L-V-T-F: 01101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In The Young Tradition, The Young Tradition (1966), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Young Tradition, The Young Tradition (1966), il profilo 01101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Young Tradition, The Young Tradition (1966), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

36. Violeta Parra, Las últimas composiciones (1966)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Violeta Parra, Las últimas composiciones (1966), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Violeta Parra, Las últimas composiciones (1966), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Violeta Parra, Las últimas composiciones (1966), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

37. Carlos Paredes, Guitarra Portuguesa (1967)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Carlos Paredes, Guitarra Portuguesa (1967), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Carlos Paredes, Guitarra Portuguesa (1967), il profilo 01011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Carlos Paredes, Guitarra Portuguesa (1967), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; grana, risonanza e spazio formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

38. Los Folkloristas, Los Folkloristas (1967)

Profilo P-L-V-T-F: 11001

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Los Folkloristas, Los Folkloristas (1967), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Los Folkloristas, Los Folkloristas (1967), il profilo 11001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Los Folkloristas, Los Folkloristas (1967), ritorni metrici e microvariazioni costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

39. The Incredible String Band, The 5000 Spirits or the Layers of the Onion (1967)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In The Incredible String Band, The 5000 Spirits or the Layers of the Onion (1967), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Incredible String Band, The 5000 Spirits or the Layers of the Onion (1967), il profilo 11101 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Incredible String Band, The 5000 Spirits or the Layers of the Onion (1967), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

40. Shivkumar Sharma, Hariprasad Chaurasia & Brij Bhushan Kabra, Call of the Valley (1968)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Hariprasad Chaurasia, Call of the Valley (1967), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Hariprasad Chaurasia, Call of the Valley (1967), il profilo 11011 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Hariprasad Chaurasia, Call of the Valley (1967), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

41. Ali Akbar Khan, The Forty-Minute Raga (1968)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Ali Akbar Khan, The Forty-Minute Raga (1968), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Ali Akbar Khan, The Forty-Minute Raga (1968), il profilo 11011 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Ali Akbar Khan, The Forty-Minute Raga (1968), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

42. Pentangle, The Pentangle (1968)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: molto alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Pentangle, The Pentangle (1968), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Pentangle, The Pentangle (1968), il profilo 11101 fa emergere lentamente gli appigli e impone un carico eccezionale di orientamento e memoria. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Pentangle, The Pentangle (1968), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

43. The Incredible String Band, The Hangman’s Beautiful Daughter (1968)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In The Incredible String Band, The Hangman’s Beautiful Daughter (1968), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Incredible String Band, The Hangman’s Beautiful Daughter (1968), il profilo 11111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Incredible String Band, The Hangman’s Beautiful Daughter (1968), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

44. Crosby, Stills & Nash, Crosby, Stills & Nash (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Crosby, Stills & Nash, Crosby, Stills & Nash (1969), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Crosby, Stills & Nash, Crosby, Stills & Nash (1969), il profilo 11101 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Crosby, Stills & Nash, Crosby, Stills & Nash (1969), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

45. Fairport Convention, Liege & Lief (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Fairport Convention, Liege & Lief (1969), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Fairport Convention, Liege & Lief (1969), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Fairport Convention, Liege & Lief (1969), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

46. Fairport Convention, Unhalfbricking (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Fairport Convention, Unhalfbricking (1969), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Fairport Convention, Unhalfbricking (1969), il profilo 11111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Fairport Convention, Unhalfbricking (1969), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; continuità delle linee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

47. Karen Dalton, It’s So Hard to Tell Who’s Going to Love You the Best (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Karen Dalton, It’s So Hard to Tell Who’s Going to Love You the Best (1969), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Karen Dalton, It’s So Hard to Tell Who’s Going to Love You the Best (1969), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Karen Dalton, It’s So Hard to Tell Who’s Going to Love You the Best (1969), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

48. Leo Kottke, 6- and 12-String Guitar (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Leo Kottke, 6- and 12-String Guitar (1969), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Leo Kottke, 6- and 12-String Guitar (1969), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Leo Kottke, 6- and 12-String Guitar (1969), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; grana, risonanza e spazio formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

49. Nick Drake, Five Leaves Left (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Nick Drake, Five Leaves Left (1969), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Nick Drake, Five Leaves Left (1969), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Nick Drake, Five Leaves Left (1969), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; relazioni fra parti simultanee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

50. Pentangle, Basket of Light (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Pentangle, Basket of Light (1969), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Pentangle, Basket of Light (1969), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Pentangle, Basket of Light (1969), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

51. Shirley & Dolly Collins, Anthems in Eden (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Shirley & Dolly Collins, Anthems in Eden (1969), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Shirley & Dolly Collins, Anthems in Eden (1969), il profilo 01001 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Shirley & Dolly Collins, Anthems in Eden (1969), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

52. Townes Van Zandt, Townes Van Zandt (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Townes Van Zandt, Townes Van Zandt (1969), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Townes Van Zandt, Townes Van Zandt (1969), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Townes Van Zandt, Townes Van Zandt (1969), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

53. Víctor Jara, Pongo en tus manos abiertas (1969)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Víctor Jara, Pongo en tus manos abiertas (1969), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Víctor Jara, Pongo en tus manos abiertas (1969), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Víctor Jara, Pongo en tus manos abiertas (1969), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

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1970-1979

Elettrificazione, rinascite regionali e scrittura autoriale ampliano il campo senza cancellarne le radici documentarie.

54. Esma Redžepova & Usnija Jašarova, Songs of a Macedonian Gypsy (1970)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Esma Redžepova, Songs of a Macedonian Gypsy (1970), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Esma Redžepova, Songs of a Macedonian Gypsy (1970), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Esma Redžepova, Songs of a Macedonian Gypsy (1970), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

55. Fairport Convention, Full House (1970)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Fairport Convention, Full House (1970), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Fairport Convention, Full House (1970), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Fairport Convention, Full House (1970), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

56. Neil Young, After the Gold Rush (1970)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Neil Young, After the Gold Rush (1970), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Neil Young, After the Gold Rush (1970), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Neil Young, After the Gold Rush (1970), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

57. Steeleye Span, Hark! The Village Wait (1970)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Steeleye Span, Hark! The Village Wait (1970), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Steeleye Span, Hark! The Village Wait (1970), il profilo 11101 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Steeleye Span, Hark! The Village Wait (1970), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

58. Vashti Bunyan, Just Another Diamond Day (1970)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Vashti Bunyan, Just Another Diamond Day (1970), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Vashti Bunyan, Just Another Diamond Day (1970), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Vashti Bunyan, Just Another Diamond Day (1970), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

59. Alan Stivell, Renaissance of the Celtic Harp (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Alan Stivell, Renaissance of the Celtic Harp (1971), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Alan Stivell, Renaissance of the Celtic Harp (1971), il profilo 01011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La traiettoria strumentale è primaria; attacco, risonanza e registro rendono il timbro autonomo, mentre le sezioni costruiscono la forma.

60. Anne Briggs, Anne Briggs (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Anne Briggs, Anne Briggs (1971), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Anne Briggs, Anne Briggs (1971), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Anne Briggs, Anne Briggs (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

61. Comus, First Utterance (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Comus, First Utterance (1971), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Comus, First Utterance (1971), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Comus, First Utterance (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

62. Hamza El Din, Escalay: The Water Wheel (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Hamza El Din, Escalay: The Water Wheel (1971), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Hamza El Din, Escalay: The Water Wheel (1971), il profilo 01001 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Hamza El Din, Escalay: The Water Wheel (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

63. John Prine, John Prine (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In John Prine, John Prine (1971), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In John Prine, John Prine (1971), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In John Prine, John Prine (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

64. Joni Mitchell, Blue (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Joni Mitchell, Blue (1971), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Joni Mitchell, Blue (1971), il profilo 01111 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Joni Mitchell, Blue (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; relazioni fra parti simultanee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

65. José Afonso, Cantigas do Maio (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In José Afonso, Cantigas do Maio (1971), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In José Afonso, Cantigas do Maio (1971), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In José Afonso, Cantigas do Maio (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

66. Judee Sill, Judee Sill (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Judee Sill, Judee Sill (1971), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Judee Sill, Judee Sill (1971), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Judee Sill, Judee Sill (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

67. Mercedes Sosa, Homenaje a Violeta Parra (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Mercedes Sosa, Homenaje a Violeta Parra (1971), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Mercedes Sosa, Homenaje a Violeta Parra (1971), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Mercedes Sosa, Homenaje a Violeta Parra (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

68. Steeleye Span, Please to See the King (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Steeleye Span, Please to See the King (1971), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Steeleye Span, Please to See the King (1971), il profilo 11101 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Steeleye Span, Please to See the King (1971), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

69. The Master Musicians of Jajouka, Brian Jones Presents the Pipes of Pan at Jajouka (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In The Master Musicians of Jajouka, Brian Jones Presents the Pipes of Pan at Jajouka (1971), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Master Musicians of Jajouka, Brian Jones Presents the Pipes of Pan at Jajouka (1971), il profilo 01001 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Master Musicians of Jajouka, Brian Jones Presents the Pipes of Pan at Jajouka (1971), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

70. C.O.B., Moyshe McStiff and the Tartan Lancers of the Sacred Heart (1972)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In C.O.B., Moyshe McStiff and the Tartan Lancers of the Sacred Heart (1972), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In C.O.B., Moyshe McStiff and the Tartan Lancers of the Sacred Heart (1972), il profilo 01001 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In C.O.B., Moyshe McStiff and the Tartan Lancers of the Sacred Heart (1972), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

71. Mellow Candle, Swaddling Songs (1972)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Mellow Candle, Swaddling Songs (1972), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Mellow Candle, Swaddling Songs (1972), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Mellow Candle, Swaddling Songs (1972), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

72. Nick Drake, Pink Moon (1972)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Nick Drake, Pink Moon (1972), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Nick Drake, Pink Moon (1972), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Nick Drake, Pink Moon (1972), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

73. Townes Van Zandt, The Late Great Townes Van Zandt (1972)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Townes Van Zandt, The Late Great Townes Van Zandt (1972), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Townes Van Zandt, The Late Great Townes Van Zandt (1972), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Townes Van Zandt, The Late Great Townes Van Zandt (1972), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

74. Tri Yann, Café du bon coin (1972)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Tri Yann, Café du bon coin (1972), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Tri Yann, Café du bon coin (1972), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Tri Yann, Café du bon coin (1972), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

75. Hazel Dickens & Alice Gerrard, Hazel Dickens and Alice Gerrard (1973)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Hazel Dickens & Alice Gerrard, Hazel Dickens and Alice Gerrard (1973), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Hazel Dickens & Alice Gerrard, Hazel Dickens and Alice Gerrard (1973), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Hazel Dickens & Alice Gerrard, Hazel Dickens and Alice Gerrard (1973), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

76. Inti-Illimani, Canto de pueblos andinos, Vol. 1 (1973)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Inti-Illimani, Canto de pueblos andinos, Vol. 1 (1973), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Inti-Illimani, Canto de pueblos andinos, Vol. 1 (1973), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Inti-Illimani, Canto de pueblos andinos, Vol. 1 (1973), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

77. John Martyn, Solid Air (1973)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In John Martyn, Solid Air (1973), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In John Martyn, Solid Air (1973), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In John Martyn, Solid Air (1973), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

78. Paco de Lucía, Fuente y caudal (1973)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Paco de Lucía, Fuente y caudal (1973), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Paco de Lucía, Fuente y caudal (1973), il profilo 01001 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Paco de Lucía, Fuente y caudal (1973), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

79. Planxty, Planxty (1973)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Planxty, Planxty (1973), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Planxty, Planxty (1973), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Planxty, Planxty (1973), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

80. Planxty, The Well Below the Valley (1973)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Planxty, The Well Below the Valley (1973), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Planxty, The Well Below the Valley (1973), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Planxty, The Well Below the Valley (1973), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

81. Steeleye Span, Parcel of Rogues (1973)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Steeleye Span, Parcel of Rogues (1973), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Steeleye Span, Parcel of Rogues (1973), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Steeleye Span, Parcel of Rogues (1973), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

82. Gwendal, Irish Jig (1974)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Gwendal, Irish Jig (1974), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Gwendal, Irish Jig (1974), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Gwendal, Irish Jig (1974), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

83. Richard & Linda Thompson, I Want to See the Bright Lights Tonight (1974)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Richard & Linda Thompson, I Want to See the Bright Lights Tonight (1974), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Richard & Linda Thompson, I Want to See the Bright Lights Tonight (1974), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Richard & Linda Thompson, I Want to See the Bright Lights Tonight (1974), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

84. Sandy Denny, Like an Old Fashioned Waltz (1974)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Sandy Denny, Like an Old Fashioned Waltz (1974), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Sandy Denny, Like an Old Fashioned Waltz (1974), il profilo 01111 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Sandy Denny, Like an Old Fashioned Waltz (1974), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; relazioni fra parti simultanee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

85. Clannad, Clannad 2 (1975)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Clannad, Clannad 2 (1975), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Clannad, Clannad 2 (1975), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Clannad, Clannad 2 (1975), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

86. Marcel Cellier présente: Le Mystère des Voix Bulgares, Le Mystère des Voix Bulgares, Volume 1 (1975)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Le Mystère des Voix Bulgares, Le Mystère des Voix Bulgares, Vol. 1 (1975), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Le Mystère des Voix Bulgares, Le Mystère des Voix Bulgares, Vol. 1 (1975), il profilo 01001 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Le Mystère des Voix Bulgares, Le Mystère des Voix Bulgares, Vol. 1 (1975), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

87. The Bothy Band, The Bothy Band (1975)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In The Bothy Band, The Bothy Band (1975), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Bothy Band, The Bothy Band (1975), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Bothy Band, The Bothy Band (1975), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

88. The Watersons, For Pence and Spicy Ale (1975)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In The Watersons, For Pence and Spicy Ale (1975), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Watersons, For Pence and Spicy Ale (1975), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Watersons, For Pence and Spicy Ale (1975), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

89. Andy Irvine & Paul Brady, Andy Irvine & Paul Brady (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Andy Irvine & Paul Brady, Andy Irvine & Paul Brady (1976), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Andy Irvine & Paul Brady, Andy Irvine & Paul Brady (1976), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Andy Irvine & Paul Brady, Andy Irvine & Paul Brady (1976), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

90. June Tabor, Airs and Graces (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In June Tabor, Airs and Graces (1976), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In June Tabor, Airs and Graces (1976), il profilo 01111 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In June Tabor, Airs and Graces (1976), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; relazioni fra parti simultanee formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

91. Malicorne, Almanach (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Malicorne, Almanach (1976), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Malicorne, Almanach (1976), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Malicorne, Almanach (1976), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

92. Mélusine, La Prison d’amour (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Mélusine, La Prison d’amour (1976), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Mélusine, La Prison d’amour (1976), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Mélusine, La Prison d’amour (1976), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

93. Silly Sisters, Silly Sisters (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Silly Sisters, Silly Sisters (1976), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Silly Sisters, Silly Sisters (1976), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Silly Sisters, Silly Sisters (1976), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

94. The Bothy Band, Old Hag You Have Killed Me (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In The Bothy Band, Old Hag You Have Killed Me (1976), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Bothy Band, Old Hag You Have Killed Me (1976), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In The Bothy Band, Old Hag You Have Killed Me (1976), relazioni fra parti simultanee costituiscono l’accesso principale; ritorni metrici e microvariazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

95. Toto Bissainthe, Chante Haïti (1977)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Toto Bissainthe, Chante Haïti (1977), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Toto Bissainthe, Chante Haïti (1977), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Toto Bissainthe, Chante Haïti (1977), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

96. Robbie Basho, Visions of the Country (1978)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Robbie Basho, Visions of the Country (1978), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Robbie Basho, Visions of the Country (1978), il profilo 01001 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Robbie Basho, Visions of the Country (1978), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

97. Camarón de la Isla, La leyenda del tiempo (1979)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Camarón de la Isla, La leyenda del tiempo (1979), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Camarón de la Isla, La leyenda del tiempo (1979), il profilo 01001 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Camarón de la Isla, La leyenda del tiempo (1979), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

98. Milladoiro, A Galicia de Maeloc (1979)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Milladoiro, A Galicia de Maeloc (1979), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Milladoiro, A Galicia de Maeloc (1979), il profilo 01001 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: In Milladoiro, A Galicia de Maeloc (1979), continuità delle linee costituiscono l’accesso principale; memoria di strofe e trasformazioni formano il secondo compito autonomo. Gli assi esclusi non superano con sufficiente estensione il test controfattuale sull’intero oggetto.

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1980-1989

Il revival storico si decentra e incontra nuove geografie, circuiti internazionali e produzioni urbane.

99. Nic Jones, Penguin Eggs (1980)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Nic Jones, Penguin Eggs (1980), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Nic Jones, Penguin Eggs (1980), il profilo 01011 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale e chitarristica guida il percorso; attacco, risonanza e articolazione rendono il timbro autonomo, mentre la costruzione delle ballate attiva la memoria formale.

100. Dick Gaughan, Handful of Earth (1981)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Dick Gaughan, Handful of Earth (1981), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Dick Gaughan, Handful of Earth (1981), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Le parti vocali e strumentali mantengono autonomia dentro un impianto metrico saldo; linee e sviluppo strofico acquistano senso dalla loro relazione d’insieme.

101. Kate Wolf, Close to You (1981)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Kate Wolf, Close to You (1981), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Kate Wolf, Close to You (1981), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale orienta l’ascolto e la successione delle strofe costruisce una forma narrativa leggibile, senza rendere autonomi ritmo, verticalità o timbro.

102. Los Jaivas, Alturas de Machu Picchu (1981)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: V

Certezza: media

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Los Jaivas, Alturas de Machu Picchu (1981), forma-energia e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Los Jaivas, Alturas de Machu Picchu (1981), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La grande forma mette in relazione cicli andini, linee cantate e strumentali, piani simultanei e trasformazioni timbriche; ogni strategia ricorre con funzione strutturale. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

103. Fausto, Por Este Rio Acima (1982)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: V

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Fausto, Por Este Rio Acima (1982), forma-energia e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Fausto, Por Este Rio Acima (1982), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il racconto musicale su larga scala governa linee, cicli, impasti strumentali e cambi di densità; la comprensione richiede di collegare episodi lontani senza perdere i piani simultanei. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

104. Muzsikás, Nem úgy van most, mint volt régen (1982)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Muzsikás, Nem úgy van most, mint volt régen (1982), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Muzsikás, Nem úgy van most, mint volt régen (1982), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La danza e il ciclo ritmico sono il centro; l’incastro degli strumenti e delle linee richiede separazione dei piani e memoria delle trasformazioni formali.

105. Suzanne Vega, Suzanne Vega (1985)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Suzanne Vega, Suzanne Vega (1985), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Suzanne Vega, Suzanne Vega (1985), il profilo 01111 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale e verbale resta centrale, mentre armonia, spazio produttivo e forma della canzone costituiscono appoggi ricorrenti e autonomamente allenabili.

106. The Pogues, Rum Sodomy & the Lash (1985)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In The Pogues, Rum Sodomy & the Lash (1985), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Pogues, Rum Sodomy & the Lash (1985), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’impulso punk e i cicli della danza irlandese organizzano l’album; linee, stratificazione d’ensemble, materia sonora e archi energetici sono tutti sostanziali. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

107. Márta Sebestyén, Muzsikás (1987)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Márta Sebestyén, Muzsikás (1987), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Márta Sebestyén, Muzsikás (1987), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La voce guida il percorso, ma polifonia, disposizione dei piani, colore degli strumenti e organizzazione delle sezioni modificano stabilmente il significato delle linee.

108. Ali Farka Touré, Ali Farka Touré (1988)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Ali Farka Touré, Ali Farka Touré (1988), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Ali Farka Touré, Ali Farka Touré (1988), il profilo 11011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il ciclo chitarristico e ritmico rende percepibili microvariazioni; la linea vocale e strumentale, la grana sonora e l’arco dei brani completano il funzionamento.

109. La Musgaña, El Diablo Cojuelo (1988)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In La Musgaña, El Diablo Cojuelo (1988), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In La Musgaña, El Diablo Cojuelo (1988), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La pulsazione di danza è primaria; linee strumentali intrecciate e piani d’ensemble richiedono ascolto simultaneo, mentre ritorni e contrasti articolano la forma.

110. Michelle Shocked, Short Sharp Shocked (1988)

Profilo P-L-V-T-F: 11001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Michelle Shocked, Short Sharp Shocked (1988), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Michelle Shocked, Short Sharp Shocked (1988), il profilo 11001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea verbale-melodica domina, sostenuta da cicli ritmici sufficientemente ricorrenti da costituire un secondo bersaglio; la forma resta soprattutto strofica.

111. The Waterboys, Fisherman’s Blues (1988)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: V

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In The Waterboys, Fisherman’s Blues (1988), forma-energia e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Waterboys, Fisherman’s Blues (1988), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’identità nasce dal passaggio fra canzone rock e sessione tradizionale: cicli, linee, interplay, ambiente sonoro e progressione energetica si condizionano a vicenda. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

112. Toumani Diabaté, Kaira (1988)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Toumani Diabaté, Kaira (1988), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Toumani Diabaté, Kaira (1988), il profilo 01011 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La kora sviluppa linee continue e trasformative; attacco, risonanza e registro sono indispensabili, mentre la memoria delle progressioni rende sostanziale la forma.

113. Tracy Chapman, Tracy Chapman (1988)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Tracy Chapman, Tracy Chapman (1988), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Tracy Chapman, Tracy Chapman (1988), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale e verbale è l’accesso principale; strofe, ritornelli e accumulo narrativo richiedono una memoria formale stabile.

114. Altan, Horse with a Heart (1989)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Altan, Horse with a Heart (1989), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Altan, Horse with a Heart (1989), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La danza del Donegal e gli incastri ritmici orientano l’ascolto; le linee strumentali si separano e si ricompongono dentro forme di set chiaramente articolate.

115. Indigo Girls, Indigo Girls (1989)

Profilo P-L-V-T-F: 01101

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: bassa

Integrazione: In Indigo Girls, Indigo Girls (1989), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie restano prevalentemente gerarchizzate e separabili. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Indigo Girls, Indigo Girls (1989), il profilo 01101 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il dialogo delle due voci rende autonome le linee e la loro relazione verticale; l’organizzazione strofica fornisce il terzo asse strutturale.

116. Mari Boine, Gula Gula (1989)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Mari Boine, Gula Gula (1989), timbro-spazio e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Mari Boine, Gula Gula (1989), il profilo 11011 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il joik e la produzione contemporanea fanno della materia sonora il centro; pulsazione, linea e trasformazione formale restano ricorrenti e controfattualmente necessarie.

117. Nusrat Fateh Ali Khan, Shahen-Shah (1989)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: molto alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Nusrat Fateh Ali Khan, Shahen-Shah (1989), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Nusrat Fateh Ali Khan, Shahen-Shah (1989), il profilo 11101 fa emergere lentamente gli appigli e impone un carico eccezionale di orientamento e memoria. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale improvvisata domina, ma ciclo di tabla, risposta corale, densità timbrica e accumulo energetico-formale costituiscono cinque bersagli autonomi e ricorrenti. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

118. Oumou Sangaré, Moussoulou (1989)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Oumou Sangaré, Moussoulou (1989), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Oumou Sangaré, Moussoulou (1989), il profilo 11011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il ciclo wassoulou organizza incastri e microvariazioni; linea vocale, qualità strumentale e costruzione energetica dei brani sono appoggi sostanziali.

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1990-1999

Diaspora, world music e sperimentazione rendono più visibili tradizioni e sintesi provenienti da aree differenti.

119. Psarantonis & Ensemble, Crete: Son of Psiloritis (1991)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Psarantonis, The Son of Psiloritis (1980), timbro-spazio e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Psarantonis, The Son of Psiloritis (1980), il profilo 11011 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La materia della voce e della lira cretese è centrale; cicli, linee improvvisative e archi di intensificazione costituiscono bersagli autonomi e ricorrenti.

120. Baaba Maal, Baayo (1991)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Baaba Maal, Baayo (1991), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Baaba Maal, Baayo (1991), il profilo 11011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale pulaar guida l’ascolto, sostenuta da cicli acustici, identità timbriche riconoscibili e forme costruite per ripresa e intensificazione.

121. Taraf de Haïdouks, Musique des Tziganes de Roumanie (1991)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Taraf de Haïdouks, Musique des Tziganes de Roumanie (1991), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Taraf de Haïdouks, Musique des Tziganes de Roumanie (1991), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il moto di danza e l’accelerazione ciclica sono centrali; le linee degli strumenti si intrecciano in piani simultanei e producono archi formali di crescente pressione.

122. Värttinä, Oi Dai (1991)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Värttinä, Oi Dai (1991), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Värttinä, Oi Dai (1991), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La pulsazione careliana regge voci e strumenti; polifonia, linee autonome e organizzazione dei ritorni rendono necessario un ascolto insieme ciclico, verticale e formale.

123. Hedningarna, Kaksi! (1992)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Hedningarna, Kaksi! (1992), timbro-spazio e ciclo costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Hedningarna, Kaksi! (1992), il profilo 11111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Strumenti arcaici e produzione moderna trasformano la materia sonora; cicli, linee vocali, stratificazioni e archi energetici operano tutti in modo esteso.

124. JPP, Pirun Polska (1992)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In JPP, Pirun Polska (1992), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In JPP, Pirun Polska (1992), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La polska organizza accenti e ritorni; l’ensemble di violini richiede separazione dei piani, inseguimento delle linee e memoria della forma di danza.

125. Huun-Huur-Tu, 60 Horses in My Herd (1993)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Huun-Huur-Tu, 60 Horses in My Herd (1993), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Huun-Huur-Tu, 60 Horses in My Herd (1993), il profilo 11011 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il canto armonico rende il timbro un oggetto strutturale; bordoni e cicli, linee vocali e progressione dei brani richiedono ascolti distinti e complementari.

126. Sainkho Namtchylak, Out of Tuva (1993)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Sainkho Namtchylak, Out of Tuva (1993), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Sainkho Namtchylak, Out of Tuva (1993), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La trasformazione della voce è il centro, ma traiettorie lineari, sovrapposizioni e archi energetici sono ricorrenti; il ciclo non è abbastanza costante da ricevere 1.

127. Totó la Momposina, La Candela Viva (1993)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Totó la Momposina, La Candela Viva (1993), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Totó la Momposina, La Candela Viva (1993), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: I ritmi della costa colombiana organizzano il movimento; linee responsoriali, stratificazione percussiva, colori vocali e progressione energetica sono tutti sostanziali. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

128. Loreena McKennitt, The Mask and Mirror (1994)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Loreena McKennitt, The Mask and Mirror (1994), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Loreena McKennitt, The Mask and Mirror (1994), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Lo spazio produttivo e il colore strumentale determinano l’identità; linea vocale, armonie stratificate e sviluppo formale costituiscono appoggi autonomi.

129. Madredeus, Ainda (1995)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Madredeus, Ainda (1995), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Madredeus, Ainda (1995), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La voce e la linea melodica guidano, mentre disposizione cameristica, risonanza e forma della canzone modificano continuamente il percorso.

130. Savina Yannatou, Primavera en Salonico (1995)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Savina Yannatou, Primavera en Salonico (1995), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Savina Yannatou, Primavera en Salonico (1995), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale attraversa repertori diversi; interazione cameristica, materia timbrica e forma interpretativa sono necessarie per seguirne le trasformazioni.

131. Frifot, Järven (1996)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Frifot, Järven (1996), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Frifot, Järven (1996), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’interazione acustica fra voce e strumenti è primaria; cicli di danza, linee indipendenti e articolazione dei set completano l’identità del trio.

132. Garmarna, Guds spelemän (1996)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Garmarna, Guds spelemän (1996), timbro-spazio e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Garmarna, Guds spelemän (1996), il profilo 11111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La ballata nordica viene ridefinita da elettricità e spazio sonoro; cicli, linee, piani simultanei e sviluppo energetico restano bersagli autonomi e ricorrenti.

133. Gillian Welch, Revival (1996)

Profilo P-L-V-T-F: 11001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Gillian Welch, Revival (1996), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Gillian Welch, Revival (1996), il profilo 11001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale e strumentale è il centro; il passo old-time e i ritorni metrici sostengono una memoria formale sobria ma sostanziale.

134. Ross Daly, An-Ki (1996)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Ross Daly, An-Ki (1996), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Ross Daly, An-Ki (1996), il profilo 01011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La modalità orientale si sviluppa in linee trasformative; risonanza e attacco degli strumenti e la memoria degli archi improvvisativi rendono attivi timbro e forma.

135. Solas, Solas (1996)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Solas, Solas (1996), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Solas, Solas (1996), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: I cicli di danza irlandese organizzano il moto; linee virtuosistiche e piani d’ensemble devono essere separati e ricomposti lungo forme di set.

136. The Bulgarian Voices “Angelite”, Huun-Huur-Tu, Sergey Starostin & Mikhail Alperin, Fly, Fly My Sadness (1996)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In The Bulgarian Voices Angelite & Huun-Huur-Tu, Fly, Fly My Sadness (1996), simultaneità e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Bulgarian Voices Angelite & Huun-Huur-Tu, Fly, Fly My Sadness (1996), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’incontro fra cori bulgari e canto tuvano richiede separazione e ricomposizione dei piani; linee, materie vocali e forma dell’alternanza sono sostanziali.

137. Gnawa Diffusion, Algeria (1997)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Gnawa Diffusion, Algeria (1997), ciclo e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Gnawa Diffusion, Algeria (1997), il profilo 11011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il groove reggae-gnawa governa i ritorni; materia elettrica, linea vocale e progressione delle sezioni ampliano l’ascolto senza rendere V autonoma in modo costante.

138. Susana Baca, Susana Baca (1997)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Susana Baca, Susana Baca (1997), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Susana Baca, Susana Baca (1997), il profilo 11011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale afroperuviana domina, sostenuta da cicli ritmici, identità timbriche degli strumenti e forme costruite per ritorno e variazione.

139. Eliza Carthy, Red Rice (1998)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Eliza Carthy, Red Rice (1998), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Eliza Carthy, Red Rice (1998), il profilo 11101 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Ritmo, violino e voce, stratificazione dell’ensemble, produzione e archi formali si condizionano reciprocamente lungo tutto il doppio album. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

140. Fanfare Ciocărlia, Radio Paşcani (1998)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Fanfare Ciocărlia, Radio Paşcani (1998), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Fanfare Ciocărlia, Radio Paşcani (1998), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La propulsione degli ottoni è ciclica, ma la comprensione richiede anche linee indipendenti, fitte relazioni verticali, grana strumentale e grandi archi di accelerazione. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

141. Alim Qasimov Ensemble, Love’s Deep Ocean (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: molto alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Alim Qasimov Ensemble, Love’s Deep Ocean (1999), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Alim Qasimov Ensemble, Love’s Deep Ocean (1999), il profilo 01111 fa emergere lentamente gli appigli e impone un carico eccezionale di orientamento e memoria. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’improvvisazione del mugham è anzitutto linea e memoria trasformativa; piani d’ensemble, materia vocale e sviluppo formale sono indispensabili.

142. Bonnie “Prince” Billy, I See a Darkness (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Bonnie “Prince” Billy, I See a Darkness (1999), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Bonnie “Prince” Billy, I See a Darkness (1999), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale scarnificata domina; grana, prossimità e silenzio hanno funzione autonoma, mentre la successione e la trasformazione dei brani costruiscono forma.

143. Dhafer Youssef, Malak (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Dhafer Youssef, Malak (1999), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Dhafer Youssef, Malak (1999), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Oud, voce e spazio d’ensemble pongono il timbro al centro; linee modali, rapporti simultanei e sviluppo delle sezioni restano sostanziali.

144. Kate Rusby, Sleepless (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Kate Rusby, Sleepless (1999), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Kate Rusby, Sleepless (1999), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale rende leggibile la ballata; strofe, ritorni e variazioni interpretative richiedono memoria formale senza attivare stabilmente gli altri assi.

145. Lila Downs, La Sandunga (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Lila Downs, La Sandunga (1999), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Lila Downs, La Sandunga (1999), il profilo 11011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La voce attraversa repertori messicani e identità linguistiche; cicli, colori strumentali e forma delle reinterpretazioni operano come appoggi ricorrenti.

146. Mostar Sevdah Reunion, Mostar Sevdah Reunion (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Mostar Sevdah Reunion, Mostar Sevdah Reunion (1999), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Mostar Sevdah Reunion, Mostar Sevdah Reunion (1999), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea del sevdah guida, mentre armonie d’ensemble, grana vocale e spazio, e sviluppo formale delle interpretazioni sono necessari.

147. Muzsikás, The Bartók Album (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Muzsikás, The Bartók Album (1999), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Muzsikás, The Bartók Album (1999), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il dialogo fra repertorio contadino e memoria bartókiana richiede linee, cicli, piani simultanei, identità timbriche e connessioni formali estese. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

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2000-2009

Archivio digitale, ritorno dell’acustico e nuova produzione indipendente convivono in uno stesso spazio discografico.

148. O Brother, Where Art Thou? Cast, O Brother, Where Art Thou? Soundtrack (2000)

Profilo P-L-V-T-F: profilo variabile; non attribuibile unitariamente

Strategia prevalente: variabile

Strategia secondaria: variabile

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In O Brother, Where Art Thou? Cast, O Brother, Where Art Thou? Soundtrack (2000), strategie variabili e strategie variabili costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In O Brother, Where Art Thou? Cast, O Brother, Where Art Thou? Soundtrack (2000), il profilo profilo variabile; non attribuibile unitariamente offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da strategie variabili, mentre il controllo di strategie variabili determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La colonna sonora riunisce interpreti e oggetti musicali differenti; un codice unico scambierebbe la coerenza editoriale per uniformità percettiva.

149. Kapela ze Wsi Warszawa, Wiosna Ludu (2001)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Kapela ze Wsi Warszawa, Wiosna Ludu (2001), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Kapela ze Wsi Warszawa, Wiosna Ludu (2001), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La pulsazione rurale trasformata è il centro; linee, stratificazione, materia aspra e archi energetici ricorrono con autonomia attentiva e conseguenza strutturale. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

150. Peatbog Faeries, Faerie Stories (2001)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Peatbog Faeries, Faerie Stories (2001), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Peatbog Faeries, Faerie Stories (2001), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Groove contemporaneo e tradizione scozzese organizzano i brani; linee, piani d’ensemble, trattamento timbrico e progressioni formali sono tutti sostanziali. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

151. Iron & Wine, The Creek Drank the Cradle (2002)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Iron & Wine, The Creek Drank the Cradle (2002), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Iron & Wine, The Creek Drank the Cradle (2002), il profilo 01011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale e chitarristica guida l’ascolto; prossimità, grana della registrazione e risonanza trasformano il timbro in un bersaglio autonomo, mentre l’arco dei brani rende attiva la memoria formale.

152. The Carter Family, The Carter Family 1927-1934 (2002)

Profilo P-L-V-T-F: profilo variabile; non attribuibile unitariamente

Strategia prevalente: variabile

Strategia secondaria: variabile

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: variabile

Livello di integrazione: variabile

Integrazione: In The Carter Family, The Carter Family 1927-1934 (2002), i documenti raccolti presentano gradi diversi di dipendenza fra le strategie; non è quindi corretto assegnare un unico livello all’intera raccolta.

Perché: In The Carter Family, The Carter Family 1927-1934 (2002), riunisce documenti con appigli, densità e carichi di memoria differenti; la difficoltà deve quindi essere giudicata sui singoli documenti e non sull’edizione nel suo insieme.

Motivazione percettiva: La raccolta riunisce registrazioni autonome distribuite su più anni: un unico codice confonderebbe la funzione documentaria dell’edizione con l’organizzazione percettiva dei singoli brani.

153. José González, Veneer (2003)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In José González, Veneer (2003), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In José González, Veneer (2003), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il fingerpicking e la voce costruiscono linee continue; attacco, decadimento e prossimità della chitarra sono strutturali, mentre ritorni e proporzioni rendono riconoscibile la forma dei brani.

154. Natalie Merchant, The House Carpenter’s Daughter (2003)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Natalie Merchant, The House Carpenter’s Daughter (2003), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Natalie Merchant, The House Carpenter’s Daughter (2003), il profilo 01111 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale resta il centro, ma armonie, disposizione degli strumenti, colore acustico e trasformazione delle forme tradizionali costituiscono appoggi ricorrenti e sostanziali.

155. Amira Medunjanin, Rosa (2004)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Amira Medunjanin, Rosa (2004), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Amira Medunjanin, Rosa (2004), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea del sevdah guida il percorso; armonie cameristiche, profondità sonora e costruzione delle tensioni formali modificano stabilmente la funzione della voce.

156. Devendra Banhart, Rejoicing in the Hands (2004)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Devendra Banhart, Rejoicing in the Hands (2004), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Devendra Banhart, Rejoicing in the Hands (2004), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale irregolare e la chitarra orientano l’ascolto; grana, fragilità dell’attacco e spazio ravvicinato sono indispensabili, mentre la forma emerge dalla variazione delle miniature.

157. Warsaw Village Band, Uprooting (2004)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Warsaw Village Band, Uprooting (2004), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Warsaw Village Band, Uprooting (2004), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il ciclo rurale trasformato è il centro; linee vocali e strumentali, stratificazioni, materia aspra e progressioni energetiche ricorrono con autonomia e conseguenza strutturale. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

158. Kronos Quartet & Asha Bhosle, You’ve Stolen My Heart (2005)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: T

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Kronos Quartet & Asha Bhosle, You’ve Stolen My Heart (2005), simultaneità e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Kronos Quartet & Asha Bhosle, You’ve Stolen My Heart (2005), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il quartetto e la voce richiedono separazione e ricomposizione dei piani; linee melodiche, trattamento timbrico e forma degli arrangiamenti sono sostanziali, mentre il ciclo non domina con continuità.

159. Sufjan Stevens, Illinois (2005)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Sufjan Stevens, Illinois (2005), forma-energia e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Sufjan Stevens, Illinois (2005), il profilo 11111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La costruzione dell’album collega cicli, linee vocali e strumentali, fitte orchestrazioni e mutamenti di colore; la forma su larga scala rende interdipendenti tutte le strategie.

160. Alela Diane, The Pirate’s Gospel (2006)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Alela Diane, The Pirate’s Gospel (2006), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Alela Diane, The Pirate’s Gospel (2006), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale e chitarristica resta primaria; attacco, risonanza e qualità materica della voce costituiscono un secondo campo autonomo, mentre le forme strofiche organizzano il percorso.

161. Bellowhead, Burlesque (2006)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Bellowhead, Burlesque (2006), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Bellowhead, Burlesque (2006), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La pulsazione di danza sostiene un grande ensemble di linee indipendenti; relazioni verticali, colori strumentali e archi energetici rendono tutte le strategie ricorrenti e necessarie. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

162. Joanna Newsom, Ys (2006)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Joanna Newsom, Ys (2006), forma-energia e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Joanna Newsom, Ys (2006), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Le lunghe traiettorie narrative richiedono memoria formale; linea vocale e arpa, rapporti armonici e orchestrazione timbrica si trasformano reciprocamente lungo ogni composizione.

163. Karine Polwart, Scribbled in Chalk (2006)

Profilo P-L-V-T-F: 01001

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Karine Polwart, Scribbled in Chalk (2006), linea e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Karine Polwart, Scribbled in Chalk (2006), il profilo 01001 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea verbale-melodica è l’accesso principale; strofe, ritorni e accumulo narrativo costruiscono una forma sostanziale senza rendere autonomi gli altri assi.

164. Bon Iver, For Emma, Forever Ago (2007)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Bon Iver, For Emma, Forever Ago (2007), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Bon Iver, For Emma, Forever Ago (2007), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La prossimità domestica, le sovraincisioni vocali e la grana acustica pongono il timbro al centro; linee e archi dei brani restano bersagli autonomi e ricorrenti.

165. Julie Fowlis, Cuilidh (2007)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Julie Fowlis, Cuilidh (2007), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Julie Fowlis, Cuilidh (2007), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale gaelica guida, ma cicli di danza, intrecci strumentali e organizzazione dei set richiedono memoria ritmica, simultanea e formale.

166. Marissa Nadler, Songs III: Bird on the Water (2007)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Marissa Nadler, Songs III: Bird on the Water (2007), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Marissa Nadler, Songs III: Bird on the Water (2007), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Riverbero, distanza e grana vocale determinano l’identità dell’album; le linee melodiche e la costruzione delle tensioni formali restano sostanziali.

167. Fleet Foxes, Fleet Foxes (2008)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Fleet Foxes, Fleet Foxes (2008), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Fleet Foxes, Fleet Foxes (2008), il profilo 11111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Le armonie vocali e l’interazione dell’ensemble sono il centro; cicli, linee, profondità timbrica e archi formali operano in modo esteso e reciprocamente trasformativo.

168. Sam Amidon, All Is Well (2008)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Sam Amidon, All Is Well (2008), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Sam Amidon, All Is Well (2008), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La rilettura cameristica separa e ricompone voce e strumenti; linee tradizionali, materia sonora e trasformazioni formali sono necessarie, mentre il ciclo non sempre supera la soglia autonoma.

169. Lau, Arc Light (2009)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Lau, Arc Light (2009), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Lau, Arc Light (2009), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il trio costruisce l’identità attraverso incastri metrici, linee indipendenti, interazione simultanea, trattamento timbrico discreto e sviluppo formale: ogni asse è ricorrente e sostanziale. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

170. The Decemberists, The Hazards of Love (2009)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In The Decemberists, The Hazards of Love (2009), forma-energia e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Decemberists, The Hazards of Love (2009), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il concept narrativo richiede memoria della grande forma; cicli rock, linee tematiche, stratificazione dell’ensemble e mutamenti timbrici concorrono stabilmente all’arco complessivo. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

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2010-2019

Il folk recupera genealogie trascurate e sviluppa forme cameristiche, collettive e radicalmente espanse.

171. Anaïs Mitchell, Hadestown (2010)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Anaïs Mitchell, Hadestown (2010), forma-energia e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Anaïs Mitchell, Hadestown (2010), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La continuità teatrale e narrativa mette la forma al centro; linee vocali, relazioni fra personaggi e colori strumentali sono appoggi autonomi che cambiano funzione nel corso dell’opera.

172. DakhaBrakha, Light (2010)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In DakhaBrakha, Light (2010), timbro-spazio e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In DakhaBrakha, Light (2010), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Polifonie vocali, percussioni, violoncello e teatralità fanno del timbro il centro; ciclo, linea, piani simultanei e archi energetici sono tutti estesi e controfattualmente necessari. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

173. Laura Marling, I Speak Because I Can (2010)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Laura Marling, I Speak Because I Can (2010), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Laura Marling, I Speak Because I Can (2010), il profilo 01111 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea autoriale guida il percorso; armonie, disposizione degli strumenti, timbro della produzione e costruzione delle sezioni contribuiscono in modo autonomo.

174. The Carolina Chocolate Drops, Genuine Negro Jig (2010)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In The Carolina Chocolate Drops, Genuine Negro Jig (2010), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Carolina Chocolate Drops, Genuine Negro Jig (2010), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La string band rende centrali ciclo e incastro; linee strumentali e vocali, grane acustiche e sviluppo dei brani costituiscono cinque bersagli pedagogici ricorrenti. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

175. The Tallest Man on Earth, The Wild Hunt (2010)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In The Tallest Man on Earth, The Wild Hunt (2010), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Tallest Man on Earth, The Wild Hunt (2010), il profilo 01011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La traiettoria vocale e chitarristica domina; attacco, registro e risonanza danno autonomia al timbro, mentre ritorni e crescite costruiscono la forma.

176. Punch Brothers, Who’s Feeling Young Now? (2012)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: molto alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Punch Brothers, Who’s Feeling Young Now? (2012), simultaneità e ciclo costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Punch Brothers, Who’s Feeling Young Now? (2012), il profilo 11111 fa emergere lentamente gli appigli e impone un carico eccezionale di orientamento e memoria. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’ensemble richiede ascolto simultaneo di parti virtuosistiche; cicli irregolari, linee trasformative, qualità timbriche e grande forma operano tutti con estensione e autonomia.

177. Sam Lee, Ground of Its Own (2012)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Sam Lee, Ground of Its Own (2012), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Sam Lee, Ground of Its Own (2012), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La produzione ricontestualizza i canti raccolti ponendo materia e spazio al centro; linee, stratificazioni e archi formali restano sostanziali.

178. Laura Marling, Once I Was an Eagle (2013)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Laura Marling, Once I Was an Eagle (2013), forma-energia e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Laura Marling, Once I Was an Eagle (2013), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La continuità fra i brani e le trasformazioni motiviche rendono primaria la forma; linea vocale, armonie e materia sonora sostengono l’arco senza un ciclo autonomo costante.

179. Breabach, Fàs (2014)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Breabach, Fàs (2014), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Breabach, Fàs (2014), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Cornamuse, archi e chitarra costruiscono cicli di danza e piani interdipendenti; linee, colori strumentali e forme di set sono tutti ricorrenti e sostanziali. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

180. Leyla McCalla, Vari-Colored Songs (2014)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Leyla McCalla, Vari-Colored Songs (2014), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Leyla McCalla, Vari-Colored Songs (2014), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Voce e violoncello sviluppano linee legate alla memoria diasporica; relazioni armoniche, grana acustica e organizzazione formale sono indispensabili, mentre il ciclo non è costante.

181. The Gloaming, The Gloaming (2014)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In The Gloaming, The Gloaming (2014), simultaneità e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Gloaming, The Gloaming (2014), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il folk da camera nasce dalla relazione fra violino, pianoforte e voce; linee, piani simultanei, spazio risonante e grandi archi formali sono interdipendenti.

182. Rhiannon Giddens, Tomorrow Is My Turn (2015)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Rhiannon Giddens, Tomorrow Is My Turn (2015), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Rhiannon Giddens, Tomorrow Is My Turn (2015), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea interpretativa attraversa repertori differenti; armonie, identità timbriche e forme degli arrangiamenti sono appoggi autonomi e ricorrenti.

183. The Unthanks, Mount the Air (2015)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In The Unthanks, Mount the Air (2015), forma-energia e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Unthanks, Mount the Air (2015), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Le durate estese e gli accumuli pongono la forma al centro; linee vocali, stratificazione e trasformazioni timbriche contribuiscono in modo sostanziale senza un ciclo sempre autonomo.

184. The Gloaming, 2 (2016)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In The Gloaming, 2 (2016), simultaneità e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Gloaming, 2 (2016), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’interazione cameristica rimane primaria; linee, disposizione dei piani, risonanza e sviluppo formale richiedono ascolto congiunto, mentre la pulsazione non supera sempre la soglia.

185. Lankum, Between the Earth and Sky (2017)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Lankum, Between the Earth and Sky (2017), timbro-spazio e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Lankum, Between the Earth and Sky (2017), il profilo 11111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Drone, materia sonora e pressione degli strumenti trasformano la ballata; ciclo, linea, piani simultanei e lunga forma diventano tutti bersagli autonomi e ricorrenti.

186. Kaia Kater, Grenades (2018)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Kaia Kater, Grenades (2018), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Kaia Kater, Grenades (2018), il profilo 11011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale e il banjo guidano il racconto; cicli, identità timbriche e archi narrativi sono sostanziali, mentre la verticalità non mantiene sufficiente autonomia.

187. Big Thief, U.F.O.F. (2019)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Big Thief, U.F.O.F. (2019), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Big Thief, U.F.O.F. (2019), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Instabilità della registrazione, rumore e prossimità pongono il timbro al centro; linee, piani mobili e forme oblique restano necessari alla comprensione.

188. Lankum, The Livelong Day (2019)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: molto alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Lankum, The Livelong Day (2019), timbro-spazio e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Lankum, The Livelong Day (2019), il profilo 11111 fa emergere lentamente gli appigli e impone un carico eccezionale di orientamento e memoria. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Durata, drone e densificazione fanno collaborare materia sonora e grande forma; cicli, linee e stratificazioni sono estesi e la loro sottrazione impoverirebbe radicalmente l’album.

189. Our Native Daughters, Songs of Our Native Daughters (2019)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Our Native Daughters, Songs of Our Native Daughters (2019), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Our Native Daughters, Songs of Our Native Daughters (2019), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Le linee vocali e narrative sono centrali, ma cicli della roots music, dialogo fra strumenti, identità timbriche e costruzione collettiva dell’album sono tutti sostanziali. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

190. Rhiannon Giddens with Francesco Turrisi, There Is No Other (2019)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Rhiannon Giddens with Francesco Turrisi, There Is No Other (2019), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Rhiannon Giddens with Francesco Turrisi, There Is No Other (2019), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il dialogo fra genealogie nere e mediterranee richiede separazione e ricomposizione delle parti; linee, timbri acustici e forma degli arrangiamenti operano con continuità.

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2020-2025

Intimità registrata, revisione critica del canone e avant-folk definiscono una fase ancora aperta.

191. Adrianne Lenker, songs (2020)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Adrianne Lenker, songs (2020), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Adrianne Lenker, songs (2020), il profilo 01011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La registrazione ravvicinata rende udibili respiro, corde e ambiente; timbro e linea costituiscono i due accessi principali, mentre la successione intima dei brani sostiene la forma.

192. Jake Blount, Spider Tales (2020)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Jake Blount, Spider Tales (2020), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Jake Blount, Spider Tales (2020), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La rilettura critica dell’old-time mette in primo piano ciclo e linea; relazioni d’ensemble, materia acustica e archi formali sono ricorrenti e controfattualmente necessari. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

193. Arooj Aftab, Vulture Prince (2021)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Arooj Aftab, Vulture Prince (2021), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Arooj Aftab, Vulture Prince (2021), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Spazio, risonanza e sottrazione pongono il timbro al centro; la linea del ghazal, i rapporti simultanei e le lente trasformazioni formali restano sostanziali.

194. Yasmin Williams, Urban Driftwood (2021)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Yasmin Williams, Urban Driftwood (2021), timbro-spazio e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Yasmin Williams, Urban Driftwood (2021), il profilo 11011 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Tecniche percussive e preparazioni della chitarra rendono timbro e ciclo inseparabili; linee strumentali e forme processuali costituiscono ulteriori bersagli autonomi.

195. Molly Tuttle & Golden Highway, Crooked Tree (2022)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Molly Tuttle & Golden Highway, Crooked Tree (2022), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Molly Tuttle & Golden Highway, Crooked Tree (2022), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il bluegrass organizza l’ascolto attraverso ciclo e precisione degli incastri; linee virtuosistiche, piani d’ensemble e forme strofiche o strumentali restano sostanziali.

196. Pharis & Jason Romero, Tell ’Em You Were Gold (2022)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Pharis & Jason Romero, Tell ’Em You Were Gold (2022), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Pharis & Jason Romero, Tell ’Em You Were Gold (2022), il profilo 11011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Canto, banjo e chitarra costruiscono linee sostenute da cicli minuti; attacco e risonanza e la forma delle variazioni rendono attivi anche timbro e memoria formale.

197. The Mary Wallopers, The Mary Wallopers (2022)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In The Mary Wallopers, The Mary Wallopers (2022), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In The Mary Wallopers, The Mary Wallopers (2022), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’energia comunitaria nasce da metri di danza e incastri d’ensemble; linee vocali e strumentali e organizzazione dei ritorni completano il profilo.

198. Damir Imamović, The World and All That It Holds (2023)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Damir Imamović, The World and All That It Holds (2023), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Damir Imamović, The World and All That It Holds (2023), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea del sevdah contemporaneo guida il racconto; armonie, materia vocale e strumentale e sviluppo formale sono necessari, mentre il ciclo non è esteso in modo uniforme.

199. Lankum, False Lankum (2023)

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: F

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: molto alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Lankum, False Lankum (2023), timbro-spazio e forma-energia costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Lankum, False Lankum (2023), il profilo 11111 fa emergere lentamente gli appigli e impone un carico eccezionale di orientamento e memoria. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di forma-energia determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Drone, distorsione e profondità sonora trasformano ballata e durata; cicli, linee e stratificazioni sono tutti ricorrenti e la grande forma ne organizza le conseguenze.

200. Lisa O’Neill, All of This Is Chance (2023)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Lisa O’Neill, All of This Is Chance (2023), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Lisa O’Neill, All of This Is Chance (2023), il profilo 01111 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La voce materica e la linea narrativa sono il centro; piani strumentali, spazio della registrazione e archi estesi rendono attive verticalità, timbro e forma.

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Appendice italiana: 50 opere

L’appendice segue lo stesso impianto cronologico del corpus principale e rende visibili documentazione sul campo, canto sociale, riproposta regionale, nuove scritture e ibridazioni contemporanee.

Fino al 1959

La prima fase mette in rapporto documentazione, ballata, trasmissione familiare e nascita del revival discografico.

201. Various Artists, Folk Music and Song of Italy (1957)

Profilo P-L-V-T-F: profilo variabile; non attribuibile unitariamente

Strategia prevalente: variabile

Strategia secondaria: variabile

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: variabile

Livello di integrazione: variabile

Integrazione: In Various Artists, Folk Music and Song of Italy (1957), i documenti raccolti presentano gradi diversi di dipendenza fra le strategie; non è quindi corretto assegnare un unico livello all’intera raccolta.

Perché: In Various Artists, Folk Music and Song of Italy (1957), riunisce documenti con appigli, densità e carichi di memoria differenti; la difficoltà deve quindi essere giudicata sui singoli documenti e non sull’edizione nel suo insieme.

Motivazione percettiva: L’antologia raccoglie registrazioni sul campo provenienti da repertori, regioni e pratiche differenti. Un codice unico confonderebbe la funzione documentaria dell’edizione con il comportamento percettivo dei singoli brani.

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1960-1969

Il folk diventa lingua pubblica, canzone contemporanea, ricerca modale e laboratorio di nuove forme d’insieme.

202. Roberto Murolo, Napoletana: Antologia cronologica della canzone partenopea, Vol. 1 (1963)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Roberto Murolo, Napoletana: Antologia cronologica della canzone partenopea, Vol. 1 (1963), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Roberto Murolo, Napoletana: Antologia cronologica della canzone partenopea, Vol. 1 (1963), il profilo 01011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale e melodica rende leggibile il repertorio napoletano; inflessione, dizione, risonanza e accompagnamento trasformano il timbro in un secondo bersaglio, mentre la successione cronologica attiva la memoria formale.

203. Nuovo Canzoniere Italiano, Bella ciao (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Nuovo Canzoniere Italiano, Bella ciao (1965), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Nuovo Canzoniere Italiano, Bella ciao (1965), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Le linee vocali e narrative guidano l’ascolto, sostenute da metri collettivi, rapporti fra più voci e costruzioni strofiche. La varietà scenica rende prudenziale non attribuire autonomia costante al timbro.

204. Otello Profazio, Il brigante Musolino (1965)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Otello Profazio, Il brigante Musolino (1965), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Otello Profazio, Il brigante Musolino (1965), il profilo 11011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La narrazione cantata è primaria; cicli d’accompagnamento, grana vocale e progressione delle strofe sostengono il racconto e costituiscono bersagli autonomi.

205. Matteo Salvatore, Le quattro stagioni del Gargano (1967)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Matteo Salvatore, Le quattro stagioni del Gargano (1967), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Matteo Salvatore, Le quattro stagioni del Gargano (1967), il profilo 01011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale individualizzata e la chitarra organizzano il percorso; inflessione, attacco e materia della voce sono indispensabili, mentre ritorni e accumulo narrativo rendono attiva la forma.

206. Rosa Balistreri, La voce della Sicilia (1967)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Rosa Balistreri, La voce della Sicilia (1967), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Rosa Balistreri, La voce della Sicilia (1967), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La materia aspra e la pressione della voce pongono il timbro al centro; la linea interpretativa e la costruzione drammatica delle strofe restano sostanziali.

207. Caterina Bueno, La veglia (1968)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Caterina Bueno, La veglia (1968), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Caterina Bueno, La veglia (1968), il profilo 01011 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale rende udibile la tradizione toscana; dizione, grana e rapporto ravvicinato con l’accompagnamento costituiscono un secondo oggetto, mentre le forme strofiche richiedono memoria.

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1970-1979

Elettrificazione, rinascite regionali e scrittura autoriale ampliano il campo senza cancellarne le radici documentarie.

208. Maria Carta, Paradiso in re (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Maria Carta, Paradiso in re (1971), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Maria Carta, Paradiso in re (1971), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale sarda domina, ma rapporti armonici, qualità timbriche e trasformazioni formali degli arrangiamenti sono ricorrenti e sostanziali.

209. Nuova Compagnia di Canto Popolare, Nuova Compagnia di Canto Popolare (1971)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Nuova Compagnia di Canto Popolare, Nuova Compagnia di Canto Popolare (1971), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Nuova Compagnia di Canto Popolare, Nuova Compagnia di Canto Popolare (1971), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il lavoro d’ensemble richiede separazione e ricomposizione delle parti; cicli, linee, colori strumentali e costruzione formale operano tutti con estensione e conseguenza strutturale. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

210. Canzoniere del Lazio, Quando nascesti tune (1973)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Canzoniere del Lazio, Quando nascesti tune (1973), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Canzoniere del Lazio, Quando nascesti tune (1973), il profilo 11101 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La ricerca regionale viene trasformata da interplay e sperimentazione: cicli, linee, piani simultanei, materia sonora e sviluppo formale costituiscono cinque bersagli autonomi. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

211. Canzoniere del Lazio, Lassa sta’ la me creatura (1974)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Canzoniere del Lazio, Lassa sta’ la me creatura (1974), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Canzoniere del Lazio, Lassa sta’ la me creatura (1974), il profilo 11101 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Improvvisazione, folk e linguaggio progressivo rendono centrale la relazione fra le parti; ciclo, linea, timbro e grande forma sono ricorrenti e necessari alla comprensione dell’album. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

212. Nuova Compagnia di Canto Popolare, Li sarracini adorano lu sole (1974)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Nuova Compagnia di Canto Popolare, Li sarracini adorano lu sole (1974), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Nuova Compagnia di Canto Popolare, Li sarracini adorano lu sole (1974), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Voci e strumenti si organizzano in piani interdipendenti; cicli rituali, linee, qualità timbriche e archi formali sono estesi e controfattualmente rilevanti. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

213. Giovanna Daffini, Amore mio non piangere (1975)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Giovanna Daffini, Amore mio non piangere (1975), timbro-spazio e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Giovanna Daffini, Amore mio non piangere (1975), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La voce individuale conserva il gesto del canto mondino: grana, attacco e inflessione sono centrali, mentre linea e memoria strofica costruiscono il percorso.

214. Antonio Infantino e i Tarantolati di Tricarico, La morte bianca (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Antonio Infantino e i Tarantolati di Tricarico, La morte bianca (1976), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Antonio Infantino e i Tarantolati di Tricarico, La morte bianca (1976), il profilo 11101 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La pulsazione rituale lucana governa l’esperienza; voce, stratificazioni, materia percussiva e crescita energetica rendono tutte le strategie autonome e ricorrenti. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

215. Canzoniere del Lazio, Spirito bono (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Canzoniere del Lazio, Spirito bono (1976), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Canzoniere del Lazio, Spirito bono (1976), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Lo sviluppo elettrico conserva cicli popolari ma li distribuisce fra linee e piani indipendenti; timbro e forma energetica partecipano in modo sostanziale. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

216. E’ Zezi, Tammurriata dell’Alfasud (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In E’ Zezi, Tammurriata dell’Alfasud (1976), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In E’ Zezi, Tammurriata dell’Alfasud (1976), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La tammurriata e il gesto teatrale pongono il ciclo al centro; linee collettive, stratificazione, materia percussiva e forma drammatica sono tutti bersagli ricorrenti. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

217. Giovanna Marini, I treni per Reggio Calabria (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Giovanna Marini, I treni per Reggio Calabria (1976), forma-energia e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Giovanna Marini, I treni per Reggio Calabria (1976), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La narrazione estesa richiede memoria della grande forma; linea vocale, polifonia e trasformazione timbrica contribuiscono stabilmente, senza un ciclo dominante per l’intero oggetto.

218. Musicanova, Musicanova (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Musicanova, Musicanova (1976), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Musicanova, Musicanova (1976), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La ricerca strumentale campana vive nell’incastro dell’ensemble; cicli, linee, colori e articolazioni formali sono ricorrenti e sostanziali. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

219. Nacchere Rosse, Tammurriata di lotta (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Nacchere Rosse, Tammurriata di lotta (1976), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Nacchere Rosse, Tammurriata di lotta (1976), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il tamburo e la danza organizzano ritorni e microvariazioni; linee vocali, relazioni collettive, materia sonora e sviluppo energetico sono necessari. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

220. Roberto De Simone & Nuova Compagnia di Canto Popolare, La gatta Cenerentola (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: F

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: molto alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Roberto De Simone & Nuova Compagnia di Canto Popolare, La gatta Cenerentola (1976), forma-energia e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Roberto De Simone & Nuova Compagnia di Canto Popolare, La gatta Cenerentola (1976), il profilo 01111 fa emergere lentamente gli appigli e impone un carico eccezionale di orientamento e memoria. L’ingresso passa soprattutto da forma-energia, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il teatro musicale connette scene e ritorni su larga scala; cicli, linee, stratificazioni e identità timbriche cambiano funzione lungo la forma complessiva. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

221. Taberna Mylaensis, Fammi ristari all’aperta (1976)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Taberna Mylaensis, Fammi ristari all’aperta (1976), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Taberna Mylaensis, Fammi ristari all’aperta (1976), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La riproposta siciliana si fonda su metri e incastri; linee vocali e strumentali, piani d’ensemble e forme strofiche sono sostanziali, mentre il timbro non sempre supera la soglia autonoma.

222. Canzoniere Grecanico Salentino, Canti di terra d’Otranto e della Grecia salentina (1977)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Canzoniere Grecanico Salentino, Canti di terra d’Otranto e della Grecia salentina (1977), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Canzoniere Grecanico Salentino, Canti di terra d’Otranto e della Grecia salentina (1977), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Pizzica e repertorio griko rendono primari ciclo e linea; l’intreccio degli strumenti e la memoria delle forme di danza completano il profilo.

223. Elena Ledda, Ammentos (1979)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Elena Ledda, Ammentos (1979), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Elena Ledda, Ammentos (1979), il profilo 01111 offre appigli immediati e punti di recupero frequenti. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La linea vocale sarda guida l’ascolto; armonie, materia della voce e sviluppo degli arrangiamenti costituiscono appoggi autonomi.

224. Musicanova, Quanno turnammo a nascere (1979)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Musicanova, Quanno turnammo a nascere (1979), linea e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Musicanova, Quanno turnammo a nascere (1979), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La nuova composizione meridionale integra linee vocali, cicli, piani strumentali, colori e archi formali; ogni strategia ricorre con funzione sostanziale. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

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1980-1989

Il revival storico si decentra e incontra nuove geografie, circuiti internazionali e produzioni urbane.

225. Istranova, Istranova (1982)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: media-alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Istranova, Istranova (1982), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Istranova, Istranova (1982), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La memoria istriana è resa attraverso linee vocali e strumentali sostenute da cicli e rapporti d’ensemble; la forma dei brani è sostanziale, mentre il timbro resta meno autonomo.

226. La Ciapa Rusa, Ten da chent l’archet che la sunada l’è lunga (1982)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In La Ciapa Rusa, Ten da chent l’archet che la sunada l’è lunga (1982), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In La Ciapa Rusa, Ten da chent l’archet che la sunada l’è lunga (1982), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La rinascita piemontese mette al centro danza e incastro; linee autonome e articolazione dei set richiedono ascolto verticale e memoria formale.

227. La Macina, Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto (1982)

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In La Macina, Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto (1982), linea e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In La Macina, Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto (1982), il profilo 01011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il canto orale marchigiano è organizzato dalla linea; inflessione, grana e risonanza sono strutturali, mentre strofe e trasformazioni rendono sostanziale la forma.

228. Tre Martelli, Trata Birata (1982)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Tre Martelli, Trata Birata (1982), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Tre Martelli, Trata Birata (1982), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il repertorio piemontese vive nella pulsazione di danza e nella relazione fra strumenti; linee e forme di set costituiscono ulteriori bersagli autonomi.

229. Calicanto, De là de l’acqua (1983)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Calicanto, De là de l’acqua (1983), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Calicanto, De là de l’acqua (1983), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La tradizione veneta viene articolata attraverso cicli, linee indipendenti e incastri strumentali; ritorni e successioni costruiscono la forma.

230. Riccardo Tesi, Il ballo della lepre (1983)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: L

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Riccardo Tesi, Il ballo della lepre (1983), linea e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Riccardo Tesi, Il ballo della lepre (1983), il profilo 11011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da linea, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: L’organetto sviluppa linee sostenute da cicli di danza; attacco, mantice e risonanza rendono il timbro autonomo, mentre le variazioni costruiscono archi formali.

231. Baraban, Musa di pèlle, pinfio di legno nero (1987)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Baraban, Musa di pèlle, pinfio di legno nero (1987), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Baraban, Musa di pèlle, pinfio di legno nero (1987), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La danza dell’Italia settentrionale organizza il moto; linee degli strumenti e rapporti d’ensemble richiedono separazione dei piani e memoria dei set.

232. Re Niliu, Caravi (1988)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Re Niliu, Caravi (1988), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Re Niliu, Caravi (1988), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La ricerca calabrese e mediterranea mette in relazione cicli, linee e parti autonome; colori strumentali e sviluppo formale sono ugualmente ricorrenti. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

233. Kunsertu, Shams (1989)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Kunsertu, Shams (1989), timbro-spazio e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Kunsertu, Shams (1989), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La contaminazione mediterranea urbana pone il suono al centro; groove, linee, stratificazioni e archi energetici sono estesi e necessari. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

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1990-1999

Diaspora, world music e sperimentazione rendono più visibili tradizioni e sintesi provenienti da aree differenti.

234. Il Parto delle Nuvole Pesanti, 4 battute di povertà (1994)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Il Parto delle Nuvole Pesanti, 4 battute di povertà (1994), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Il Parto delle Nuvole Pesanti, 4 battute di povertà (1994), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il folk rock migrante combina cicli energici, linee dialettali, piani elettrici, materia sonora e forme dinamiche: tutte le strategie costituiscono bersagli sostanziali. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

235. Almamegretta, Sanacore (1995)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Almamegretta, Sanacore (1995), timbro-spazio e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Almamegretta, Sanacore (1995), il profilo 01111 presenta appigli specialistici o instabili e punti di recupero radi. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Dub, dialetto e radici mediterranee fanno dello spazio produttivo il centro; ciclo, linea, stratificazione e forma energetica operano con continuità. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

236. Luigi Lai, The Master of the Launeddas (1995)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: P

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Luigi Lai, The Master of the Launeddas (1995), timbro-spazio e ciclo costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Luigi Lai, The Master of the Launeddas (1995), il profilo 11011 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di ciclo determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Launeddas, respiro circolare e polifonia implicita pongono materia e ciclo al centro; linee continue e trasformazioni formali restano sostanziali, mentre V non è separabile con sufficiente autonomia.

237. Aramirè, Opillopillopì (1996)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Aramirè, Opillopillopì (1996), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Aramirè, Opillopillopì (1996), il profilo 11101 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La restituzione salentina è fondata su cicli e incastri; linee vocali e strumentali e organizzazione delle forme di danza completano il profilo.

238. Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, S’amore ’e mama (1996)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: T

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, S’amore ’e mama (1996), simultaneità e timbro-spazio costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, S’amore ’e mama (1996), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di timbro-spazio determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il canto a tenore richiede di separare e ricomporre quattro funzioni vocali; linee, spettro collettivo e sviluppo formale sono indispensabili, mentre il ciclo non domina uniformemente l’album.

239. Fratelli Mancuso, Bella Maria (1997)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: V

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

Integrazione: In Fratelli Mancuso, Bella Maria (1997), simultaneità e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si condizionano in più passaggi, pur conservando zone autonome. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Fratelli Mancuso, Bella Maria (1997), il profilo 01111 mantiene un accesso riconoscibile, chiedendo però memoria attiva e qualche cambio di centro. L’ingresso passa soprattutto da simultaneità, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La polifonia fraterna è il centro; linee vocali, grana delle voci e organizzazione narrativa delle composizioni si modificano reciprocamente.

240. Officina Zoè, Terra (1997)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Officina Zoè, Terra (1997), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Officina Zoè, Terra (1997), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La pizzica contemporanea organizza cicli, linee e piani d’ensemble; materia percussiva e progressioni energetiche rendono tutte le strategie ricorrenti. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

241. Alan Lomax, Italian Treasury: Puglia - The Salento (1999)

Profilo P-L-V-T-F: profilo variabile; non attribuibile unitariamente

Strategia prevalente: variabile

Strategia secondaria: variabile

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: variabile

Livello di integrazione: variabile

Integrazione: In Alan Lomax, Italian Treasury: Puglia - The Salento (1999), i documenti raccolti presentano gradi diversi di dipendenza fra le strategie; non è quindi corretto assegnare un unico livello all’intera raccolta.

Perché: In Alan Lomax, Italian Treasury: Puglia - The Salento (1999), riunisce documenti con appigli, densità e carichi di memoria differenti; la difficoltà deve quindi essere giudicata sui singoli documenti e non sull’edizione nel suo insieme.

Motivazione percettiva: La pubblicazione documentaria raccoglie esecuzioni, repertori e contesti differenti del Salento. Il profilo deve essere attribuito ai singoli documenti, non all’antologia nel suo insieme.

242. Eugenio Bennato, Taranta Power (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Eugenio Bennato, Taranta Power (1999), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Eugenio Bennato, Taranta Power (1999), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il progetto transregionale mette al centro ritmo e materia sonora; linee, stratificazioni e costruzioni energetiche sono estese e controfattualmente necessarie. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

243. Tarantolati di Tricarico, U squatasce (1999)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Tarantolati di Tricarico, U squatasce (1999), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Tarantolati di Tricarico, U squatasce (1999), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Tamburo e danza lucana governano il ciclo; linee, risposta collettiva, qualità timbrica e sviluppo energetico partecipano in modo sostanziale. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

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2000-2009

Archivio digitale, ritorno dell’acustico e nuova produzione indipendente convivono in uno stesso spazio discografico.

244. Alan Lomax, The Italian Treasury: Abruzzo (2000)

Profilo P-L-V-T-F: profilo variabile; non attribuibile unitariamente

Strategia prevalente: variabile

Strategia secondaria: variabile

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: variabile

Livello di integrazione: variabile

Integrazione: In Alan Lomax, The Italian Treasury: Abruzzo (2000), i documenti raccolti presentano gradi diversi di dipendenza fra le strategie; non è quindi corretto assegnare un unico livello all’intera raccolta.

Perché: In Alan Lomax, The Italian Treasury: Abruzzo (2000), riunisce documenti con appigli, densità e carichi di memoria differenti; la difficoltà deve quindi essere giudicata sui singoli documenti e non sull’edizione nel suo insieme.

Motivazione percettiva: La raccolta documentaria abruzzese riunisce pratiche pastorali, vocali e strumentali non riducibili a un unico comportamento percettivo.

245. Spaccanapoli, Aneme perze (2000)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Spaccanapoli, Aneme perze (2000), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Spaccanapoli, Aneme perze (2000), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Il folk urbano napoletano intreccia groove, linee, piani d’ensemble, trattamento timbrico e progressione formale; ciascun asse è ricorrente e sostanziale. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

246. Uccio Aloisi Gruppu, Robba de smuju (2000)

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: L

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

Integrazione: In Uccio Aloisi Gruppu, Robba de smuju (2000), ciclo e linea costituiscono il rapporto principale: le strategie si sostengono con regolarità, modificandosi solo in alcuni nodi. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Uccio Aloisi Gruppu, Robba de smuju (2000), il profilo 11011 offre appigli leggibili, ma richiede un breve adattamento. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di linea determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La pizzica del portatore tradizionale rende centrale il ciclo; linea vocale, materia del gesto esecutivo e forma per ritorno e intensificazione sono bersagli autonomi.

247. Alan Lomax, Italian Treasury: Emilia-Romagna (2001)

Profilo P-L-V-T-F: profilo variabile; non attribuibile unitariamente

Strategia prevalente: variabile

Strategia secondaria: variabile

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: variabile

Livello di integrazione: variabile

Integrazione: In Alan Lomax, Italian Treasury: Emilia-Romagna (2001), i documenti raccolti presentano gradi diversi di dipendenza fra le strategie; non è quindi corretto assegnare un unico livello all’intera raccolta.

Perché: In Alan Lomax, Italian Treasury: Emilia-Romagna (2001), riunisce documenti con appigli, densità e carichi di memoria differenti; la difficoltà deve quindi essere giudicata sui singoli documenti e non sull’edizione nel suo insieme.

Motivazione percettiva: L’antologia documenta canti, danze e pratiche locali differenti dell’Emilia-Romagna; l’eterogeneità impedisce un’attribuzione percettiva unitaria.

248. Alan Lomax, Italian Treasury: Piemonte and Valle d’Aosta (2002)

Profilo P-L-V-T-F: profilo variabile; non attribuibile unitariamente

Strategia prevalente: variabile

Strategia secondaria: variabile

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: variabile

Livello di integrazione: variabile

Integrazione: In Alan Lomax, Italian Treasury: Piemonte and Valle d’Aosta (2002), i documenti raccolti presentano gradi diversi di dipendenza fra le strategie; non è quindi corretto assegnare un unico livello all’intera raccolta.

Perché: In Alan Lomax, Italian Treasury: Piemonte and Valle d’Aosta (2002), riunisce documenti con appigli, densità e carichi di memoria differenti; la difficoltà deve quindi essere giudicata sui singoli documenti e non sull’edizione nel suo insieme.

Motivazione percettiva: La raccolta attraversa aree linguistiche e repertori differenti di Piemonte e Valle d’Aosta; un solo codice cancellerebbe la pluralità degli oggetti registrati.

249. Fiamma Fumana, Onda (2006)

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: T

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: massima

Integrazione: In Fiamma Fumana, Onda (2006), timbro-spazio e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le cinque strategie formano un sistema mobile non riducibile senza perdita strutturale decisiva. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Fiamma Fumana, Onda (2006), il profilo 01111 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da timbro-spazio, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: Elettronica e folk emiliano pongono al centro il trattamento del suono; cicli, linee, stratificazioni e forme energetiche sono tutti estesi e autonomamente allenabili. Audit 11111: Il ciclo è presente localmente, ma non costituisce una palestra autonoma ed estesa nell’intero oggetto.

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2010-2019

Il folk recupera genealogie trascurate e sviluppa forme cameristiche, collettive e radicalmente espanse.

250. Canzoniere Grecanico Salentino, Focu d’amore (2010)

Profilo P-L-V-T-F: 11101

Strategia prevalente: P

Strategia secondaria: V

Certezza: alta

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

Integrazione: In Canzoniere Grecanico Salentino, Focu d’amore (2010), ciclo e simultaneità costituiscono il rapporto principale: le strategie si trasformano reciprocamente per gran parte dell’opera. Il giudizio riguarda questa dipendenza interna, non la facilità con cui l’ascoltatore entra nell’opera.

Perché: In Canzoniere Grecanico Salentino, Focu d’amore (2010), il profilo 11101 trasforma presto gli appigli iniziali e rende il recupero meno automatico. L’ingresso passa soprattutto da ciclo, mentre il controllo di simultaneità determina quanto facilmente si conserva o si recupera l’orientamento.

Motivazione percettiva: La nuova generazione della pizzica integra ciclo, linee, incastri d’ensemble, materia percussiva e archi energetici; ogni strategia è ricorrente e strutturalmente necessaria. Audit 11111: Il timbro caratterizza l’oggetto, ma non supera con continuità autonomia attentiva e conseguenza controfattuale.

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Nota di precisione

Il report analizza 200 oggetti nel corpus principale e 50 nell’appendice italiana. L’unità di analisi è l’edizione discografica indicata dal titolo e dall’anno, che non coincide necessariamente con la data delle registrazioni o della composizione. Sono inclusi album, documenti, raccolte e oggetti editoriali utili alla storia percettiva del folk; ristampe, remix, cofanetti e materiali d’archivio non diventano automaticamente opere autonome.

Le raccolte eterogenee ricevono «profilo variabile; non attribuibile unitariamente», perché riuniscono documenti con comportamenti percettivi differenti. Nei casi di confine con raga, qawwali, flamenco, fado, jazz, rock, canzone ed elettronica, l’inclusione segnala una funzione comparativa e pedagogica, non l’annessione definitiva a un genere. Le categorie documento, revival, contemporaneo e ibrido descrivono il rapporto con tradizione e supporto discografico, non livelli di valore.

Le motivazioni discorsive hanno priorità sui codici. Profilo, prevalenza, certezza, difficoltà e integrazione rappresentano attribuzioni analitiche revisionabili. La difficoltà misura la distanza iniziale fra ascoltatore e logica dell’opera; l’integrazione misura la relazione interna fra le strategie. Nessuna delle due dimensioni determina automaticamente qualità, importanza storica o gradimento.

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Come leggere codice, prevalenza, certezza, difficoltà e integrazione

  • Codice P-L-V-T-F: l’ordine è sempre pulsivo-ciclica, lineare-orizzontale, simultaneo-verticale, timbrico-spaziale, formale-energetica. Un 1 indica un bersaglio pedagogico sostanziale; uno 0 indica che la strategia non supera la soglia adottata.
  • Strategia prevalente: è la via la cui sottrazione comprometterebbe maggiormente l’intelligibilità specifica dell’opera.
  • Strategia secondaria: è il miglior secondo accesso. Deve essere attiva nel profilo e contribuire in modo significativo senza sostituire il centro.
  • Certezza: misura la stabilità dell’attribuzione analitica, non la qualità dell’opera. Una certezza media o media-alta segnala che l’oggetto, l’edizione o la distribuzione delle strategie ammettono interpretazioni alternative.
  • Difficoltà di ascolto: valuta appigli iniziali, orientamento, memoria, familiarità, densità, cambi di centro e possibilità di recupero.
  • Livello di integrazione: valuta quanto le strategie attive si condizionino e si trasformino reciprocamente. La semplice compresenza non basta.
  • Profilo 11111: è eccezionale. Ogni strategia deve mostrare estensione, autonomia attentiva e conseguenza controfattuale nell’intero oggetto.
  • Valori variabili: indicano raccolte o oggetti editoriali troppo eterogenei per una classificazione unitaria.

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Quattro modi di diventare disco folk

Le categorie adottate nel report non sono generi rigidi né livelli di valore. Descrivono quattro modi in cui una pratica folk può diventare oggetto discografico: documentazione, riproposta, nuova scrittura e trasformazione ibrida.

Documento e registrazione di tradizione

La categoria «documento» comprende registrazioni sul campo, testimonianze di portatori tradizionali, raccolte e pubblicazioni d’archivio. Non identifica un genere musicale, ma un rapporto fra pratica, registrazione e costruzione editoriale. L’arrivo delle tecnologie sonore trasformò infatti la raccolta, che in precedenza dipendeva soprattutto dalla trascrizione: la voce, l’attacco, il ritmo, l’ambiente e le differenze fra esecuzioni poterono essere conservati e riascoltati. Gli archivi contemporanei mostrano inoltre che il documento folk è globale e può includere tradizioni comunitarie, lavoro, ritualità, narrazione, danza e repertori familiari. Nel corpus, Anthology of American Folk Music, le raccolte attribuite ad Alan Lomax e le registrazioni di Jean Ritchie, Elizabeth Cotten, Roscoe Holcomb, Toumani Diabaté, Luigi Lai e Tenores di Bitti rappresentano oggetti molto diversi: alcuni sono album relativamente coerenti, altri montaggi di materiali autonomi. Perciò la data dell’edizione non va confusa con quella della registrazione, e le antologie eterogenee ricevono un profilo variabile. Pedagogicamente, il documento non è una produzione moderna incompleta: rende udibili gesto, materia, funzione e variazione prima che vengano normalizzati da un arrangiamento di revival.

Revival, ricerca e riproposta

Il revival è il processo attraverso il quale musicisti, studiosi, associazioni e pubblici urbani ricercano, selezionano e ripropongono repertori tradizionali in un nuovo presente. In Europa il fenomeno attraversa il Novecento con finalità differenti: identità nazionale o locale, educazione, conservazione, resistenza alla modernizzazione, contestazione politica. Nel caso britannico si distinguono generalmente un primo revival, fra fine Ottocento e primo Novecento, legato alla raccolta e alla didattica, e un secondo revival del dopoguerra, legato a club, festival, dischi e nuova cultura performativa. Il corpus segue soprattutto questa seconda fase attraverso A. L. Lloyd, Ewan MacColl, Shirley Collins, Martin Carthy, The Watersons, Planxty, Bothy Band e molti altri. Ma la riproposta non è soltanto angloamericana: coinvolge la táncház ungherese, il folk nordico, i repertori romeni, balcanici, latinoamericani e italiani. Ogni revival prende decisioni su fonte, pronuncia, strumenti, scena e autenticità. L’ascolto deve quindi domandare non soltanto che cosa viene conservato, ma come la conservazione diventa interpretazione, forma discografica e nuovo modello per una comunità.

Folk contemporaneo e scrittura autoriale

La categoria «contemporaneo» comprende opere nuove che mantengono una relazione sostanziale con ballata, racconto, oralità, comunità, lingua locale, memoria familiare o paesaggio. Non richiede che il repertorio sia tradizionale. Woody Guthrie, Bob Dylan, Violeta Parra, Víctor Jara, Joni Mitchell, John Prine e Townes Van Zandt mostrano modi differenti di trasformare il folk in scrittura individuale e intervento storico. In America Latina, la nueva canción prese forma fra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta integrando strumenti, ritmi e immagini delle tradizioni regionali con consapevolezza sociale; si diffuse poi in un contesto di conflitto politico, censura ed esilio. Il corpus ne registra la pluralità attraverso Violeta Parra, Atahualpa Yupanqui, Mercedes Sosa, Víctor Jara e Inti-Illimani. Le generazioni successive ampliano il campo con prospettive indigene, afroamericane, diasporiche e transnazionali. Percettivamente, la categoria non va ridotta al testo o alla sincerità biografica: la parola acquista forza attraverso linea, inflessione, ritorni, spazio produttivo e forma dell’album. La tradizione agisce così non come deposito immobile, ma come modo di situare nel presente individuo, memoria e collettività.

Ibridazione, folk rock e nuove sintesi

La categoria «ibrido» descrive opere nelle quali il folk entra in relazione strutturale con rock, jazz, musica colta, elettronica, improvvisazione o pratiche transnazionali. Non basta aggiungere uno strumento tradizionale: l’ibridazione diventa significativa quando modifica il funzionamento delle parti. Davy Graham, Pentangle e Fairport Convention mostrano come chitarra, interplay e amplificazione abbiano trasformato il revival britannico; Shirley e Dolly Collins collegano strumenti antichi e grande forma; John Martyn porta voce e chitarra nello spazio della produzione; Hedningarna, Garmarna e Warsaw Village Band mettono in tensione gesto arcaico e tecnologia; Lankum trasforma la ballata attraverso drone, densità e durata. Fuori dall’asse angloamericano, il corpus comprende sintesi andine, mediterranee, africane, balcaniche e asiatiche. Questi oggetti sono pedagogicamente decisivi perché possono conservare un appiglio e introdurre una richiesta nuova: il ciclo conduce alla simultaneità, la linea al timbro, la ballata alla grande forma. L’ibridazione non garantisce però né ricchezza né riuscita. Il criterio resta la necessità delle relazioni: le componenti devono trasformarsi reciprocamente, non soltanto coesistere.

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Storia discografica per periodi

La periodizzazione segue l’anno dell’oggetto discografico assunto dal report. Non coincide automaticamente con la data della composizione o della registrazione e serve a orientare il lettore, non a separare epoche impermeabili.

Fino al 1959: dalla pratica alla memoria discografica

Prima del 1960 il disco folk si trova già al centro di una trasformazione decisiva. Le tradizioni continuano a vivere in famiglie, lavori, rituali e comunità, ma registrazione, radio, editoria e concerto ne cambiano la circolazione. Dust Bowl Ballads mostra che la cronaca sociale può diventare ciclo autoriale, mentre Jean Ritchie ed Elizabeth Cotten portano nel disco repertori e tecniche radicati nella trasmissione domestica. Anthology of American Folk Music dimostra il potere del montaggio editoriale: registrazioni commerciali precedenti vengono ricomposte come una nuova memoria utilizzabile dal revival. Parallelamente, A. L. Lloyd, Ewan MacColl e Shirley Collins preparano il secondo revival britannico; Harry Belafonte mostra la capacità del calypso di entrare nel mercato internazionale; Ravi Shankar rende la tradizione del raga accessibile a nuovi pubblici senza ridurla a canzone occidentale. Nell’appendice italiana, Folk Music and Song of Italy ricorda il ruolo della documentazione sul campo. Questa fase non è un semplice prologo: stabilisce le tensioni fra fonte, interprete, edizione e pubblico che attraverseranno tutto il corpus.

1960-1969: revival, canzone e apertura del linguaggio

Gli anni Sessanta trasformano il folk in una lingua pubblica, politica e sperimentale. Negli Stati Uniti il revival urbano incontra la canzone d’autore, la topical song e le lotte civili; Bob Dylan, Phil Ochs, Buffy Sainte-Marie e Joan Baez mostrano che repertorio tradizionale e scrittura nuova possono condividere lo stesso spazio. Nelle isole britanniche, club e ricerca alimentano una generazione che va da Martin Carthy e Anne Briggs a Davy Graham, Bert Jansch e Pentangle: la ballata rimane centrale, ma chitarra, jazz, modalità extraeuropee e nuove tecniche d’ensemble ne modificano la percezione. Il folk rock britannico prende forma alla fine del decennio con Fairport Convention. In America Latina, Violeta Parra, Atahualpa Yupanqui, Víctor Jara e Los Folkloristas connettono ricerca, identità culturale e nuova canzone; la nueva canción si sviluppa nel Cono Sud e diventa un veicolo di consapevolezza sociale. In Italia, Nuovo Canzoniere Italiano, Otello Profazio, Matteo Salvatore, Rosa Balistreri e Caterina Bueno collocano ricerca regionale, canto sociale e interpretazione al centro del dibattito. Il decennio amplia quindi il folk senza cancellarne le radici documentarie.

1970-1979: elettrificazione, radicalizzazione e rinascite regionali

Negli anni Settanta il folk smette definitivamente di coincidere con la sola voce accompagnata. Fairport Convention e Steeleye Span consolidano il folk rock; Comus, C.O.B. e Mellow Candle ne esplorano i margini progressivi e psichedelici; Planxty, Bothy Band e altri ensemble irlandesi ridefiniscono precisione, ritmo e arrangiamento della tradizione. Nello stesso periodo, la canzone autoriale raggiunge forme di forte concentrazione con Joni Mitchell, Nick Drake, John Prine e Townes Van Zandt. Il corpus apre però lo sguardo anche alla Nubia, al Marocco, ai Balcani, alle Ande, al flamenco e alla Bretagna. La nueva canción acquista un peso politico crescente in un continente segnato da repressione, dittature ed esilio. In Italia il decennio è particolarmente denso: Nuova Compagnia di Canto Popolare, Canzoniere del Lazio, Giovanna Marini, Musicanova, E’ Zezi, Roberto De Simone, Canzoniere Grecanico Salentino e altri gruppi trasformano ricerca, teatro, conflitto sociale e identità regionale in progetti discografici. È una fase di espansione, ma anche di discussione sull’autenticità, sulla mediazione scenica e sull’uso politico della tradizione.

1980-1989: riflusso del revival e nuove geografie

Gli anni Ottanta non rappresentano una semplice pausa fra revival storico e world music. Il folk britannico produce ancora opere di grande concentrazione, come Penguin Eggs e Handful of Earth, mentre The Pogues e Waterboys riaprono il rapporto con energia urbana e rock. Il decennio rende più visibile una geografia ampia: Muzsikás e Márta Sebestyén portano la pratica ungherese in una nuova circolazione; Ali Farka Touré, Toumani Diabaté e Oumou Sangaré mostrano differenti modernità musicali del Mali; Mari Boine lega joik, identità sámi e produzione contemporanea; Nusrat Fateh Ali Khan porta il qawwali in una cornice discografica internazionale. La chitarra, la voce e l’ensemble tradizionale vengono ascoltati attraverso reti transnazionali sempre più dense. In Italia prosegue il lavoro regionale di La Ciapa Rusa, Tre Martelli, La Macina, Calicanto, Riccardo Tesi, Baraban e Re Niliu, mentre Kunsertu apre a sintesi mediterranee urbane. La storia del decennio è quindi quella di una decentralizzazione: il folk non scompare, ma cambia luoghi, pubblici e tecnologie di mediazione.

1990-1999: circolazione globale, diaspora e produzione contemporanea

Negli anni Novanta le etichette di world music, i festival e le reti internazionali aumentano la circolazione di repertori locali. Questa apertura può rendere udibili tradizioni prima marginalizzate, ma può anche semplificarle secondo aspettative globali. Il corpus privilegia oggetti nei quali la tensione resta percepibile: Huun-Huur-Tu e Sainkho Namtchylak mostrano due vie opposte dal canto tuvano alla riproposta e alla sperimentazione; Värttinä, Hedningarna, Frifot e Garmarna rinnovano la scena nordica; Taraf de Haïdouks e Fanfare Ciocărlia portano differenti tradizioni romene in una circolazione internazionale; Totó la Momposina, Susana Baca e Lila Downs affermano memorie latinoamericane, afrodiscendenti e indigene. Gillian Welch reinventa l’old-time, mentre Eliza Carthy rinnova il folk inglese. Le collaborazioni transnazionali non sono automaticamente sintesi riuscite: richiedono di ascoltare chi definisce la forma e come vengono distribuite le parti. In Italia, dalla polifonia dei Fratelli Mancuso alla pizzica di Officina Zoè, dal dub degli Almamegretta alle raccolte di Alan Lomax, il decennio intreccia ritorno locale, migrazione e mercato globale.

2000-2009: archivio, indie folk e ritorno dell’acustico

Il nuovo secolo combina due movimenti solo apparentemente contrari. Da una parte, ristampe e raccolte rendono nuovamente disponibili genealogie storiche, come accade con i Carter Family e con la fortuna della colonna sonora di O Brother, Where Art Thou?. Dall’altra, una nuova generazione usa bassa fedeltà, produzione domestica, arpa, orchestrazione da camera e scrittura territoriale per ridefinire l’acustico. Iron & Wine, Devendra Banhart, Sufjan Stevens, Joanna Newsom, Bon Iver, Fleet Foxes e Sam Amidon non formano un unico genere, ma mostrano che l’intimità registrata può essere costruita con mezzi molto diversi. In Europa, Bellowhead, Lau, Julie Fowlis e Warsaw Village Band collegano repertorio, grande ensemble, elettronica discreta e identità linguistica. Il folk del decennio vive dunque fra archivio e reinvenzione, analogico e digitale, camera e rete. Nell’appendice italiana, la pubblicazione di raccolte regionali attribuite ad Alan Lomax convive con Spaccanapoli, Uccio Aloisi e Fiamma Fumana: il documento storico, il portatore tradizionale e l’ibridazione elettronica diventano tre modi simultanei di costruire il presente.

2010-2019: genealogie recuperate e forme espanse

Negli anni Dieci il folk diventa uno spazio privilegiato per riesaminare genealogie escluse e identità in movimento. Carolina Chocolate Drops e Rhiannon Giddens riportano al centro la presenza afroamericana nelle string bands e nella roots music; Our Native Daughters trasforma la ricerca storica in composizione collettiva. Leyla McCalla e Kaia Kater intrecciano Caraibi, Nord America e memoria familiare; Rhiannon Giddens con Francesco Turrisi mette in dialogo genealogie nere e mediterranee. La scena britannica e irlandese esplora sia continuità autoriale, con Laura Marling e Karine Polwart, sia forme cameristiche e radicali, con The Gloaming, The Unthanks e Lankum. DakhaBrakha usa polifonia, teatro e strumenti in una sintesi riconoscibile ma non riducibile a semplice revival. Il decennio allarga anche le durate e la densità: il drone, lo spazio e il montaggio diventano mezzi per ripensare la ballata. Il folk non è più definito soltanto dalla provenienza di un materiale, ma dalla relazione critica con archivi, comunità, migrazioni e tecnologie. In Italia, il Canzoniere Grecanico Salentino rappresenta una nuova fase discografica della pizzica.

2020-2025: intimità, revisioni del canone e avant-folk

Nel primo quinquennio degli anni Venti convivono ritorno all’ascolto ravvicinato e radicalizzazione delle forme. songs di Adrianne Lenker mette in primo piano respiro, corde e ambiente; Pharis & Jason Romero lavorano su una roots music artigianale; Molly Tuttle porta il virtuosismo bluegrass dentro nuove narrazioni. Jake Blount rilegge criticamente i repertori neri dell’old-time, mentre Yasmin Williams modifica postura, attacco e funzione della chitarra. Arooj Aftab fa dialogare ghazal, sottrazione e spazio contemporaneo; Damir Imamović rinnova il sevdah attraverso migrazione e identità. Sul versante irlandese, The Mary Wallopers recuperano la dimensione comunitaria, Lisa O’Neill lavora sulla materialità della voce e Lankum spinge ballata, drone e distorsione verso l’avant-folk. Questa fase mostra che innovazione e ritorno non sono opposti. Il gesto acustico può essere sperimentale, il repertorio tradizionale può diventare critica storica, la produzione può rivelare genealogie anziché coprirle. Il periodo resta aperto e non va trattato come un canone già stabilizzato: il corpus registra tendenze, non un bilancio definitivo.

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Percorsi di ascolto per strategia

Ogni percorso procede da un appiglio relativamente leggibile verso un uso più autonomo e integrato della strategia.

Pulsivo-ciclica

  1. Elizabeth Cotten, Folksongs and Instrumentals with Guitar (1958): Il picking offre un ciclo leggibile e collega gesto strumentale, linea e materia sonora.
  2. Muzsikás, Nem úgy van most, mint volt régen (1982): La danza ungherese rende udibili accenti, ritorni e incastri senza perdere la forma.
  3. Totó la Momposina, La Candela Viva (1993): I cicli colombiani collegano corpo, risposta vocale e stratificazione.
  4. Antonio Infantino e i Tarantolati di Tricarico, La morte bianca (1976): La ritualità lucana porta il ciclo verso timbro, densità e crescita energetica.

Lineare-orizzontale

  1. Joan Baez, Joan Baez (1960): La voce rende immediata la continuità della frase e della ballata.
  2. Bert Jansch, Bert Jansch (1965): La chitarra amplia la linea attraverso attacco, registro e memoria del gesto.
  3. Pentangle, The Pentangle (1968): La linea modale richiede conservazione e trasformazione su durata estesa.
  4. Alim Qasimov Ensemble, Love’s Deep Ocean (1999): Il mugham porta la linea verso improvvisazione, timbro e grande forma.

Simultaneo-verticale

  1. The Watersons, Frost and Fire (1965): Le voci permettono di separare e ricomporre parti autonome in un contesto leggibile.
  2. The Incredible String Band, The Hangman’s Beautiful Daughter (1968): L’interplay folk-jazz rende mobili primo piano, sfondo e funzione armonica.
  3. The Bulgarian Voices Angelite & Huun-Huur-Tu, Fly, Fly My Sadness (1996): L’incontro fra tecniche vocali obbliga a distinguere piani e materie differenti.
  4. Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, S’amore ’e mama (1996): Il canto a tenore rende la simultaneità una relazione funzionale fra quattro componenti vocali.

Timbrico-spaziale

  1. Odetta, Odetta Sings Ballads and Blues (1956): La presenza fisica della voce introduce grana, attacco e prossimità senza oscurare la linea.
  2. Mari Boine, Gula Gula (1989): Joik e produzione contemporanea mostrano come il suono modifichi identità e spazio.
  3. Marissa Nadler, Songs III: Bird on the Water (2007): Riverbero e distanza diventano condizioni della ballata, non semplici decorazioni.
  4. Arooj Aftab, Vulture Prince (2021): Risonanza, sottrazione e spazio trasformano la percezione del ghazal.

Formale-energetica

  1. Woody Guthrie, Dust Bowl Ballads (1940): Il ciclo narrativo delle ballate rende evidente l’accumulo fra strofe e ritorni.
  2. Shirley & Dolly Collins, Anthems in Eden (1969): La ricostruzione storica collega timbro, linea e grande arco.
  3. Sufjan Stevens, Illinois (2005): La costruzione d’album rende percepibili richiami, accumuli e trasformazioni lontane.
  4. Roberto De Simone & Nuova Compagnia di Canto Popolare, La gatta Cenerentola (1976): Il teatro musicale obbliga a conservare scene, ritorni e mutamenti di funzione.

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Percorso pedagogico generale

Il percorso alterna specializzazione e ricomposizione. Ogni passaggio conserva almeno un appiglio del precedente e introduce una richiesta circoscritta.

  1. Joan Baez, Joan Baez (1960): stabilisce un appiglio vocale e lineare immediato.
  2. Elizabeth Cotten, Folksongs and Instrumentals with Guitar (1958): aggiunge il ciclo motorio senza perdere la linea.
  3. Odetta, Odetta Sings Ballads and Blues (1956): sposta l’attenzione dalla sorgente alla materia della voce.
  4. Woody Guthrie, Dust Bowl Ballads (1940): introduce memoria narrativa e rapporto fra strofa e arco.
  5. The Watersons, Frost and Fire (1965): apre la simultaneità attraverso parti vocali distinguibili.
  6. Bert Jansch, Bert Jansch (1965): rende più mobile il rapporto fra linea, gesto e timbro.
  7. Harry Belafonte, Calypso (1956): prima stazione di ricomposizione accessibile.
  8. Muzsikás, Nem úgy van most, mint volt régen (1982): specializza la memoria del ciclo e degli accenti di danza.
  9. Mari Boine, Gula Gula (1989): collega identità vocale, pulsazione e spazio produttivo.
  10. The Incredible String Band, The Hangman’s Beautiful Daughter (1968): richiede interplay e cambi di centro controllati.
  11. Totó la Momposina, La Candela Viva (1993): trasferisce il lavoro ciclico e verticale in un diverso sistema culturale.
  12. Shirley & Dolly Collins, Anthems in Eden (1969): porta il percorso alla grande forma storicamente costruita.
  13. The Bulgarian Voices Angelite & Huun-Huur-Tu, Fly, Fly My Sadness (1996): rende simultaneità e timbro meno familiari ma ancora comparabili.
  14. Pentangle, The Pentangle (1968): allunga la memoria lineare e trasformativa.
  15. Sufjan Stevens, Illinois (2005): seconda stazione full body, centrata sulla forma d’album.
  16. Hedningarna, Kaksi! (1992): rende interdipendenti ciclo arcaico, produzione e densità.
  17. Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, S’amore ’e mama (1996): specializza l’ascolto verticale nella polifonia vocale funzionale.
  18. Arooj Aftab, Vulture Prince (2021): porta timbro e spazio verso sottrazione e lentezza.
  19. Lankum, Between the Earth and Sky (2017): integra drone, ballata, densità e lunga durata.
  20. Lankum, False Lankum (2023): verifica finale di trasferimento e ricomposizione delle cinque strategie.

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Percorso pedagogico italiano

Il percorso italiano non replica quello generale: usa lingua, gesto vocale, danza, strumenti regionali, polifonia ed elettronica come continuità interne.

  1. Roberto Murolo, Napoletana: Antologia cronologica della canzone partenopea, Vol. 1 (1963): Porta d’ingresso lineare e timbrica attraverso la tradizione urbana napoletana.
  2. Nuova Compagnia di Canto Popolare, Nuova Compagnia di Canto Popolare (1971): Primo laboratorio d’insieme per ciclo, linea e relazione fra parti.
  3. Giovanna Daffini, Amore mio non piangere (1975): Specializzazione sulla materia della voce e sulla memoria del canto di lavoro.
  4. Riccardo Tesi, Il ballo della lepre (1983): Ponte strumentale fra ciclo di danza, linea e timbro dell’organetto.
  5. Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, S’amore ’e mama (1996): Laboratorio avanzato di simultaneità e spettro vocale collettivo.
  6. Fiamma Fumana, Onda (2006): Stazione full body fra tradizione emiliana, elettronica, spazio e forma.

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Nota editoriale

Il corpus è stato verificato sotto il profilo dell’identità discografica, dell’ordine cronologico, della coerenza dei profili P-L-V-T-F e dell’indipendenza fra difficoltà e integrazione. Le raccolte eterogenee mantengono valori variabili, perché il comportamento percettivo dei singoli documenti non può essere esteso automaticamente all’intera edizione.

Nei casi in cui data di registrazione e data di pubblicazione non coincidono, l’ordinamento segue l’edizione assunta come oggetto del report. Le motivazioni hanno priorità sui codici e consentono di valutare eventuali revisioni puntuali senza riaprire l’intero impianto del corpus.

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Nota bibliografica essenziale

Per la cornice storica sono stati consultati archivi, repertori discografici e contributi istituzionali dedicati alla documentazione, al revival e alla nuova canzone. Fra i riferimenti principali figurano Smithsonian Folkways e Ralph Rinzler Folklife Archives, Treccani, Encyclopaedia Britannica, la rivista In Situ e la bibliografia di Canzone Italiana sul folk revival. I dati sensibili relativi a titoli, anni e attribuzioni sono stati confrontati con cataloghi di etichetta e discografie specialistiche.

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Conclusioni del report

Risultato sintetico definitivo

Il corpus mostra che il folk non coincide con un unico suono, organico o grado di autenticità. È un campo di relazioni fra trasmissione, registrazione, riproposta, scrittura contemporanea e ibridazione. Dal punto di vista di Ascolta e pentiti, la sua ricchezza pedagogica consiste nella possibilità di allenare separatamente ciclo, linea, simultaneità, timbro-spazio e forma-energia, per poi ricomporle in opere nelle quali tradizione e produzione si trasformano reciprocamente.

  • Laboratorio pulsivo-ciclico: Muzsikás, Nem úgy van most, mint volt régen. La danza rende udibili ritorni, accenti e incastri senza ridurre il ciclo a battito uniforme.
  • Laboratorio lineare-orizzontale: Ali Akbar Khan, The Forty-Minute Raga. La linea modale richiede memoria trasformativa su una durata estesa.
  • Laboratorio simultaneo-verticale: Tenores di Bitti “Mialinu Pira”, S’amore ’e mama. Le quattro funzioni vocali devono essere separate e ricomposte come sistema.
  • Laboratorio timbrico-spaziale: Arooj Aftab, Vulture Prince. Risonanza, sottrazione e profondità modificano la funzione della linea.
  • Laboratorio formale-energetico: Sufjan Stevens, Illinois. Montaggio, richiami e trasformazioni rendono leggibile la forma dell’album.
  • Ingresso full body: Harry Belafonte, Calypso. Offre appigli chiari mentre ciclo, linea, colore e forma collaborano.
  • Verifica full body avanzata: Lankum, False Lankum. Ballata, drone, densità, materia sonora e durata richiedono una ricomposizione mobile delle strategie.

Ordine pedagogico consolidato

Il percorso di riferimento conserva l’ordine definito nello : Joan Baez; Elizabeth Cotten; Odetta; Woody Guthrie; The Watersons; Bert Jansch; Harry Belafonte; Muzsikás; Mari Boine; Pentangle; Totó la Momposina; Shirley & Dolly Collins; The Bulgarian Voices Angelite & Huun-Huur-Tu; Ali Akbar Khan; Sufjan Stevens; Hedningarna; Tenores di Bitti “Mialinu Pira”; Arooj Aftab; Lankum, The Livelong Day; Lankum, False Lankum. Non è una graduatoria: alterna specializzazione, opere-ponte e stazioni di ricomposizione, aumentando una richiesta per volta e verificando il trasferimento fra aree culturali differenti.

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Distribuzione della difficoltà di ascolto

  • bassa: 42
  • bassa-media: 40
  • media: 77
  • media-alta: 56
  • alta: 21
  • molto alta: 7
  • variabile: 7

La fascia media è stata ripristinata soltanto nei casi con accesso riconoscibile, memoria attiva e recuperabilità intermedia.

Distribuzione del livello di integrazione

  • bassa: 14
  • bassa-media: 0
  • media: 66
  • media-alta: 103
  • alta: 0
  • molto alta: 46
  • massima: 14
  • variabile: 7

Le fasce media e media-alta distinguono ora la collaborazione parziale dall’interdipendenza strutturale forte.

Difficoltà e integrazione: due dimensioni indipendenti

Le motivazioni sono state riscritte affinché «Perché» descriva esclusivamente l’ingresso dell’ascoltatore e «Integrazione» esclusivamente l’organizzazione interna.

  • Difficoltà alta; integrazione massima: 6
  • Difficoltà alta; integrazione media-alta: 4
  • Difficoltà alta; integrazione molto alta: 11
  • Difficoltà bassa; integrazione bassa: 3
  • Difficoltà bassa; integrazione media: 36
  • Difficoltà bassa; integrazione media-alta: 3
  • Difficoltà bassa-media; integrazione bassa: 8
  • Difficoltà bassa-media; integrazione media: 30
  • Difficoltà bassa-media; integrazione media-alta: 2
  • Difficoltà media; integrazione bassa: 3
  • Difficoltà media; integrazione media-alta: 70
  • Difficoltà media; integrazione molto alta: 4
  • Difficoltà media-alta; integrazione massima: 4
  • Difficoltà media-alta; integrazione media-alta: 22
  • Difficoltà media-alta; integrazione molto alta: 30
  • Difficoltà molto alta; integrazione massima: 4
  • Difficoltà molto alta; integrazione media-alta: 2
  • Difficoltà molto alta; integrazione molto alta: 1
  • Difficoltà variabile; integrazione variabile: 7

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