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Ascolta e pentiti: da dove cominciare

  Ascolta e pentiti: da dove cominciare? La risposta breve è che potete cominciare da dove volete, il sito ha dozzine di pagine e ognuna suggerisce ascolti istruttivi. E non c’è un ascolto o una musica sbagliata, tutto è utile.  Basta guardare la  mappa del sito , con una pagina per ogni repertorio: dal rock al blues, dal jazz alla classica, dall’elettronica all’avanguardia radicale, decine di monografie di tutti i gruppi e musicisti più famosi, migliaia di dischi classificati per profilo. I dischi difficili nel nuovo metodo si usano per  testare  i progressi, non per  generarli . È la principale differenza fra il metodo del 2003 e quello del 2020 di cui questa è l’espansione. La K491 concerto 24 di Mozart che nel 2012 era il primo ascolto che proponevo, oggi è l’ultimo. Così vale per la Suite lirica di Alban Berg o Bitches Brew di Miles Davis. Questo giro posso dirvi dove finirete , non dove inizierete. Routine ed esercizi infatti sono bandierine del vos...
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La fusion dopo la fusion

La fusion dopo la fusion Appendice contemporanea a “La fusion” Circa cento dischi dal 2000 al 2026: jazz elettrico, beat, progressive, elettronica e nuove geografie Non è una classifica e non pretende di stabilire i circa cento “migliori” album del periodo. È una mappa critica. Alcuni titoli appartengono al nucleo più riconoscibile della fusion; altri ne estendono il territorio; altri ancora ne misurano deliberatamente il confine. Le zone controverse sono indispensabili, perché mostrano dove la categoria continua a spiegare qualcosa e dove rischia invece di diventare un sinonimo vago di musica ibrida. Che cosa contiene questa guida. La selezione raccoglie circa cento dischi scelti per importanza storica, forza artistica e capacità di rendere udibile una trasformazione del linguaggio. Il numero non è un vincolo aritmetico, ma una misura editoriale: abbastanza ampia da rappresentare continuità, deviazioni e scene differenti senza trasformare la guida in un catalogo indiscriminato. ...

ECM: il suono, lo spazio, il silenzio

ECM: il suono, lo spazio, il silenzio Una mappa estesa dell’etichetta che ha trasformato la registrazione in un modo di ascoltare ECM non è un genere, benché a volte venga ascoltata come tale. È una casa discografica nella quale jazz, improvvisazione, elettronica, musiche tradizionali, repertorio antico e composizione contemporanea vengono sottoposti alla stessa domanda: come cambia la musica quando registrazione, spazio e silenzio partecipano all’interpretazione? In oltre mezzo secolo di attività, il catalogo ha accostato poetiche lontanissime senza ridurle a un unico vocabolario. Il pianoforte di Keith Jarrett e Paul Bley, l’urgenza dell’Art Ensemble of Chicago, le chitarre di Terje Rypdal e David Torn, il minimalismo di Steve Reich, il tintinnabuli di Arvo Pärt, il Brasile di Egberto Gismonti e l’oud di Anouar Brahem non appartengono alla stessa scuola. Condividono però una particolare attenzione alle relazioni: fra suono e decadimento, primo piano e sfondo, libertà individuale e ...