Le cinque strategie allenate con il rock
È possibile allenare separatamente le cinque strategie fondamentali dell’ascolto utilizzando soltanto dischi rock e popular music.
Per ogni strategia ho scelto due album:
- uno di massima efficacia pedagogica , nel quale la capacità da sviluppare è relativamente facile da riconoscere;
- uno di massima purezza percettiva , nel quale la stessa modalità di ascolto diventa più radicale e impegnativa.
Nessun disco attiva una sola strategia. La distinzione indica semplicemente quale aspetto conviene portare temporaneamente in primo piano durante l’allenamento.
Lista pedagogica
1. Pulsivo-ciclico
Talking Heads – Remain in Light
Basso, batteria, chitarre, percussioni, tastiere e voce formano strati ritmici ripetitivi. Le singole parti sono relativamente semplici: la complessità nasce dal loro incastro e dalla progressiva aggiunta o sottrazione degli elementi.
In brani come Born Under Punches , Crosseyed and Painless e The Great Curve , riff, basso, batteria, cori e percussioni costruiscono configurazioni che si trasformano senza abbandonare il ciclo di partenza.
Esercizio: seguire prima il basso, poi la batteria e infine una chitarra. Individuare il punto in cui il ciclo ricomincia e osservare che cosa cambia a ogni ritorno.
Focus: groove stratificato e trasformazione della ripetizione.
2. Lineare-orizzontale
The Beach Boys – Pet Sounds
Le melodie vocali sono chiare e memorabili, ma sono circondate da bassi melodici, seconde voci, controcanti e linee strumentali autonome. L’ascoltatore può partire dalla voce principale e allargare gradualmente l’attenzione alle altre parti.
Il disco insegna a riconoscere la continuità di una linea anche quando viene completata, commentata o trasformata dalle altre. È un ingresso accessibile nella polifonia della popular music.
Esercizio: seguire inizialmente la voce principale. Negli ascolti successivi passare al basso, a una seconda voce o a un controcanto, cercando infine di conservare insieme più linee.
Focus: melodia, controcanto e continuità delle linee nell’arrangiamento.
3. Simultaneo-verticale
Steely Dan – Aja
Gli arrangiamenti sono ricchi, ma estremamente leggibili. Voce, basso, batteria, tastiere, chitarre e fiati occupano registri e funzioni differenti senza confondersi.
La produzione particolarmente accurata e l’impiego di numerosi musicisti permettono di distinguere densità, registri, disposizione degli strumenti e rapporti fra primo piano e sfondo. Il disco vinse anche il Grammy per la migliore ingegneria sonora non classica.
Gli accordi sofisticati possono essere ascoltati anche senza conoscerne il nome: basta percepirli come aperti o compatti, stabili o instabili, luminosi o scuri.
Esercizio: distinguere il registro grave, medio e acuto, osservando quali strumenti si trovino in primo piano e quali rimangano sullo sfondo.
Focus: accordi, densità e organizzazione simultanea degli strumenti.
4. Timbrico-spaziale
Pink Floyd – Wish You Were Here
Rumori, sintetizzatori, chitarre, voci filtrate e riverberi costruiscono uno spazio nel quale distanza e profondità diventano parte della composizione.
I suoni sembrano provenire da luoghi differenti: alcuni sono vicini e definiti, altri remoti, sfocati o trasformati dalla tecnologia. La forma stessa nasce in parte dalla progressiva emersione del paesaggio sonoro.
Esercizio: ignorare temporaneamente melodie e parole, descrivendo ogni suono come vicino o lontano, netto o diffuso, naturale o artificiale.
Focus: profondità, risonanza e trasformazione delle sorgenti.
5. Formale-energetico
Godspeed You! Black Emperor – Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven
Lunghe attese, ripetizioni, accumuli strumentali, esplosioni e dissoluzioni rendono molto evidenti le curve energetiche.
Le quattro grandi suite procedono attraverso droni, reiterazioni, rarefazioni, crescite orchestrali e picchi d’intensità. Archi, chitarre e batterie modificano progressivamente densità e pressione fino a trasformare completamente il materiale iniziale.
La forma non dipende principalmente da strofe e ritornelli, ma dalla trasformazione graduale di volume, densità, registro e strumentazione.
Esercizio: immaginare una curva e distinguere crescita, stasi e diminuzione. In seguito osservare quale elemento produca ogni cambiamento.
Focus: accumulazione, climax e memoria della lunga durata.
Lista di purezza percettiva
1. Pulsivo-ciclico
King Crimson – Discipline
Le chitarre costruiscono figure ripetitive indipendenti, spesso basate su cicli di diversa lunghezza. Basso e batteria mantengono l’orientamento mentre accenti e incastri fanno emergere continuamente nuove configurazioni.
Rispetto a Remain in Light , la pulsazione offre meno sicurezza: le figure si sovrappongono, sembrano spostarsi e tornano a coincidere soltanto dopo percorsi differenti.
Esercizio: mantenere la pulsazione principale e seguire una sola figura fino al punto in cui torna a coincidere con le altre.
Focus: cicli sovrapposti, polimetria e stabilità della pulsazione.
2. Lineare-orizzontale
Gentle Giant – In a Glass House
Voci e strumenti procedono come linee autonome, passandosi motivi, imitandosi e trasformandosi. La difficoltà consiste nel seguire un percorso individuale senza perdere l’intreccio complessivo.
Rispetto a Pet Sounds , le linee sono meno immediatamente riconoscibili e più strettamente immerse nella polifonia. L’ascoltatore deve imparare a separarle senza dissolvere l’unità della musica.
Esercizio: scegliere una voce o uno strumento e seguirlo fino a quando scompare o cambia funzione. Soltanto dopo diversi ascolti provare a ricomporre l’intero intreccio.
Focus: contrappunto, imitazione e trasformazione motivica.
3. Simultaneo-verticale
Frank Zappa – The Grand Wazoo
Fiati, tastiere, chitarre, basso e percussioni costruiscono trame molto dense, nelle quali scrittura e improvvisazione convivono. Ogni parte può assumere contemporaneamente una funzione armonica, ritmica, melodica o timbrica.
Non basta riconoscere gli accordi: bisogna percepire come cambino continuamente densità, registri, famiglie strumentali e gerarchie interne all’ensemble.
Esercizio: dividere mentalmente l’insieme in famiglie sonore e osservare come cambino i rapporti fra sezione ritmica, fiati e strumenti solisti.
Focus: densità, orchestrazione e gerarchie mobili.
4. Timbrico-spaziale
Talk Talk – Spirit of Eden
Il suono emerge spesso dal silenzio. Voce, strumenti acustici ed elettrici, rumori, riverberi e risonanze occupano profondità differenti, mentre i confini fra figura e sfondo rimangono volutamente instabili.
L’album fu costruito a partire da lunghe esecuzioni e improvvisazioni successivamente selezionate e organizzate. La sua identità dipende dalla nascita, permanenza e dissoluzione degli eventi sonori più che dalla normale continuità della forma-canzone.
Lo spazio non è un semplice contenitore: attribuisce peso e significato a ogni gesto. Anche il silenzio conserva la memoria del suono appena scomparso.
Esercizio: seguire l’intero ciclo di ciascun suono, dalla preparazione all’attacco fino al decadimento, prestando attenzione anche al vuoto che rimane dopo la sua scomparsa.
Focus: spazio, silenzio, risonanza e durata del suono.
5. Formale-energetico
Miles Davis – Bitches Brew
Lunghi groove, cellule reiterate e improvvisazioni collettive costruiscono una musica nella quale la forma non dipende principalmente da temi, strofe o ritornelli. Due batterie, percussioni, bassi, pianoforti elettrici, chitarra e fiati modificano continuamente densità, registro e intensità.
L’ascoltatore deve ricordare gli stati precedenti della musica e confrontarli con quello presente: quando l’insieme si è addensato, quale ingresso ne ha modificato la direzione, che cosa è rimasto stabile e come il groove ha conservato l’unità durante le trasformazioni.
A differenza dei Godspeed You! Black Emperor, che rendono evidenti grandi crescite e dissoluzioni, Bitches Brew presenta traiettorie più aperte e ambigue. L’energia non segue sempre una sola curva: viene distribuita fra i musicisti, si concentra, si disperde e cambia improvvisamente direzione.
Anche il montaggio del materiale registrato partecipa alla costruzione dell’opera. La forma emerge quindi dall’incontro fra interazione collettiva, ripetizione, trasformazione timbrica e organizzazione in studio.
Il disco è incluso da Enrico Merlin nei suoi 1000 dischi per un secolo come registrazione numero 446.
Esercizio: durante la title track, individuare le principali fasi di addensamento e rarefazione. Non cercare inizialmente di seguire tutti gli strumenti: osservare soltanto quando l’energia cresce, si stabilizza, si disperde o cambia direzione.
Focus: densità, interazione collettiva, montaggio, trasformazione e memoria della lunga durata.
Le due routine
Massima efficacia pedagogica
- Pulsivo-ciclico: Talking Heads – Remain in Light
- Lineare-orizzontale: The Beach Boys – Pet Sounds
- Simultaneo-verticale: Steely Dan – Aja
- Timbrico-spaziale: Pink Floyd – Wish You Were Here
- Formale-energetico: Godspeed You! Black Emperor – Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven
Massima purezza percettiva
- Pulsivo-ciclico: King Crimson – Discipline
- Lineare-orizzontale: Gentle Giant – In a Glass House
- Simultaneo-verticale: Frank Zappa – The Grand Wazoo
- Timbrico-spaziale: Talk Talk – Spirit of Eden
- Formale-energetico: Miles Davis – Bitches Brew
Come usare le due routine
Conviene iniziare dalla lista pedagogica e dedicare alcuni giorni a ciascuna strategia. A ogni ascolto va assegnata una sola domanda:
- Che cosa ritorna?
- Dove va questa linea?
- Come sono organizzati insieme i suoni?
- Di quale materia è fatto il suono e dove si trova?
- Come cambia l’energia?
Quando la domanda percettiva diventa spontanea, si può passare al disco corrispondente della lista di purezza. Il compito rimane lo stesso, ma la musica offre meno punti di appoggio.
Il passaggio da Pet Sounds a In a Glass House chiarisce il funzionamento della strategia lineare: prima si seguono melodie riconoscibili dentro un arrangiamento ricco; poi si cerca di non perdere le linee quando diventano numerose, indipendenti e strettamente intrecciate.
Il passaggio da Aja a The Grand Wazoo porta invece dall’accordo e dall’orchestrazione chiaramente leggibili a una trama densa nella quale le funzioni degli strumenti cambiano continuamente.
Infine, il passaggio dai Godspeed You! Black Emperor a Bitches Brew modifica radicalmente l’ascolto della forma. Nel primo disco crescite, climax e dissoluzioni sono facilmente riconoscibili; in Miles Davis bisogna costruire autonomamente la forma, ricordando le variazioni della densità e i cambiamenti dell’attività collettiva.
On the Corner può essere aggiunto come esercizio avanzato del pulsivo-ciclico: rispetto a Bitches Brew , sospende maggiormente la direzione formale dentro groove, loop, stratificazioni percussive e montaggio.
La lista pedagogica insegna a riconoscere le cinque strategie. Quella di purezza verifica se abbiamo imparato a utilizzarle quando la musica diventa più complessa e offre meno indicazioni esplicite.
La regola fondamentale di Ascolta e pentiti rimane la stessa: un solo compito per ogni ascolto .
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