I 100 album di maggiore successo e le cinque strategie di ascolto
Quali strategie percettive dominano negli album che hanno raggiunto il pubblico più vasto?
Questa classifica aggrega vendite fisiche, download, consumo dei singoli e ascolti in streaming attraverso il criterio delle unità equivalenti all’album. Non rappresenta quindi una semplice graduatoria delle copie fisiche vendute, ma una stima del successo complessivo generato da ciascuna opera nel corso del tempo.
L’ordine può cambiare con l’aumento degli ascolti digitali, l’aggiornamento delle certificazioni e il completamento delle analisi dei cataloghi storici. La classifica non deve pertanto essere considerata immutabile.
L’attribuzione delle strategie è invece una proposta originale di Ascolta e pentiti. Non indica l’unico modo corretto di ascoltare un album, ma la porta d’ingresso percettivamente più utile.
- Pulsivo-ciclica: riconoscere battito, groove, ostinati, riff e ripetizioni;
- Lineare-orizzontale: seguire voce, melodia, fraseggio e racconto;
- Simultaneo-verticale: distinguere gli elementi che suonano insieme;
- Timbrico-spaziale: percepire grana, profondità, distanza e ambiente;
- Formale-energetica: ricostruire accumuli, contrasti, ritorni e grandi traiettorie.
Un disco raggiunge spesso un pubblico enorme quando offre una porta d’ingresso chiarissima e, contemporaneamente, abbastanza dettagli da sostenere molti ascolti successivi.
Posizioni 1–25
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Michael Jackson – Thriller (1982)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Groove, basso, batteria e ripetizione governano il disco anche quando cambiano genere, arrangiamento e atmosfera. -
Pink Floyd – The Dark Side of the Moon (1973)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Transizioni, richiami, accumuli e climax trasformano le singole composizioni in un unico grande arco. -
Whitney Houston e artisti vari – The Bodyguard (1992)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce conduce grandi melodie attraverso respiro, registro, intensificazione e controllo della frase. -
John Travolta, Olivia Newton-John e artisti vari – Grease (1978)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Personaggi, melodie e dialoghi vocali mantengono la continuità narrativa della colonna sonora. -
Fleetwood Mac – Rumours (1977)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Tre autori e cantanti costruiscono intrecci vocali e strumentali ricchi, conflittuali e sempre leggibili. -
AC/DC – Back in Black (1980)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Riff essenziali, pulsazione stabile e minime variazioni di attacco producono energia e peso. -
Led Zeppelin – Led Zeppelin IV (1971)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Il disco attraversa folk, blues, hard rock e grandi crescite, culminando nella traiettoria di Stairway to Heaven. -
Bee Gees e artisti vari – Saturday Night Fever (1977)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Basso, cassa regolare, falsetto, levare e groove rendono il movimento corporeo il centro dell’esperienza. -
Michael Jackson – Bad (1987)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Beat, basso, sintetizzatori, cori e interventi vocali sono organizzati con estrema precisione. -
Alanis Morissette – Jagged Little Pill (1995)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Pronuncia, parola e traiettoria vocale trasformano esperienza personale, ironia e conflitto. -
Shania Twain – Come On Over (1997)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La scrittura country-pop privilegia voce, racconto, ritornelli memorabili e comunicazione immediata. -
Pink Floyd – The Wall (1979)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Motivi ricorrenti, scene, personaggi e trasformazioni costruiscono una grande narrazione ciclica. -
Metallica – Metallica (1991)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Riff rallentati, attacchi netti e pulsazione rendono il peso immediatamente percepibile. -
Guns N’ Roses – Appetite for Destruction (1987)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Due chitarre, basso, batteria e voce formano una massa aggressiva ma fortemente articolata. -
Dire Straits – Brothers in Arms (1985)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Chitarra, riverbero, dinamica e produzione digitale costruiscono profondità, distanza e trasparenza. -
Adele – 21 (2011)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, respirazione, parola e crescita melodica costituiscono il riferimento principale. -
Bruce Springsteen – Born in the U.S.A. (1984)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, personaggi e narrazione guidano arrangiamenti rock ampi e immediatamente riconoscibili. -
Artisti vari – Dirty Dancing (1987)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Danza, ritmo e movimento collegano registrazioni provenienti da epoche e linguaggi differenti. -
Eagles – Hotel California (1976)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Voci, chitarre armonizzate, basso e arrangiamenti formano configurazioni ricche ma trasparenti. -
Nirvana – Nevermind (1991)
Strategia prevalente: formale-energetica.
L’alternanza fra sottrazione ed esplosione governa strofe, ritornelli e climax. -
Michael Jackson – Dangerous (1991)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
New jack swing, campionamenti, bassi sintetici e voce trattata costruiscono ambienti differenziati. -
The Beatles – Abbey Road (1969)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Armonie vocali, basso, batteria, chitarre, tastiere e orchestra convergono nel medley conclusivo. -
Céline Dion – Let’s Talk About Love (1997)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Voce, duetti, cori, orchestra e produzioni internazionali costruiscono configurazioni molto ampie. -
James Horner – Titanic (1997)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Temi, ritorni orchestrali, crescendo e memoria cinematografica organizzano l’intero percorso. -
Céline Dion – Falling into You (1996)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce costruisce archi melodici amplissimi e conduce le ballate verso grandi aperture.
Posizioni 26–50
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The Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Lo studio, l’orchestra, i nastri e gli strumenti inconsueti producono ambienti differenti per ogni canzone. -
Meat Loaf – Bat Out of Hell (1977)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Canzoni estese, teatralità, accumuli e grandi climax dominano l’esperienza. -
U2 – The Joshua Tree (1987)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Riverbero, distanza, ripetizione e chitarra trattata costruiscono uno spazio vasto e riconoscibile. -
Mariah Carey – Music Box (1993)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce guida la forma attraverso registro, melisma, respiro e grandi aperture melodiche. -
Santana – Supernatural (1999)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La chitarra di Carlos Santana conserva una voce riconoscibile attraversando ospiti e produzioni differenti. -
Bon Jovi – Slippery When Wet (1986)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, ritornelli e melodie trasformano l’hard rock in esperienza collettiva. -
Prince and the Revolution – Purple Rain (1984)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Personaggio, concerto, narrazione, timbro e crescita definiscono un unico progetto audiovisivo. -
Norah Jones – Come Away with Me (2002)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Voce ravvicinata, pianoforte, chitarra e registrazione raccolta costruiscono intimità e silenzio. -
Britney Spears – …Baby One More Time (1999)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Beat, basso, pronuncia e ritornelli organizzano l’identità del teen pop. -
Backstreet Boys – Millennium (1999)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Voci sovrapposte, armonie, beat e produzione costruiscono configurazioni vocali estremamente controllate. -
Pink Floyd – Wish You Were Here (1975)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Sintetizzatori, chitarra, rumori e vaste zone sospese trasformano assenza e memoria in spazio. -
Eminem – The Marshall Mathers LP (2000)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Il rap deve essere seguito come linea ritmica, verbale, narrativa e teatrale. -
Phil Collins – No Jacket Required (1985)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Batteria, groove, sintetizzatori e ritornelli rendono il ciclo il centro della produzione. -
Carole King – Tapestry (1971)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, pianoforte, melodia e racconto formano una scrittura intima e immediatamente leggibile. -
Boston – Boston (1976)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Chitarre sovrapposte, cori, basso e produzione costruiscono una massa estremamente definita. -
Madonna – True Blue (1986)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Melodie, personaggi e ritornelli guidano la trasformazione della voce pop. -
Eminem – The Eminem Show (2002)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Personaggi, polemica, autobiografia e cambiamenti di pressione costruiscono un grande spettacolo narrativo. -
Tracy Chapman – Tracy Chapman (1988)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, parola e chitarra conducono storie individuali e sociali con estrema chiarezza. -
Led Zeppelin – Led Zeppelin II (1969)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Riff, basso, batteria e ripetizione trasformano il blues in una massa rock fisica. -
Linkin Park – Hybrid Theory (2000)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Rap, canto, chitarre, elettronica e campionamenti formano una configurazione multilivello. -
Spice Girls – Spice (1996)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Cinque identità vocali, cori, beat e personaggi convivono dentro strutture pop molto leggibili. -
Whitney Houston – Whitney Houston (1985)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce attraversa ballata, pop e R&B mantenendo sempre il centro della forma. -
Madonna – Like a Virgin (1984)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Dance-pop, beat, basso e pronuncia trasformano il personaggio in gesto ritmico. -
Pearl Jam – Ten (1991)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce di Eddie Vedder guida racconto, registro e grandi aperture energetiche. -
Adele – 25 (2015)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, memoria e intensificazione melodica rimangono il principale punto di orientamento.
Posizioni 51–75
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The Beatles – The Beatles (1968)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Il White Album obbliga a cambiare criterio fra rock, folk, blues, collage e avanguardia. -
Phil Collins – …But Seriously (1989)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, racconto e melodia conducono canzoni pop costruite con grande controllo. -
Lionel Richie – Can’t Slow Down (1983)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Melodia, voce e ritornello collegano ballata, soul e pop internazionale. -
Mariah Carey – Daydream (1995)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce mantiene la direzione anche quando la produzione si apre verso R&B e hip-hop. -
Michael Jackson – Off the Wall (1979)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Basso, batteria e groove trasformano il canto in movimento continuo. -
Green Day – Dookie (1994)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Impulso punk, riff, batteria e brevità mantengono una pressione costante. -
Whitney Houston – Whitney (1987)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, fraseggio e grandi ritornelli dominano tanto le ballate quanto i brani ritmici. -
Def Leppard – Hysteria (1987)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Chitarre, cori e produzione sono sovrapposti con precisione quasi orchestrale. -
Simon & Garfunkel – Bridge over Troubled Water (1970)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Melodia, armonie vocali e interpretazione conducono arrangiamenti molto diversi. -
Britney Spears – Oops!… I Did It Again (2000)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Beat, gesto vocale e ripetizione costruiscono l’identità ritmica dell’album. -
Guns N’ Roses – Use Your Illusion II (1991)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Ballate estese, riff, cambiamenti di atmosfera e grandi finali ampliano la forma hard rock. -
George Michael – Faith (1987)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Groove, basso, drum machine e voce collegano funk, soul, rock e pop. -
Michael Jackson – HIStory (1995)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Memoria pubblica, conflitto, rabbia e autorappresentazione costruiscono una grande forma autobiografica. -
Guns N’ Roses – Use Your Illusion I (1991)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Canzoni estese, orchestra, hard rock e contrasto producono un percorso volutamente monumentale. -
U2 – Achtung Baby (1991)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Distorsione, elettronica e trattamento vocale ricostruiscono completamente lo spazio del gruppo. -
No Doubt – Tragic Kingdom (1995)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce di Gwen Stefani guida melodie, personaggi e cambiamenti di intensità. -
Led Zeppelin – Houses of the Holy (1973)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Chitarre, basso, batteria, tastiere e voce cambiano funzione attraversando generi differenti. -
The Cranberries – No Need to Argue (1994)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Il timbro e il fraseggio di Dolores O’Riordan mantengono il centro emotivo del disco. -
Oasis – (What’s the Story) Morning Glory? (1995)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La grande melodia trasforma pochi accordi in canto collettivo. -
Amy Winehouse – Back to Black (2006)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Pronuncia, respiro e fraseggio reinterpretano il soul attraverso una voce individualissima. -
Red Hot Chili Peppers – Californication (1999)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce e la chitarra melodica conducono una sezione ritmica più controllata e contemplativa. -
Supertramp – Breakfast in America (1979)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Due voci, pianoforte, tastiere, fiati e sezione ritmica costruiscono arrangiamenti trasparenti. -
Evanescence – Fallen (2003)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Pianoforte, voce, chitarre ed elettronica creano uno spazio gotico e fortemente contrastato. -
Céline Dion – The Colour of My Love (1993)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
La voce guida ballate e produzioni orchestrali attraverso grandi direzioni melodiche. -
Fugees – The Score (1996)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Rap, canto soul, campionamento e voci multiple condividono continuamente il primo piano.
Posizioni 76–100
-
Metallica – …And Justice for All (1988)
Strategia prevalente: formale-energetica.
La memoria deve conservare riff, sezioni e cambi di tempo dentro forme lunghe e frammentate. -
Avril Lavigne – Let Go (2002)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, melodia e racconto adolescenziale guidano rock, pop e ballata. -
Led Zeppelin – Led Zeppelin (1969)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Riff, basso, batteria e tensione blues costituiscono il nucleo dell’identità iniziale. -
Shania Twain – The Woman in Me (1995)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, racconto e ritornelli preparano il crossover internazionale della cantautrice. -
Green Day – American Idiot (2004)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Motivi, personaggi e ritorni collegano canzoni immediate dentro una narrazione più ampia. -
R.E.M. – Out of Time (1991)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Voce, mandolino, chitarre, archi, rapper e cori formano configurazioni continuamente mutevoli. -
AC/DC – Highway to Hell (1979)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Riff, battere, accenti e sottrazione costruiscono una macchina ritmica essenziale. -
TLC – CrazySexyCool (1994)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Canto, rap, cori, basso e produzione R&B formano identità vocali complementari. -
The Beatles – Rubber Soul (1965)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Melodia, parola e memoria trasformano la canzone pop in spazio introspettivo. -
Phil Collins – Face Value (1981)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Attesa, accumulo, ingresso della batteria e trasformazione emotiva organizzano l’intero percorso. -
Madonna – Ray of Light (1998)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Elettronica, riverbero e trattamento vocale trasformano lo studio in ambiente. -
Lady Gaga – The Fame / The Fame Monster (2008–2009)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Beat, danza, ripetizione e personaggio rendono il ciclo il centro del progetto. -
Tina Turner – Private Dancer (1984)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, fraseggio e interpretazione unificano autori e produzioni differenti. -
Lauryn Hill – The Miseducation of Lauryn Hill (1998)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Rap, canto, cori, groove e dialoghi costruiscono identità simultanee. -
Artisti vari – Flashdance (1983)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Danza, sintetizzatori e impulsi elettronici collegano i diversi episodi della colonna sonora. -
Van Halen – Van Halen (1978)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Chitarra, basso, batteria, voce e cori costruiscono una forma di hard rock virtuosistica ma collettiva. -
Usher – Confessions (2004)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, racconto autobiografico e melodia attraversano groove R&B e produzioni differenti. -
Van Halen – 1984 (1984)
Strategia prevalente: timbrico-spaziale.
Sintetizzatori, chitarra e produzione modificano lo spazio tradizionale della rock band. -
Neil Young – Harvest (1972)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Voce, racconto, chitarra e misura conducono canzoni country-folk essenziali. -
Billy Joel – The Stranger (1977)
Strategia prevalente: lineare-orizzontale.
Pianoforte, voce, personaggi e grande scrittura melodica mantengono il centro. -
NSYNC – No Strings Attached (2000)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Voci, armonie, beat e produzione digitale costruiscono una precisa architettura pop. -
U2 – Rattle and Hum (1988)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Studio, concerto, radici americane e autorappresentazione formano un percorso ibrido. -
The Police – Synchronicity (1983)
Strategia prevalente: simultaneo-verticale.
Basso, batteria, chitarra, voce e sintetizzatori mantengono traiettorie autonome. -
Madonna – Like a Prayer (1989)
Strategia prevalente: formale-energetica.
Intimità, dichiarazione, gospel e produzione costruiscono un percorso personale e pubblico. -
Red Hot Chili Peppers – Blood Sugar Sex Magik (1991)
Strategia prevalente: pulsivo-ciclica.
Basso, batteria, chitarra e voce nascono dallo stesso campo ritmico e corporeo.
La distribuzione delle strategie
Lineare-orizzontale: la strategia più frequente
La voce e la melodia dominano una parte consistente dei cento album. Adele, Whitney Houston, Céline Dion, Mariah Carey, Shania Twain, Carole King, Tracy Chapman, Oasis e Amy Winehouse offrono un punto di orientamento immediatamente memorizzabile.
L’ascoltatore può riconoscere la canzone dopo poche note, seguire la frase e appropriarsi rapidamente del suo percorso. La linea vocale diventa il filo che collega arrangiamenti, generi e produzioni differenti.
Pulsivo-ciclica: il corpo della popolarità
Michael Jackson, AC/DC, Bee Gees, Madonna, Britney Spears, Green Day, Lady Gaga e Red Hot Chili Peppers mostrano quanto il ciclo sia importante nella diffusione popolare.
Il corpo riconosce il battito prima di comprendere la struttura. Questo non significa che la musica sia semplice: dischi come Thriller, Off the Wall e Blood Sugar Sex Magik contengono incastri e microvariazioni estremamente sofisticati.
Simultaneo-verticale: ricchezza resa leggibile
Fleetwood Mac, Eagles, Def Leppard, Linkin Park, Fugees, Lauryn Hill, Police, TLC e molte produzioni vocali costruiscono il proprio successo sulla precisione degli arrangiamenti.
Molti elementi possono suonare contemporaneamente, purché sia possibile riconoscere una gerarchia: che cosa guida, che cosa sostiene, che cosa risponde e che cosa modifica la configurazione.
Timbrico-spaziale: la produzione come mondo
È meno frequente come strategia prevalente, ma diventa decisiva in album come Brothers in Arms, Sgt. Pepper, The Joshua Tree, Wish You Were Here, Achtung Baby e Ray of Light.
In questi casi la produzione non si limita ad abbellire la canzone. Crea lo spazio nel quale voce e strumenti possono esistere.
Formale-energetica: i grandi archi popolari
Pink Floyd, Metallica, Meat Loaf, Led Zeppelin, Guns N’ Roses, Green Day, Prince, U2, Beatles ed Eminem dimostrano che il pubblico non accetta soltanto forme brevi.
Concept album, opere rock e composizioni estese possono raggiungere una diffusione enorme quando offrono riff, personaggi, ritornelli o immagini capaci di orientare la memoria.
La routine costruita con i cento bestseller
- Pulsivo-ciclica: Michael Jackson – Thriller
- Lineare-orizzontale: Adele – 21
- Simultaneo-verticale: Fleetwood Mac – Rumours
- Timbrico-spaziale: Dire Straits – Brothers in Arms
- Formale-energetica: Pink Floyd – The Dark Side of the Moon
- Integrazione full body: The Beatles – Abbey Road
- Ritorno al corpo: AC/DC – Back in Black
- Esame finale: The Beatles – The Beatles
Perché questa routine funziona
- Thriller offre un ingresso corporeo immediato;
- 21 concentra l’attenzione su voce, parola e frase;
- Rumours insegna a distinguere parti e identità;
- Brothers in Arms rende udibili profondità e produzione;
- The Dark Side of the Moon costruisce un unico arco attraverso la sequenza;
- Abbey Road integra le cinque strategie senza rinunciare alla canzone;
- Back in Black riporta alla semplicità fisica del riff;
- il White Album obbliga a cambiare strategia quasi a ogni brano.
Che cosa ci insegnano i cento album?
Il successo predilige una porta d’ingresso chiara
Gli album più popolari offrono quasi sempre un riferimento immediatamente riconoscibile:
- il battito di Thriller;
- la voce di 21;
- l’intreccio di Rumours;
- lo spazio di The Joshua Tree;
- il riff di Back in Black;
- la grande forma di The Dark Side of the Moon.
Accessibilità e complessità non sono opposte
Un album può essere immediatamente comprensibile e conservare una notevole profondità. La differenza non sta necessariamente nella quantità delle informazioni, ma nella loro organizzazione.
Thriller, Rumours, Nevermind e Back in Black stabiliscono rapidamente il proprio centro, ma contengono arrangiamenti, microvariazioni e traiettorie capaci di sostenere ascolti ripetuti.
Il pubblico accetta anche le grandi forme
La presenza di The Wall, Bat Out of Hell, American Idiot, …And Justice for All e del White Album dimostra che durata, frammentazione e narrazione non impediscono il successo.
La grande forma diventa accessibile quando offre punti di orientamento: un personaggio, un riff, un tema ricorrente, un ritornello oppure una trasformazione energetica chiaramente percepibile.
Lo streaming modifica il canone
Il consumo digitale favorisce gli album che continuano a generare ascolti attraverso singoli molto popolari. Alcune opere storiche mantengono la propria posizione grazie alla longevità del catalogo; altre, più recenti, recuperano rapidamente terreno attraverso miliardi di riproduzioni.
Per questo la graduatoria non rappresenta soltanto ciò che è stato acquistato, ma anche ciò che continua a essere ascoltato.
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