La musica dodecafonica
Una guida all'ascolto, alla storia e alle registrazioni: dalle premesse atonali alla Scuola di Vienna, fino agli sviluppi seriali.
Di fronte alla dodecafonia si può avere l'impressione che la musica abbia perso i propri punti di riferimento. Le frasi non tornano a casa nel modo consueto, gli accordi non promettono una risoluzione riconoscibile e una melodia può passare da uno strumento all'altro prima di lasciarsi afferrare. Ma questa difficoltà iniziale non significa che manchino forma, espressione o continuità. Significa che occorre cercarle altrove.
Questa guida parte da ciò che si può ascoltare: gesti, intervalli, dialoghi, silenzi, colori e trasformazioni. Il metodo compositivo verrà spiegato quanto basta per orientarsi. Non è necessario ricostruire una serie di dodici note per seguire una frase o percepire la tensione di un concerto.
La serie, infatti, non coincide necessariamente con un tema riconoscibile: può fornire il materiale per melodie, accordi e relazioni distribuite nell'intera composizione. Conoscere il procedimento aiuta, ma non sostituisce l'ascolto.
1. Tre parole da non confondere
Atonalità indica, in questo contesto, la rinuncia a una tonalità funzionale stabile. Dodecafonia indica un metodo che organizza le dodici classi di altezza della scala cromatica attraverso una serie e le sue trasformazioni. Serialismo è una categoria più ampia: può riguardare le altezze, ma anche durate, intensità e altri parametri. La dodecafonia è quindi una forma di organizzazione seriale, non il nome di tutta la musica atonale.
È proprio il carattere di metodo, anziché di stile sonoro unico, a spiegare la varietà del repertorio. L'organizzazione seriale non determina automaticamente il timbro, il fraseggio, la forma complessiva o il carattere espressivo di un brano.
2. Il metodo, senza trasformare l'ascolto in un esame
Nel modello classico di Schönberg, il compositore stabilisce un ordine delle dodici classi di altezza: una serie. Si tratta delle dodici note cromatiche considerate indipendentemente dall'ottava in cui suonano. La serie non prescrive da sola ritmo, durata, dinamica o strumentazione; offre una rete di relazioni da utilizzare nella composizione.
- Forma originale: l'ordine di partenza.
- Retrogrado: lo stesso ordine letto dalla fine all'inizio.
- Inversione: la direzione degli intervalli viene rovesciata.
- Retrogrado dell'inversione: l'inversione letta a ritroso.
- Trasposizione: una di queste forme viene spostata a un'altra altezza di partenza, conservandone le relazioni intervallari.
Queste trasformazioni permettono di produrre materiali differenti ma imparentati. Non bisogna però immaginare una fila di dodici note eseguita meccanicamente e poi ripetuta: le forme della serie possono sovrapporsi, essere distribuite fra strumenti e generare relazioni sia melodiche sia armoniche.
Per l'ascoltatore, la domanda utile non è «a che punto della serie siamo?», ma «che cosa è tornato, e in quale forma?». Un salto, una breve figura ritmica o un profilo melodico possono diventare familiari prima che si conosca la loro origine tecnica.
3. Una storia non lineare
Schönberg cercò un principio capace di sostenere la costruzione musicale dopo l'allontanamento dalla tonalità. Il metodo si definì nei primi anni Venti, dopo una fase di ricerca che non era ancora dodecafonica. Non nacque dunque come semplice volontà di produrre dissonanze, ma come risposta al problema della coerenza formale. Josef Matthias Hauer sviluppò, parallelamente, una diversa organizzazione delle dodici note: la storia non si riduce a un unico percorso.
La cosiddetta Seconda Scuola di Vienna non va ascoltata come una sola voce. Per orientarsi, conviene pensare a tre prospettive: Schönberg, la continuità del discorso e la trasformazione dei motivi; Berg, il canto e la memoria della tradizione; Webern, la concentrazione, la distribuzione del suono e il peso del silenzio. È una bussola d'ascolto, non una classificazione esclusiva.
Nel dopoguerra l'organizzazione seriale si estese oltre le altezze. Structures di Boulez è un esempio esplicito di lavoro su ritmo, dinamica e attacco oltre che sulle note. Nono elaborò una propria tecnica multiparametrica, mentre Stravinsky arrivò alla dodecafonia attraverso un percorso tardivo e personale. Non si tratta di una marcia uniforme verso un sistema sempre più rigido.
4. Come orientarsi quando manca la tonica
La prima difficoltà è spesso una richiesta sbagliata: aspettarsi da questa musica le stesse conferme che offre una sonata tonale. Per qualche ascolto conviene sospendere la ricerca della cadenza e scegliere un solo elemento da seguire.
Seguire una frase
Ascolta se sale, scende, si interrompe o riparte. Una frase può avere una direzione chiarissima anche quando non conduce a una tonica. Nel concerto di Berg il violino offre un filo narrativo; nei pezzi di Webern quel filo può essere molto breve e passare immediatamente a un altro strumento.
Riconoscere una famiglia di gesti
Non serve memorizzare tutte le note. Cerca una figura di poche note, un intervallo ampio, un ritmo insistente. Al ritorno, chiediti se è più veloce, più scuro, più frammentato o affidato a un'altra voce.
Separare le parti
Quando la superficie sembra affollata, scegli un registro o uno strumento. Segui il basso per un tratto, poi una voce interna. La complessità diventa più leggibile quando smette di essere percepita come un unico blocco.
Ascoltare il silenzio
Una pausa può separare due gesti, lasciare risuonare una nota o rendere più evidente una risposta. Nei lavori brevi non è uno spazio da riempire: contribuisce alla proporzione della frase.
Percepire l'arco complessivo
Osserva dove aumentano densità, registro e dinamica, dove la musica si contrae e dove cambia il tipo di movimento. Una forma può essere riconoscibile attraverso questi rapporti anche senza una mappa armonica.
5. Discografia commentata
Ogni opera riceve un profilo basato sulle cinque strategie di ascolto:
- P, ciclo: pulsazione, ricorrenza, ostinati, simmetrie temporali e figure che tornano.
- L, linea: melodia, frase, direzione del gesto e continuità orizzontale.
- V, simultaneità e relazioni fra parti: contrappunto, incastri, sovrapposizioni, risposte e distribuzione del materiale fra le voci.
- T, timbro e spazio: colore, registro, attacco, risonanza, distanza e posizione percettiva dei suoni.
- F, forma ed energia: articolazione complessiva, accumulo, rarefazione, contrasto, climax e trasformazione della densità.
Dominante indica la strategia che offre l'accesso più immediato e produttivo all'opera: è il primo elemento che conviene seguire per orientarsi.
Sostegno indica una strategia molto importante, ma non necessariamente il primo ingresso. Rafforza e chiarisce la dominante: per esempio, una linea può diventare più comprensibile grazie al timbro che la distingue o alla forma che ne rende percepibile la crescita.
Laterale non significa irrilevante o assente. Indica una strategia presente, ma meno evidente, meno continua o meno utile come prima bussola. Può diventare significativa negli ascolti successivi, in alcuni movimenti o in una particolare interpretazione.
Le attribuzioni riguardano la singola opera, non l'intero disco che la contiene. Sono letture editoriali motivate dalle caratteristiche udibili e dal punto di attenzione suggerito, non punteggi scientifici né risultati di un'analisi automatica. Una diversa esecuzione può spostare il peso relativo delle strategie.
Qui si distinguono opere e dischi: una stessa incisione può contenere più composizioni e accostare repertori diversi. Ogni scheda indica un'opera da cercare e una registrazione di riferimento. I livelli sono valutazioni editoriali relative all'ingresso nel linguaggio, non misure oggettive della difficoltà.
Le premesse non sono presentate come dodecafonia; gli sviluppi seriali non sono confusi con il metodo classico. Le indicazioni «ingresso», «intermedio» e «impegnativo» tengono conto di durata, densità, familiarità del fraseggio e facilità di riconoscere un percorso.
A. Prima della dodecafonia
1. Arnold Schönberg: Verklärte Nacht op. 4
Registrazione: Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan; Deutsche Grammophon, versione per orchestra d'archi.
Un punto di partenza per chi proviene dal Romanticismo. Non è musica dodecafonica: serve a sentire quanto il linguaggio possa diventare teso e mobile senza abbandonare la tonalità.
Da seguire: Seguire il respiro delle frasi e i passaggi fra episodi distesi e addensamenti.
Profilo d’ascolto: La linea e la crescita espressiva guidano il percorso; il dialogo degli archi e il colore rendono percepibili i cambi di clima.
2. Alban Berg: Sonata per pianoforte op. 1
Registrazione: Mitsuko Uchida; Philips, nel disco Schoenberg: Piano Concerto.
Una sola grande arcata pianistica. La continuità espressiva aiuta a entrare nel mondo della Scuola di Vienna senza cominciare dal metodo delle dodici note.
Da seguire: Riconoscere le figure che ritornano e il modo in cui cresce la tensione.
Profilo d’ascolto: Il canto pianistico e l’arco complessivo sono i riferimenti principali; le voci interne aiutano a seguire lo sviluppo.
3. Arnold Schönberg: Tre pezzi per pianoforte op. 11
Registrazione: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon, The Works for Piano.
La tonalità non offre più il consueto orientamento. Rimangono gesti, contrasti, sviluppo motivico e un pianoforte capace di grande intensità.
Da seguire: Seguire il carattere di ogni pezzo prima di confrontarne i dettagli.
Profilo d’ascolto: Frasi e contrasti costruiscono il discorso; registro e sovrapposizioni ne precisano il carattere.
4. Arnold Schönberg: Sei piccoli pezzi per pianoforte op. 19
Registrazione: Maurizio Pollini oppure Mitsuko Uchida; Deutsche Grammophon / Philips.
La brevità permette di ripetere l'ascolto senza perdere la memoria dell'insieme. Non sono esercizi preparatori: ogni pezzo è un mondo compiuto.
Da seguire: Attacchi, risonanze, pause e proporzioni.
Profilo d’ascolto: Attacco, risonanza e pausa sono la prima bussola; le piccole frasi e i contrasti completano la miniatura.
5. Anton Webern: Passacaglia op. 1
Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Complete Works.
Un Webern ancora legato alla grande tradizione orchestrale. Il confronto con la Sinfonia op. 21 renderà evidente il cambiamento di scala e densità.
Da seguire: Il rapporto fra ricorrenza, variazione e intensificazione.
Profilo d’ascolto: La ricorrenza sostiene la trasformazione della forma; linea e contrappunto animano il ciclo.
6. Anton Webern: Sei pezzi per orchestra op. 6
Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Complete Works.
L'orchestra non è soltanto una massa: diventa una successione di presenze, colori e gesti concentrati.
Da seguire: Distinguere la continuità espressiva dalla continuità melodica.
Profilo d’ascolto: Colore e alternanza delle densità rendono leggibile l’arco; i gesti melodici e le risposte sono riferimenti locali.
7. Anton Webern: Cinque pezzi per orchestra op. 10
Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Symphony op. 21 e Complete Works.
Un ingresso nella miniatura orchestrale. La durata ridotta non elimina la complessità, ma rende possibile concentrarsi su un dettaglio alla volta.
Da seguire: Dove si colloca ogni suono e che cosa lascia dopo di sé.
Profilo d’ascolto: La posizione e la qualità dei suoni precedono la continuità della linea; relazioni e proporzioni emergono con gli ascolti.
B. Il nucleo dodecafonico: Schönberg
8. Arnold Schönberg: Cinque pezzi per pianoforte op. 23
Registrazione: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon, The Works for Piano.
Una raccolta da non etichettare in blocco: il Valzer conclusivo è il punto da osservare per il passaggio alla serie di dodici note.
Da seguire: Confrontare la danza del quinto pezzo con i gesti dei precedenti.
Profilo d’ascolto: Il profilo delle frasi e il gesto di danza sono riconoscibili; il contrappunto collega gli episodi.
9. Arnold Schönberg: Suite per pianoforte op. 25
Registrazione: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon, The Works for Piano.
La nuova organizzazione delle altezze incontra forme di danza della tradizione. È un ascolto importante proprio perché il metodo non cancella articolazione e memoria formale.
Da seguire: Gavotta, minuetto e giga: cercare il tipo di movimento, non una tonalità nascosta.
Profilo d’ascolto: Le forme di danza e gli intrecci delle voci orientano; linea e contrasti distinguono i movimenti.
10. Arnold Schönberg: Pezzi per pianoforte op. 33a e 33b
Registrazione: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon, The Works for Piano.
Due lavori brevi da affrontare dopo la Suite. La concentrazione rende più evidente il rapporto fra frase, densità e ritorno.
Da seguire: Seguire una figura e ascoltare come cambia funzione.
Profilo d’ascolto: Figure e voci interne sono il filo principale; risonanza e cambi di densità ne precisano la funzione.
11. Arnold Schönberg: Quartetto per archi n. 3 op. 30
Registrazione: LaSalle Quartet; Deutsche Grammophon, raccolta dei quartetti della Scuola di Vienna.
Il metodo sostiene un discorso cameristico ampio. Non è il primo ascolto consigliato, ma è essenziale per capire che la dodecafonia non coincide con il frammento.
Da seguire: Separare le quattro parti e riconoscere la circolazione dei motivi.
Profilo d’ascolto: La circolazione dei motivi fra le parti sostiene la grande forma; danza e fraseggio aiutano localmente.
12. Arnold Schönberg: Variazioni per orchestra op. 31
Registrazione: Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan; Deutsche Grammophon.
Il primo grande lavoro orchestrale dodecafonico di Schönberg. Introduzione, tema, variazioni e finale offrono una struttura riconoscibile sotto la ricchezza del contrappunto.
Da seguire: Confrontare il carattere delle variazioni: danza, movimento, rarefazione, densità.
Profilo d’ascolto: Le relazioni orchestrali e la successione delle variazioni sono centrali; colore e motivi rendono udibili le trasformazioni.
13. Arnold Schönberg: Concerto per violino op. 36
Registrazione: Hilary Hahn, Swedish Radio Symphony Orchestra, Esa-Pekka Salonen; Deutsche Grammophon, con il concerto di Sibelius.
Una scrittura solistica estesa, virtuosistica e narrativa. Il confronto discografico con Sibelius è utile, purché non si cerchino le stesse risoluzioni armoniche.
Da seguire: Il filo del violino, le risposte orchestrali e le proporzioni dei tre movimenti.
Profilo d’ascolto: Il solista offre una linea narrativa e un arco esteso; orchestra e colore ne modificano il peso.
14. Arnold Schönberg: Quartetto per archi n. 4 op. 37
Registrazione: LaSalle Quartet; Deutsche Grammophon, raccolta dei quartetti.
Un ulteriore passo nella grande forma cameristica. Da ascoltare quando il dialogo delle parti è già diventato un riferimento.
Da seguire: Seguire l'identità dei gesti attraverso cambi di registro e di voce.
Profilo d’ascolto: Il contrappunto e la costruzione dei movimenti guidano; il fraseggio e i gesti ritmici forniscono appigli.
15. Arnold Schönberg: Concerto per pianoforte op. 42
Registrazione: Mitsuko Uchida, Cleveland Orchestra, Pierre Boulez; Philips.
Uno degli ingressi migliori nella dodecafonia matura: il pianoforte dà continuità al discorso e i quattro episodi offrono caratteri nettamente differenziati.
Da seguire: Canto, slancio, raccoglimento e ripresa del movimento.
Profilo d’ascolto: Il pianoforte dà continuità al discorso e distingue i quattro episodi; il rapporto con l’orchestra è un sostegno decisivo.
C. Berg: il canto dentro la serie
16. Alban Berg: Suite lirica per quartetto d'archi
Registrazione: LaSalle Quartet; Deutsche Grammophon, raccolta dei quartetti.
Non va definita integralmente dodecafonica. La sua utilità sta nel rapporto fra organizzazione, fraseggio e intensità espressiva.
Da seguire: Le differenze di carattere fra i movimenti e il modo in cui il quartetto respira.
Profilo d’ascolto: Fraseggio e trasformazione del carattere sono in primo piano; le risposte del quartetto e il colore intensificano il percorso.
17. Alban Berg: Concerto per violino
Registrazione: Isabelle Faust, Orchestra Mozart, Claudio Abbado; harmonia mundi, con il concerto di Beethoven.
La porta d'ingresso più naturale per chi ama il concerto romantico. La tecnica delle dodici note convive con un canto riconoscibile e con la memoria della tradizione.
Da seguire: Il percorso del solista e la trasformazione del clima fra le due grandi parti.
Profilo d’ascolto: Il canto del violino e l’arco delle due parti sono gli appigli più diretti; intreccio e timbro approfondiscono l’ascolto.
D. Webern: concentrazione e relazioni
18. Anton Webern: Trio per archi op. 20
Registrazione: Complete Works, edizione Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, interpreti cameristici della raccolta.
Tre strumenti bastano a costruire una trama fitta di relazioni. La rarefazione non significa che ogni parte sia semplice da seguire.
Da seguire: Entrate, risposte, registri e continuità fra gesti separati.
Profilo d’ascolto: Le entrate e le risposte delle tre voci sono centrali; linea, colore e proporzioni richiedono attenzione ravvicinata.
19. Anton Webern: Sinfonia op. 21
Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon. Alternativa: Herbert von Karajan, stessa orchestra.
Una sinfonia di proporzioni concentrate. È un buon punto di incontro fra ascolto timbrico e percezione delle relazioni contrappuntistiche.
Da seguire: Il passaggio del materiale fra strumenti e il contrasto fra i due movimenti.
Profilo d’ascolto: La continuità passa fra voci e timbri; il confronto fra i due movimenti sostiene la memoria formale.
20. Anton Webern: Quartetto op. 22
Registrazione: Complete Works, edizione Pierre Boulez; Deutsche Grammophon.
Violino, clarinetto, sassofono tenore e pianoforte offrono colori facilmente distinguibili: una risorsa per seguire la trama.
Da seguire: Ascoltare chi prosegue, chi interrompe e chi risponde.
Profilo d’ascolto: I quattro colori distinguono le parti e i loro rapporti; la linea si ricostruisce attraverso gli scambi.
21. Anton Webern: Concerto per nove strumenti op. 24
Registrazione: Ensemble intercontemporain, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Complete Works.
Un ascolto centrale per la concezione del suono come relazione fra presenze distinte. Il titolo non promette un concerto solistico tradizionale.
Da seguire: Piccoli gruppi, cambi di colore e proporzioni delle frasi.
Profilo d’ascolto: I piccoli gruppi strumentali e le relazioni fra gesti guidano; la forma emerge dal confronto degli episodi.
22. Anton Webern: Variazioni per pianoforte op. 27
Registrazione: Mitsuko Uchida; Philips. Alternativa: Maurizio Pollini; Deutsche Grammophon.
Un solo strumento permette di concentrarsi su attacco, intervallo e silenzio senza inseguire l'orchestrazione.
Da seguire: La differenza fra i tre movimenti e il peso di ogni risonanza.
Profilo d’ascolto: Attacchi, intervalli e risonanze rendono percepibili relazioni e simmetrie; la frase e i tre movimenti completano il quadro.
23. Anton Webern: Quartetto per archi op. 28
Registrazione: LaSalle Quartet; Deutsche Grammophon, raccolta dei quartetti.
La familiarità del quartetto d'archi incontra una scrittura di estrema concentrazione. Da affrontare dopo la Sinfonia e le Variazioni pianistiche.
Da seguire: Figure ricorrenti e rapporti fra le voci.
Profilo d’ascolto: La rete delle quattro voci è il primo oggetto d’ascolto; registro, frase e proporzione ne sostengono la lettura.
24. Anton Webern: Variazioni per orchestra op. 30
Registrazione: Berliner Philharmoniker, Pierre Boulez; Deutsche Grammophon, Symphony op. 21.
Una forma breve ma ricca di cambiamenti interni. L'orchestra rende percepibile la trasformazione attraverso il colore.
Da seguire: Non contare le variazioni: seguire le metamorfosi del gesto.
Profilo d’ascolto: Il materiale cambia voce e colore; il riconoscimento delle trasformazioni sostiene l’arco breve.
E. Dallapiccola: una via italiana
25. Luigi Dallapiccola: Quaderno musicale di Annalibera
Registrazione: Roberto Prosseda; Naxos 8.557676. Alternativa: Bruno Canino; Stradivarius STR33332.
Undici pezzi nei quali contrappunto, lirismo e colore pianistico offrono una via molto efficace al metodo. I titoli aiutano a scegliere un punto di attenzione.
Da seguire: Confrontare Linee, Colore e Ombre; poi tornare ai pezzi contrappuntistici.
Profilo d’ascolto: Linee e contrappunto sono gli ingressi principali; ricorrenze, colore e successione dei pezzi aiutano a orientarsi.
26. Luigi Dallapiccola: Variazioni per orchestra
Registrazione: BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda; Chandos, Orchestral Works, Vol. 1.
Il confronto con il Quaderno permette di ascoltare la trasformazione del materiale attraverso l'orchestra.
Da seguire: Che cosa diventa più evidente quando una figura cambia timbro.
Profilo d’ascolto: Le relazioni del materiale diventano differenze di colore; il confronto degli episodi costruisce la forma.
27. Luigi Dallapiccola: Ciaccona, Intermezzo e Adagio
Registrazione: Arturo Bonucci, violoncello; Stradivarius STR33332, con Bruno Canino e Rodolfo Bonucci negli altri lavori del disco.
Il violoncello solo offre un filo espressivo diretto. Una buona scelta per chi preferisce seguire una voce prima di affrontare un ensemble.
Da seguire: Come uno strumento solo suggerisce più registri e più funzioni.
Profilo d’ascolto: La voce del violoncello resta il filo; registro, attacco e cambi di carattere articolano il percorso.
F. Stravinsky: un percorso tardivo
28. Igor Stravinsky: Agon
Registrazione: Michael Gielen, orchestra della radio del Sud-Ovest tedesco; SWR Classic CD93.226. Alternativa: Robert Craft, Orchestra of St. Luke's; Naxos 8.557502.
Il balletto accosta procedimenti tradizionali e seriali. È un ponte, non un esempio di dodecafonia uniforme.
Da seguire: La precisione ritmica e i contrasti fra episodi.
Profilo d’ascolto: Gesto ritmico e successione degli episodi sono evidenti; gli incastri e l’orchestrazione ne arricchiscono la lettura.
29. Igor Stravinsky: Threni
Registrazione: Igor Stravinsky; Sony Classical, Sacred Works, edizione Stravinsky.
Il primo lavoro interamente dodecafonico del compositore è anche un ascolto esteso e complesso. Meglio affrontarlo dopo aver acquisito familiarità con le relazioni fra voci.
Da seguire: Alternanza dei gruppi vocali, densità e disegno complessivo.
Profilo d’ascolto: La distribuzione delle voci e la grande articolazione sono centrali; canto e colore sono sostegni locali.
30. Igor Stravinsky: Requiem Canticles
Registrazione: Michael Gielen, solisti, coro e orchestra della radio del Sud-Ovest tedesco; SWR Classic CD93.226.
La forma concentrata permette di osservare episodi molto distinti senza perdere il senso dell'insieme.
Da seguire: Blocchi sonori, interludi e proporzioni fra le sezioni.
Profilo d’ascolto: Blocchi, interludi e contrasti timbrici definiscono le proporzioni; i rapporti vocali completano l’ascolto.
G. Oltre il metodo classico
31. Pierre Boulez: Structures per due pianoforti, Libro I
Registrazione: Alfons e Aloys Kontarsky; Wergo WER 6011-2.
Qui il controllo seriale coinvolge più parametri. Non è il punto da cui cominciare, ma un confronto necessario per capire la distanza dalla dodecafonia viennese.
Da seguire: Densità, distribuzione dei registri e rapporti fra i due pianoforti.
Profilo d’ascolto: Registri e attacchi distinguono le due parti; densità e rarefazione aiutano a percepire una forma senza pulsazione stabile.
32. Pierre Boulez: Structures per due pianoforti, Libro II
Registrazione: Alfons e Aloys Kontarsky; Wergo WER 6011-2.
Nello stesso disco si può confrontare il secondo libro con il primo. La domanda d'ascolto è come cambi il senso del movimento e della relazione fra strumenti.
Da seguire: Confrontare i tipi di gesto senza cercare una replica del Libro I.
Profilo d’ascolto: Il rapporto fra i pianoforti e l’organizzazione degli episodi sono la bussola; il colore rende riconoscibili le differenze.
H. Milton Babbitt: serialismo americano, pianoforte, voce ed elettronica
33. Milton Babbitt: Three Compositions for Piano
Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.
Un punto storico per il serialismo americano: l’organizzazione riguarda anche il tempo, non soltanto l’ordine delle altezze.
Da seguire: Confrontare i tre movimenti e seguire la continuità fra registri.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Confrontare i tre movimenti e seguire la continuità fra registri. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
34. Milton Babbitt: Duet
Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.
Una miniatura da ripetere: il titolo invita a cercare due funzioni o voci dentro lo stesso pianoforte.
Da seguire: Separare i registri senza trasformare ogni nota in un evento isolato.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Separare i registri senza trasformare ogni nota in un evento isolato. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio.
35. Milton Babbitt: Semi-Simple Variations
Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.
La brevità favorisce il confronto delle ricorrenze. Il ciclo va cercato nelle figure e nelle trasformazioni, non nella sola organizzazione seriale.
Da seguire: Ascoltare cosa ritorna e che cosa cambia nel ritorno.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Ascoltare cosa ritorna e che cosa cambia nel ritorno. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le ricorrenze forniscono un riferimento ciclico locale.
36. Milton Babbitt: Partitions
Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.
Un pezzo breve che permette di concentrare l’attenzione sulla distribuzione del materiale.
Da seguire: Entrate, registri e rapporti fra figure.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Entrate, registri e rapporti fra figure. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio.
37. Milton Babbitt: Post-Partitions
Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.
La scrittura pianistica concentrata rende utile un ascolto per voci e registri.
Da seguire: Confrontarlo con Partitions, senza aspettarsi la stessa superficie.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Confrontarlo con Partitions, senza aspettarsi la stessa superficie. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio.
38. Milton Babbitt: Tableaux
Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.
Un passo verso durate più ampie: il riconoscimento dei gesti deve sostenere la memoria dell’insieme.
Da seguire: Contrasti di registro, addensamenti e riprese.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Contrasti di registro, addensamenti e riprese. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
39. Milton Babbitt: Canonical Form
Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.
Il pianoforte va ascoltato come luogo di relazioni, non soltanto come successione di frasi.
Da seguire: Seguire una voce e poi le sue risposte in un altro registro.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Seguire una voce e poi le sue risposte in un altro registro. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio.
40. Milton Babbitt: Lagniappe
Registrazione: Robert Taub, Piano Works; harmonia mundi HMC905160.
Una scelta per chi vuole cercare un discorso pianistico continuo dentro una superficie complessa.
Da seguire: Profili delle frasi e differenze di energia.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Profili delle frasi e differenze di energia. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso. La continuità della frase resta in primo piano.
41. Milton Babbitt: Philomel
Registrazione: Bethany Beardslee, soprano, voce registrata e suoni sintetizzati; New World 80466.
La voce dal vivo si confronta con la propria presenza registrata e con l’elettronica. È un ingresso diverso dal pianoforte: il problema diventa distinguere identità, distanza e relazione.
Da seguire: Seguire il canto e riconoscere quando la sua immagine sonora cambia.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Seguire il canto e riconoscere quando la sua immagine sonora cambia. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
42. Milton Babbitt: Phonemena: soprano e pianoforte
Registrazione: Lynne Weber, Jerry Kuderna; New World 80466.
La voce e il pianoforte offrono due sorgenti riconoscibili. La virtuosità non impedisce di ascoltare domanda, risposta e contrasto.
Da seguire: Il rapporto fra frase vocale e intervento pianistico.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Il rapporto fra frase vocale e intervento pianistico. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. La continuità della frase resta in primo piano.
43. Milton Babbitt: Phonemena: soprano e nastro
Registrazione: Lynne Weber e nastro; New World 80466.
La seconda versione permette un confronto diretto con quella pianistica: lo stesso titolo conduce a una diversa esperienza del rapporto fra parti.
Da seguire: Che cosa cambia quando il partner della voce non è un pianoforte dal vivo.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Che cosa cambia quando il partner della voce non è un pianoforte dal vivo. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
44. Milton Babbitt: Reflections
Registrazione: Robert Miller, pianoforte e nastro sintetizzato; New World 80466. Alternativa: Robert Taub, harmonia mundi HMC905160.
Il pianoforte e il nastro vanno seguiti come presenze distinte e interagenti. Il timbro aiuta a riconoscere i rapporti anche quando la trama è fitta.
Da seguire: Alternanza, sovrapposizione e differenze di attacco.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Alternanza, sovrapposizione e differenze di attacco. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
45. Milton Babbitt: Composition for Four Instruments
Registrazione: John Wummer, Stanley Drucker, Peter Marsh, Donald McCall; Chamber Music of Babbitt & Bavicchi, New World NWCRL138.
Flauto, clarinetto, violino e violoncello permettono di distinguere quattro voci. Il catalogo dell’etichetta documenta l’estensione delle operazioni seriali a ritmo, dinamica, timbro e registro.
Da seguire: Ricostruire una continuità attraverso i passaggi fra strumenti.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Ricostruire una continuità attraverso i passaggi fra strumenti. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
46. Milton Babbitt: Composition for Viola and Piano
Registrazione: Walter Trampler, Alvin Bauman; Chamber Music of Babbitt & Bavicchi, New World NWCRL138.
Un ingresso cameristico particolarmente utile: la continuità ritmica e l’articolazione delle sezioni sono appigli dichiarati anche nelle note dell’autore.
Da seguire: Seguire la viola, le cadenze e il rapporto con il pianoforte.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Seguire la viola, le cadenze e il rapporto con il pianoforte. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. La continuità della frase resta in primo piano.
I. Gli italiani: ampliare Dallapiccola, distinguere le strade del dopoguerra
47. Luigi Dallapiccola: Dialoghi
Registrazione: Paul Watkins, BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda; Chandos CHAN10561.
Il violoncello conserva una funzione riconoscibile mentre l’orchestra ne modifica continuamente il contesto.
Da seguire: Confrontare la linea solistica con le risposte e i cambi di densità.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Confrontare la linea solistica con le risposte e i cambi di densità. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. La continuità della frase resta in primo piano.
48. Luigi Dallapiccola: Three Questions with Two Answers
Registrazione: BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda; Chandos CHAN10561.
Cinque sezioni con caratteri contrastanti offrono un percorso leggibile anche prima di riconoscere le relazioni del materiale.
Da seguire: I passaggi fra sottovoce, impeto e distensione.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: I passaggi fra sottovoce, impeto e distensione. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
49. Luigi Dallapiccola: Piccola musica notturna
Registrazione: BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda; Chandos CHAN10258.
Una porta d’ingresso breve, nella quale colore e frase possono essere seguiti senza affrontare una grande forma.
Da seguire: Il rapporto fra atmosfera, risonanza e piccoli movimenti della linea.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Il rapporto fra atmosfera, risonanza e piccoli movimenti della linea. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. La continuità della frase resta in primo piano.
50. Luigi Dallapiccola: Canti di prigionia
Registrazione: New London Chamber Choir, Ensemble intercontemporain, Hans Zender; Erato.
Il coro e la combinazione di strumenti rendono udibile una relazione fra canto, ricorrenza e colore. Non va assimilato senza distinzioni al serialismo integrale.
Da seguire: Riconoscere il materiale ricorrente e la sua relazione con le voci.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Riconoscere il materiale ricorrente e la sua relazione con le voci. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. La continuità della frase resta in primo piano.
51. Luigi Dallapiccola: Canti di liberazione
Registrazione: Coro della Radio di Stoccarda, RIAS Kammerchor, Bamberger Symphoniker, Ingo Metzmacher.
Una forma corale ampia da confrontare con i Canti di prigionia. La continuità va cercata nei rapporti fra episodi e nella distribuzione delle voci.
Da seguire: Come il coro costruisce densità e come l’orchestra ne cambia il peso.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Come il coro costruisce densità e come l’orchestra ne cambia il peso. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
52. Luigi Dallapiccola: Il prigioniero
Registrazione: Michael Nagy, Anna Maria Chiuri, Stephan Rügamer; Danish National Symphony Orchestra, Gianandrea Noseda; Chandos CHSA5276.
Il teatro offre una direzione che non dipende dalla tonalità: il gesto vocale e l’arco drammatico possono guidare il primo ascolto.
Da seguire: Il rapporto fra frase, situazione scenica e interventi orchestrali.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Il rapporto fra frase, situazione scenica e interventi orchestrali. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso. La continuità della frase resta in primo piano.
53. Luigi Nono: Polifonica – Monodia – Ritmica
Registrazione: Ensemble UnitedBerlin, Peter Hirsch; Wergo WER66312.
Il titolo è già una bussola: intreccio delle voci, cantabilità e percussione non sono compartimenti stagni, ma aspetti in relazione. Esistono versioni di diversa durata.
Da seguire: Confrontare densità polifonica, linea e intreccio ritmico.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Confrontare densità polifonica, linea e intreccio ritmico. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le ricorrenze forniscono un riferimento ciclico locale.
54. Luigi Nono: Canti per 13
Registrazione: Ensemble UnitedBerlin, Peter Hirsch; Wergo WER66312.
Un ascolto da collocare nel percorso del giovane Nono, senza proiettare automaticamente su di esso l’estetica dei lavori tardivi.
Da seguire: Il passaggio delle figure fra strumenti e il rapporto fra presenza e pausa.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Il passaggio delle figure fra strumenti e il rapporto fra presenza e pausa. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
55. Luigi Nono: Il canto sospeso
Registrazione: Barbara Bonney, Susanne Otto, Marek Torzewski, Rundfunkchor Berlin, Berliner Philharmoniker, Claudio Abbado; Sony Classical SK53360.
Solisti, coro e orchestra offrono una grande articolazione di presenze. Nell’incisione citata le letture aggiunte non appartengono alla composizione.
Da seguire: Ricostruire la continuità fra episodi strumentali, solistici e corali.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Ricostruire la continuità fra episodi strumentali, solistici e corali. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
56. Bruno Maderna: Serenata n. 2
Registrazione: English Chamber Orchestra, Bruno Maderna; Time Records / Mainstream, con Nono e Berio.
Il confronto con gli altri lavori del disco evita di ridurre il dopoguerra italiano a un’unica sonorità.
Da seguire: Le linee che emergono dal gruppo e le differenze di colore.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Le linee che emergono dal gruppo e le differenze di colore. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
57. Luciano Berio: Nones
Registrazione: London Symphony Orchestra, Luciano Berio; Sony, nel programma Sinfonia / Concerto for Two Pianos.
Non è una serie classica di dodici note: la nota dell’autore descrive una serie simmetrica di tredici e un’organizzazione di durate, intensità e attacchi. Il confine tecnico va dichiarato.
Da seguire: Le transizioni fra situazioni dense e più semplici.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Le transizioni fra situazioni dense e più semplici. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
58. Luciano Berio: Différences
Registrazione: Jacques Castagner, Walter Lewis, Walter Trampler, Seymour Barab, Francis Pierre; Luciano Berio; Time Records / Mainstream.
Strumenti e nastro offrono un confronto fra presenza e trasformazione. È uno sviluppo del percorso, non un modello della dodecafonia classica.
Da seguire: Distinguere sorgenti e immagini sonore, poi ascoltarne i rapporti.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Distinguere sorgenti e immagini sonore, poi ascoltarne i rapporti. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
J. Confini italiani: non tutta la musica post-tonale è dodecafonica
59. Goffredo Petrassi: Concerto per orchestra n. 5
Registrazione: Orchestra Sinfonica di Roma, Francesco La Vecchia; Naxos 8.573703.
Una scelta di confronto: polifonia, compressione strutturale e cambi di carattere possono essere ascoltati senza attribuire a tutta l’opera il metodo di Schönberg.
Da seguire: La successione degli episodi e la funzione dei gruppi orchestrali.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: La successione degli episodi e la funzione dei gruppi orchestrali. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
60. Goffredo Petrassi: Invenzione concertata: Concerto n. 6
Registrazione: Orchestra Sinfonica di Roma, Francesco La Vecchia; Naxos 8.573703.
La scrittura solistica dei gruppi rende particolarmente utile l’ascolto delle relazioni e del colore. La presenza qui è comparativa, non una certificazione dodecafonica.
Da seguire: Architettura delle risposte e cambi di energia.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Architettura delle risposte e cambi di energia. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
61. Aldo Clementi: Madrigale
Registrazione: Ives Ensemble; album Aldo Clementi: Madrigale.
Una diramazione per chi vuole seguire intreccio e densità. Non va inserita nel nucleo dodecafonico soltanto perché il compositore appartiene alla storia dell’avanguardia.
Da seguire: La trama complessiva e le ricorrenze che affiorano al suo interno.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: La trama complessiva e le ricorrenze che affiorano al suo interno. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
62. Franco Donatoni: Tema
Registrazione: Divertimento Ensemble, Sandro Gorli; Donatoni Edition, Volume 7, Stradivarius STR33838.
Una diramazione successiva: le figure e la loro proliferazione offrono un’esperienza diversa dalla serie viennese. Il confine post-seriale è parte della scheda, non una nota da nascondere.
Da seguire: Ricorrenze, incastri e crescita della superficie strumentale.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Ricorrenze, incastri e crescita della superficie strumentale. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Le ricorrenze forniscono un riferimento ciclico locale.
K. Altri sviluppi: tempo, gruppi e suono elettronico
63. Karlheinz Stockhausen: Gruppen
Registrazione: WDR Sinfonieorchester Köln; Karlheinz Stockhausen, Bruno Maderna, Pierre Boulez; Stockhausen-Verlag CD5, già Deutsche Grammophon.
Tre orchestre offrono relazioni simultanee e cambi di densità su grande scala. Una registrazione stereo restituisce solo in parte l’esperienza spaziale dal vivo.
Da seguire: Passaggi fra gruppi, sovrapposizioni e differenze di velocità.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Passaggi fra gruppi, sovrapposizioni e differenze di velocità. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
64. Karlheinz Stockhausen: Carré
Registrazione: Coro e orchestra NDR; Stockhausen, Michael Gielen, Mauricio Kagel, Andrzej Markowski; Stockhausen-Verlag CD5.
Il confronto con Gruppen nello stesso disco sposta l’attenzione verso quattro gruppi orchestrali e corali.
Da seguire: Distribuzione delle presenze e trasformazione delle masse.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Distribuzione delle presenze e trasformazione delle masse. Le relazioni fra parti sono il primo appiglio. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto.
65. Charles Wuorinen: Time’s Encomium
Registrazione: Realizzazione del compositore al Columbia-Princeton Electronic Music Center; Nonesuch H-71225, ristampe Tzadik.
Un percorso elettronico nel quale le durate e le proporzioni non dipendono dal fraseggio di un esecutore dal vivo.
Da seguire: Rapporti temporali, attacchi e organizzazione degli episodi.
Profilo d’ascolto: Lettura proposta: Rapporti temporali, attacchi e organizzazione degli episodi. Il colore e la distribuzione delle presenze guidano l’ascolto. Le proporzioni e i cambi di energia orientano il percorso.
6. Un percorso progressivo in dodici ascolti
Non è una graduatoria di valore. È un ordine pensato per costruire familiarità: prima il canto e il gesto, poi il contrappunto, infine la distribuzione del suono e l'estensione del principio seriale.
- Berg: Sonata op. 1. Una premessa ancora legata alla tonalità.
- Schönberg: Sei piccoli pezzi op. 19. La frase atonale in miniatura.
- Berg: Concerto per violino. Il primo incontro con la dodecafonia attraverso il canto.
- Dallapiccola: Quaderno musicale di Annalibera. Brevità, contrappunto e colore.
- Schönberg: Concerto per pianoforte op. 42. Una forma più ampia sostenuta dal solista.
- Schönberg: Suite per pianoforte op. 25. Il metodo dentro le forme di danza.
- Webern: Variazioni per pianoforte op. 27. Attacco, pausa e concentrazione.
- Webern: Sinfonia op. 21. La relazione fra timbri e voci.
- Schönberg: Variazioni per orchestra op. 31. La grande costruzione orchestrale.
- Schönberg: Concerto per violino op. 36. Continuità narrativa e densità.
- Stravinsky: Requiem Canticles. Un diverso uso della scrittura seriale.
- Boulez: Structures, Libro I. Il passaggio oltre l'organizzazione delle sole altezze.
Se un passaggio risulta troppo brusco, non occorre insistere sul brano più difficile. Torna a un lavoro già riconoscibile e cambia il punto di attenzione. La familiarità cresce meglio attraverso confronti mirati che con una successione di ascolti tutti nuovi.
Se vuoi cominciare da tre dischi
- Mitsuko Uchida e Pierre Boulez: Schoenberg: Piano Concerto. Accosta il concerto dodecafonico, pezzi atonali, la Sonata di Berg e le Variazioni di Webern: un piccolo percorso già contenuto in un disco.
- Isabelle Faust e Claudio Abbado: Berg / Beethoven: Violin Concertos. Per chi preferisce entrare attraverso la voce del violino.
- Roberto Prosseda e Duccio Ceccanti: Dallapiccola, Naxos 8.557676. Parti dal Quaderno, senza attribuire automaticamente la stessa tecnica a tutti gli altri lavori del programma.
Tre percorsi aggiuntivi
Babbitt: Composition for Viola and Piano → Three Compositions → Partitions e Post-Partitions → Philomel → le due versioni di Phonemena → Reflections → Canonical Form. Il confronto fra pianoforte, ensemble e nastro è più utile di un ascolto indistinto di tutti i lavori.
Gli italiani: Quaderno di Annalibera → Piccola musica notturna → Dialoghi → Canti di prigionia → Il prigioniero → Polifonica – Monodia – Ritmica → Serenata n. 2 → Nones → Il canto sospeso. È un percorso fra poetiche diverse, non una progressione verso un metodo unico.
Oltre il nucleo: Petrassi, Clementi e Donatoni sono confronti per seguire contrappunto, densità e trasformazione dopo il primo incontro con la dodecafonia. Gruppen, Carré e Time’s Encomium aprono invece il problema dell’organizzazione temporale e spaziale.
7. Che cosa osservare con P-L-V-T-F
Nel metodo di ascolto P-L-V-T-F, questo repertorio offre soprattutto occasioni per spostare l'attenzione dalla conferma tonale alle relazioni. Non assegniamo un profilo rigido a un intero linguaggio: il peso delle strategie cambia da opera a opera e anche durante lo stesso brano.
- P, ciclo: cercare pulsazioni, figure ritmiche ricorrenti e gesti di danza. Non confondere la serie con un ciclo ritmico: sono cose diverse.
- L, linea: seguire una frase anche quando attraversa intervalli ampi o passa a un altro strumento. Il concerto di Berg e quello pianistico di Schönberg sono ingressi utili.
- V, relazioni fra parti: ascoltare risposte, imitazioni e sovrapposizioni. Nei quartetti, scegliere due voci e osservare come si scambiano il materiale.
- T, timbro e spazio: distinguere registri, attacchi e risonanze. Nei lavori di Webern il colore può aiutare a ricostruire una continuità che la sola melodia non rende subito evidente.
- F, forma ed energia: riconoscere accumuli, rarefazioni, ritorni e cambi di carattere. Le Variazioni op. 31 offrono un terreno particolarmente ricco.
Queste sono proposte di attenzione, non promesse di un allenamento misurabile. Il risultato concreto è poter descrivere meglio ciò che si sente e ritrovare più elementi al secondo ascolto.
8. Non una musica da decifrare, ma da conoscere
La dodecafonia non richiede di rinunciare al piacere della frase, del timbro o del contrasto. Richiede piuttosto di non identificarli esclusivamente con la tonalità. Si può seguire il violino di Berg senza ricostruire la serie; si può riconoscere una danza nella Suite di Schönberg; si può ascoltare Webern come un gioco di distanze, risposte e risonanze.
La conoscenza del metodo chiarisce come il materiale è organizzato. L'ascolto scopre che cosa quel materiale diventa. Le due esperienze possono incontrarsi, ma non devono essere confuse.
Il primo traguardo non è riconoscere dodici note. È sentire che un gesto torna, che una voce risponde, che una pausa cambia il peso di ciò che la precede. Da lì la musica comincia ad avere una memoria.
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