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Il nuovo millennio in musica

Work in progress  Gli artisti più importanti e allenanti dal 2000 a oggi Una selezione essenziale nei venti generi core di  Ascolta e pentiti . Sono considerati gli artisti che, dal 2000 a oggi, hanno prodotto opere particolarmente significative o efficaci per l’allenamento percettivo. Legenda:  I = soprattutto importante; A = soprattutto allenante; I/A = importante e allenante. 1. Rock Radiohead (I/A) The White Stripes (I/A) Queens of the Stone Age (I/A) Wilco (I/A) The National (I/A) Tame Impala (I/A) St. Vincent (I/A) Black Country, New Road (A) 2. Blues The Black Keys (I/A) Gary Clark Jr. (I/A) Tedeschi Trucks Band (I/A) Joe Bonamassa (I) Keb’ Mo’ (I/A) Christone “Kingfish” Ingram (I/A) Fantastic Negrito (A) Cedric Burnside (A) 3. Classica Salvatore Sciarrino (I/A) Kaija Saariaho (I/A) Thomas Adès (I/A) Unsuk Chin (I/A) Georg Friedrich Haas (A) Rebecca Saunders (A) Francesco Filidei (A) Caroline Shaw (I/A) 4. Jazz Wayne Shorter (I/A) Vijay Iyer (I/A) Brad Mehldau (I/A...

Musica italiana: il nuovo millennio

Ventisei anni di trasformazioni, contaminazioni e nuovi modi di ascoltare Il nuovo millennio non ha prodotto un unico “suono italiano”. Ha reso ancora meno sufficienti le vecchie separazioni fra musica colta e popolare, canzone ed elettronica, jazz e rock, tradizione regionale e linguaggi globali. Alcuni artisti hanno modificato il centro della propria musica senza perderne l’identità. Altri hanno costruito intere carriere attraversando generi differenti. Altri ancora sono diventati importanti proprio perché hanno difeso una lingua minoritaria, dimostrandone la vitalità nel presente. Questa selezione non è una classifica e non misura soltanto vendite, notorietà o successo internazionale. Tiene insieme tre criteri: l’importanza storica o culturale dal 2000 a oggi, la riconoscibilità della ricerca artistica e il valore percettivo secondo il metodo Ascolta e pentiti . Il termine allenante non indica una superiorità estetica. Descrive una musica capace di sviluppare una o più str...

Silvia Colasanti

Silvia Colasanti: il teatro segreto del suono Materia, voce, memoria. Ritratto di una compositrice che ha riportato la tensione drammatica al centro della musica italiana contemporanea, con un ascolto approfondito dei tre dischi monografici: In-Canto , Requiem. Stringeranno nei pugni una cometa e String Quartets . Una musica che entra in scena Nella musica di Silvia Colasanti il dramma comincia prima del racconto. Un timbro si addensa, una linea affiora dal silenzio, una massa orchestrale prende posizione. Il suono non commenta un’idea già formata: la fa accadere. È in questa capacità di trasformare la materia acustica in presenza che si riconosce una delle voci più autorevoli della composizione italiana contemporanea. La sua scrittura può essere aspra, stratificata, tecnicamente esigente, ma non esibisce mai la complessità come un distintivo. Ogni scelta tende verso una necessità espressiva. Anche quando non esistono scena, libretto o personaggi, la musica conserva un isti...

Maria Chiara Argirò

Maria Chiara Argirò: il jazz che impara a parlare elettronico Monografia percettiva di Ascolta e pentiti Una musicista italiana cresciuta nel laboratorio londinese Maria Chiara Argirò nasce a Roma e trova a Londra il luogo nel quale la propria identità musicale può diventare porosa. Comincia dal pianoforte classico, si innamora del jazz durante l’adolescenza e affianca a quella disciplina ascolti come Pink Floyd e Nick Drake. Studia al London Centre of Contemporary Music e alla Middlesex University, poi lavora con formazioni fra cui These New Puritans e Kinkajous. Queste esperienze non le consegnano uno stile definitivo. Le insegnano una pratica: ascoltare le relazioni, distribuire i ruoli e lasciare che una forma nasca dalla mobilità del centro. Negli album iniziali il pianoforte è un agente dentro un organismo di voce, fiati, chitarra, contrabbasso e batteria. Nel corso degli anni l’organico si restringe e il vocabolario si allarga. Il dialogo cameristico di Flow prepara la svo...

Marta del Grandi

Marta Del Grandi: la canzone come ecosistema mobile Monografia percettiva di Ascolta e pentiti Marta Del Grandi costruisce canzoni che rimangono riconoscibili mentre voce, strumenti, ritmo e ambiente cambiano continuamente funzione. La sua traiettoria solista conduce dalla linea narrativa immersa in paesaggi acustici ed elettronici di Until We Fossilize , all’ecosistema corale e timbrico di Selva , fino all’art pop più ritmico, nitido e mobile di Dream Life . Una voce italiana cresciuta fuori dai confini Marta Del Grandi arriva alla canzone dopo avere imparato a muoversi dentro la musica da un’altra porta. La sua formazione è jazzistica: studia al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e prosegue il percorso al Royal Conservatory di Gand, in Belgio. Per una parte degli anni Dieci lavora soprattutto come cantante jazz, maturando quella precisione nell’intonazione, nel fraseggio e nell’ascolto degli altri che resterà riconoscibile anche quando la sua musica si allontanerà dal jazz ...