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La versione più potente del metodo

▶ Ascolta e pentiti — Guarda la playlist (90 video) I cinque dischi da ascoltare in sequenza per una trasformazione rapida Metodo originale Johann Sebastian Bach Il clavicembalo ben temperato libro 1 András Schiff Charlie Parker Incisioni Savoy (una selezione per esempio Best of complete Savoy and Dial studio recordings) Arnold Schönberg Pierrot Lunaire, op. 21 Herzgewächse op. 20 Ode to Napoleon Buonaparte op. 41 Pierre Boulez Correzione e riequilibrio Steve Reich Music for 18 Musicians Frank Zappa Hot Rats (1987 mix dal cd Rykodisc o dalla raccolta Hot rats sessions) La sequenza completa Bach (2003) → Parker (2003) → Schönberg (2003) → Reich (2026) → Zappa (2026) I primi tre ascolti costituiscono la terapia d’urto del metodo originale del 2003. Sviluppano soprattutto l’ascolto lineare-orizzontale, simultaneo-verticale e formale-energetico. I due ascolti introdotti nel 2026...
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Variazioni

  Variazioni per pianoforte solo nella storia della musica Perché ascoltare variazioni per pianoforte? La risposta più immediata è questa: perché permettono di osservare il cambiamento senza perdere completamente l’identità. Un tema viene presentato. Poi qualcosa comincia a muoversi. Può cambiare il ritmo, il registro, l’armonia, la densità, il carattere o il modo stesso in cui il pianoforte produce il suono. A volte il tema rimane riconoscibile. Altre volte scompare quasi del tutto, ma continua ad agire sotto la superficie. Le variazioni sono quindi un laboratorio privilegiato dell’ascolto. Ci obbligano a distinguere ciò che cambia da ciò che rimane. E questa distinzione non è sempre ovvia. Possiamo seguire una melodia che ritorna, una sequenza armonica, una figura del basso, una proporzione formale oppure soltanto la memoria lasciata dal tema. In termini percettivi, le variazioni mettono continuamente in relazione P, L, V, T e F. P: che cosa ritorna come ciclo, p...

Cantanti jazz moderni

Cantanti Jazz Moderni e Contemporanei: guida percettiva all’ascolto Questa non è una classifica dei cantanti jazz più famosi. È una mappa percettiva pensata per chi ascolta la musica come trasformazione della forma, della linea e del timbro. I profili utilizzano il modello P-L-V-T-F: P = pulsazione, groove, ciclicità L = linea, melodia, fraseggio V = verticalità armonica, accordi, interazione simultanea T = timbro, colore vocale, spazio sonoro F = costruzione della forma e della tensione Per un ascoltatore proveniente da Keith Jarrett, ECM, Bach e dalla musica classica del Novecento, la voce interessante non è soltanto quella tecnicamente perfetta. È quella capace di diventare strumento, spazio, racconto o forma. Cécile McLorin Salvant Profilo: 11111 Dominanza: L-F Probabilmente la più grande cantante jazz della sua generazione. Ogni brano diventa una piccola opera teatrale. Il rapporto con il testo è profondo quanto quello con la melodia. Possiede una ra...

Chitarra elettrica distorta

Chitarra elettrica distorta: classica, jazz, ECM e avanguardia colta La distorsione non è sempre la stessa cosa. Può aumentare l’aggressività di una linea, certamente. Ma può anche prolungare il suono, fondere note separate, rendere instabile un accordo, trasformare la chitarra in una sezione orchestrale oppure costruire una massa nella quale non distinguiamo più melodia e accompagnamento. La domanda utile non è quindi soltanto: «Quanto è distorta questa chitarra?». È piuttosto: Che cosa permette di fare la distorsione che il suono pulito non farebbe nello stesso modo? Da questa domanda emergono almeno sei funzioni percettive. Distorsione lineare: prolunga la nota e trasforma la chitarra in una voce continua. Distorsione pulsiva: rende il riff o il ciclo una forza fisica. Distorsione verticale: ispessisce accordi, intervalli e sovrapposizioni. Distorsione timbrica: il suono saturo diventa materia, colore e spazio. Distorsione formale: accumulo, feedback...

La Scala - 1995

  Keith Jarrett, La Scala Recensione, guida all’ascolto e mappa percettiva del pianoforte solo di Keith Jarrett Devo partire da una dichiarazione personale, perché fingere neutralità sarebbe il modo peggiore di entrare in questo disco: il concerto di Keith Jarrett alla Scala è la musica più emozionante che abbia mai ascoltato . Non significa che sia il disco più importante della storia, né che debba provocare lo stesso effetto in chiunque. Significa qualcosa di più circoscritto e, per me, più vero. Fra tutte le musiche che ho incontrato, La Scala è quella nella quale orientamento, trasformazione e commozione coincidono con maggiore naturalezza. Non devo scegliere se seguire una melodia, un campo armonico o una forma. Una linea nasce, si allontana, cambia corpo e finisce per organizzare il tempo intero. La registrazione documenta il concerto per pianoforte solo tenuto da Jarrett al Teatro alla Scala di Milano nel febbraio 1995. È composta da due vaste improvvisazioni e dall...

Il pianoforte verticale

Il pianoforte e l’ascolto verticale Quale musica per pianoforte porta davvero in primo piano l’ascolto verticale? La risposta sembra semplice: accordi densi, armonie di colore, sovrapposizioni e masse sonore. Ma questa risposta identifica V con una sola delle sue possibilità: la contemplazione dell’accordo come colore, densità e tensione interna. Nel mio modello V è più ampia. Riguarda ciò che accade fra elementi presenti nello stesso momento. Può essere un accordo, ma anche il rapporto fra linea e basso, fra voci indipendenti, fra registri, fra figura e sfondo. La domanda di V non è soltanto: «Come sono organizzati insieme questi suoni?». È anche: «Che cosa cambia nel rapporto fra questi elementi mentre la musica procede?». La verticalità non deve quindi essere immobile. Può avere una storia. Da qui nasce una prima correzione. Bach, Chopin e Liszt non restano fuori dal centro di V. Semplicemente, vi arrivano attraverso strade diverse. Bach integra V con L; Chopin fa cambiare...