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Visualizzazione dei post da novembre 1, 2026

The final cut

Una teoria dell’ascolto musicale The Final Cut Quattro strategie, tre tipi di forma: sintesi del modello iniziato nel 2003 e sviluppato negli anni successivi La maniera più efficiente per estendere la propria scala formale, passando dall’ascolto locale F1 a quello connesso F3, è frequentare musiche che chiedono di mettere in relazione eventi distanti nel tempo. Fra i repertori più adatti rientrano la musica classica, la classica contemporanea, il jazz, la musica classica indiana, il tango, il flamenco, il minimalismo classico, per esempio pianistico, e alcune forme di fusion. Per compiere inizialmente il passaggio da F1 alla scala frasale F2 possono essere particolarmente utili il blues, il progressive rock, il folk e il cantautorato. In questi repertori il singolo gesto tende spesso ad aprirsi verso una risposta, una continuazione o una chiusura riconoscibile. L’abilità da allenare non è la capacità di affrontare musica complessa. È la capacità di mantenere dispon...

Radiohead e Frank Zappa: ascolto connesso e ascolto frasale

  Radiohead e Frank Zappa rappresentano due forme molto diverse di complessità musicale. Nei primi, la frase tende a diventare parte di un arco più ampio; nel secondo, la frase tende spesso a imporsi come oggetto ricco, completo e riconoscibile. Radiohead e Frank Zappa: ascolto connesso e ascolto frasale Radiohead e Frank Zappa sono due nomi che vengono associati frequentemente alla musica rock complessa, sperimentale o “colta”. Entrambi utilizzano armonie insolite, cambiamenti di forma, metri irregolari, contaminazioni stilistiche e soluzioni timbriche lontane dal rock convenzionale. Questa somiglianza rischia però di nascondere una differenza percettiva fondamentale. Nella musica dei Radiohead, soprattutto a partire da OK Computer , il dettaglio tende spesso a essere assorbito in una struttura temporale superiore. Una sonorità diventa parte di una frase; la frase prepara un cambiamento; il cambiamento modifica retrospettivamente ciò che abbiamo già ascoltato. In molta...

I tre livelli della percezione secondo l’AI

  Un’ipotesi percettiva nata da un’osservazione empirica: perché continuo a sentire la musica organizzarsi intorno a unità di circa 5, 9 e 18 secondi, e perché in poche settimane può cambiare la scala alla quale ascolto? Quanto è grande un pensiero musicale? Da molto tempo ho l’impressione che la musica non venga percepita come un flusso uniforme. L’orecchio la segmenta spontaneamente in oggetti temporali: gesti, frasi, archi più grandi. Provando a misurare in modo empirico la durata degli oggetti sui quali si stabilizza la mia attenzione, sono tornati più volte tre valori approssimativi: circa 5 secondi; circa 9 secondi; circa 18 secondi. Non intendo sostenere che nel cervello esistano tre cronometri regolati esattamente su queste durate. Il dato di partenza è più modesto: nella mia esperienza, queste tre scale ricorrono con sorprendente frequenza come dimensioni delle “parole musicali” che l’attenzione tratta spontaneamente come unità. La teoria che propongo è que...

I tre livelli della percezione ridefiniti

  Ipotesi di lavoro. Questo è per ora un laboratorio da sperimentare e potrebbe essere un driver molto più forte del modello PLVFT per spiegare la differenza di interessi musicali fra le persone 5 secondi 9 secondi 18 secondi La lunghezza delle “parole musicali” con cui un ascoltatore si sintonizza. Ho preso le “misure” per 1) su un chitarrista new wave 2) chitarristi rock progressivo 3) chitarrista jazz/fusion In questo modello i generi musicali popolari lavorano su relazioni a corto raggio, quelli accademici su relazioni a lungo raggio e gli artisti popolari “progressivi” lavorano su relazioni a medio raggio. Nel post precedente ho proposto tre livelli della percezione: 5, 9 e 18 secondi, la lunghezza delle “parole musicali” con cui un ascoltatore si sintonizza. Li ho detti ortogonali alle cinque strategie P-L-V-T-F, quindi una griglia di quindici celle. È elegante, e proprio per questo conviene chiedersi se sta in piedi. La domanda è semplice: i tre numeri hanno un fondamento ...