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La mia nuova routine - 2026: Kind of Blue, Miles Smiles, Nefertiti

In questo reboot del metodo ho fatto revisionare i vecchi trucchi alla luce dell'AI e della sua capacità analitica, non ultimo il fatto di avere aumentato le strategie da 3 a 5.

Ci sono alcune cose che l'AI fa bene (classificare e soprattutto scrivere analisi di centinaia di opere), altre che non comprende sia perché appunto non ha le orecchie, sia perché alla fine si basa su quello che si "sente in giro" e c'è comunque a mio avviso fra gli ascoltatori di musica una forte componente di persone che non hanno provato certe esperienze ad alto livello.

Infatti io ho lasciato "fare" e "scrivere" ma soggettivamente non condivido il relativismo dell'AI.
Sono pienamente convinto che non tutti i generi sono uguali ed alcuni sono molto più espressivi di altri.

Lascio come esercizio al lettore scoprire quali ;)

Intanto in questi mesi di reboot ho costruito una nuova routine che uso, molto semplice e per me (soggettivamente) efficace.

Si basa su tre dischi di Miles Davis. Appartengono tutti al periodo precedente alla svolta elettrica e un motivo c'è. Funzionano meglio, sempre soggettivamente, a creare nuove modalità di ascolto che ascolti casuali di popular music (e persino di classica) non è garantito che attivino.

Sempre soggettivamente, considero il jazz acustico del periodo d'oro più completo sia della classica che della contemporanea, nel senso che dal mio punto di vista è più facile che un fan del bebop possa imparare la classica e la contemporanea che viceversa. Perché poi è un attimo, dal modale e il bebop al free e da questo all'atonalità colta. Il viceversa lo vedo difficile, accedere al ritmo e a certe armonie può essere uno scoglio.

Alla fine più che la teoria vale la pratica e per esperienza mia diretta il jazz anni 50/60 è un ottimo compromesso di fruibilità e densità e ricchezza di linguaggio.





Report di ascolto · Ascolta e pentiti

Kind of Blue + Miles Smiles + Nefertiti

Tre album, diciassette brani: dallo spazio modale alla forma emergente

Kind of Blue, Miles Smiles e Nefertiti non sono tre esempi intercambiabili della musica di Miles Davis. Messi in quest’ordine descrivono una progressione precisa. Kind of Blue apre il campo: riduce la pressione armonica e rende più leggibili linea, timbro, registro e silenzio. Miles Smiles rende mobile quel campo: pulsazione, accompagnamento e gerarchie smettono di essere funzioni stabili. Nefertiti porta il processo a compimento: la forma diventa il risultato udibile delle trasformazioni prodotte dall’ensemble.

La routine copre tutte le categorie di Ascolta e pentiti, ma possiede un punto d’arrivo specifico. La Formale-energetica non viene aggiunta dall’esterno come terza competenza: emerge progressivamente dalla Lineare-orizzontale e dalla Timbrico-spaziale del primo disco, quindi dalla Pulsivo-ciclica e dalla Simultaneo-verticale del secondo. Il terzo album rende infine percepibile la traiettoria complessiva come oggetto autonomo.

1. Le cinque strategie e la logica della routine

Le indicazioni Dominante e Appoggio non assegnano un voto ai brani. Identificano il punto di ingresso più produttivo e il secondo livello che ne completa la lettura. Ogni traccia contiene naturalmente più dimensioni; la gerarchia serve a rendere leggibile la funzione che ciascun brano assume nel percorso complessivo.

Pulsivo-ciclicaPulsazione, metro, accenti, ostinati, riff e variazioni dentro il ciclo.
Lineare-orizzontaleMelodia, fraseggio, assolo, basso, controcanto e direzione delle linee.
Simultaneo-verticaleAccordi, registri, densità, voicing, strati e rapporti fra primo piano e sfondo.
Timbrico-spazialeAttacco, decadimento, grana, registro, distanza, risonanza e quantità di spazio.
Formale-energeticaProporzione, trasformazione, accumulo, rilascio, climax, ritorno e memoria delle sezioni.

Nefertiti è il punto di arrivo della routine. Il secondo quintetto non si limita più a rendere mobili ritmo e accompagnamento: trasforma apertamente il modo in cui un brano può svilupparsi. Temi reiterati, cellule frammentarie, cambi di densità e improvvisazione della sezione ritmica diventano generatori di forma. La domanda centrale non è soltanto chi stia suonando o dove cada l’accento, ma che cosa stia diventando l’esecuzione nel suo complesso.

2. Kind of Blue (1959)

Miles Davis, John Coltrane, Cannonball Adderley, Bill Evans / Wynton Kelly, Paul Chambers, Jimmy Cobb

Funzione nella routine: stabilizzare e differenziare. Pubblicato nel 1959, Kind of Blue lavora con strutture modali e materiali relativamente ridotti. La minore densità armonica trasferisce il peso dell’ascolto sulla qualità delle linee, sul carattere dei suoni, sulla disposizione dei registri e sulle trasformazioni graduali dell’energia. Il disco rende percepibili le differenze individuali senza separarle dalla forma collettiva: le identità di Miles Davis, John Coltrane e Cannonball Adderley emergono con chiarezza, mentre pianoforte, basso e batteria costruiscono uno spazio stabile ma mai neutro.

Centro percettivo: Lineare-orizzontale e Timbrico-spaziale · Esito formale: trasformazione dentro uno spazio stabile.

1. So What

Dominante: Lineare-orizzontaleAppoggio: Timbrico-spaziale

La forma modale diventa uno spazio nel quale le identità dei solisti sono immediatamente confrontabili.

Il dialogo iniziale fra piano e basso presenta il materiale come gesto e risposta, non come tema tradizionale pienamente esposto. Quando entra il gruppo, il basso di Paul Chambers stabilisce un riferimento ciclico essenziale; sopra di esso Miles, Coltrane e Cannonball adottano strategie lineari nettamente differenti. Miles procede per sottrazione, pause e cellule brevi; Coltrane tende a saturare lo spazio con continuità e spinta intervallare; Cannonball costruisce un canto più bluesy e articolato.

Che cosa allena: riconoscere una linea non soltanto dalle note, ma dal modo in cui occupa tempo e spazio. La relativa stabilità modale rende udibili differenze minime di attacco, densità e direzione.

2. Freddie Freeloader

Dominante: Pulsivo-ciclicaAppoggio: Lineare-orizzontale

Il blues offre una griglia stabile sulla quale fraseggio, swing e personalità possono differenziarsi.

La presenza di Wynton Kelly modifica immediatamente il carattere dell’album: il pianoforte rende più esplicita la spinta blues e il rapporto con il beat. La struttura ciclica è riconoscibile, ma non meccanica; Jimmy Cobb e Paul Chambers sostengono il movimento con un equilibrio che lascia respirare ogni frase. La prevedibilità del giro non riduce l’interesse formale, perché permette di confrontare il modo in cui ciascun solista entra, prolunga, spezza o anticipa la frase.

Che cosa allena: mantenere internamente il ciclo mentre l’attenzione segue linee diverse. Qui la Pulsivo-ciclica non è complessità metrica, ma continuità affidabile che rende misurabili le scelte dei solisti.

3. Blue in Green

Dominante: Timbrico-spazialeAppoggio: Formale-energetica

La brevità del brano concentra l’ascolto su decadimento, silenzio e memoria circolare.

La composizione procede come una forma chiusa e sospesa. La sequenza armonica ritorna, ma ogni ricomparsa acquista un peso diverso grazie al registro, all’intensità e al modo in cui le frasi terminano. Il pianoforte di Bill Evans definisce l’atmosfera senza riempire lo spazio; Miles trasforma poche note in eventi isolati; Coltrane introduce una tensione più continua, ma deve misurarsi con una forma che non invita all’espansione illimitata.

Che cosa allena: percepire la forma attraverso colore e risonanza. Il processo non dipende da grandi contrasti, ma dalla diversa qualità con cui lo stesso spazio viene attraversato.

4. All Blues

Dominante: Pulsivo-ciclicaAppoggio: Simultaneo-verticale

Il metro composto produce una continuità ondeggiante, mentre piano e fiati organizzano piani simultanei molto leggibili.

Il basso ostinato e il movimento in 6/8 stabiliscono un ciclo riconoscibile, sul quale i voicing del pianoforte e il riff dei fiati costruiscono la profondità. La pulsazione non è un semplice fondale: determina il modo in cui le frasi possono appoggiarsi, dilatarsi o attraversare la battuta. L’insieme rimane trasparente nonostante la presenza di più livelli, perché ogni strato occupa un registro e una funzione distinti.

Che cosa allena: sentire contemporaneamente ciclo e stratificazione. È il brano più chiaramente orientato verso l’integrazione fra Pulsivo-ciclica e Simultaneo-verticale.

5. Flamenco Sketches

Dominante: Formale-energeticaAppoggio: Timbrico-spaziale

La forma nasce dal passaggio fra campi modali, non da una sequenza tematica tradizionale.

Il brano presenta una successione di scale o aree modali che i solisti attraversano con libertà temporale. La forma è quindi percepibile come mutamento di luce, tensione e registro. Non c’è un tema che ritorna a certificare ogni sezione; l’ascoltatore ricostruisce il percorso attraverso il cambiamento del campo sonoro e dell’energia. Miles usa la pausa per rendere visibile ogni passaggio, mentre Coltrane e Cannonball sottolineano in modi diversi l’apertura melodica offerta dai modi.

Che cosa allena: seguire una traiettoria senza affidarsi a ritornelli o forti cesure. La Formale-energetica emerge come successione di stati percettivi.

3. Miles Smiles (1967)

Miles Davis, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter, Tony Williams

Funzione nella routine: rendere mobili le funzioni. Registrato nel 1966 e pubblicato nel 1967, Miles Smiles documenta il secondo quintetto quando l’imprevedibilità è ormai parte del suo linguaggio. Le sorgenti restano riconoscibili, ma accompagnamento, pulsazione e primo piano non appartengono più stabilmente a qualcuno. Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams possono provocare svolte formali mentre Miles Davis o Wayne Shorter improvvisano; la sezione ritmica non sostiene semplicemente la musica, ma partecipa alla sua ridefinizione continua.

Centro percettivo: Pulsivo-ciclica e Simultaneo-verticale · Esito formale: trasformazione attraverso relazioni mobili.

1. Orbits

Dominante: Simultaneo-verticaleAppoggio: Formale-energetica

L’assenza di un accompagnamento pianistico convenzionale rende l’insieme più esposto, instabile e mobile.

Il tema di Wayne Shorter è angolare e concentrato. Herbie Hancock evita di fissare il brano con accordi pieni e agisce soprattutto attraverso linee e interventi selettivi. Ne risulta uno spazio verticale non riempito in modo continuo: Carter e Williams possono modificarne peso e direzione, mentre Miles e Shorter diventano parte di una geometria collettiva invece di dominare un accompagnamento subordinato.

Che cosa allena: percepire che la verticalità dipende anche da ciò che viene omesso. La forma nasce da equilibri provvisori, aperture e ricomposizioni.

2. Circle

Dominante: Lineare-orizzontaleAppoggio: Formale-energetica

Una ballad circolare nella quale la linea deve orientarsi dentro un’armonia mobile e raffinata.

Il brano offre il momento più lirico dell’album, ma non ristabilisce una gerarchia tradizionale. La linea di Miles, spesso con sordina, mantiene un carattere raccolto; Shorter amplia l’arco melodico senza dissolvere la delicatezza; Hancock interviene con voicing e controlinee che suggeriscono più di quanto dichiarino. La forma appare circolare, ma ogni ritorno modifica il grado di tensione.

Che cosa allena: distinguere continuità melodica e sviluppo formale. La cantabilità non coincide con semplicità: ogni frase dipende dalla direzione armonica e dalle risposte dell’ensemble.

3. Footprints

Dominante: Pulsivo-ciclicaAppoggio: Simultaneo-verticale

Il ciclo metrico rimane riconoscibile mentre batteria e basso ne moltiplicano le possibili letture.

Il disegno del basso stabilisce un terreno persistente. Tony Williams attraversa però diverse percezioni metriche, mettendo in relazione 12/8, suddivisioni ternarie e impulsi in quattro. Non distrugge il ciclo: ne rivela più facce. Hancock, Miles e Shorter devono quindi collocare le linee dentro un campo ritmico che resta stabile a un livello e mobile a un altro.

Che cosa allena: conservare un riferimento ciclico mentre la superficie ne modifica continuamente gli accenti. È il centro Pulsivo-ciclico dell’intera routine.

4. Dolores

Dominante: Formale-energeticaAppoggio: Simultaneo-verticale

Cellule brevi e contrastanti producono una forma compatta, nervosa e fortemente trasformativa.

Il materiale tematico è costruito attraverso frammenti e intervalli riconoscibili più che mediante una melodia distesa. Da queste cellule l’ensemble ricava slancio, cesure e ricombinazioni. Il pianoforte non stabilizza costantemente l’armonia; la sezione ritmica può cambiare densità e direzione in tempi brevissimi. L’impressione è quella di una forma che si costruisce per montaggio istantaneo.

Che cosa allena: riconoscere l’identità di un brano anche quando il materiale è frammentario. La Formale-energetica dipende dalla trasformazione delle cellule e dalla distribuzione delle energie.

5. Freedom Jazz Dance

Dominante: Pulsivo-ciclicaAppoggio: Formale-energetica

Il groove diventa elastico e strutturale: sostiene il brano, ma viene continuamente reinterpretato.

Il tema di Eddie Harris viene adattato dal quintetto attraverso una concezione più aperta della frase e della misura. Carter e Williams mantengono la forza fisica del brano senza irrigidirla; Hancock alterna sostegno e intervento lineare; i fiati sfruttano il riff come piattaforma e come elemento da deformare. Il groove non è una base immobile, ma un comportamento collettivo.

Che cosa allena: distinguere ripetizione e immobilità. La Pulsivo-ciclica genera la forma proprio perché varia intensità, articolazione e peso.

6. Ginger Bread Boy

Dominante: Simultaneo-verticaleAppoggio: Pulsivo-ciclica

Il quintetto chiude il disco con una sintesi ad alta energia, nella quale le funzioni si scambiano rapidamente.

Il tema breve e incisivo offre una base riconoscibile, ma il vero interesse sta nella velocità con cui il gruppo modifica densità e gerarchia. Piano e batteria possono spingere o alleggerire; il basso conserva continuità senza limitarsi a ripetere; Miles e Shorter entrano in una struttura già attiva. La sovrapposizione delle parti è fitta, ma non opaca.

Che cosa allena: integrare più livelli senza ridurli a sfondo e solista. La Simultaneo-verticale diventa percezione di funzioni autonome che cooperano alla stessa spinta.

4. Nefertiti (1968)

Miles Davis, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter, Tony Williams

Funzione nella routine: rendere la forma il centro dell’ascolto. Registrato nel 1967 e pubblicato nel 1968, Nefertiti è l’ultimo album interamente acustico di Miles Davis e il punto d’arrivo della routine. Temi reiterati, cellule frammentarie, variazioni di densità e improvvisazione della sezione ritmica diventano generatori di sviluppo. La domanda non è più soltanto quale voce stia guidando o come venga deformato il ciclo, ma che cosa stia diventando l’esecuzione nel suo complesso.

Centro percettivo: Formale-energetica · Esito formale: tema, densità ed energia assumono funzioni indipendenti.

1. Nefertiti

Dominante: Formale-energeticaAppoggio: Simultaneo-verticale

Il tema rimane stabile e reiterato, mentre la sezione ritmica assume la responsabilità dello sviluppo.

I fiati ripetono la melodia invece di procedere alla consueta successione di assoli. Sotto questa superficie riconoscibile, Hancock, Carter e Williams modificano continuamente densità, accenti, registri e intensità. Il capovolgimento è decisivo: ciò che normalmente accompagna diventa il principale agente della trasformazione, mentre il tema funziona come termine di confronto.

Che cosa allena: distinguere tema e forma. La Lineare-orizzontale conserva l’identità del brano, ma la Formale-energetica nasce dalle relazioni simultanee e dalla curva d’intensità prodotta dalla sezione ritmica.

2. Fall

Dominante: Timbrico-spazialeAppoggio: Formale-energetica

Una forma lenta e sospesa, costruita attraverso risonanza, registro e variazioni di pressione.

La composizione di Wayne Shorter non procede per contrasti vistosi. La tromba, il sax e il pianoforte occupano lo spazio con gesti misurati, mentre basso e batteria modellano una corrente sottile. La forma si rende percepibile attraverso la qualità degli attacchi, il modo in cui le frasi decadono e la diversa densità delle risposte.

Che cosa allena: riconoscere uno sviluppo che non dipende dall’accumulo spettacolare. Il cambiamento energetico passa attraverso colore, distanza e durata dei suoni.

3. Hand Jive

Dominante: Pulsivo-ciclicaAppoggio: Formale-energetica

La continuità ritmica diventa il materiale sul quale il quintetto costruisce espansione e rilascio.

Il brano di Tony Williams possiede una forte identità ciclica, ma non si esaurisce nel groove. Batteria e basso modificano il peso degli accenti, mentre piano e fiati trasformano continuamente la relazione fra riff, frase e sfondo. L’energia non aumenta in linea retta: si concentra, si disperde e ritorna con proporzioni diverse.

Che cosa allena: sentire come il ciclo produca forma. La Pulsivo-ciclica fornisce il terreno; la Formale-energetica emerge dall’organizzazione delle intensificazioni.

4. Madness

Dominante: Formale-energeticaAppoggio: Pulsivo-ciclica

Instabilità, accelerazione percettiva e brusche ricomposizioni fanno della traiettoria il vero soggetto del brano.

La scrittura di Herbie Hancock mette il gruppo davanti a un materiale ritmicamente inquieto, che può essere contratto o dilatato senza perdere identità. Williams e Carter rendono mobile la base, mentre i fiati devono proiettare linee riconoscibili dentro una forma che sembra continuamente sul punto di cambiare direzione.

Che cosa allena: conservare la memoria della traiettoria quando la pulsazione e le funzioni non offrono una stabilità permanente. F diventa capacità di riconoscere trasformazione, non soltanto successione di sezioni.

5. Riot

Dominante: Simultaneo-verticaleAppoggio: Formale-energetica

Una forma breve e concentrata nella quale gli strati cambiano funzione con grande rapidità.

Il materiale di Hancock è incisivo e compatto. La brevità obbliga il quintetto a produrre differenze attraverso disposizione delle parti, cambi di densità e scambi istantanei fra primo piano e sfondo. Non c’è spazio per una lunga preparazione: la forma si definisce attraverso la precisione con cui ogni voce entra nel sistema.

Che cosa allena: percepire la forma in scala ridotta. La Simultaneo-verticale chiarisce come una diversa disposizione delle stesse forze possa produrre un nuovo passaggio energetico.

6. Pinocchio

Dominante: Formale-energeticaAppoggio: Lineare-orizzontale

La velocità non cancella la forma: la rende dipendente dalla memoria delle cellule e dalla continuità delle linee.

Wayne Shorter costruisce un tema rapido e spigoloso, immediatamente riconoscibile ma non facilmente riducibile a una melodia cantabile. Il quintetto sviluppa il materiale attraverso rilanci, compressioni e variazioni di densità. Le linee dei fiati mantengono l’identità, mentre la sezione ritmica produce un arco che supera la semplice alternanza fra tema e assoli.

Che cosa allena: seguire una forma ad alta velocità senza ridurla a energia indistinta. La Lineare-orizzontale fornisce la memoria locale; la Formale-energetica organizza il percorso complessivo.

5. Profilo complessivo: dalla stabilità alla forma

Pulsivo-ciclica: dalla continuità rilassata di Freddie Freeloader e All Blues all’elasticità di Footprints, fino al ciclo trasformativo di Hand Jive.
Lineare-orizzontale: dal confronto fra Miles, Coltrane e Cannonball alla relazione più mobile fra Miles e Shorter, fino alle cellule rapide di Pinocchio.
Simultaneo-verticale: dalla trasparenza stratificata di All Blues alla mobilità funzionale di Orbits, fino al capovolgimento dei ruoli nella title track di Nefertiti.
Timbrico-spaziale: dalla rarefazione di Blue in Green e Flamenco Sketches allo spazio reattivo di Miles Smiles, fino alla forma sospesa di Fall.
Formale-energetica: dal percorso per stati modali di Flamenco Sketches alla forma emergente di Dolores, fino alla forma come oggetto esplicito in Nefertiti, Madness e Pinocchio.

Profilo complessivo: Formale-energetica dominante; Pulsivo-ciclica, Lineare-orizzontale, Simultaneo-verticale e Timbrico-spaziale come appoggi forti. Kind of Blue insegna a percepire la trasformazione dentro uno spazio stabile; Miles Smiles mostra la forma mentre nasce dalla mobilità delle relazioni; Nefertiti rende la forma stessa il centro dell’ascolto. La routine non somma tre album: costruisce una progressione da spazio e linea, attraverso ciclo e simultaneità, fino alla traiettoria complessiva.

6. Perché i tre dischi funzionano insieme

I tre album non formano una semplice antologia del Miles Davis acustico. Costruiscono una sequenza percettiva. Kind of Blue insegna a riconoscere il cambiamento quando la struttura sembra offrire molto spazio e pochi vincoli. Miles Smiles mostra che quel cambiamento può essere prodotto dalla mobilità simultanea delle parti. Nefertiti rende infine udibile la forma come memoria di ciò che il gruppo ha trasformato nel tempo.

La routine completa allena quindi stabilità, mobilità e traiettoria. La Lineare-orizzontale conserva l’identità dei temi e delle frasi; la Timbrico-spaziale rende percepibili distanza, attacco e rarefazione; la Pulsivo-ciclica mantiene o ridisegna il riferimento temporale; la Simultaneo-verticale organizza le funzioni coesistenti; la Formale-energetica integra questi eventi in un percorso. Il punto d’arrivo non consiste nel riconoscere cinque categorie isolate, ma nel sentire come una decisione locale modifichi la forma complessiva.

7. Fonti essenziali

  • Miles Davis Official Site, scheda e tracklist di Kind of Blue.
  • Miles Davis Official Site, scheda e tracklist di Miles Smiles.
  • Discogs, crediti e sequenze originali dei due album.
  • Columbia/Legacy, documentazione delle registrazioni del secondo quintetto.
  • Discogs e Columbia/Legacy, sequenza, crediti e sessioni di Nefertiti.

Le attribuzioni percettive e le analisi P-L-V-T-F sono letture editoriali del progetto Ascolta e pentiti. Non costituiscono dati discografici né giudizi oggettivi di difficoltà.

Report di ascolto · Kind of Blue + Miles Smiles + Nefertiti · Analisi brano per brano secondo le categorie di Ascolta e pentiti

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