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Il terzo livello delle percezione

Questo grafico del 2018 è forse la cosa più precisa che descrive quello che volevo fare. Individuare le zone di transizione per permettere a chi ne avesse voglia di provare nuovi generi musicali senza fatica. Classica (Western), Blues (Folk) e Gamelan (Minimalism) sono generi archetipo dei tre metageneri che all'epoca avevo definito. Sul concetto proprio di musica che si basa sulla ripetizione, che si basa sulla direzionalità e su un misto di ripetizione e direzionalità. O per lo meno una direzionalità a frammenti. Il metodo che ha creato l'AI (PLVTF) permette a chi vive in un uno di quei macrocerchi di espandersi all'interno del proprio cerchio, ma non dà garanzie di spostarsi dall'uno all'altro. I King Crimson sono diventati il "simbolo" della nuova versione del metodo (li ho scelti io) perché in tutte le zone colorate ci sguazzano e chi impara quella discografia, e riesce ad attraversarla tutta senza difficoltà, è automaticamente un ascoltatore universa...

I King Crimson sono un bignami di tutta la musica

In the Court of the Crimson King → Musica classica Discipline → Gamelan Le due corrispondenze qui sopra non sono equivalenze letterali tra generi. Indicano piuttosto due modi molto diversi di organizzare il tempo e, di conseguenza, due modi diversi di orientare l’ascolto. Nel modello che propongo, la musica classica rappresenta uno dei poli più riconoscibili della direzionalità lineare: gli eventi si inseriscono in un percorso, acquistano significato anche per ciò che li precede e preparano ciò che verrà dopo. Il gamelan, al contrario, rende particolarmente evidente la dimensione circolare: cicli, ritorni, incastri e relazioni simultanee diventano il centro dell’esperienza. Sono due estremi ideali; tutte le altre musiche si distribuiscono, con modalità e proporzioni differenti, nello spazio che li separa. Questa distinzione può aiutare anche a comprendere una parte delle differenze che, spesso, associamo al gusto colto e al gusto popo...

The final cut

Una teoria dell’ascolto musicale The Final Cut Quattro strategie, tre tipi di forma: sintesi del modello iniziato nel 2003 e sviluppato negli anni successivi. Il modello PLVT spiega perché persone che ascoltano lo stesso genere hanno gusti diversi, il modello F1, F2, F3 spiega perché persone si sentono a casa in generi diversi. Per essere ascoltatori universali bisogna saper utilizzare quando serve l’orecchio techno (F1), l’orecchio blues (F2) e l’orecchio classico (F3) che lavorano su scale temporali differenti. La maniera più efficiente per estendere la propria scala formale, passando dall’ascolto locale F1 a quello connesso F3, è frequentare musiche che chiedono di mettere in relazione eventi distanti nel tempo.  Fra i repertori più adatti rientrano la musica classica, la classica contemporanea, il jazz, la musica classica indiana, il tango, il flamenco, il minimalismo classico, per esempio pianistico, la musica ECM e infine la fusion. Per compiere inizialmen...

Radiohead e Frank Zappa: ascolto connesso e ascolto frasale

  Radiohead e Frank Zappa rappresentano due forme molto diverse di complessità musicale. Nei primi, la frase tende a diventare parte di un arco più ampio; nel secondo, la frase tende spesso a imporsi come oggetto ricco, completo e riconoscibile. Radiohead e Frank Zappa: ascolto connesso e ascolto frasale Radiohead e Frank Zappa sono due nomi che vengono associati frequentemente alla musica rock complessa, sperimentale o “colta”. Entrambi utilizzano armonie insolite, cambiamenti di forma, metri irregolari, contaminazioni stilistiche e soluzioni timbriche lontane dal rock convenzionale. Questa somiglianza rischia però di nascondere una differenza percettiva fondamentale. Nella musica dei Radiohead, soprattutto a partire da OK Computer , il dettaglio tende spesso a essere assorbito in una struttura temporale superiore. Una sonorità diventa parte di una frase; la frase prepara un cambiamento; il cambiamento modifica retrospettivamente ciò che abbiamo già ascoltato. In molta...