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La musica dodecafonica

 

La musica dodecafonica

Una guida all'ascolto, alla storia e alle registrazioni: dalle premesse atonali alla Scuola di Vienna, fino agli sviluppi seriali.

Di fronte alla dodecafonia si può avere l'impressione che la musica abbia perso i propri punti di riferimento. Le frasi non tornano a casa nel modo consueto, gli accordi non promettono una risoluzione riconoscibile e una melodia può passare da uno strumento all'altro prima di lasciarsi afferrare. Ma questa difficoltà iniziale non significa che manchino forma, espressione o continuità. Significa che occorre cercarle altrove.

Questa guida parte da ciò che si può ascoltare: gesti, intervalli, dialoghi, silenzi, colori e trasformazioni. Il metodo compositivo verrà spiegato quanto basta per orientarsi. Non è necessario ricostruire una serie di dodici note per seguire una frase o percepire la tensione di un concerto.

La serie, infatti, non coincide necessariamente con un tema riconoscibile: può fornire il materiale per melodie, accordi e relazioni distribuite nell'intera composizione. Conoscere il procedimento aiuta, ma non sostituisce l'ascolto.

1. Tre parole da non confondere

Atonalità indica, in questo contesto, la rinuncia a una tonalità funzionale stabile. Dodecafonia indica un metodo che organizza le dodici classi di altezza della scala cromatica attraverso una serie e le sue trasformazioni. Serialismo è una categoria più ampia: può riguardare le altezze, ma anche durate, intensità e altri parametri. La dodecafonia è quindi una forma di organizzazione seriale, non il nome di tutta la musica atonale.

La distinzione pratica. Un'opera può essere atonale senza essere dodecafonica. Una composizione dodecafonica può contenere accordi consonanti o richiami tonali. Un lavoro seriale del dopoguerra può organizzare molti aspetti del suono, non soltanto le dodici altezze. Nessuna di queste parole, da sola, dice se la musica sarà lirica, aspra, rarefatta o monumentale.

È proprio il carattere di metodo, anziché di stile sonoro unico, a spiegare la varietà del repertorio. L'organizzazione seriale non determina automaticamente il timbro, il fraseggio, la forma complessiva o il carattere espressivo di un brano.

2. Il metodo, senza trasformare l'ascolto in un esame

Nel modello classico di Schönberg, il compositore stabilisce un ordine delle dodici classi di altezza: una serie. Si tratta delle dodici note cromatiche considerate indipendentemente dall'ottava in cui suonano. La serie non prescrive da sola ritmo, durata, dinamica o strumentazione; offre una rete di relazioni da utilizzare nella composizione.

  • Forma originale: l'ordine di partenza.
  • Retrogrado: lo stesso ordine letto dalla fine all'inizio.
  • Inversione: la direzione degli intervalli viene rovesciata.
  • Retrogrado dell'inversione: l'inversione letta a ritroso.
  • Trasposizione: una di queste forme viene spostata a un'altra altezza di partenza, conservandone le relazioni intervallari.

Queste trasformazioni permettono di produrre materiali differenti ma imparentati. Non bisogna però immaginare una fila di dodici note eseguita meccanicamente e poi ripetuta: le forme della serie possono sovrapporsi, essere distribuite fra strumenti e generare relazioni sia melodiche sia armoniche.

Per l'ascoltatore, la domanda utile non è «a che punto della serie siamo?», ma «che cosa è tornato, e in quale forma?». Un salto, una breve figura ritmica o un profilo melodico possono diventare familiari prima che si conosca la loro origine tecnica.

Una guida ampia, con confini dichiarati. Questa edizione comprende 65 schede di opere o versioni, non 65 album distinti. Molte incisioni contengono più lavori: Babbitt, per esempio, può essere esplorato attraverso tre dischi complementari. Le sezioni finali distinguono il nucleo dodecafonico dalle estensioni seriali e dai confronti post-seriali italiani.

3. Una storia non lineare

Schönberg cercò un principio capace di sostenere la costruzione musicale dopo l'allontanamento dalla tonalità. Il metodo si definì nei primi anni Venti, dopo una fase di ricerca che non era ancora dodecafonica. Non nacque dunque come semplice volontà di produrre dissonanze, ma come risposta al problema della coerenza formale. Josef Matthias Hauer sviluppò, parallelamente, una diversa organizzazione delle dodici note: la storia non si riduce a un unico percorso.

La cosiddetta Seconda Scuola di Vienna non va ascoltata come una sola voce. Per orientarsi, conviene pensare a tre prospettive: Schönberg, la continuità del discorso e la trasformazione dei motivi; Berg, il canto e la memoria della tradizione; Webern, la concentrazione, la distribuzione del suono e il peso del silenzio. È una bussola d'ascolto, non una classificazione esclusiva.

Nel dopoguerra l'organizzazione seriale si estese oltre le altezze. Structures di Boulez è un esempio esplicito di lavoro su ritmo, dinamica e attacco oltre che sulle note. Nono elaborò una propria tecnica multiparametrica, mentre Stravinsky arrivò alla dodecafonia attraverso un percorso tardivo e personale. Non si tratta di una marcia uniforme verso un sistema sempre più rigido.

4. Come orientarsi quando manca la tonica

La prima difficoltà è spesso una richiesta sbagliata: aspettarsi da questa musica le stesse conferme che offre una sonata tonale. Per qualche ascolto conviene sospendere la ricerca della cadenza e scegliere un solo elemento da seguire.

Seguire una frase

Ascolta se sale, scende, si interrompe o riparte. Una frase può avere una direzione chiarissima anche quando non conduce a una tonica. Nel concerto di Berg il violino offre un filo narrativo; nei pezzi di Webern quel filo può essere molto breve e passare immediatamente a un altro strumento.

Riconoscere una famiglia di gesti

Non serve memorizzare tutte le note. Cerca una figura di poche note, un intervallo ampio, un ritmo insistente. Al ritorno, chiediti se è più veloce, più scuro, più frammentato o affidato a un'altra voce.

Separare le parti

Quando la superficie sembra affollata, scegli un registro o uno strumento. Segui il basso per un tratto, poi una voce interna. La complessità diventa più leggibile quando smette di essere percepita come un unico blocco.

Ascoltare il silenzio

Una pausa può separare due gesti, lasciare risuonare una nota o rendere più evidente una risposta. Nei lavori brevi non è uno spazio da riempire: contribuisce alla proporzione della frase.

Percepire l'arco complessivo

Osserva dove aumentano densità, registro e dinamica, dove la musica si contrae e dove cambia il tipo di movimento. Una forma può essere riconoscibile attraverso questi rapporti anche senza una mappa armonica.

Una prova semplice. Scegli un brano breve. Al primo ascolto segui solo la dinamica; al secondo il movimento della frase; al terzo le risposte fra strumenti. Se emerge un dettaglio nuovo, il percorso sta funzionando. Non occorre che la musica diventi subito piacevole, né che ogni ascolto sia analitico.

5. Discografia commentata

Come leggere i profili P-L-V-T-F

Ogni opera riceve un profilo basato sulle cinque strategie di ascolto:

  • P, ciclo: pulsazione, ricorrenza, ostinati, simmetrie temporali e figure che tornano.
  • L, linea: melodia, frase, direzione del gesto e continuità orizzontale.
  • V, simultaneità e relazioni fra parti: contrappunto, incastri, sovrapposizioni, risposte e distribuzione del materiale fra le voci.
  • T, timbro e spazio: colore, registro, attacco, risonanza, distanza e posizione percettiva dei suoni.
  • F, forma ed energia: articolazione complessiva, accumulo, rarefazione, contrasto, climax e trasformazione della densità.

Dominante indica la strategia che offre l'accesso più immediato e produttivo all'opera: è il primo elemento che conviene seguire per orientarsi.

Sostegno indica una strategia molto importante, ma non necessariamente il primo ingresso. Rafforza e chiarisce la dominante: per esempio, una linea può diventare più comprensibile grazie al timbro che la distingue o alla forma che ne rende percepibile la crescita.

Laterale non significa irrilevante o assente. Indica una strategia presente, ma meno evidente, meno continua o meno utile come prima bussola. Può diventare significativa negli ascolti successivi, in alcuni movimenti o in una particolare interpretazione.

Le attribuzioni riguardano la singola opera, non l'intero disco che la contiene. Sono letture editoriali motivate dalle caratteristiche udibili e dal punto di attenzione suggerito, non punteggi scientifici né risultati di un'analisi automatica. Una diversa esecuzione può spostare il peso relativo delle strategie.

Esempio pratico. Se un'opera presenta L dominante, T e F di sostegno, P e V laterali, conviene iniziare seguendo la frase. In seguito si può osservare come il colore la renda riconoscibile e come contribuisca all'arco complessivo. Ritmo ciclico e contrappunto non sono esclusi, ma probabilmente non sono la via più semplice per il primo ascolto.

Qui si distinguono opere e dischi: una stessa incisione può contenere più composizioni e accostare repertori diversi. Ogni scheda indica un'opera da cercare e una registrazione di riferimento. I livelli sono valutazioni editoriali relative all'ingresso nel linguaggio, non misure oggettive della difficoltà.

Le premesse non sono presentate come dodecafonia; gli sviluppi seriali non sono confusi con il metodo classico. Le indicazioni «ingresso», «intermedio» e «impegnativo» tengono conto di durata, densità, familiarità del fraseggio e facilità di riconoscere un percorso.

A. Prima della dodecafonia

1. Arnold Schönberg: Verklärte Nacht op. 4

Tonalità cromaticaIngresso

Registrazione: Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan; Deutsche Grammophon, versione per orchestra d'archi.

Un punto di partenza per chi proviene dal Romanticismo. Non è musica dodecafonica: serve a sentire quanto il linguaggio possa diventare teso e mobile senza abbandonare la tonalità.

Da seguire: Seguire il respiro delle frasi e i passaggi fra episodi distesi e addensamenti.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: La linea e la crescita espressiva guidano il percorso; il dialogo degli archi e il colore rendono percepibili i cambi di clima.

2. Alban Berg: Sonata per pianoforte op. 1

Tonalità estesaIngresso

Registrazione: Mitsuko Uchida; Philips, nel disco Schoenberg: Piano Concerto.

Una sola grande arcata pianistica. La continuità espressiva aiuta a entrare nel mondo della Scuola di Vienna senza cominciare dal metodo delle dodici note.

Da seguire: Riconoscere le figure che ritornano e il modo in cui cresce la tensione.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: lateraleF: dominante

Profilo d’ascolto: Il canto pianistico e l’arco complessivo sono i riferimenti principali; le voci interne aiutano a seguire lo sviluppo.

3. Arnold Schönberg: Tre pezzi per pianoforte op. 11

Atonalità liberaIntermedio

Registrazione: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon, The Works for Piano.

La tonalità non offre più il consueto orientamento. Rimangono gesti, contrasti, sviluppo motivico e un pianoforte capace di grande intensità.

Da seguire: Seguire il carattere di ogni pezzo prima di confrontarne i dettagli.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Frasi e contrasti costruiscono il discorso; registro e sovrapposizioni ne precisano il carattere.

4. Arnold Schönberg: Sei piccoli pezzi per pianoforte op. 19

Atonalità liberaIngresso

Registrazione: Maurizio Pollini oppure Mitsuko Uchida; Deutsche Grammophon / Philips.

La brevità permette di ripetere l'ascolto senza perdere la memoria dell'insieme. Non sono esercizi preparatori: ogni pezzo è un mondo compiuto.

Da seguire: Attacchi, risonanze, pause e proporzioni.

P: lateraleL: sostegnoV: lateraleT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Attacco, risonanza e pausa sono la prima bussola; le piccole frasi e i contrasti completano la miniatura.

5. Anton Webern: Passacaglia op. 1

Tonalità cromaticaIngresso

Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Complete Works.

Un Webern ancora legato alla grande tradizione orchestrale. Il confronto con la Sinfonia op. 21 renderà evidente il cambiamento di scala e densità.

Da seguire: Il rapporto fra ricorrenza, variazione e intensificazione.

P: dominanteL: sostegnoV: sostegnoT: lateraleF: dominante

Profilo d’ascolto: La ricorrenza sostiene la trasformazione della forma; linea e contrappunto animano il ciclo.

6. Anton Webern: Sei pezzi per orchestra op. 6

Atonalità liberaIntermedio

Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Complete Works.

L'orchestra non è soltanto una massa: diventa una successione di presenze, colori e gesti concentrati.

Da seguire: Distinguere la continuità espressiva dalla continuità melodica.

P: lateraleL: sostegnoV: sostegnoT: dominanteF: dominante

Profilo d’ascolto: Colore e alternanza delle densità rendono leggibile l’arco; i gesti melodici e le risposte sono riferimenti locali.

7. Anton Webern: Cinque pezzi per orchestra op. 10

Atonalità liberaIntermedio

Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Symphony op. 21 e Complete Works.

Un ingresso nella miniatura orchestrale. La durata ridotta non elimina la complessità, ma rende possibile concentrarsi su un dettaglio alla volta.

Da seguire: Dove si colloca ogni suono e che cosa lascia dopo di sé.

P: lateraleL: lateraleV: sostegnoT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: La posizione e la qualità dei suoni precedono la continuità della linea; relazioni e proporzioni emergono con gli ascolti.

B. Il nucleo dodecafonico: Schönberg

8. Arnold Schönberg: Cinque pezzi per pianoforte op. 23

Transizione; n. 5 dodecafonicoIntermedio

Registrazione: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon, The Works for Piano.

Una raccolta da non etichettare in blocco: il Valzer conclusivo è il punto da osservare per il passaggio alla serie di dodici note.

Da seguire: Confrontare la danza del quinto pezzo con i gesti dei precedenti.

P: dominanteL: dominanteV: sostegnoT: lateraleF: sostegno

Profilo d’ascolto: Il profilo delle frasi e il gesto di danza sono riconoscibili; il contrappunto collega gli episodi.

9. Arnold Schönberg: Suite per pianoforte op. 25

DodecafoniaIntermedio

Registrazione: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon, The Works for Piano.

La nuova organizzazione delle altezze incontra forme di danza della tradizione. È un ascolto importante proprio perché il metodo non cancella articolazione e memoria formale.

Da seguire: Gavotta, minuetto e giga: cercare il tipo di movimento, non una tonalità nascosta.

P: dominanteL: sostegnoV: dominanteT: lateraleF: sostegno

Profilo d’ascolto: Le forme di danza e gli intrecci delle voci orientano; linea e contrasti distinguono i movimenti.

10. Arnold Schönberg: Pezzi per pianoforte op. 33a e 33b

DodecafoniaIntermedio

Registrazione: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon, The Works for Piano.

Due lavori brevi da affrontare dopo la Suite. La concentrazione rende più evidente il rapporto fra frase, densità e ritorno.

Da seguire: Seguire una figura e ascoltare come cambia funzione.

P: lateraleL: dominanteV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: Figure e voci interne sono il filo principale; risonanza e cambi di densità ne precisano la funzione.

11. Arnold Schönberg: Quartetto per archi n. 3 op. 30

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: LaSalle Quartet; Deutsche Grammophon, raccolta dei quartetti della Scuola di Vienna.

Il metodo sostiene un discorso cameristico ampio. Non è il primo ascolto consigliato, ma è essenziale per capire che la dodecafonia non coincide con il frammento.

Da seguire: Separare le quattro parti e riconoscere la circolazione dei motivi.

P: sostegnoL: sostegnoV: dominanteT: lateraleF: dominante

Profilo d’ascolto: La circolazione dei motivi fra le parti sostiene la grande forma; danza e fraseggio aiutano localmente.

12. Arnold Schönberg: Variazioni per orchestra op. 31

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan; Deutsche Grammophon.

Il primo grande lavoro orchestrale dodecafonico di Schönberg. Introduzione, tema, variazioni e finale offrono una struttura riconoscibile sotto la ricchezza del contrappunto.

Da seguire: Confrontare il carattere delle variazioni: danza, movimento, rarefazione, densità.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Le relazioni orchestrali e la successione delle variazioni sono centrali; colore e motivi rendono udibili le trasformazioni.

13. Arnold Schönberg: Concerto per violino op. 36

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: Hilary Hahn, Swedish Radio Symphony Orchestra, Esa-Pekka Salonen; Deutsche Grammophon, con il concerto di Sibelius.

Una scrittura solistica estesa, virtuosistica e narrativa. Il confronto discografico con Sibelius è utile, purché non si cerchino le stesse risoluzioni armoniche.

Da seguire: Il filo del violino, le risposte orchestrali e le proporzioni dei tre movimenti.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Il solista offre una linea narrativa e un arco esteso; orchestra e colore ne modificano il peso.

14. Arnold Schönberg: Quartetto per archi n. 4 op. 37

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: LaSalle Quartet; Deutsche Grammophon, raccolta dei quartetti.

Un ulteriore passo nella grande forma cameristica. Da ascoltare quando il dialogo delle parti è già diventato un riferimento.

Da seguire: Seguire l'identità dei gesti attraverso cambi di registro e di voce.

P: sostegnoL: sostegnoV: dominanteT: lateraleF: dominante

Profilo d’ascolto: Il contrappunto e la costruzione dei movimenti guidano; il fraseggio e i gesti ritmici forniscono appigli.

15. Arnold Schönberg: Concerto per pianoforte op. 42

DodecafoniaIngresso / intermedio

Registrazione: Mitsuko Uchida, Cleveland Orchestra, Pierre Boulez; Philips.

Uno degli ingressi migliori nella dodecafonia matura: il pianoforte dà continuità al discorso e i quattro episodi offrono caratteri nettamente differenziati.

Da seguire: Canto, slancio, raccoglimento e ripresa del movimento.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Il pianoforte dà continuità al discorso e distingue i quattro episodi; il rapporto con l’orchestra è un sostegno decisivo.

C. Berg: il canto dentro la serie

16. Alban Berg: Suite lirica per quartetto d'archi

Scrittura mista, con movimenti dodecafoniciIntermedio

Registrazione: LaSalle Quartet; Deutsche Grammophon, raccolta dei quartetti.

Non va definita integralmente dodecafonica. La sua utilità sta nel rapporto fra organizzazione, fraseggio e intensità espressiva.

Da seguire: Le differenze di carattere fra i movimenti e il modo in cui il quartetto respira.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Fraseggio e trasformazione del carattere sono in primo piano; le risposte del quartetto e il colore intensificano il percorso.

17. Alban Berg: Concerto per violino

Dodecafonia con richiami tonaliIngresso

Registrazione: Isabelle Faust, Orchestra Mozart, Claudio Abbado; harmonia mundi, con il concerto di Beethoven.

La porta d'ingresso più naturale per chi ama il concerto romantico. La tecnica delle dodici note convive con un canto riconoscibile e con la memoria della tradizione.

Da seguire: Il percorso del solista e la trasformazione del clima fra le due grandi parti.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Il canto del violino e l’arco delle due parti sono gli appigli più diretti; intreccio e timbro approfondiscono l’ascolto.

D. Webern: concentrazione e relazioni

18. Anton Webern: Trio per archi op. 20

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: Complete Works, edizione Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, interpreti cameristici della raccolta.

Tre strumenti bastano a costruire una trama fitta di relazioni. La rarefazione non significa che ogni parte sia semplice da seguire.

Da seguire: Entrate, risposte, registri e continuità fra gesti separati.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: Le entrate e le risposte delle tre voci sono centrali; linea, colore e proporzioni richiedono attenzione ravvicinata.

19. Anton Webern: Sinfonia op. 21

DodecafoniaIntermedio

Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon. Alternativa: Herbert von Karajan, stessa orchestra.

Una sinfonia di proporzioni concentrate. È un buon punto di incontro fra ascolto timbrico e percezione delle relazioni contrappuntistiche.

Da seguire: Il passaggio del materiale fra strumenti e il contrasto fra i due movimenti.

P: lateraleL: lateraleV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: La continuità passa fra voci e timbri; il confronto fra i due movimenti sostiene la memoria formale.

20. Anton Webern: Quartetto op. 22

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: Complete Works, edizione Pierre Boulez; Deutsche Grammophon.

Violino, clarinetto, sassofono tenore e pianoforte offrono colori facilmente distinguibili: una risorsa per seguire la trama.

Da seguire: Ascoltare chi prosegue, chi interrompe e chi risponde.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: dominanteF: laterale

Profilo d’ascolto: I quattro colori distinguono le parti e i loro rapporti; la linea si ricostruisce attraverso gli scambi.

21. Anton Webern: Concerto per nove strumenti op. 24

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: Ensemble intercontemporain, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Complete Works.

Un ascolto centrale per la concezione del suono come relazione fra presenze distinte. Il titolo non promette un concerto solistico tradizionale.

Da seguire: Piccoli gruppi, cambi di colore e proporzioni delle frasi.

P: lateraleL: lateraleV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: I piccoli gruppi strumentali e le relazioni fra gesti guidano; la forma emerge dal confronto degli episodi.

22. Anton Webern: Variazioni per pianoforte op. 27

DodecafoniaIntermedio

Registrazione: Mitsuko Uchida; Philips. Alternativa: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon.

Un solo strumento permette di concentrarsi su attacco, intervallo e silenzio senza inseguire l'orchestrazione.

Da seguire: La differenza fra i tre movimenti e il peso di ogni risonanza.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Attacchi, intervalli e risonanze rendono percepibili relazioni e simmetrie; la frase e i tre movimenti completano il quadro.

23. Anton Webern: Quartetto per archi op. 28

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: LaSalle Quartet; Deutsche Grammophon, raccolta dei quartetti.

La familiarità del quartetto d'archi incontra una scrittura di estrema concentrazione. Da affrontare dopo la Sinfonia e le Variazioni pianistiche.

Da seguire: Figure ricorrenti e rapporti fra le voci.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: La rete delle quattro voci è il primo oggetto d’ascolto; registro, frase e proporzione ne sostengono la lettura.

24. Anton Webern: Variazioni per orchestra op. 30

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Symphony op. 21.

Una forma breve ma ricca di cambiamenti interni. L'orchestra rende percepibile la trasformazione attraverso il colore.

Da seguire: Non contare le variazioni: seguire le metamorfosi del gesto.

P: lateraleL: lateraleV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Il materiale cambia voce e colore; il riconoscimento delle trasformazioni sostiene l’arco breve.

E. Dallapiccola: una via italiana

25. Luigi Dallapiccola: Quaderno musicale di Annalibera

DodecafoniaIngresso

Registrazione: Roberto Prosseda; Naxos 8.557676. Alternativa: Bruno Canino; Stradivarius STR33332.

Undici pezzi nei quali contrappunto, lirismo e colore pianistico offrono una via molto efficace al metodo. I titoli aiutano a scegliere un punto di attenzione.

Da seguire: Confrontare Linee, Colore e Ombre; poi tornare ai pezzi contrappuntistici.

P: sostegnoL: dominanteV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: Linee e contrappunto sono gli ingressi principali; ricorrenze, colore e successione dei pezzi aiutano a orientarsi.

26. Luigi Dallapiccola: Variazioni per orchestra

DodecafoniaIntermedio

Registrazione: BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda; Chandos, Orchestral Works, Vol. 1.

Il confronto con il Quaderno permette di ascoltare la trasformazione del materiale attraverso l'orchestra.

Da seguire: Che cosa diventa più evidente quando una figura cambia timbro.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Le relazioni del materiale diventano differenze di colore; il confronto degli episodi costruisce la forma.

27. Luigi Dallapiccola: Ciaccona, Intermezzo e Adagio

DodecafoniaIntermedio

Registrazione: Arturo Bonucci, violoncello; Stradivarius STR33332, con Bruno Canino e Rodolfo Bonucci negli altri lavori del disco.

Il violoncello solo offre un filo espressivo diretto. Una buona scelta per chi preferisce seguire una voce prima di affrontare un ensemble.

Da seguire: Come uno strumento solo suggerisce più registri e più funzioni.

P: lateraleL: dominanteV: lateraleT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: La voce del violoncello resta il filo; registro, attacco e cambi di carattere articolano il percorso.

F. Stravinsky: un percorso tardivo

28. Igor Stravinsky: Agon

Scrittura mista, con sezioni serialiIntermedio

Registrazione: Michael Gielen, orchestra della radio del Sud-Ovest tedesco; SWR Classic CD93.226. Alternativa: Robert Craft, Orchestra of St. Luke's; Naxos 8.557502.

Il balletto accosta procedimenti tradizionali e seriali. È un ponte, non un esempio di dodecafonia uniforme.

Da seguire: La precisione ritmica e i contrasti fra episodi.

P: dominanteL: lateraleV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Gesto ritmico e successione degli episodi sono evidenti; gli incastri e l’orchestrazione ne arricchiscono la lettura.

29. Igor Stravinsky: Threni

DodecafoniaImpegnativo

Registrazione: Igor Stravinsky; Sony Classical, Sacred Works, edizione Stravinsky.

Il primo lavoro interamente dodecafonico del compositore è anche un ascolto esteso e complesso. Meglio affrontarlo dopo aver acquisito familiarità con le relazioni fra voci.

Da seguire: Alternanza dei gruppi vocali, densità e disegno complessivo.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: La distribuzione delle voci e la grande articolazione sono centrali; canto e colore sono sostegni locali.

30. Igor Stravinsky: Requiem Canticles

Serialismo dodecafonicoIntermedio

Registrazione: Michael Gielen, solisti, coro e orchestra della radio del Sud-Ovest tedesco; SWR Classic CD93.226.

La forma concentrata permette di osservare episodi molto distinti senza perdere il senso dell'insieme.

Da seguire: Blocchi sonori, interludi e proporzioni fra le sezioni.

P: lateraleL: lateraleV: sostegnoT: dominanteF: dominante

Profilo d’ascolto: Blocchi, interludi e contrasti timbrici definiscono le proporzioni; i rapporti vocali completano l’ascolto.

G. Oltre il metodo classico

31. Pierre Boulez: Structures per due pianoforti, Libro I

Serialismo multiparametricoImpegnativo

Registrazione: Alfons e Aloys Kontarsky; Wergo WER 6011-2.

Qui il controllo seriale coinvolge più parametri. Non è il punto da cui cominciare, ma un confronto necessario per capire la distanza dalla dodecafonia viennese.

Da seguire: Densità, distribuzione dei registri e rapporti fra i due pianoforti.

P: lateraleL: lateraleV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Registri e attacchi distinguono le due parti; densità e rarefazione aiutano a percepire una forma senza pulsazione stabile.

32. Pierre Boulez: Structures per due pianoforti, Libro II

Sviluppo del linguaggio serialeImpegnativo

Registrazione: Alfons e Aloys Kontarsky; Wergo WER 6011-2.

Nello stesso disco si può confrontare il secondo libro con il primo. La domanda d'ascolto è come cambi il senso del movimento e della relazione fra strumenti.

Da seguire: Confrontare i tipi di gesto senza cercare una replica del Libro I.

P: lateraleL: lateraleV: dominanteT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Il rapporto fra i pianoforti e l’organizzazione degli episodi sono la bussola; il colore rende riconoscibili le differenze.

H. Milton Babbitt: serialismo americano, pianoforte, voce ed elettronica

33. Milton Babbitt: Three Compositions for Piano

Serialismo americano

Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.

Un punto storico per il serialismo americano: l’organizzazione riguarda anche il tempo, non soltanto l’ordine delle altezze.

Da seguire: Confrontare i tre movimenti e seguire la continuità fra registri.

P: sostegnoL: sostegnoV: dominanteT: lateraleF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Confrontare i tre movimenti e seguire la continuità fra registri. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

34. Milton Babbitt: Duet

Serialismo americano

Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.

Una miniatura da ripetere: il titolo invita a cercare due funzioni o voci dentro lo stesso pianoforte.

Da seguire: Separare i registri senza trasformare ogni nota in un evento isolato.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: laterale

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Separare i registri senza trasformare ogni nota in un evento isolato. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio.

35. Milton Babbitt: Semi-Simple Variations

Serialismo americano

Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.

La brevità favorisce il confronto delle ricorrenze. Il ciclo va cercato nelle figure e nelle trasformazioni, non nella sola organizzazione seriale.

Da seguire: Ascoltare cosa ritorna e che cosa cambia nel ritorno.

P: dominanteL: sostegnoV: dominanteT: lateraleF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Ascoltare cosa ritorna e che cosa cambia nel ritorno. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le ricorrenze forniscono un riferimento ciclico locale.

36. Milton Babbitt: Partitions

Serialismo americano

Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.

Un pezzo breve che permette di concentrare l’attenzione sulla distribuzione del materiale.

Da seguire: Entrate, registri e rapporti fra figure.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Entrate, registri e rapporti fra figure. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio.

37. Milton Babbitt: Post-Partitions

Serialismo americano

Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.

La scrittura pianistica concentrata rende utile un ascolto per voci e registri.

Da seguire: Confrontarlo con Partitions, senza aspettarsi la stessa superficie.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Confrontarlo con Partitions, senza aspettarsi la stessa superficie. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio.

38. Milton Babbitt: Tableaux

Serialismo americano

Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.

Un passo verso durate più ampie: il riconoscimento dei gesti deve sostenere la memoria dell’insieme.

Da seguire: Contrasti di registro, addensamenti e riprese.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Contrasti di registro, addensamenti e riprese. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

39. Milton Babbitt: Canonical Form

Serialismo americano

Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.

Il pianoforte va ascoltato come luogo di relazioni, non soltanto come successione di frasi.

Da seguire: Seguire una voce e poi le sue risposte in un altro registro.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Seguire una voce e poi le sue risposte in un altro registro. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio.

40. Milton Babbitt: Lagniappe

Serialismo americano

Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.

Una scelta per chi vuole cercare un discorso pianistico continuo dentro una superficie complessa.

Da seguire: Profili delle frasi e differenze di energia.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Profili delle frasi e differenze di energia. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso. La continuità della frase resta in primo piano.

41. Milton Babbitt: Philomel

Serialismo ed elettroacustica

Registrazione: Bethany Beardslee, soprano, voce registrata e suoni sintetizzati; New World 80466.

La voce dal vivo si confronta con la propria presenza registrata e con l’elettronica. È un ingresso diverso dal pianoforte: il problema diventa distinguere identità, distanza e relazione.

Da seguire: Seguire il canto e riconoscere quando la sua immagine sonora cambia.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Seguire il canto e riconoscere quando la sua immagine sonora cambia. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

42. Milton Babbitt: Phonemena: soprano e pianoforte

Serialismo vocale

Registrazione: Lynne Weber, Jerry Kuderna; New World 80466.

La voce e il pianoforte offrono due sorgenti riconoscibili. La virtuosità non impedisce di ascoltare domanda, risposta e contrasto.

Da seguire: Il rapporto fra frase vocale e intervento pianistico.

P: lateraleL: dominanteV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Il rapporto fra frase vocale e intervento pianistico. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. La continuità della frase resta in primo piano.

43. Milton Babbitt: Phonemena: soprano e nastro

Serialismo ed elettroacustica

Registrazione: Lynne Weber e nastro; New World 80466.

La seconda versione permette un confronto diretto con quella pianistica: lo stesso titolo conduce a una diversa esperienza del rapporto fra parti.

Da seguire: Che cosa cambia quando il partner della voce non è un pianoforte dal vivo.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Che cosa cambia quando il partner della voce non è un pianoforte dal vivo. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

44. Milton Babbitt: Reflections

Serialismo ed elettroacustica

Registrazione: Robert Miller, pianoforte e nastro sintetizzato; New World 80466. Alternativa: Robert Taub, harmonia mundi HMC905160.

Il pianoforte e il nastro vanno seguiti come presenze distinte e interagenti. Il timbro aiuta a riconoscere i rapporti anche quando la trama è fitta.

Da seguire: Alternanza, sovrapposizione e differenze di attacco.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Alternanza, sovrapposizione e differenze di attacco. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

45. Milton Babbitt: Composition for Four Instruments

Dodecafonia estesa ad altri parametri

Registrazione: John Wummer, Stanley Drucker, Peter Marsh, Donald McCall; Chamber Music of Babbitt & Bavicchi, New World NWCRL138.

Flauto, clarinetto, violino e violoncello permettono di distinguere quattro voci. Il catalogo dell’etichetta documenta l’estensione delle operazioni seriali a ritmo, dinamica, timbro e registro.

Da seguire: Ricostruire una continuità attraverso i passaggi fra strumenti.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Ricostruire una continuità attraverso i passaggi fra strumenti. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

46. Milton Babbitt: Composition for Viola and Piano

Serialismo americano

Registrazione: Walter Trampler, Alvin Bauman; Chamber Music of Babbitt & Bavicchi, New World NWCRL138.

Un ingresso cameristico particolarmente utile: la continuità ritmica e l’articolazione delle sezioni sono appigli dichiarati anche nelle note dell’autore.

Da seguire: Seguire la viola, le cadenze e il rapporto con il pianoforte.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Seguire la viola, le cadenze e il rapporto con il pianoforte. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. La continuità della frase resta in primo piano.

I. Gli italiani: ampliare Dallapiccola, distinguere le strade del dopoguerra

47. Luigi Dallapiccola: Dialoghi

Dodecafonia

Registrazione: Paul Watkins, BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda; Chandos CHAN10561.

Il violoncello conserva una funzione riconoscibile mentre l’orchestra ne modifica continuamente il contesto.

Da seguire: Confrontare la linea solistica con le risposte e i cambi di densità.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Confrontare la linea solistica con le risposte e i cambi di densità. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. La continuità della frase resta in primo piano.

48. Luigi Dallapiccola: Three Questions with Two Answers

Organizzazione seriale

Registrazione: BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda; Chandos CHAN10561.

Cinque sezioni con caratteri contrastanti offrono un percorso leggibile anche prima di riconoscere le relazioni del materiale.

Da seguire: I passaggi fra sottovoce, impeto e distensione.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: I passaggi fra sottovoce, impeto e distensione. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

49. Luigi Dallapiccola: Piccola musica notturna

Dodecafonia

Registrazione: BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda; Chandos CHAN10258.

Una porta d’ingresso breve, nella quale colore e frase possono essere seguiti senza affrontare una grande forma.

Da seguire: Il rapporto fra atmosfera, risonanza e piccoli movimenti della linea.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Il rapporto fra atmosfera, risonanza e piccoli movimenti della linea. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. La continuità della frase resta in primo piano.

50. Luigi Dallapiccola: Canti di prigionia

Dodecafonia con materiale di canto preesistente

Registrazione: New London Chamber Choir, Ensemble intercontemporain, Hans Zender; Erato.

Il coro e la combinazione di strumenti rendono udibile una relazione fra canto, ricorrenza e colore. Non va assimilato senza distinzioni al serialismo integrale.

Da seguire: Riconoscere il materiale ricorrente e la sua relazione con le voci.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Riconoscere il materiale ricorrente e la sua relazione con le voci. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. La continuità della frase resta in primo piano.

51. Luigi Dallapiccola: Canti di liberazione

Dodecafonia corale

Registrazione: Coro della Radio di Stoccarda, RIAS Kammerchor, Bamberger Symphoniker, Ingo Metzmacher.

Una forma corale ampia da confrontare con i Canti di prigionia. La continuità va cercata nei rapporti fra episodi e nella distribuzione delle voci.

Da seguire: Come il coro costruisce densità e come l’orchestra ne cambia il peso.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Come il coro costruisce densità e come l’orchestra ne cambia il peso. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

52. Luigi Dallapiccola: Il prigioniero

Dodecafonia e teatro musicale

Registrazione: Michael Nagy, Anna Maria Chiuri, Stephan Rügamer; Danish National Symphony Orchestra, Gianandrea Noseda; Chandos CHSA5276.

Il teatro offre una direzione che non dipende dalla tonalità: il gesto vocale e l’arco drammatico possono guidare il primo ascolto.

Da seguire: Il rapporto fra frase, situazione scenica e interventi orchestrali.

P: lateraleL: dominanteV: sostegnoT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Il rapporto fra frase, situazione scenica e interventi orchestrali. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso. La continuità della frase resta in primo piano.

53. Luigi Nono: Polifonica – Monodia – Ritmica

Primo serialismo post-weberniano

Registrazione: Ensemble UnitedBerlin, Peter Hirsch; Wergo WER66312.

Il titolo è già una bussola: intreccio delle voci, cantabilità e percussione non sono compartimenti stagni, ma aspetti in relazione. Esistono versioni di diversa durata.

Da seguire: Confrontare densità polifonica, linea e intreccio ritmico.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Confrontare densità polifonica, linea e intreccio ritmico. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le ricorrenze forniscono un riferimento ciclico locale.

54. Luigi Nono: Canti per 13

Serialismo per ensemble

Registrazione: Ensemble UnitedBerlin, Peter Hirsch; Wergo WER66312.

Un ascolto da collocare nel percorso del giovane Nono, senza proiettare automaticamente su di esso l’estetica dei lavori tardivi.

Da seguire: Il passaggio delle figure fra strumenti e il rapporto fra presenza e pausa.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Il passaggio delle figure fra strumenti e il rapporto fra presenza e pausa. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

55. Luigi Nono: Il canto sospeso

Serialismo vocale e orchestrale

Registrazione: Barbara Bonney, Susanne Otto, Marek Torzewski, Rundfunkchor Berlin, Berliner Philharmoniker, Claudio Abbado; Sony Classical SK53360.

Solisti, coro e orchestra offrono una grande articolazione di presenze. Nell’incisione citata le letture aggiunte non appartengono alla composizione.

Da seguire: Ricostruire la continuità fra episodi strumentali, solistici e corali.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Ricostruire la continuità fra episodi strumentali, solistici e corali. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

56. Bruno Maderna: Serenata n. 2

Serialismo cameristico

Registrazione: English Chamber Orchestra, Bruno Maderna; Time Records / Mainstream, con Nono e Berio.

Il confronto con gli altri lavori del disco evita di ridurre il dopoguerra italiano a un’unica sonorità.

Da seguire: Le linee che emergono dal gruppo e le differenze di colore.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Le linee che emergono dal gruppo e le differenze di colore. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

57. Luciano Berio: Nones

Serialismo: serie di tredici note con un’altezza ripetuta

Registrazione: London Symphony Orchestra, Luciano Berio; Sony, nel programma Sinfonia / Concerto for Two Pianos.

Non è una serie classica di dodici note: la nota dell’autore descrive una serie simmetrica di tredici e un’organizzazione di durate, intensità e attacchi. Il confine tecnico va dichiarato.

Da seguire: Le transizioni fra situazioni dense e più semplici.

P: lateraleL: lateraleV: sostegnoT: dominanteF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Le transizioni fra situazioni dense e più semplici. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

58. Luciano Berio: Différences

Sperimentazione seriale ed elettroacustica

Registrazione: Jacques Castagner, Walter Lewis, Walter Trampler, Seymour Barab, Francis Pierre; Luciano Berio; Time Records / Mainstream.

Strumenti e nastro offrono un confronto fra presenza e trasformazione. È uno sviluppo del percorso, non un modello della dodecafonia classica.

Da seguire: Distinguere sorgenti e immagini sonore, poi ascoltarne i rapporti.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Distinguere sorgenti e immagini sonore, poi ascoltarne i rapporti. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

J. Confini italiani: non tutta la musica post-tonale è dodecafonica

59. Goffredo Petrassi: Concerto per orchestra n. 5

Percorso post-tonale autonomo; non esempio di dodecafonia integrale

Registrazione: Orchestra Sinfonica di Roma, Francesco La Vecchia; Naxos 8.573703.

Una scelta di confronto: polifonia, compressione strutturale e cambi di carattere possono essere ascoltati senza attribuire a tutta l’opera il metodo di Schönberg.

Da seguire: La successione degli episodi e la funzione dei gruppi orchestrali.

P: lateraleL: sostegnoV: dominanteT: sostegnoF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: La successione degli episodi e la funzione dei gruppi orchestrali. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

60. Goffredo Petrassi: Invenzione concertata: Concerto n. 6

Percorso post-tonale autonomo

Registrazione: Orchestra Sinfonica di Roma, Francesco La Vecchia; Naxos 8.573703.

La scrittura solistica dei gruppi rende particolarmente utile l’ascolto delle relazioni e del colore. La presenza qui è comparativa, non una certificazione dodecafonica.

Da seguire: Architettura delle risposte e cambi di energia.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Architettura delle risposte e cambi di energia. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

61. Aldo Clementi: Madrigale

Sviluppi contrappuntistici oltre la dodecafonia classica

Registrazione: Ives Ensemble; album Aldo Clementi: Madrigale.

Una diramazione per chi vuole seguire intreccio e densità. Non va inserita nel nucleo dodecafonico soltanto perché il compositore appartiene alla storia dell’avanguardia.

Da seguire: La trama complessiva e le ricorrenze che affiorano al suo interno.

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Profilo d’ascolto: Lettura proposta: La trama complessiva e le ricorrenze che affiorano al suo interno. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

62. Franco Donatoni: Tema

Scrittura post-seriale

Registrazione: Divertimento Ensemble, Sandro Gorli; Donatoni Edition, Volume 7, Stradivarius STR33838.

Una diramazione successiva: le figure e la loro proliferazione offrono un’esperienza diversa dalla serie viennese. Il confine post-seriale è parte della scheda, non una nota da nascondere.

Da seguire: Ricorrenze, incastri e crescita della superficie strumentale.

P: dominanteL: lateraleV: dominanteT: sostegnoF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Ricorrenze, incastri e crescita della superficie strumentale. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le ricorrenze forniscono un riferimento ciclico locale.

K. Altri sviluppi: tempo, gruppi e suono elettronico

63. Karlheinz Stockhausen: Gruppen

Serialismo e organizzazione del tempo

Registrazione: WDR Sinfonieorchester Köln; Karlheinz Stockhausen, Bruno Maderna, Pierre Boulez; Stockhausen-Verlag CD5, già Deutsche Grammophon.

Tre orchestre offrono relazioni simultanee e cambi di densità su grande scala. Una registrazione stereo restituisce solo in parte l’esperienza spaziale dal vivo.

Da seguire: Passaggi fra gruppi, sovrapposizioni e differenze di velocità.

P: sostegnoL: lateraleV: dominanteT: dominanteF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Passaggi fra gruppi, sovrapposizioni e differenze di velocità. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

64. Karlheinz Stockhausen: Carré

Sviluppo seriale e spaziale

Registrazione: Coro e orchestra NDR; Stockhausen, Michael Gielen, Mauricio Kagel, Andrzej Markowski; Stockhausen-Verlag CD5.

Il confronto con Gruppen nello stesso disco sposta l’attenzione verso quattro gruppi orchestrali e corali.

Da seguire: Distribuzione delle presenze e trasformazione delle masse.

P: lateraleL: lateraleV: dominanteT: dominanteF: sostegno

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Distribuzione delle presenze e trasformazione delle masse. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.

65. Charles Wuorinen: Time’s Encomium

Serialismo elettronico

Registrazione: Realizzazione del compositore al Columbia-Princeton Electronic Music Center; Nonesuch H-71225, ristampe Tzadik.

Un percorso elettronico nel quale le durate e le proporzioni non dipendono dal fraseggio di un esecutore dal vivo.

Da seguire: Rapporti temporali, attacchi e organizzazione degli episodi.

P: lateraleL: lateraleV: sostegnoT: dominanteF: dominante

Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Rapporti temporali, attacchi e organizzazione degli episodi. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.

6. Un percorso progressivo in dodici ascolti

Non è una graduatoria di valore. È un ordine pensato per costruire familiarità: prima il canto e il gesto, poi il contrappunto, infine la distribuzione del suono e l'estensione del principio seriale.

  1. Berg: Sonata op. 1. Una premessa ancora legata alla tonalità.
  2. Schönberg: Sei piccoli pezzi op. 19. La frase atonale in miniatura.
  3. Berg: Concerto per violino. Il primo incontro con la dodecafonia attraverso il canto.
  4. Dallapiccola: Quaderno musicale di Annalibera. Brevità, contrappunto e colore.
  5. Schönberg: Concerto per pianoforte op. 42. Una forma più ampia sostenuta dal solista.
  6. Schönberg: Suite per pianoforte op. 25. Il metodo dentro le forme di danza.
  7. Webern: Variazioni per pianoforte op. 27. Attacco, pausa e concentrazione.
  8. Webern: Sinfonia op. 21. La relazione fra timbri e voci.
  9. Schönberg: Variazioni per orchestra op. 31. La grande costruzione orchestrale.
  10. Schönberg: Concerto per violino op. 36. Continuità narrativa e densità.
  11. Stravinsky: Requiem Canticles. Un diverso uso della scrittura seriale.
  12. Boulez: Structures, Libro I. Il passaggio oltre l'organizzazione delle sole altezze.

Se un passaggio risulta troppo brusco, non occorre insistere sul brano più difficile. Torna a un lavoro già riconoscibile e cambia il punto di attenzione. La familiarità cresce meglio attraverso confronti mirati che con una successione di ascolti tutti nuovi.

Se vuoi cominciare da tre dischi

  • Mitsuko Uchida e Pierre Boulez: Schoenberg: Piano Concerto. Accosta il concerto dodecafonico, pezzi atonali, la Sonata di Berg e le Variazioni di Webern: un piccolo percorso già contenuto in un disco.
  • Isabelle Faust e Claudio Abbado: Berg / Beethoven: Violin Concertos. Per chi preferisce entrare attraverso la voce del violino.
  • Roberto Prosseda e Duccio Ceccanti: Dallapiccola, Naxos 8.557676. Parti dal Quaderno, senza attribuire automaticamente la stessa tecnica a tutti gli altri lavori del programma.

Tre percorsi aggiuntivi

Babbitt: Composition for Viola and Piano → Three Compositions → Partitions e Post-Partitions → Philomel → le due versioni di Phonemena → Reflections → Canonical Form. Il confronto fra pianoforte, ensemble e nastro è più utile di un ascolto indistinto di tutti i lavori.

Gli italiani: Quaderno di Annalibera → Piccola musica notturna → Dialoghi → Canti di prigionia → Il prigioniero → Polifonica – Monodia – Ritmica → Serenata n. 2 → Nones → Il canto sospeso. È un percorso fra poetiche diverse, non una progressione verso un metodo unico.

Oltre il nucleo: Petrassi, Clementi e Donatoni sono confronti per seguire contrappunto, densità e trasformazione dopo il primo incontro con la dodecafonia. Gruppen, Carré e Time’s Encomium aprono invece il problema dell’organizzazione temporale e spaziale.

7. Che cosa osservare con P-L-V-T-F

Nel metodo di ascolto P-L-V-T-F, questo repertorio offre soprattutto occasioni per spostare l'attenzione dalla conferma tonale alle relazioni. Non assegniamo un profilo rigido a un intero linguaggio: il peso delle strategie cambia da opera a opera e anche durante lo stesso brano.

  • P, ciclo: cercare pulsazioni, figure ritmiche ricorrenti e gesti di danza. Non confondere la serie con un ciclo ritmico: sono cose diverse.
  • L, linea: seguire una frase anche quando attraversa intervalli ampi o passa a un altro strumento. Il concerto di Berg e quello pianistico di Schönberg sono ingressi utili.
  • V, relazioni fra parti: ascoltare risposte, imitazioni e sovrapposizioni. Nei quartetti, scegliere due voci e osservare come si scambiano il materiale.
  • T, timbro e spazio: distinguere registri, attacchi e risonanze. Nei lavori di Webern il colore può aiutare a ricostruire una continuità che la sola melodia non rende subito evidente.
  • F, forma ed energia: riconoscere accumuli, rarefazioni, ritorni e cambi di carattere. Le Variazioni op. 31 offrono un terreno particolarmente ricco.

Queste sono proposte di attenzione, non promesse di un allenamento misurabile. Il risultato concreto è poter descrivere meglio ciò che si sente e ritrovare più elementi al secondo ascolto.

8. Non una musica da decifrare, ma da conoscere

La dodecafonia non richiede di rinunciare al piacere della frase, del timbro o del contrasto. Richiede piuttosto di non identificarli esclusivamente con la tonalità. Si può seguire il violino di Berg senza ricostruire la serie; si può riconoscere una danza nella Suite di Schönberg; si può ascoltare Webern come un gioco di distanze, risposte e risonanze.

La conoscenza del metodo chiarisce come il materiale è organizzato. L'ascolto scopre che cosa quel materiale diventa. Le due esperienze possono incontrarsi, ma non devono essere confuse.

Il primo traguardo non è riconoscere dodici note. È sentire che un gesto torna, che una voce risponde, che una pausa cambia il peso di ciò che la precede. Da lì la musica comincia ad avere una memoria.

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