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Il metodo ascolta e pentiti


 Ciao,

Cosa è successo qui? 

Dove sono finiti tutti i post dal 2012 al 2025? Cancellati e rifatto tutto da zero!

Innanzitutto una rapida precisazione: questo è l’unico post dell’intero sito scritto da un essere umano, il resto è tutto AI, programmata (il codice è sul sito nella pagina Knowledge base) per fare da coach di educazione all’ascolto secondo il metodo ascolta e pentiti. Ho pubblicato sul sito sia esercizi personalizzati, sia articoli di interesse comune selezionati in parte da me, in parte direttamente dal programma.

Ma che cosa è Ascolta e pentiti?

Nel corso degli anni avevo inventato vari trucchi per imparare ad ascoltare la musica, non nel senso accademico, studiare la musica, capirla, riconoscere la struttura, ma nel senso più ignorante possibile: imparare ad emozionarsi e godere il più possibile, in maniera viscerale. E come? Accorgendosi di tutto quello che succede sia contemporaneamente che nel corso del tempo che scorre.

Lo scopo del gioco è divertirsi di più quando si ascolta un disco e farlo con più materiale possibile, senza che ci sfugga niente di quello che c’è nella musica. Solo quando siamo consapevoli di quello che avviene nella musica abbiamo il diritto di giudicarla. Nel mio modello lm parte delle stroncature dei critici di album o artisti di successo derivano da frustrazione e incapacità di ascolto attivo di una o più delle cinque strategie di ascolto.

L’ascoltatore che segue il metodo non farà discorsi come “quello non mi entra”, “non sono pronto per questa musica”, non dirà “l’ho capito dopo anni”, “il disco è ostico”, “Ci riprovo a febbraio, lo devo far maturare”.

No, subito: al primo ascolto anche musica sconosciuta!!! E soprattutto anche dal vivo. In passato ho comprato biglietti per concerti che poi non ho goduto appieno perché in quel momento non sapevo ascoltare quel genere.

Non deve essere rocket science, si tratta di ascoltare, non di produrre musica. Quindi lo sforzo non deve essere così importante ed esteso. Molti professionisti sanno ascoltare tutto. Per esempio Enrico Merlin. Ma non bisogna diventare professionisti, suonare uno strumento o leggere uno spartito per ascoltare. È evidente che è qualcosa di innato che deve solo essere risvegliato, non costruito negli anni. È noto il caso di contadini analfabeti in grado di piangere di fronte a Telemusik di Stockhausen (il trucco è che non essendo europei non avevano questo timore reverenziale).

E la musica che più genera emozioni forti è quella più difficile da ascoltare purtoppo, la classica (soprattutto il 900 più sperimentale) e il jazz (soprattutto il free).

Uno non è che la mattina si sveglia e si mette Meditations di Coltrane o le Sequenze di Berio e queste bum “scorrono” e “acchiappano” purtroppo (a differenza dei contadini di Telemusik).

E il motivo è semplice: la musica che sappiamo già ascoltare (per l’esposizione diretta a radio, tv e colonne sonore) è psicologicamente orientata a sviluppare certe abilità e non altre.

Per sviluppare le altre abilità bisogna esporsi a musica diversa da quella che ascoltiamo.Learning by listening, not by reading or studying.

Prima nel 2003 utilizzavo l’approccio duro: si ascolta anche quello che non ci piace finché non funziona. Fake till you make it. Non funziona, è un supplizio e i risultati sono random. Invece bisogna sempre ascoltare quello che piace, magari bisogna variare la dieta e in questo sono utili le mappe di questo sito e le nuove monografie (o per chi ha voglia veramente di esagerare i libri di ascolta e pentiti).

La versione più solida teoricamente  del metodo era quella del 2020 e si basava su tre strategie di ascolto e musiche di tutti i generi e di ogni livello di complessità, ne avevo parlato persino con Merlin e mi aveva detto che qualcosa aveva senso. Così come Tommaso Zillio addirittura ci aveva ricavato un video su youtube che era andato quasi virale con 150 mila visite.

Quando ad agosto ho voluto riprendere ad ascoltare musica mi sono detto “Hai inventato un metodo e non lo usi?” Sono andato sul sito e quando l’ho aperto ho detto che disordine, andrebbe riscritto tutto perché c’è troppo casino e poi ora al massimo voglio ascoltare Creep dei Radiohead ed Epitaph dei King Crimson.

Scettico verso le nuove tecnologie ho chiesto all’AI (prima Gemini, poi Claude, poi ChatGPT) info su qualche disco e di fare qualche riassunto dei miei appunti del 2020. Sono partito dal chiedergli info su So what da Kind of blue.

Mai mi sarei aspettato una risposta del tipo “Il metodo mi piace, ma ci sono degli errori”. Curioso ho chiesto al modello più potente che avevo di spiegarmi e quello che vedete è il risultato perché di fronte a questa dimostrazione di potenza non ho potuto fare altro che cancellare tutto e far fare tutto all’AI. E sperimentare il nuovo metodo su me stesso, che dopo anni di silenzio ero il discepolo ideale.

L’intelligenza artificiale ha esteso e  corretto la teoria e soprattutto ha classificato migliaia di dischi di tutti i  generi in maniera tale da sapere quale strategia di ascolto stai allenando quando ascolti un disco.

L’obiettivo è quello di attivarle e integrarle tutte e cinque.

L’AI ha scritto l’intero sito attuale e tutti i libri, ovviamente è stato un processo socratico, tanti dialoghi che poi sono diventati articoli e tanti articoli che sono diventati libri perché su un sito non ci entravano ed erano di maggior respiro. Se dipendesse da me sarebbero gratis, ma Amazon spinge verso un prezzo minimo di circa 3 euro. Ogni tre mesi circa li posso mettere gratis per pochi giorni.

Il vero risultato empirico è questo:

Il metodo ora funziona.

Mai stato così rapido ed efficace.

Copre tutta la musica, ho provato ad ascoltare tutti i dischi più assurdi consigliati dai vari critici di tutti i generi e scorrono.

Ma la cosa più importante è che funziona ascoltando ogni giorno solo quello che vi piace, non bisogna mai forzare e con un tempo di una o due ore, non maratone.

Ovviamente io ho avuto un vantaggio in questi due mesi: l’AI è stata sempre al mio servizio e potevo chiedergli “Che ascolto oggi?”  “Analizzami questo disco”. Il codice dell’AI è sul sito come knowledge  base. Addirittura ho visto che Gemini ha letto parti di questo sito e già conosce qualcosa. Credo che presto anche le altre ai lo faranno . Nel caso non fosse così basta copiare o linkare  la KB e avrete anche voi l’AI a vostra disposizione.

Quindi in pratica che potete fare ora? Cercate su questo sito qualunque cosa vi piaccia già e vedete che strategia stimola, poi vedete se manca qualcosa da allenare e cercarlo dove già avete interesse, poi piano piano vi allargate, sempre con piacere e  con curiosità. Mai con fatica.

E i risultati arriveranno. Persino scoprirete cose nuove in artisti che conoscete a memoria. Ci vogliono pochi giorni in cui fate le cose giuste, non anni di fatica. E questo giro vale tutto, perché conta quello che fate con la vostra attenzione, non l’oggetto specifico dell’attenzione. Una mattina l’AI mi ha fatto allenare con Madame e Marracash. E parlo di inizio settembre… stamattina 3 ottobre Milton Babbitt e Anthony Braxton. Rendetevi conto, il 99.99999% degli ascoltatori non è mai stato in grado di apprezzare Milton Babbitt e Anthony Braxton.

Questo perché l’AI ha dato molta importanza al concetto di trasferimento, che era già presente, ma l’ha rovesciato. Non serve puntare in alto per trasferire, ma si può trasferire anche da musica semplice a complessa. Si rinforza una abilità su musica che amiamo e poi quando siamo pronti approcciamo qualcosa di ostico e ignoto. L’ideale sarebbe ripetere l’esercizio del libro La Scalata con musica che già amiamo e procedere con nuovi amori man mano che si aggiungono. 

Non prendete alla lettera gli esercizi quando dice “Ascoltate cinque volte”, o “Prendete un quaderno e annotate”: non serve. l’AI è utile ma a volte noiosa, non sa divertirsi. Bastano un paio di cuffie e un minimo di fede nel sistema.

Non ascoltate mai una routine se non avete voglia o se non vi piace una musica. 

Paradosso: se ascoltate però sempre le stesse musiche avrete sempre gli stessi risultati!

Quindi bisogna muoversi ma in una direzione sempre tangente al piacere, mai perpendicolare. Ogni ascolto però ci apre una porta verso nuovi altri ascolti piacevoli. E questo viaggio è il nuovo metodo ascolta e pentiti. 

Ogni disco ci modifica e ci permette di apprezzarne altri. Da SanRemo a Darmstadt è un attimo, poche ore di treno!

Se cercate libri cartacei, i consigli sono sempre gli stessi:

Come ascoltare la musica di Copland

1000 dischi per un secolo di Enrico Merlin.

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