Brian Wilson - Smile

Brian Wilson – Smile

Brian Wilson Presents Smile, pubblicato nel 2004, è la ricostruzione compiuta del progetto che Brian Wilson aveva concepito per i Beach Boys fra il 1966 e il 1967 come seguito di Pet Sounds.

L’opera originaria, composta con il paroliere Van Dyke Parks, avrebbe dovuto montare frammenti registrati separatamente in una grande architettura dedicata all’America, all’infanzia, alla natura e ai quattro elementi. Rimase però incompiuta e divenne uno degli album perduti più celebri della storia della popular music.

Quasi quarant’anni dopo, Wilson tornò su quei materiali insieme a Parks e al tastierista Darian Sahanaja. Il progetto fu organizzato in tre movimenti, presentato dal vivo a Londra nel febbraio 2004 e successivamente registrato con la band che accompagnava Wilson in tournée.

La natura del disco

L’album vive della tensione fra due elementi:

  • la canzone melodica, corale e immediatamente riconoscibile;
  • il frammento inteso come modulo da combinare, interrompere e far ritornare.

Brian Wilson non abbandona la canzone per entrare nell’avanguardia: trasforma la canzone in materiale di montaggio. Melodie, cori, rumori, citazioni, brevi scene e intermezzi strumentali vengono accostati come tessere di un mosaico.

Per questo nello stesso disco convivono la solennità vocale di Our Prayer, la forma mobile di Heroes and Villains, l’orchestrazione di Cabin Essence, la delicatezza di Wonderful, la grande costruzione melodica di Surf’s Up, la violenza sonora di Mrs. O’Leary’s Cow e la luminosità conclusiva di Good Vibrations.

La successione non è casuale. La versione del 2004 riunisce il materiale in tre grandi movimenti: il primo attraversa un’America immaginaria; il secondo entra nel mondo dell’infanzia e della maturazione; il terzo procede attraverso gioco, natura, fuoco e acqua fino alla ricomposizione conclusiva.

Le cinque strategie di ascolto

Pulsivo-ciclica

Molti brani sono costruiti attraverso moduli che ritornano. Ritmi, bassi, sillabe corali e brevi cellule melodiche vengono ripetuti, spostati oppure ricollocati in nuovi contesti.

In Heroes and Villains non troviamo una normale successione fra strofa e ritornello. Il brano avanza collegando episodi differenti, tenuti insieme da motivi ricorrenti e dalla riconoscibilità delle voci.

In Vega-Tables il ciclo acquista un carattere giocoso e percussivo; in Good Vibrations ritornano sezioni che sembrano ogni volta illuminate da una prospettiva diversa.

La ripetizione non serve a immobilizzare la musica. Offre punti di riferimento all’interno di un’opera che cambia continuamente scenario.

Brani principali: Heroes and Villains, Roll Plymouth Rock, Vega-Tables e Good Vibrations.

Che cosa ritorna e come cambia il suo significato quando viene collocato in un ambiente differente?

Lineare-orizzontale

La scrittura melodica di Brian Wilson rimane uno dei punti d’accesso più immediati. Anche nei momenti più frammentari, una linea vocale può attraversare gli spostamenti e dare continuità all’ascolto.

Wonderful procede con una melodia raccolta, apparentemente semplice, ma circondata da armonie vocali e cambiamenti che ne modificano continuamente la luce. Surf’s Up sviluppa invece una linea più ampia e solenne, nella quale melodia, testo e armonia producono una crescente intensità.

In Child Is Father of the Man, una breve idea vocale acquista importanza attraverso la ripetizione e il successivo ritorno dentro Surf’s Up. La linea diventa così anche memoria: ciò che sembrava un frammento autonomo rivela più avanti la propria funzione.

Brani principali: Wonderful, Child Is Father of the Man, Surf’s Up e Good Vibrations.

Dove sta andando la melodia e che cosa riconosco quando una linea ritorna dopo essere scomparsa?

Simultaneo-verticale

La complessità di Smile nasce in gran parte dalle voci. I cori non si limitano ad accompagnare Brian Wilson: costruiscono accordi, controcanti, risposte, masse e combinazioni timbriche.

Our Prayer è il laboratorio più puro. Non esiste una normale base strumentale: la forma nasce interamente dalla disposizione simultanea delle voci. Ogni parte possiede una propria direzione, ma l’insieme viene percepito come un unico organismo armonico.

In Cabin Essence le voci convivono con strumenti acustici, percussioni e improvvisi cambiamenti di densità. In Surf’s Up, il materiale di Child Is Father of the Man riemerge e si sovrappone alla conclusione, trasformando un precedente frammento in elemento strutturale.

Brani principali: Our Prayer, Cabin Essence, Surf’s Up e Good Vibrations.

Quante linee vocali riesco a distinguere e in quale momento smettono di essere parti separate per diventare un unico accordo?

Timbrico-spaziale

Il suono di Smile è costruito come un paesaggio. Voci, fiati, archi, tastiere, percussioni, rumori e strumenti insoliti non producono soltanto note: evocano ambienti, azioni, superfici e movimenti.

Wind Chimes trasforma piccoli attacchi sonori e risonanze in un ambiente fragile. Workshop utilizza rumori di lavoro come materiale ritmico. Mrs. O’Leary’s Cow costruisce invece una scena di incendio attraverso percussioni, densità orchestrale, sirene e crescente instabilità.

Dopo il fuoco arriva l’acqua di In Blue Hawaii: il cambiamento timbrico produce una sensazione di raffreddamento e distensione. I due episodi non devono essere ascoltati soltanto come composizioni autonome, ma come ambienti contrastanti.

Brani principali: Wind Chimes, Workshop, Mrs. O’Leary’s Cow e In Blue Hawaii.

Quando smetto di ascoltare gli strumenti separatamente e comincio a percepire un luogo, un elemento naturale o una scena?

Formale-energetica

È la strategia dominante dell’album. Smile chiede all’ascoltatore di conservare nella memoria melodie, sillabe, colori e frammenti per riconoscer

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