I cinque ascoltatori snob
Nel metodo Ascolta e pentiti, l’ascoltatore snob non è semplicemente una persona che ostenta gusti difficili o usa la musica per sentirsi superiore.
È un ascoltatore molto competente, capace di utilizzare quattro strategie su cinque, ma ancora condizionato da un punto cieco. Proprio perché possiede una preparazione elevata, può non accorgersi della capacità che gli manca e trasformare il proprio limite in un giudizio sulla musica.
Le cinque strategie sono rappresentate sempre nello stesso ordine:
- pulsivo-ciclica;
- lineare-orizzontale;
- simultaneo-verticale;
- timbrico-spaziale;
- formale-energetica.
Il valore 1 indica una strategia sviluppata. Il valore 0 indica il punto cieco.
Nascono così cinque profili:
- (0,1,1,1,1): punto cieco pulsivo-ciclico;
- (1,0,1,1,1): punto cieco lineare-orizzontale;
- (1,1,0,1,1): punto cieco simultaneo-verticale;
- (1,1,1,0,1): punto cieco timbrico-spaziale;
- (1,1,1,1,0): punto cieco formale-energetico.
La parola “snob” non indica quindi un tratto morale. Descrive una competenza ampia ma incompleta, che rischia di essere scambiata per una misura universale del valore musicale.
1. Lo snob antipulsivo
Profilo: (0,1,1,1,1)
Lo snob antipulsivo è competente nelle linee, nell’armonia, nel timbro e nella forma, ma sottovaluta pulsazione, groove, riff, ostinati e partecipazione corporea.
Può seguire una fuga, riconoscere una modulazione, distinguere raffinate combinazioni orchestrali e ricostruire una grande architettura. Tuttavia, davanti a una musica fondata sulla ripetizione ritmica, tende a domandarsi perché non accada qualcosa di più interessante sul piano melodico, armonico o formale.
Può considerare semplicistici funk, afrobeat, hip-hop, techno, house, reggae e rock basato sui riff. Dove un ascoltatore pulsivo sente incastri, microtiming e continue variazioni interne, lui rischia di percepire soltanto una base ripetuta.
Dischi che può amare
- Johann Sebastian Bach, L’Arte della fuga
- Claude Debussy, Préludes
- Gustav Mahler, Sinfonia n. 9
- György Ligeti, Lontano
- Morton Feldman, For Bunita Marcus
- Talk Talk, Spirit of Eden
Musiche che rischia di sottovalutare
- James Brown, The Payback
- Fela Kuti, Expensive Shit
- Talking Heads, Remain in Light
- Miles Davis, On the Corner
- Kraftwerk, Trans-Europe Express
Errore tipico: scambiare la ripetizione per immobilità e il piacere corporeo per semplicità.
Domanda correttiva: che cosa cambia dentro il ciclo, anche quando il materiale sembra rimanere uguale?
2. Lo snob antimelodico
Profilo: (1,0,1,1,1)
Lo snob antimelodico percepisce con facilità ritmo, armonia, materia sonora e grandi forme, ma presta poca attenzione alla continuità delle linee, al fraseggio e all’identità dell’interprete.
Può orientarsi dentro processi ritmici complessi, texture dense, paesaggi elettronici e strutture estese. La voce o il solista, però, vengono spesso trattati come uno strato fra gli altri anziché come percorsi dotati di respiro, direzione e personalità.
Può considerare convenzionale, sentimentale o eccessivamente espressiva la musica costruita intorno al canto e alla melodia. Rischia così di non percepire pienamente le differenze fra interpreti che usano le stesse note in modi completamente diversi.
Dischi che può amare
- Steve Reich, Music for 18 Musicians
- Talking Heads, Remain in Light
- Autechre, Tri Repetae
- György Ligeti, Atmosphères
- Miles Davis, On the Corner
- Godspeed You! Black Emperor, Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven
Musiche che rischia di sottovalutare
- Billie Holiday, Lady in Satin
- Umm Kulthum, Enta Omri
- John Coltrane, A Love Supreme
- Joni Mitchell, Blue
- Ali Akbar Khan, The Forty-Minute Raga
Errore tipico: confondere una melodia riconoscibile con una forma musicale prevedibile e non ascoltare come la frase viene respirata, articolata e trasformata.
Domanda correttiva: dove sta andando questa linea e che cosa la rende diversa da ogni altra?
3. Lo snob antiarmonico
Profilo: (1,1,0,1,1)
Lo snob antiarmonico segue bene ritmo, linee, timbro e forma, ma sottovaluta accordi, registri, voci interne e relazioni fra elementi presenti nello stesso momento.
Può amare il gesto, il groove, il rumore, l’improvvisazione e le grandi crescite energetiche. Tende però a considerare l’armonia un linguaggio accademico, una convenzione superata o un semplice sostegno della melodia.
Davanti a un arrangiamento complesso può seguire la voce principale, il ritmo o la trasformazione timbrica senza percepire pienamente la configurazione prodotta dalla sovrapposizione delle parti. Può inoltre non distinguere una disposizione armonica ordinaria da una particolarmente raffinata.
Dischi che può amare
- Fela Kuti, Zombie
- The Jimi Hendrix Experience, Electric Ladyland
- Can, Tago Mago
- My Bloody Valentine, Loveless
- Miles Davis, Agharta
- Swans, To Be Kind
Musiche che rischia di sottovalutare
- Bill Evans Trio, Sunday at the Village Vanguard
- Claude Debussy, Préludes
- Duke Ellington, The Far East Suite
- Steely Dan, Aja
- The Beach Boys, Pet Sounds
- Stevie Wonder, Innervisions
Errore tipico: considerare gli accordi un rivestimento statico e non percepire come basso, voci interne, registri e dissonanze cambino il significato di una linea.
Domanda correttiva: quali elementi stanno formando insieme questa configurazione sonora?
4. Lo snob antitimbrico
Profilo: (1,1,1,0,1)
Lo snob antitimbrico comprende ritmo, linee, armonia e forma, ma considera il timbro un semplice rivestimento della composizione.
È spesso l’ascoltatore più vicino allo snobismo musicologico tradizionale. Sa seguire soggetti, modulazioni, contrappunto e sviluppo formale, ma tende a credere che un’opera conservi la propria identità indipendentemente dalla qualità concreta del suono.
Può parlare con precisione delle note senza accorgersi che distorsione, attacco, risonanza, riverbero, profondità e collocazione delle sorgenti stanno producendo una parte decisiva del significato.
Per questo può avere difficoltà con musiche nelle quali lo studio, l’amplificazione, l’elettronica o il rumore non decorano la composizione, ma costituiscono la composizione stessa.
Dischi che può amare
- Johann Sebastian Bach, L’Arte della fuga
- Ludwig van Beethoven, Quartetti tardi
- Charlie Parker, The Complete Savoy & Dial Master Takes
- Bill Evans Trio, Sunday at the Village Vanguard
- Yes, Close to the Edge
- Gentle Giant, In a Glass House
Musiche che rischia di sottovalutare
- Jimi Hendrix Experience, Electric Ladyland
- Brian Eno, Ambient 4: On Land
- Lee “Scratch” Perry, Super Ape
- Karlheinz Stockhausen, Kontakte
- My Bloody Valentine, Loveless
- Radiohead, Kid A
Errore tipico: credere che la composizione coincida con ciò che può essere scritto sul pentagramma.
Domanda correttiva: che cosa andrebbe perduto se queste stesse note fossero suonate con un altro suono, in un altro spazio o con un altro attacco?
5. Lo snob antiformalista
Profilo: (1,1,1,1,0)
Lo snob antiformalista possiede ritmo, melodia, armonia e sensibilità timbrica, ma fatica a conservare nella memoria il percorso complessivo.
Può apprezzare perfettamente un groove, una frase, un accordo o un particolare di produzione. Tuttavia, nelle opere lunghe tende a vivere ogni episodio separatamente, senza confrontarlo con ciò che è accaduto molti minuti prima.
Di conseguenza può preferire dischi ricchissimi di dettagli locali, canzoni autosufficienti e trasformazioni immediate. Una sinfonia, una lunga improvvisazione o un processo graduale possono sembrargli dispersivi, eccessivi o privi di una direzione evidente.
Dischi che può amare
- Steely Dan, Aja
- The Beatles, Revolver
- Prince, Sign “O” the Times
- Björk, Vespertine
- Frank Zappa, Hot Rats
- Aphex Twin, Richard D. James Album
Musiche che rischia di sottovalutare
- Gustav Mahler, Sinfonia n. 9
- Anton Bruckner, Sinfonia n. 8
- Charles Mingus, The Black Saint and the Sinner Lady
- Miles Davis, Bitches Brew
- Steve Reich, Music for 18 Musicians
- Olivier Messiaen, Turangalîla-Symphonie
Errore tipico: scambiare la difficoltà nel ricordare il percorso per un difetto di costruzione dell’opera.
Domanda correttiva: che rapporto esiste fra ciò che sto ascoltando adesso e ciò che è accaduto prima?
Perché chiamarli snob
Questi cinque ascoltatori non sono principianti. Possiedono quattro strategie sviluppate e possono formulare osservazioni molto raffinate.
Il loro limite è proprio questo: una competenza così ampia rende difficile riconoscere il punto cieco. L’ascoltatore può credere che ciò che non percepisce non esista oppure non abbia valore.
Lo snob antipulsivo attribuisce maggiore dignità alla musica che supera il corpo. Lo snob antimelodico considera ingenua l’espressione lineare. Lo snob antiarmonico vede nell’armonia un residuo accademico. Lo snob antitimbrico riduce la musica alle relazioni scrivibili. Lo snob antiformalista pretende che ogni momento sia autosufficiente.
In tutti i casi, quattro competenze corrette vengono utilizzate per giustificare un’esclusione.
Le undici tipologie
Il sistema completo comprende undici profili.
I cinque ascoltatori specializzati
- (1,0,0,0,0): prevalentemente pulsivo-ciclico;
- (0,1,0,0,0): prevalentemente lineare-orizzontale;
- (0,0,1,0,0): prevalentemente simultaneo-verticale;
- (0,0,0,1,0): prevalentemente timbrico-spaziale;
- (0,0,0,0,1): prevalentemente formale-energetico.
I cinque ascoltatori snob
- (0,1,1,1,1): punto cieco pulsivo-ciclico;
- (1,0,1,1,1): punto cieco lineare-orizzontale;
- (1,1,0,1,1): punto cieco simultaneo-verticale;
- (1,1,1,0,1): punto cieco timbrico-spaziale;
- (1,1,1,1,0): punto cieco formale-energetico.
L’ascoltatore universale
(1,1,1,1,1): possiede tutte e cinque le strategie e sa cambiare prospettiva quando cambia la musica.
Dallo snob all’ascoltatore universale
Il passaggio finale non richiede di accumulare altra competenza nelle quattro strategie già sviluppate. Richiede di riconoscere il proprio zero.
Lo snob antipulsivo deve entrare nel groove senza chiedergli di diventare una fuga. Lo snob antimelodico deve seguire una voce senza ridurla a semplice texture. Lo snob antiarmonico deve ascoltare ciò che accade sotto e intorno alla linea. Lo snob antitimbrico deve trattare il suono come struttura. Lo snob antiformalista deve affidarsi alla memoria e accettare che il significato possa emergere lentamente.
L’ascoltatore universale non è quello che ama tutto e nemmeno quello che conosce più dischi.
È quello che ha trasformato il proprio punto cieco in una nuova possibilità di piacere.
Commenti
Posta un commento