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Marta del Grandi

Marta Del Grandi: la canzone come ecosistema mobile

Monografia percettiva di Ascolta e pentiti

Marta Del Grandi costruisce canzoni che rimangono riconoscibili mentre voce, strumenti, ritmo e ambiente cambiano continuamente funzione. La sua traiettoria solista conduce dalla linea narrativa immersa in paesaggi acustici ed elettronici di Until We Fossilize, all’ecosistema corale e timbrico di Selva, fino all’art pop più ritmico, nitido e mobile di Dream Life.

Una voce italiana cresciuta fuori dai confini

Marta Del Grandi arriva alla canzone dopo avere imparato a muoversi dentro la musica da un’altra porta. La sua formazione è jazzistica: studia al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e prosegue il percorso al Royal Conservatory di Gand, in Belgio. Per una parte degli anni Dieci lavora soprattutto come cantante jazz, maturando quella precisione nell’intonazione, nel fraseggio e nell’ascolto degli altri che resterà riconoscibile anche quando la sua musica si allontanerà dal jazz propriamente detto. L’esperienza nei gruppi e nei progetti condivisi non le consegna uno stile definitivo. Le insegna piuttosto che una voce può guidare, accompagnare, contraddire, diventare trama o confondersi con gli strumenti.

I viaggi successivi allargano ulteriormente il suo campo visivo. Dopo esperienze in Europa e in Cina, Del Grandi vive per circa due anni e mezzo a Kathmandu, in Nepal. Lì raccoglie racconti, immagini naturali, miti e osservazioni che confluiranno nel primo album solista. Il viaggio, nella sua scrittura, non diventa però una collezione di colori esotici. È un modo per cambiare scala: guardare il presente da lontano, mettere in relazione geologia e biografia, estinzione e memoria, paesaggio e trasformazione interiore.

Quando torna in Italia, all’inizio del 2020, porta con sé una lingua musicale già difficile da circoscrivere. Folk e art pop restano le coordinate più immediate, ma intorno alla voce si muovono elettronica, arrangiamenti cameristici, suggestioni da colonna sonora, dissonanze, ritmi obliqui e un gusto per gli spazi sospesi. Il rapporto con Fire Records, etichetta britannica che pubblica i tre album solisti qui analizzati, permette a questa identità di svilupparsi senza essere ricondotta a una formula nazionale o a una scena precisa.

La discografia procede così per progressive messe a fuoco. Until We Fossilize raccoglie una lunga sedimentazione di esperienze e racconti. Selva nasce invece più vicino al presente dell’autrice, durante gli intervalli di un’intensa attività dal vivo, e trasforma la canzone in un ambiente collettivo. Dream Life rende infine i contorni più netti: il ritmo avanza, il pop diventa più esplicito e i testi affrontano con maggiore immediatezza questioni personali, politiche e sociali. Ciò che unisce le tre tappe non è un suono fisso, ma il desiderio di capire quante forme possa assumere una canzone senza perdere la propria forza narrativa.

Tesi monografica

La continuità profonda di Marta Del Grandi non coincide con uno stile immutabile. Risiede nella capacità di conservare la forma-canzone mentre ne sposta il centro percettivo: prima dalla voce al paesaggio, poi dalla voce agli strati, infine dagli strati a una forma capace di muoversi rapidamente fra pulsazione, racconto, colore e trasformazione.

Perimetro

Il percorso considera i tre album solisti pubblicati da Fire Records: Until We Fossilize (2021), Selva (2023) e Dream Life (2026). Singoli, collaborazioni, versioni dal vivo, demo e bonus track restano fuori dal corpus principale. Le trenta tracce degli album vengono classificate singolarmente secondo il profilo P-L-V-T-F.

Legenda

P-L-V-T-F indica, nell’ordine: pulsivo-ciclica, lineare-orizzontale, simultaneo-verticale, timbrico-spaziale e formale-energetica. Il codice descrive le strategie che in ciascun brano risultano autonome, ricorrenti e sostanziali. Non è un voto estetico.

Difficoltà di ascolto misura la distanza iniziale dalla logica del brano. Livello di integrazione misura quanto le strategie attive collaborino e si modifichino reciprocamente. I due valori sono indipendenti.

La traiettoria in tre fasi

1. La canzone dentro il paesaggio

In Until We Fossilize la voce guida racconti, miti e immagini naturali, mentre strumenti acustici, archi, sintetizzatori, rumori e percussioni trattate rendono instabile il contesto. L’appiglio principale è la linea; la nuova richiesta è ascoltare l’ambiente come parte della composizione.

2. La canzone diventa ecosistema

In Selva cresce l’autonomia dei piani. Cori, fiati, corde, basso, percussioni, elettronica e rumori non si limitano ad accompagnare la voce. Il disco chiede di separare gli agenti, seguirne le relazioni e ricomporre l’insieme senza ridurlo a una superficie atmosferica.

3. L’ecosistema entra nel presente

In Dream Life la produzione diventa più nitida, ritmica e pop, ma anche più mobile. La sfida non è soltanto riconoscere i dettagli: bisogna cambiare rapidamente strategia mentre groove, racconto, controlinee, spazio e sviluppo formale si scambiano il centro.

Classificazione completa dei brani

Until We Fossilize (2021)

Il contesto

Pubblicato nel 2021 da Fire Records, Until We Fossilize è il punto in cui una cantante formatasi nel jazz decide di presentarsi come autrice di un mondo interamente proprio. Il disco nasce da materiali accumulati durante anni di spostamenti e porta soprattutto l’impronta della permanenza in Nepal. Il titolo rimanda ai fossili marini che si possono trovare sulle cime dell’Himalaya: resti di un antico fondale sollevato dal movimento delle placche. Del Grandi trasforma questa immagine geologica in una figura di continuità e metamorfosi. Le cose non scompaiono soltanto; cambiano posizione, forma e significato.

Il disco

Le otto canzoni hanno il passo raccolto di un esordio che non sente il bisogno di esibire tutte le proprie possibilità. La voce resta vicina, spesso narrativa, talvolta quasi recitata. Intorno si dispongono chitarre acustiche, pianoforte, archi, sintetizzatori, percussioni trattate e rumori che incrinano la superficie senza distruggerla. Il folk offre una soglia familiare, ma appena l’ascoltatore entra compaiono ombre cinematografiche, armonie oblique e piccoli incidenti sonori. Il riferimento alle colonne sonore italiane e alle atmosfere lynchiane aiuta a descrivere il clima, ma non basta: Del Grandi usa quegli elementi per costruire una narrazione personale, non per imitare un immaginario già esistente.

Shy Heart è la porta più limpida, una canzone folk la cui apparente semplicità viene scurita dal peso delle chitarre e dalla finezza cameristica dell’arrangiamento. Amethyst lavora per ricami vocali e strumentali; Swim to Me intreccia mito, natura e trasformazione; Somebody New apre un paesaggio più notturno, nel quale archi, sintetizzatori e armonie vocali rendono incerta la distanza fra racconto e sogno. Con Lullaby Firefly, Birdsong e Totally Fine il disco si spinge verso dissonanze e interferenze più evidenti.

La forza dell’album sta proprio nella sua misura. Non pretende di sciogliere la tensione fra canzone e sperimentazione. La lascia respirare. A un primo ascolto si può seguire la voce; nei successivi si scopre che l’ambiente non è un fondale, ma una seconda narrazione. È qui che prende forma il gesto fondamentale di Marta Del Grandi: offrire una linea abbastanza chiara da guidare l’ascoltatore e, nello stesso tempo, disseminare lo spazio di elementi che lo costringono a spostare l’attenzione.

1. Taller Than His Shadow

Profilo P-L-V-T-F: 01110

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

2. Shy Heart

Profilo P-L-V-T-F: 01010

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media

3. Amethyst

Profilo P-L-V-T-F: 01110

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Simultaneo-verticale

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

4. Swim to Me

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Formale-energetica

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media

5. Somebody New

Profilo P-L-V-T-F: 01110

Strategia prevalente: Simultaneo-verticale

Strategia secondaria: Lineare-orizzontale

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: alta

6. Lullaby Firefly

Profilo P-L-V-T-F: 01010

Strategia prevalente: Timbrico-spaziale

Strategia secondaria: Lineare-orizzontale

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media

7. Birdsong

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: Timbrico-spaziale

Strategia secondaria: Simultaneo-verticale

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: alta

8. Totally Fine

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: Timbrico-spaziale

Strategia secondaria: Formale-energetica

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: media-alta

Selva (2023)

Il contesto

Selva esce nel 2023, ancora per Fire Records, dopo che il ritorno in Italia e la ripresa dei concerti hanno cambiato il ritmo di vita dell’autrice. Rispetto all’esordio, nato anche da canzoni appartenenti a momenti diversi, il secondo album è più vicino al presente di Del Grandi. Gran parte del materiale viene scritto fra un viaggio e l’altro, nei ritagli lasciati dal tour. Questa origine frammentaria non produce un’opera dispersa. Al contrario, la continuità conquistata dal vivo permette alla musicista di trattare arrangiamento, voce e gruppo come parti dello stesso organismo.

Il disco

Il titolo è esatto: Selva non descrive soltanto la natura, ma un sistema di relazioni in cui ogni elemento vive perché reagisce agli altri. Cori, fiati, violoncello, chitarre, contrabbasso, batteria, sintetizzatori e rumori non arredano le canzoni. Le attraversano, le spostano, talvolta le fanno deviare. La voce rimane il tratto più riconoscibile, ma non occupa più stabilmente il primo piano. Può moltiplicarsi in bordoni, diventare massa corale, cedere il centro a un ritmo o rientrare nella trama come una presenza fra le altre.

L’apertura di Mata Hari dichiara subito la nuova ambizione: pulsazione ed esplosioni elettroniche fanno avanzare la forma. Eye of the Day mette in dialogo voce, sassofono, contrabbasso e chitarra con una naturalezza che rivela la formazione jazzistica senza trasformare il brano in jazz. Snapdragon è un piccolo rito collettivo, acceso da percussioni, cori e voci sovrapposte. Marble Season dilata il dream pop verso il post-rock attraverso sintetizzatori, violoncello e densità in trasformazione. Polar Bear Village comprime invece l’idea di processo in una miniatura iterativa, quasi un carillon minimalista e barocco.

La title track, cantata in italiano, rappresenta uno dei punti più radicali del disco proprio perché evita l’enfasi. Pochi versi, una voce ipnotica e il ronzio di un insetto bastano a cancellare la separazione fra paesaggio e composizione. Anche la coppia End of the World Pt. 1 e Pt. 2 suggerisce che l’album vada ascoltato come arco, non come semplice raccolta di episodi.

Selva è il passaggio decisivo della discografia. Nel primo album la canzone entrava in un ambiente; qui canzone e ambiente diventano indistinguibili. L’ascoltatore non può più limitarsi a seguire la melodia e apprezzare il resto come atmosfera. Deve scegliere un piano, perderlo, ritrovarlo e infine comprendere che l’identità del brano risiede proprio nel rapporto fra le parti.

1. Mata Hari

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: Pulsivo-ciclica

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

2. Eye of the Day

Profilo P-L-V-T-F: 01110

Strategia prevalente: Simultaneo-verticale

Strategia secondaria: Lineare-orizzontale

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: alta

3. Chameleon Eyes

Profilo P-L-V-T-F: 11110

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Pulsivo-ciclica

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: alta

4. Snapdragon

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: Pulsivo-ciclica

Strategia secondaria: Simultaneo-verticale

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

5. Marble Season

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: Timbrico-spaziale

Strategia secondaria: Formale-energetica

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: alta

6. End of the World Pt. 1

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: Formale-energetica

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: alta

Livello di integrazione: alta

7. Two Halves

Profilo P-L-V-T-F: 01110

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Simultaneo-verticale

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media-alta

8. Polar Bear Village

Profilo P-L-V-T-F: 10111

Strategia prevalente: Pulsivo-ciclica

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: alta

9. Good Story

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Formale-energetica

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: alta

10. Selva

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: Timbrico-spaziale

Strategia secondaria: Lineare-orizzontale

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: alta

11. Stay

Profilo P-L-V-T-F: 01110

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

12. End of the World Pt. 2

Profilo P-L-V-T-F: 00111

Strategia prevalente: Formale-energetica

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: alta

Dream Life (2026)

Il contesto

Pubblicato nel gennaio 2026, Dream Life arriva dopo che Selva ha consolidato la reputazione internazionale di Marta Del Grandi come autrice di art pop fuori formato. Il terzo album non prova a ripetere quella densità. Cerca una diversa chiarezza. Del Grandi ha descritto il passaggio con un’immagine efficace: se Selva assomigliava a un dipinto a olio, Dream Life è più vicino a un fotolibro, con linee definite e dettagli messi a fuoco. Anche la scrittura cambia prospettiva: il mondo onirico resta, ma viene raggiunto da riflessioni politiche, sociali e familiari più esplicite.

Il disco

La prima impressione è quella di una maggiore immediatezza. Le canzoni pulsano, il basso esce dall’ombra, la batteria disegna traiettorie più decise e i sintetizzatori non servono soltanto a creare profondità. Ma sarebbe un errore leggere questa apertura pop come una normalizzazione. Dream Life è forse il disco più mobile dell’autrice: generi e funzioni possono cambiare all’interno dello stesso brano, e la coesione dipende dalla precisione con cui ogni svolta viene preparata.

Antarctica è il manifesto di questa nuova fase. Il suo impulso funk, le frasi vocali oblique e l’arrangiamento brillante sorreggono un testo legato alle contraddizioni climatiche e sociali. Neon Lights porta chitarre più ruvide e un basso errante dentro un percorso di autoesplorazione. 20 Days of Summer affida a una pulsazione elettronica inquieta il compito di tenere insieme leggerezza e disagio. La title track sceglie invece un folk pop luminoso per interrogare la distanza fra il mondo possibile e quello reale.

Nella seconda metà emergono due dei vertici compositivi dell’album. Alpha Centauri concentra in pochi minuti una piccola espansione sinfonica: la canzone parte da una memoria intima e si apre progressivamente, mentre una controlinea di tuba introduce un colore inatteso. Some Days, in duetto con Fenne Kuppens, usa le due voci come presenze che condividono lo spazio senza fondersi del tutto. Oh My Father chiude il percorso partendo da una nudità quasi domestica e accogliendo poco alla volta fiati e batteria, come se l’arrangiamento rendesse visibile la trasformazione di un legame nel tempo.

La conquista di Dream Life è la leggerezza senza rinuncia. Il disco non abbandona la complessità di Selva; la redistribuisce. Dove prima l’ascoltatore doveva entrare lentamente in una materia fitta, ora deve reagire a cambiamenti più rapidi. Il pop diventa così una forma di precisione: rende le svolte più udibili e, proprio per questo, chiede maggiore prontezza nel cambiare strategia.

1. You Could Perhaps

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Pulsivo-ciclica

Difficoltà di ascolto: bassa-media

Livello di integrazione: media-alta

2. Dream Life

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: Pulsivo-ciclica

Strategia secondaria: Formale-energetica

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: alta

3. Antarctica

Profilo P-L-V-T-F: 11111

Strategia prevalente: Pulsivo-ciclica

Strategia secondaria: Simultaneo-verticale

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: molto alta

4. 20 Days of Summer

Profilo P-L-V-T-F: 10011

Strategia prevalente: Pulsivo-ciclica

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: alta

5. Alpha Centauri

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: Formale-energetica

Strategia secondaria: Lineare-orizzontale

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: molto alta

6. Shoe Shaped Cloud

Profilo P-L-V-T-F: 01011

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Formale-energetica

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: media-alta

7. Neon Lights

Profilo P-L-V-T-F: 11011

Strategia prevalente: Pulsivo-ciclica

Strategia secondaria: Timbrico-spaziale

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: alta

8. Gold Mine

Profilo P-L-V-T-F: 00111

Strategia prevalente: Timbrico-spaziale

Strategia secondaria: Formale-energetica

Difficoltà di ascolto: media-alta

Livello di integrazione: alta

9. Some Days

Profilo P-L-V-T-F: 01110

Strategia prevalente: Simultaneo-verticale

Strategia secondaria: Lineare-orizzontale

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: alta

10. Oh My Father

Profilo P-L-V-T-F: 01111

Strategia prevalente: Lineare-orizzontale

Strategia secondaria: Formale-energetica

Difficoltà di ascolto: media

Livello di integrazione: alta

I cinque laboratori

Pulsivo-ciclica: Antarctica

Il ciclo diventa un dispositivo di movimento: basso, batteria, accenti e voce si incastrano senza irrigidire la canzone. È il laboratorio più leggibile per imparare a percepire le variazioni interne al groove.

Lineare-orizzontale: Shy Heart

La voce offre la traiettoria più trasparente dell’intero catalogo. Seguirne respiro, inflessioni e continuità permette di entrare nel metodo prima che l’ambiente acquisti maggiore autonomia.

Simultaneo-verticale: Eye of the Day

Voce, sassofono, contrabbasso e chitarra devono essere ascoltati come agenti distinti e interdipendenti. Il brano insegna a cambiare centro senza perdere l’insieme.

Timbrico-spaziale: Selva

Voce, ronzio, materia acustica ed elaborazione sonora costruiscono uno spazio nel quale la sorgente conta meno della trasformazione. Il timbro modifica la funzione delle parti.

Formale-energetica: Alpha Centauri

La canzone si espande progressivamente in una piccola architettura chamber pop. Linea, controlinea, densità e apertura orchestrale acquistano senso nella memoria del percorso.

Lavoro full body

Snapdragon

Snapdragon è il laboratorio più compatto di integrazione: ciclo, linea vocale, sovrapposizione dei piani, materia corale e trasformazione formale collaborano senza che una sola dimensione esaurisca il brano. Il profilo 11111 indica qui una funzione percettiva completa, non un giudizio di superiorità.

Esame finale

Dream Life

L’album finale richiede mobilità dell’attenzione. La domanda da conservare durante l’ascolto è: quale strategia rende intelligibile questo passaggio, e che cosa perdo se continuo a usare quella precedente?

Routine monografica

  1. Shy Heart: ingresso dalla linea.
  2. Somebody New: dalla linea agli strati.
  3. Eye of the Day: separare e ricomporre.
  4. Selva: ascoltare la materia e lo spazio.
  5. Snapdragon: integrare le cinque strategie.
  6. Antarctica: trasferire le competenze nel ciclo pop.
  7. Alpha Centauri: ricostruire la forma.
  8. Dream Life: cambiare strategia senza perdere l’unità.
  9. Totally Fine: tornare all’inizio e verificare ciò che è diventato udibile.

Conclusione

La discografia di Marta Del Grandi mostra quante funzioni possa assumere una canzone continuando a rimanere riconoscibile. La voce introduce il percorso, l’ambiente ne allarga i confini, gli strati moltiplicano i centri possibili e il ritmo restituisce movimento all’intero sistema. Il guadagno percettivo consiste nel non scegliere fra canzone e sperimentazione: imparare ad ascoltare come ciascuna trasformi l’altra.

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