Spaghetti pop

Questo post chiude la trilogia del delirio o del pallottoliere. Ovviamente è impossibile dare una misura quantitativa dello spessore di un linguaggio musicale, soprattutto aspettarsi che possa farlo una macchina che non ha nemmeno le orecchie. Tuttavia prendiamo queste liste come spunti per ascoltare cose nuove. Ricordo che tutto il sito è stato scritto da una AI e non da una persona. E i numeri li cambia ogni volta che glieli chiedo.

 

Quali sono i musicisti pop rock italiani più allenanti?

I musicisti pop rock italiani più allenanti non sono necessariamente i più famosi, i più influenti o i più importanti sul piano letterario. Sono quelli che, nell’insieme della discografia, mettono maggiormente alla prova le cinque strategie dell’ascolto: pulsivo-ciclica, lineare-orizzontale, simultaneo-verticale, timbrico-spaziale e formale-energetica.

Il punteggio in cinquantesimi non misura quindi il valore artistico assoluto. Indica quanto un percorso musicale sia capace di allenare in modo ampio ed equilibrato ritmo, melodia, armonia, timbro e forma. Un artista specializzato può essere straordinario e ottenere un punteggio inferiore; un singolo capolavoro può inoltre risultare più allenante della discografia complessiva.

La classifica

Posizione Artista Punteggio Forza principale
1 Elio e le Storie Tese 45/50 Armonia, polistilismo, ritmo e precisione compositiva
2 Area 45/50 Interazione collettiva, metri irregolari e improvvisazione
3 Lucio Battisti 44/50 Melodia, produzione ed evoluzione della canzone
4 Pino Daniele 44/50 Groove, blues, jazz e melodia napoletana
5 Franco Battiato 44/50 Ricerca timbrica e trasformazione dei linguaggi
6 Iosonouncane 44/50 Montaggio, stratificazione e grande forma
7 Fabrizio De André 43/50 Linea narrativa, paesaggio timbrico e concept album
8 PFM 43/50 Trasparenza orchestrale e integrazione progressiva
9 Banco del Mutuo Soccorso 43/50 Armonia, contrappunto e costruzione sinfonica
10 Osanna 43/50 Ritmo mediterraneo, teatralità e colore
11 Napoli Centrale 43/50 Groove, jazz-rock e tensione collettiva
12 Goblin 43/50 Spazio sonoro e costruzione cinematografica
13 Picchio dal Pozzo 43/50 Contrappunto, forme oblique e ironia strumentale
14 CSI 43/50 Paesaggio timbrico, ritualità e accumulo energetico
15 Matia Bazar 42/50 Vocalità, elettronica e armonia pop
16 Museo Rosenbach 42/50 Densità verticale e grande forma progressiva
17 Il Balletto di Bronzo 42/50 Tensione armonica e verticalità estrema
18 Perigeo 42/50 Interazione jazz-rock e fluidità armonica
19 Arti & Mestieri 42/50 Ritmo articolato e stratificazione strumentale
20 Nu Genea 42/50 Groove, jazz-funk e contaminazione mediterranea
21 Locanda delle Fate 42/50 Linee melodiche e forma progressiva romantica
22 Le Orme 42/50 Melodia, tastiere e sintesi progressiva
23 Stormy Six 42/50 Contrappunto, racconto e forma
24 Calibro 35 42/50 Groove, arrangiamento e timbro cinematografico
25 Zu 42/50 Pressione ritmica, materia sonora e forme estreme
26 Deus Ex Machina 42/50 Virtuosismo collettivo, metrica e verticalità
27 Canzoniere del Lazio 42/50 Ritmi popolari, sperimentazione e polifonia
28 Marlene Kuntz 41/50 Materia chitarristica e trasformazione energetica
29 Massimo Volume 41/50 Parola, ripetizione e architettura del crescendo
30 CCCP Fedeli alla linea 41/50 Ciclo, timbro, sottrazione e pressione performativa
31 Subsonica 41/50 Pulsazione elettronica e produzione spaziale
32 Almamegretta 41/50 Dub, groove e profondità sonora
33 Afterhours 41/50 Linea melodica sottoposta a tensione rock
34 Litfiba 41/50 Ritmo, teatralità e identità timbrica
35 Diaframma 41/50 Continuità melodica e spazio post-punk
36 Bluvertigo 41/50 Verticalità elettronica e montaggio produttivo
37 Verdena 41/50 Timbro chitarristico e forma energetica
38 Carmen Consoli 41/50 Frase, armonia e articolazione ritmica
39 Ivano Fossati 41/50 Linea, scrittura e raffinatezza degli arrangiamenti
40 Lucio Dalla 41/50 Vocalità, invenzione melodica e trasformazione
41 Enzo Jannacci 41/50 Teatro musicale e deformazione della canzone
42 Mango 41/50 Vocalità, ritmi mediterranei ed elettronica pop
43 Krisma 41/50 Elettronica, pulsazione e identità timbrica
44 Gaznevada 41/50 Dal post-punk all’elettronica da ballo
45 Uzeda 41/50 Incastro ritmico, dissonanza e tensione formale
46 Pierrot Lunaire 41/50 Scrittura cameristica, timbro e forme irregolari
47 Opus Avantra 41/50 Teatro, avanguardia e contaminazione colta
48 Alan Sorrenti 40/50 Vocalità estesa e contrasto fra progressive e disco

I due vertici

Elio e le Storie Tese: 45/50

Elio e le Storie Tese rappresentano il vertice tecnico-compositivo. Funk, jazz-rock, progressive, pop, metal, latino e canzone vengono trattati come grammatiche disponibili. La loro complessità non coincide con il semplice virtuosismo: armonia, ritmo, testo, citazione e parodia collaborano nella costruzione del significato.

La strategia dominante è la simultaneo-verticale. Accordi mobili, polifonie vocali, bassi indipendenti, cambi metrici e modulazioni obbligano l’ascoltatore a distribuire continuamente l’attenzione.  La canzone mononota  ne offre una dimostrazione esemplare: la melodia rimane quasi sempre sulla stessa nota, mentre tutto ciò che la circonda cambia.

Disco full body:   Italyan, Rum Casusu Çikti
Esame finale:   Eat the Phikis

Area: 45/50

Gli Area raggiungono lo stesso punteggio attraverso interazione, improvvisazione e rischio. Metri irregolari, ostinati, elettronica, jazz-rock, influenze mediterranee e vocalità estrema producono una musica simultaneamente fisica e intellettuale.

Rispetto agli Elio e le Storie Tese, gli Area sono più forti nel pulsivo-ciclico e nella trasformazione collettiva in tempo reale. Sono meno enciclopedici, ma più instabili: ogni parte può cambiare il comportamento dell’insieme.

Disco full body:   Arbeit macht frei
Esame finale:   Maledetti (maudits)

La fascia dei grandi trasformatori

Subito sotto i due vertici si trovano quattro artisti da 44/50. Lucio Battisti è il massimo laboratorio italiano della forma-canzone: melodia, armonia, groove e produzione cambiano profondamente da una fase all’altra, fino alla frammentazione di  Anima latina  e agli album con Pasquale Panella. Pino Daniele integra blues, jazz, funk, rock e tradizione napoletana, facendo collaborare voce, chitarra e band in un organismo fortemente ritmico e armonico.

Franco Battiato attraversa elettronica, avanguardia, canzone, classicismo e riferimenti extraeuropei. La sua strategia più forte è timbrico-spaziale, ma il vero allenamento nasce dal continuo cambiamento di sistema. Iosonouncane porta nella canzone contemporanea montaggio, massa sonora, poliritmia, ripetizione e grandi architetture, soprattutto in  DIE  e  IRA .

La correzione De André-Sorrenti

Fabrizio De André sale a 43/50. La precedente valutazione più bassa confondeva la centralità dei testi con una presunta semplicità musicale. In realtà, concept album come  La buona novellaNon al denaro non all’amore né al cieloCrêuza de mäLe nuvole  e  Anime salve  sviluppano linea, timbro e forma a livelli molto alti. La forza è spesso collettiva, grazie a collaboratori come Mauro Pagani, Ivano Fossati e Piero Milesi, ma appartiene pienamente all’esperienza dei dischi.

Disco full body:   Crêuza de mä
Massima forza formale:   La buona novella
Integrazione tarda:   Anime salve

Alan Sorrenti scende invece a 40/50.  Aria  è un album da circa 45/50, grazie alla vocalità strumentale, alla forma lunga e alla ricchezza timbrica. L’intera discografia è però più discontinua. Il passaggio dal progressive alla disco dimostra versatilità, ma non garantisce una complessità costante nelle cinque strategie.

Capolavoro:   Aria
Valutazione della discografia:  40/50

I più allenanti per strategia

  • Pulsivo-ciclica:  Area, Napoli Centrale, Nu Genea, Subsonica.
  • Lineare-orizzontale:  Lucio Battisti, Pino Daniele, Fabrizio De André, Alan Sorrenti.
  • Simultaneo-verticale:  Elio e le Storie Tese, Banco del Mutuo Soccorso, Area, PFM.
  • Timbrico-spaziale:  Franco Battiato, Goblin, CSI, Iosonouncane.
  • Formale-energetica:  Area, Iosonouncane, Massimo Volume, Fabrizio De André.

I più allenanti per area musicale

  • Pop italiano:  Lucio Battisti.
  • Cantautorato contaminato:  Pino Daniele.
  • Canzone sperimentale:  Franco Battiato.
  • Cantautorato narrativo e concept album:  Fabrizio De André.
  • Progressive sperimentale:  Area.
  • Progressive sinfonico:  Banco del Mutuo Soccorso.
  • Jazz-rock:  Area e Napoli Centrale.
  • Rock cinematografico:  Goblin.
  • Alternative rock:  CSI.
  • Elettronica pop:  Subsonica.
  • Jazz-funk mediterraneo:  Nu Genea.
  • Rock contemporaneo di grande forma: Iosonouncane.

Come usare la classifica

La classifica non deve diventare una prescrizione. Un artista da 40/50 può essere più utile di uno da 45/50 se sviluppa precisamente la strategia che l’ascoltatore tende a trascurare. Alan Sorrenti è un grande allenatore della linea vocale; i Goblin dello spazio sonoro; Nu Genea del ciclo; il Banco della verticalità; Massimo Volume della forma costruita attraverso parola e ripetizione.

Il punteggio aiuta a distinguere due esperienze. Un disco amato può confermare competenze che possediamo già. Un disco rifiutato può invece rivelare un punto cieco percettivo. L’obiettivo non è costringersi ad amare tutto, ma ampliare la geografia dell’ascolto e aumentare le possibilità del piacere.

Conclusione

Se dobbiamo indicare i riferimenti fondamentali, la risposta è plurale. Elio e le Storie Tese sono il massimo per competenza tecnico-compositiva; gli Area per interazione, ritmo e rischio; Battisti per trasformazione della canzone; Pino Daniele per integrazione mediterranea e afroamericana; Battiato per ricerca timbrica; Iosonouncane per la grande forma contemporanea; De André per la linea narrativa trasformata in progetto musicale.

La tassonomia resta modificabile. I profili non sono gerarchie né destini, e il punteggio non stabilisce chi sia migliore. Misura soltanto quante porte percettive una discografia riesce ad aprire e con quale continuità.

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