Questo reboot ormai definitivo del metodo ascolta e pentiti è stato per me soprattutto una palestra e un test delle potenzialità dell’AI generativa.
Tutto il sito è stato scritto con l’aiuto di ChatGPT, Gemini, Claude.
Sono rimasto soprattutto impressionato dall’abilità di Claude di risolvere problemi informatici complicati che avrebbero richiesto una settimana di lavoro uomo in un minuto.
Sono rimasto spaventato dalla sua tendenza a contraddirmi, prendere iniziative e fare cose non richieste, tipo manipolare i miei file per ottenere risultati che esulavano dalla richiesta.
ChatGPT scrive testi se ben istruito di qualità letteraria, inoltre ha una capacità di analisi assurda. Qualità del risultato enorme, ma deve essere portato per la mano come un bambino. Un po’ enfatico, a volta sembra di leggere comizi elettorali o spot pubblicitari.
Gemini è il più rapido a dare risposte rapide alla prima domanda in un secondo. Capisce subito quello che ti serve, meno accurato però di ChatGPT sull’analisi.
Essendo una macchina però nessuna di queste AI prova emozioni e quindi c’è una grande allucinazione nascosta in questi post.
Non è tutto uguale e non è vero che tutte le strategie emozionano nella stessa maniera o addirittura la quinta è la migliore.
Io ho creato questo metodo nel 2003 per recuperare l’orecchio per la musica classica e il jazz che avevo perso durante la scrittura della tesi per troppi ascolti disordinati.
E questo orecchio si allena soprattutto con l’ascolto verticale che è la strategia che porta le sensazioni più forti e le emozioni più viscerali.
In secondo ordine con quello orizzontale.
Il mio punto di vista è molto occidentale ma non è vero che una sinfonia di Beethoven, una fuga di Bach o Giant Steps di Coltrane emozionano come una suite di rumori, una opera minimal, una stratificazioni di ritmi extraeuropea o un disco rock.
Questo non vuol dire che non ci ci possa divertire con altro, o avere esigenze diverse in momenti diversi, o che tutto quello che non sia maestoso e grande debba essere sminuito.
Ma esistono linguaggi più ricchi e dotati di più respiro e maggiore potenzialità.
Questo lo si può provare solo sperimentandolo, non a parole e non sarà una macchina a capirlo.
Il concerto alla Scala di Keith Jarrett per esempio resterà sempre una delle esperienze più forti di ascolto che abbia mai provato. E non è per niente paragonabile come esperienza al Koln concert, che comunque è un ottimo riscaldamento.
Quindi tutto è utile, ma non tutto è uguale.
Poi vabbè io sono un grande fan dei Beatles, guardo tutti gli anni il festival di San Remo, ascolto quello che passa per radio, non sono per niente snob.
Ma non è tutto uguale e solo provando ognuna delle cinque maniere di ascolto potrete sperimentare le differenze e trovare la giusta collocazione ai vostri ascolti e decidere come investire il tempo.
Come diceva Luciano Berio: c’è musica e musica.
La versione, oserei dire enciclopedica, quasi 700 pagine di analisi e classificazioni, del metodo la trovate qui:
https://metodoascoltaepentiti.wordpress.com/
Se siete smanettoni usate il pdf per costruirvi il vostro agente musicolo/critico robot e farvi guidare nei vostri ascolti.
Buone esplorazioni
PS. Il mio "metodo" per "reimparare ad ascoltare" musiche di tutti i generi, trovare delle ancore ed attivarmi è molto piu semplice di quello che sembra: ascolto video dei Radiohead a caso su youtube fin quando "qualcosa" succede e ogni tanto ascolto So What di Miles Davis (che è l'unico vero esercizio del metodo) per divertirmi a capire cosa è successo. Però non è che posso imporre a tutti il mio trucco, perché magari, per mille validissimi votivi i Radiohead non vi stanno simpatici, per questo ho aggiunto quante più schede e monografie possibile, soprattutto nella versione seria per esperti.
Ma pure partendo da Creep, cioè veramente senza ritegno.
Però non è che potevo fare un sito per dire "ascoltare canzoni dei Radiohead a caso e diventerete bravi con tutta la musica che esiste", era un po' poco. Dovevo motivare. E soprattutto offrire delle alternative a chi di Kind of Blue di Miles Davis e dei Radiohead non gliene frega niente.
Per cui in un paio di week end mi sono fatto aiutare dall'AI a creare questo delirio classificatorio di 700 pagine. Ma l'unica cosa che conta quando si ascolta musica è evitare di infilarsi in un vicolo cieco.
Quando ti infili in un vicolo cieco, l'unica cosa che ti resta da fare è diventare un critico musicale, perché vedi il mondo con una prospettiva distorta e devi correggerlo. E passi il tempo a stroncare capolavori e fare la figura del pirla. A tu saresti l'esperto? Annamo bene.
C'è bisogno di leggere una recensione di un critico per spiegare che i Beatles sono bravi? è ovvio...
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