mercoledì 5 settembre 2018

Short list for rockers

Sono passati diversi anni da quando ho revisionato il percorso per sviluppare un orecchio musicale "potente" e il modello psicologico dell'ascolto musicale.
Devo dire che adesso non ragiono più nemmeno a modello, anche se quello del quadrato dei colori è un punto di partenza e ho un'idea più intuitiva del fenomeno della psicologia dell'ascolto.

Ci sono alcuni elementi che hanno la musica dei generi "professionisti" (che per semplicità considero quattro: classica/contemporanea, jazz, indiana, blues) che si possono definire come:

simultaneità/interplay

connessione fra le parti/relazioni a distanza

rapidità di variazione/pensiero/articolazione del fraseggio

L'ultimo è un concetto sottile, non sempre coincide con la velocità di esecuzione, si può fare musica che richiede quel tipo di ascolto anche se non è una cascata rapida di note. Il concetto è più qualcosa legato alla durata del singolo frammento sonoro che noi riusciamo a distinguere come indipendente. Ed è qualcosa che si avverte anche nei passaggi lenti e nelle melodie composte solo da note lunghe.

Alla luce di questi elementi ci sono musicisti catalogati come pop/rock che indubbiamente potenziano le abilità di ascolto, nonostante a volte la semplicità di linguaggio. Alcuni di questi li metto in playlist da diverso tempo a questa parte. Sono per lo più gruppi/artisti chitarristici


Frank Zappa

King Crimson

Santana (sia solista che gruppo)

Eric Clapton (e gruppi/collaborazioni)

Led Zeppelin/Robert Plant

The Aristocrats (il gruppo di Govan, Minnemann, Beller)

Steve Vai

Tim Buckley

Wyatt/Soft machine

Dream Theater/Liquid tension experiment

Emerson, Lake & Palmer/The Nice

John Fahey

Jean Michel Jarre

Grateful dead


a seguire ci metterei artisti decisamente più abbordabili e meno efficaci perché non esprimono compiutamente quelle qualità, anche se sono abbozzate...
George Clinton/Parliament/Funkadelic
Jimi Hendrix
Gentle Giant
James Brown
Bob Dylan
David Bowie
Joni Mitchell
Aerosmith
Bee Gees
Donald Fagen/Steely Dan
Yes
Genesis/Steve Hackett
Syd Barrett
Beatles
Captain Beefheart/Tom Waits
Peter Hammill/Van der graaf generator
Gilmour/Pink Floyd/gruppi tedeschi dei 70/Radiohead
eccetera eccetera la lista diventerebbe inevitabilmente enorme.

Il "trucco" è che si tratta di blues o jazz fusion camuffati in sonorità rock.
In questo "modello ineffabile" (perché si basa sul fiuto) il Miles Davis elettrico è utile tutto, persino quello anni 80 e On the corner.

Italiani? Una short list potrebbe essere più o meno così:

Roberto Murolo
Jula de Palma
Banco del mutuo soccorso
Pino Daniele/Napoli centrale
Perigeo
Alan Sorrenti
Area
Gino Paoli
Angelo Branduardi

Più abbordabili, ma meno efficaci in generale cantautori e gruppi progressivi italiani (per esempio Paolo Conte, De Andrè, PFM, Orme...).

Questa recente selezione è una lista di artisti che hanno quella "forma mentis" che si riconosce persino in frivolezze come Tutu, Maria Maria, Tua e Figli delle stelle.

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