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La versione più potente del metodo

▶ Ascolta e pentiti — Guarda la playlist (90 video) I cinque dischi da ascoltare in sequenza per una trasformazione rapida Metodo originale Johann Sebastian Bach Il clavicembalo ben temperato libro 1 András Schiff Charlie Parker Incisioni Savoy (una selezione per esempio Best of complete Savoy and Dial studio recordings) Arnold Schönberg Pierrot Lunaire, op. 21 Herzgewächse op. 20 Ode to Napoleon Buonaparte op. 41 Pierre Boulez Correzione e riequilibrio Steve Reich Music for 18 Musicians Frank Zappa Hot Rats (1987 mix dal cd Rykodisc o dalla raccolta Hot rats sessions) La sequenza completa Bach (2003) → Parker (2003) → Schönberg (2003) → Reich (2026) → Zappa (2026) I primi tre ascolti costituiscono la terapia d’urto del metodo originale del 2003. Sviluppano soprattutto l’ascolto lineare-orizzontale, simultaneo-verticale e formale-energetico. I due ascolti introdotti nel 2026...
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La Scala - 1995

  Keith Jarrett, La Scala Recensione, guida all’ascolto e mappa percettiva del pianoforte solo di Keith Jarrett Devo partire da una dichiarazione personale, perché fingere neutralità sarebbe il modo peggiore di entrare in questo disco: il concerto di Keith Jarrett alla Scala è la musica più emozionante che abbia mai ascoltato . Non significa che sia il disco più importante della storia, né che debba provocare lo stesso effetto in chiunque. Significa qualcosa di più circoscritto e, per me, più vero. Fra tutte le musiche che ho incontrato, La Scala è quella nella quale orientamento, trasformazione e commozione coincidono con maggiore naturalezza. Non devo scegliere se seguire una melodia, un campo armonico o una forma. Una linea nasce, si allontana, cambia corpo e finisce per organizzare il tempo intero. La registrazione documenta il concerto per pianoforte solo tenuto da Jarrett al Teatro alla Scala di Milano nel febbraio 1995. È composta da due vaste improvvisazioni e dall...

Il pianoforte verticale

Il pianoforte e l’ascolto verticale Quale musica per pianoforte porta davvero in primo piano l’ascolto verticale? La risposta sembra semplice: accordi densi, armonie di colore, sovrapposizioni e masse sonore. Ma questa risposta identifica V con una sola delle sue possibilità: la contemplazione dell’accordo come colore, densità e tensione interna. Nel mio modello V è più ampia. Riguarda ciò che accade fra elementi presenti nello stesso momento. Può essere un accordo, ma anche il rapporto fra linea e basso, fra voci indipendenti, fra registri, fra figura e sfondo. La domanda di V non è soltanto: «Come sono organizzati insieme questi suoni?». È anche: «Che cosa cambia nel rapporto fra questi elementi mentre la musica procede?». La verticalità non deve quindi essere immobile. Può avere una storia. Da qui nasce una prima correzione. Bach, Chopin e Liszt non restano fuori dal centro di V. Semplicemente, vi arrivano attraverso strade diverse. Bach integra V con L; Chopin fa cambiare...

Ti piace vincere facile?

Ti piace vincere facile? Sei dischi-ponte per allenare l’ascolto verticale partendo da melodie già conosciute Confessiamolo: c’è un modo per allenare l’ascolto verticale senza entrare immediatamente dalla porta principale. Niente Debussy al primo colpo, niente Bill Evans ascoltato a freddo, niente armonie da riconoscere senza un appiglio. Il trucco consiste nel partire da qualcosa che conoscete già: una canzone dei Radiohead, dei Beatles, di Fabrizio De André o di Lucio Battisti. La melodia rimane riconoscibile, ma viene trasferita in un ambiente differente. Il pianoforte la riarmonizza, la mano sinistra le costruisce intorno una seconda direzione, il trio la distribuisce fra più strumenti oppure la produzione la colloca dentro una trama di strati timbrici. Non è un modo per evitare la difficoltà. È un modo per collocarla nel punto giusto. Nel modello P-L-V-T-F, questi dischi funzionano come opere-ponte perché mantengono relativamente stabile L , la linea che già conosciamo,...

Mind the gap

Volendo banalizzare il pop è una classica che allena poco V e il rock è un jazz che allena poco V. Un ascoltatore già sgamato negli altri generi musicali e che vuole approcciarsi a jazz e classica può fare un lavoro specifico per colmare il divario. Bach, Messiaen, Tristano e Monk sono gli ascolti suggeriti per chi vuole svolgere questo lavoro. Sul tema dell’ascolto verticale è disponibile l’ebook Insieme. La distanza fra i generi è verticale? Pop, musica classica, rock e jazz attraverso l’ascolto di V Perché un ascoltatore perfettamente a proprio agio nel pop può trovare difficile una fuga di Johann Sebastian Bach? E perché chi ama l’energia del rock può avvertire una distanza davanti alla musica di Thelonious Monk o Lennie Tristano? Una possibile risposta riguarda V , la dimensione verticale dell’ascolto. Per V intendo la capacità di percepire ciò che accade simultaneamente: gli intervalli fra le voci, la composizione interna di un accordo, la relazione fra melodia e armo...