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La versione più potente del metodo

▶ Ascolta e pentiti — Guarda la playlist (90 video) I cinque dischi da ascoltare in sequenza per una trasformazione rapida Metodo originale Johann Sebastian Bach Il clavicembalo ben temperato libro 1 András Schiff Charlie Parker Incisioni Savoy (una selezione per esempio Best of complete Savoy and Dial studio recordings) Arnold Schönberg Pierrot Lunaire, op. 21 Herzgewächse op. 20 Ode to Napoleon Buonaparte op. 41 Pierre Boulez Correzione e riequilibrio Steve Reich Music for 18 Musicians Frank Zappa Hot Rats (1987 mix dal cd Rykodisc o dalla raccolta Hot rats sessions) La sequenza completa Bach (2003) → Parker (2003) → Schönberg (2003) → Reich (2026) → Zappa (2026) I primi tre ascolti costituiscono la terapia d’urto del metodo originale del 2003. Sviluppano soprattutto l’ascolto lineare-orizzontale, simultaneo-verticale e formale-energetico. I due ascolti introdotti nel 2026...
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L’ultimo post: il metodo finisce, l’ascolto ricomincia

Cinquemila dischi e nessuna mappa Fra il 1999 e il 2003 ho avuto accesso a una biblioteca di circa cinquemila dischi. Prima dello streaming era un privilegio raro: potevo attraversare un catalogo enorme senza comprare ogni album e senza dipendere da radio, televisione e dai pochi negozi raggiungibili. Quella biblioteca fu il mio laboratorio. Passavo dal rock al jazz, dalla classica all'avanguardia, confrontavo versioni, seguivo discografie, incontravo opere che da solo non avrei mai cercato. Ascoltavo tutto il giorno, per curiosità, per attrazione, per deviazioni casuali. Fra il 2002 e il 2003, dopo circa quattro anni di immersione quasi quotidiana, raggiunsi il mio massimo. Entravo in musiche che pochi anni prima mi erano chiuse, passavo da un linguaggio all'altro e conservavo il piacere anche davanti alle organizzazioni più complesse. Ma quella competenza non dipendeva da un talento misterioso. Dipendeva in buona parte da un'esposizione eccezionalmente ampia e pro...

The end: arrivati in cima!

  La vetta era già qui Per molto tempo ho pensato che alcune musiche appartenessero a una regione estrema dell’ascolto. Le Sequenze di Luciano Berio, Gruppen di Karlheinz Stockhausen, la Turangalîla-Symphonie di Olivier Messiaen: opere da raggiungere dopo una lunga preparazione, quando l’orecchio fosse finalmente diventato abbastanza forte. Poi ho ascoltato bene Bitches Brew . Non voglio dire che io l’abbia semplicemente apprezzato più del solito. È accaduto qualcosa di più preciso. Dopo una settimana trascorsa quasi soltanto con le Variazioni Goldberg nell’interpretazione di Glenn Gould del 1981 e con The Köln Concert di Keith Jarrett, sono tornato al disco di Miles Davis e non ho più incontrato la fatica di prima. La densità era rimasta intatta. C’erano ancora i cicli sovrapposti, le tastiere elettriche, i bassi, le batterie, le percussioni, i fiati, la chitarra, il montaggio, gli spostamenti continui del centro. Ma le parti non collassavano più in una m...

Bitches Brew

  Bitches Brew: orientarsi nella densità Bitches Brew può produrre un’impressione paradossale. Accadono moltissime cose, eppure non è sempre chiaro che cosa stia davvero procedendo. Le parti si sovrappongono, il centro si sposta, i solisti emergono e vengono riassorbiti, i cicli continuano senza trasformarsi in normali accompagnamenti. Se cerchiamo una successione ordinata di temi, assoli e riprese, il disco può sembrarci una massa affascinante ma faticosa. Per molto tempo l’ho ascoltato proprio così. Ne percepivo la potenza, il colore, l’importanza, ma dovevo compiere uno sforzo per non perdere l’orientamento. Poi, dopo una settimana trascorsa quasi soltanto con le Variazioni Goldberg di Bach nell’interpretazione di Glenn Gould del 1981 e con The Köln Concert di Keith Jarrett, qualcosa è cambiato. Sono tornato a Bitches Brew e l’ho ascoltato come non mi era mai accaduto prima: con maggiore comprensione e, soprattutto, senza la consueta fatica. La musica non era...

Solo piano

Solo piano Per una settimana ho ascoltato quasi soltanto due opere: le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach nell’interpretazione di Glenn Gould del 1981 e The Köln Concert di Keith Jarrett. Nei ritagli di tempo ho continuato ad ascoltare musica classica per pianoforte. Nessun programma scientifico, nessuna tabella di marcia. Per alcuni giorni, il mio paesaggio musicale si è ristretto intorno a un solo strumento. Alla fine della settimana ho avuto un’impressione abbastanza netta: tutte e cinque le mie strategie di ascolto sembravano più disponibili. Non soltanto la linea, la simultaneità e la forma, che il pianoforte sollecita in modo piuttosto evidente. Sentivo più chiaramente anche il ciclo e il timbro. La verifica decisiva è arrivata quando ho cambiato musica. Ho ascoltato Bitches Brew di Miles Davis come non mi era mai accaduto prima: con maggiore comprensione, più orientamento e senza la consueta fatica. Ho poi ritrovato la stessa maggiore definizione nel ...

Variazioni

  Variazioni per pianoforte solo nella storia della musica Perché ascoltare variazioni per pianoforte? La risposta più immediata è questa: perché permettono di osservare il cambiamento senza perdere completamente l’identità. Un tema viene presentato. Poi qualcosa comincia a muoversi. Può cambiare il ritmo, il registro, l’armonia, la densità, il carattere o il modo stesso in cui il pianoforte produce il suono. A volte il tema rimane riconoscibile. Altre volte scompare quasi del tutto, ma continua ad agire sotto la superficie. Le variazioni sono quindi un laboratorio privilegiato dell’ascolto. Ci obbligano a distinguere ciò che cambia da ciò che rimane. E questa distinzione non è sempre ovvia. Possiamo seguire una melodia che ritorna, una sequenza armonica, una figura del basso, una proporzione formale oppure soltanto la memoria lasciata dal tema. In termini percettivi, le variazioni mettono continuamente in relazione P, L, V, T e F. P: che cosa ritorna come ciclo, p...

Cantanti jazz moderni

Cantanti Jazz Moderni e Contemporanei: guida percettiva all’ascolto Questa non è una classifica dei cantanti jazz più famosi. È una mappa percettiva pensata per chi ascolta la musica come trasformazione della forma, della linea e del timbro. I profili utilizzano il modello P-L-V-T-F: P = pulsazione, groove, ciclicità L = linea, melodia, fraseggio V = verticalità armonica, accordi, interazione simultanea T = timbro, colore vocale, spazio sonoro F = costruzione della forma e della tensione Per un ascoltatore proveniente da Keith Jarrett, ECM, Bach e dalla musica classica del Novecento, la voce interessante non è soltanto quella tecnicamente perfetta. È quella capace di diventare strumento, spazio, racconto o forma. Cécile McLorin Salvant Profilo: 11111 Dominanza: L-F Probabilmente la più grande cantante jazz della sua generazione. Ogni brano diventa una piccola opera teatrale. Il rapporto con il testo è profondo quanto quello con la melodia. Possiede una ra...