Musicisti e strategia: dizionario della percezione
Quale musicista allena meglio ciascuna delle cinque strategie di ascolto?
La domanda non riguarda necessariamente il maggiore rappresentante storico di una facoltà musicale. Il criterio è pedagogico: cerchiamo il musicista, compositore o gruppo che costringe l’ascoltatore a esercitare una determinata strategia con particolare continuità, chiarezza e profondità.
Ogni autore mobilita naturalmente tutte e cinque le strategie. L’associazione indica il suo centro di gravità percettivo, non una specializzazione esclusiva. I musicisti alternativi servono a mostrare varianti diverse della stessa competenza.
Il dizionario in cinque nomi
- Pulsivo-ciclica: Steve Reich. Sentire il ciclo mentre si trasforma.
- Lineare-orizzontale: John Coltrane. Seguire una linea che esplora e si sviluppa.
- Simultaneo-verticale: Johann Sebastian Bach. Distinguere più voci simultanee.
- Timbrico-spaziale: Brian Eno. Abitare il suono come ambiente.
- Formale-energetica: Ludwig van Beethoven. Percepire la forma come drammaturgia delle forze.
1. Strategia pulsivo-ciclica: Steve Reich
Steve Reich insegna a sentire che la ripetizione non è immobilità.
La sua musica parte spesso da una figura pulsante relativamente semplice e conduce gradualmente a percepire sfasamenti, nuovi accenti, cicli sovrapposti, figure implicite e trasformazioni microscopiche. Il ciclo non è soltanto un accompagnamento: diventa il luogo nel quale nasce la forma.
L’ascoltatore deve distinguere almeno quattro livelli: la pulsazione di base, il disegno ripetuto, gli accenti prodotti dall’incastro e il processo complessivo di trasformazione. La competenza decisiva consiste nel non perdere il ciclo mentre la superficie cambia, senza lasciarsi ipnotizzare dalla regolarità fino a smettere di percepire le differenze.
Reich, Steve: trasformare il tempo senza interromperne il battito.
Che cosa allena
- stabilità della pulsazione;
- riconoscimento dei cicli;
- percezione degli sfasamenti;
- ascolto degli accenti emergenti;
- memoria delle microvariazioni.
Percorso di ascolto
- Clapping Music: lo spostamento degli accenti nella sua forma più leggibile.
- Piano Phase: la separazione progressiva fra due figure inizialmente coincidenti.
- Drumming: stratificazioni e figure risultanti.
- Music for 18 Musicians: integrazione di pulsazione, armonia, timbro e grande forma.
Musicisti alternativi
- James Brown: allena il senso del groove come relazione funzionale fra basso, batteria, chitarra, voce e fiati.
- Tony Allen: sviluppa la capacità di sentire più articolazioni ritmiche all'interno di una pulsazione elastica.
- Fela Kuti: insegna a percepire la durata del ciclo e la costruzione graduale dell'energia collettiva.
- J Dilla: allena la sensibilità per il microtempo, per gli anticipi e per i ritardi rispetto alla griglia.
- Talking Heads: integrano pulsazione, poliritmia, forma della canzone e organizzazione timbrica.
Perché vince Reich: James Brown e Tony Allen allenano più direttamente il corpo. Reich rende però il funzionamento del ciclo particolarmente evidente e cosciente, trasformandolo in un vero oggetto di osservazione percettiva.
2. Strategia lineare-orizzontale: John Coltrane
John Coltrane insegna a seguire una linea anche quando essa sembra eccedere la capacità della memoria.
Nella sua musica la linea melodica attraversa successioni armoniche rapidissime, centri modali relativamente stabili, cellule reiterate, sequenze intervallari ed espansioni progressive. L'assolo non è una collezione di note, ma una traiettoria che scopre la propria direzione mentre procede.
L'esercizio fondamentale consiste nel non inseguire ogni singola nota. Bisogna riconoscere ciò che tiene insieme le frasi: una cellula, una nota di arrivo, una forma intervallare, uno spostamento di registro, una tensione ritmica o una direzione ascendente.
Coltrane, John: fare della linea un viaggio che scopre la propria direzione procedendo.
Che cosa allena
- memoria melodica;
- riconoscimento delle cellule;
- continuità del fraseggio;
- percezione delle trasformazioni motiviche;
- orientamento dentro una lunga improvvisazione.
Percorso di ascolto
- Blue Train: fraseggio ancora chiaramente leggibile.
- Giant Steps: continuità lineare dentro una mobilità armonica estrema.
- My Favorite Things: sviluppo melodico sopra una struttura modale e ciclica.
- A Love Supreme: trasformazione di una cellula in itinerario espressivo.
Musicisti alternativi
- Charlie Parker: allena la rapidità di comprensione sintattica e la continuità della frase attraverso armonie mobili.
- Miles Davis: insegna a percepire direzione, pausa, sottrazione e peso espressivo di ogni nota.
- Bill Evans: distribuisce la continuità melodica fra voce principale, armonia e movimenti interni.
- Joni Mitchell: sviluppa l'ascolto di melodie vocali narrative, irregolari e poco dipendenti dalla simmetria.
- Luciano Berio: porta la linea verso la trasformazione del gesto, della voce e della materia fonetica.
Perché vince Coltrane: Parker offre una grammatica lineare forse più nitida e Miles insegna meglio la sottrazione. Coltrane attraversa però l'intero spettro della linearità, dalla melodia lirica alla proliferazione estrema, dalla variazione motivica alla trance modale.
3. Strategia simultaneo-verticale: Johann Sebastian Bach
Johann Sebastian Bach insegna a sentire contemporaneamente l'unità e l'indipendenza.
Nella sua musica ogni voce può essere seguita come una linea autonoma, ma partecipa nello stesso momento a un organismo armonico unitario. La difficoltà consiste nel conservare la distinzione fra le parti senza perdere l'effetto dell'insieme.
Bach allena una vera democrazia dell'attenzione. Ciò che sembra uno sfondo può diventare figura; una voce principale può ritirarsi; un soggetto già ascoltato può ricomparire in un altro registro mentre le altre parti continuano il proprio percorso.
Bach, Johann Sebastian: ascoltare molte cose insieme senza ridurle a una cosa sola.
Che cosa allena
- separazione delle voci;
- riconoscimento degli ingressi tematici;
- memoria simultanea di più linee;
- passaggio volontario dal dettaglio all'insieme;
- percezione dell'armonia come risultato di movimenti indipendenti.
Percorso di ascolto
- Invenzioni a due voci: distinguere due linee indipendenti.
- Sinfonie a tre voci: aggiungere un terzo piano simultaneo.
- Il clavicembalo ben temperato: riconoscere soggetti, risposte ed episodi.
- L'arte della fuga: esplorare le possibilità contenute in un solo soggetto.
Musicisti alternativi
- Giovanni Pierluigi da Palestrina: rende particolarmente trasparente l'equilibrio fra indipendenza delle linee e fusione corale.
- Duke Ellington: allena una verticalità nella quale accordo, registro e colore orchestrale sono inseparabili.
- Charles Mingus: sviluppa la percezione di parti simultanee dotate di forte identità ritmica e drammatica.
- Bill Evans Trio: mette in crisi la distinzione rigida fra solista e accompagnamento, distribuendo le funzioni fra i musicisti.
- Anthony Braxton: allena l'ascolto di simultaneità complesse, mobili e spesso prive di una gerarchia stabile.
- György Ligeti: conduce dalla distinzione delle singole linee alla percezione della massa e della micropolyphonia.
Perché vince Bach: altri autori possiedono armonie più complesse o tessiture più dense. Bach mantiene però un equilibrio eccezionale fra autonomia orizzontale delle parti e coerenza verticale dell'insieme. Si può ascoltare la sua musica come intreccio di linee, successione armonica o architettura complessiva.
4. Strategia timbrico-spaziale: Brian Eno
Brian Eno insegna ad ascoltare non soltanto che cosa accade, ma dove sembra accadere e quale ambiente produce.
In Eno il suono diventa distanza, profondità, alone, superficie, atmosfera, paesaggio e presenza. Melodia, ritmo e armonia non scompaiono, ma diventano componenti di uno spazio sonoro nel quale l'ascoltatore è invitato a entrare.
Per ascoltarlo bisogna sospendere la ricerca compulsiva dell'evento principale. L'attenzione si sposta verso la relazione fra primo piano e sfondo, la permanenza dei suoni, la loro distanza apparente, la fusione delle sorgenti e i cambiamenti atmosferici prodotti da variazioni minime.
Eno, Brian: ascoltare il suono come luogo nel quale ci si trova.
Che cosa allena
- riconoscimento della materia sonora;
- percezione di profondità e distanza;
- distinzione fra primo piano e sfondo;
- ascolto di riverberi, code e permanenze;
- sensibilità alle trasformazioni atmosferiche.
Percorso di ascolto
- Another Green World: passaggio dalla canzone al paesaggio timbrico.
- Discreet Music: durata, ripetizione e funzione dello sfondo.
- Ambient 1: Music for Airports: profondità, sospensione e livelli di attenzione.
- Ambient 4: On Land: territorio, materia e sorgenti ambigue.
Musicisti alternativi
- Claude Debussy: allena la percezione del colore armonico, del registro e delle combinazioni orchestrali.
- Edgard Varèse: tratta le masse sonore come corpi proiettati e trasformati nello spazio.
- Karlheinz Stockhausen: sviluppa l'ascolto della disposizione spaziale e del movimento elettronico del suono.
- Pierre Schaeffer: insegna a considerare il suono come oggetto, separandolo mentalmente dalla causa che lo ha prodotto.
- György Ligeti: allena la percezione di densità, registro, fusione e mutamento interno delle masse.
- Björk: integra voce, elettronica, ambiente acustico e spazio affettivo in una forma immediatamente comunicativa.
Perché vince Eno: Stockhausen, Varèse e Schaeffer possono offrire un addestramento più radicale. Eno rende però la strategia timbrico-spaziale immediatamente accessibile senza impoverirla. È una porta d'ingresso verso l'ambient, la musica concreta, l'acusmatica e la musica spettrale.
5. Strategia formale-energetica: Ludwig van Beethoven
Ludwig van Beethoven insegna a percepire la forma come conflitto, accumulo, resistenza, trasformazione e conquista.
In Beethoven la forma non è uno schema collocato sopra la musica. È una distribuzione di forze. Qualcosa viene affermato, contraddetto, frammentato e trasformato; la tensione cresce; il ritorno modifica retroattivamente ciò che abbiamo già ascoltato.
La competenza formale-energetica non consiste soltanto nel riconoscere esposizione, sviluppo e ripresa. Significa avvertire perché un evento deve accadere proprio in quel momento e quanta energia è stata necessaria per renderlo inevitabile.
Beethoven, Ludwig van: sentire la forma come destino prodotto dalle forze interne della musica.
Che cosa allena
- memoria dei nuclei motivici;
- percezione di tensione e rilascio;
- riconoscimento delle trasformazioni;
- attesa dei ritorni;
- comprensione del culmine come conseguenza di ciò che lo precede.
Percorso di ascolto
- Sinfonia n. 1: la forma classica già sottoposta a pressione.
- Sinfonia n. 5: generazione di un grande arco da una cellula minima.
- Sinfonia n. 3 "Eroica": espansione della scala e del conflitto.
- Quartetto op. 131: continuità profonda fra sezioni molto differenti.
Musicisti alternativi
- Gustav Mahler: allena la memoria su grande scala e la percezione di archi energetici monumentali.
- Igor Stravinskij: insegna a comprendere la forma attraverso il montaggio, il contrasto e la collisione fra blocchi.
- King Crimson: sviluppano l'ascolto dell'accumulazione, della frattura, della disciplina ritmica e delle masse strumentali.
- Godspeed You! Black Emperor: rendono evidente la costruzione di grandi traiettorie attraverso crescita, rarefazione e culmine.
- Swans: portano durata, ripetizione e saturazione verso una trasformazione fisica dell'energia.
- John Adams: integra pulsazione, orchestrazione e forma estesa in processi di accelerazione e accumulo.
Perché vince Beethoven: Mahler costruisce archi più vasti e Stravinskij rende più percepibile il montaggio. Beethoven permette però di sentire la generazione dell'intera forma a partire da minime cellule energetiche.
Il dizionario in cinque verbi
- Steve Reich: sincronizzare.
- John Coltrane: seguire.
- Johann Sebastian Bach: separare.
- Brian Eno: localizzare.
- Ludwig van Beethoven: anticipare.
Cinque domande per verificare l'ascolto
- Reich: riesco a sentire il cambiamento senza perdere il ciclo?
- Coltrane: riesco a seguire la direzione della linea senza contare ogni nota?
- Bach: riesco a mantenere distinte più voci nello stesso momento?
- Eno: riesco a riconoscere profondità, materia e distanza del suono?
- Beethoven: riesco a sentire come ogni evento modifica l'energia dell'intera forma?
La cinquina fondamentale
- Steve Reich, Music for 18 Musicians: centro pulsivo-ciclico, già aperto a timbro, verticalità e forma.
- John Coltrane, A Love Supreme: centro lineare-orizzontale, con una forte integrazione ciclica ed energetica.
- Johann Sebastian Bach, L'arte della fuga: centro simultaneo-verticale, inseparabile dallo sviluppo lineare e formale.
- Brian Eno, Ambient 4: On Land: centro timbrico-spaziale, con un'organizzazione formale implicita.
- Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 5: centro formale-energetico, fondato sulla trasformazione motivica, ritmica e armonica.
Conclusione
Questi cinque nomi non indicano necessariamente gli specialisti assoluti di ogni dimensione. Indicano i musicisti che trasformano con particolare efficacia una facoltà percettiva in un'esperienza evidente, progressiva e trasferibile ad altri repertori.
Le alternative non sostituiscono il nome principale. Ne illuminano i confini e mostrano che una medesima strategia può essere allenata in modi differenti: attraverso il corpo, la memoria, la separazione delle parti, l'immersione sonora o la previsione della forma.
Lo scopo non è prescrivere che cosa amare. Il dizionario serve a riconoscere quale strategia utilizziamo spontaneamente, quale tendiamo a trascurare e quale nuovo piacere potrebbe diventare accessibile attraverso l'allenamento.
Commenti
Posta un commento