giovedì 17 settembre 2015

Il mondo è fatto a scale



Ho trovato riscontri in diversi articoli di teoria musicale sul fatto che gran parte della musica che prima consideravo celeste è rosa o al massimo un ibrido.
In pratica sono pochissime le scale che un musicista può utilizzare che non spostano l'orientamento del brano verso la direzione orizzontale.

I modi maggiore e minore (ionian ed aeolian) sono tipici della musica blu e celeste e sono pochissime le alterazioni o varianti (in genere chiamate alterazioni cromatiche) a queste scale che non ibridizzano la musica con il rosa.

Per esempio:

la scala napoletana
la scala bebop maggiore
la scala bebop minore

si possono considerare tipicamente celesti.

Già le scale dominanti (o bebop dominante) si possono considerare ibride (modo frigio).

Per quanto riguarda le tone-row (serie) c'è chi sostiene che siano prettamente orizzontali, chi viceversa.

La mia opinione è che dipenda dall'implementazione, soprattutto perché a mio avviso (dopo quasi 13 anni di ascolto di musica "contemporanea") non è proprio vero che tutte le note della serie sono uguali. Nella logica della composizione del pezzo ci sono delle relazioni dominanti fra suoni, cioè delle note che si possono considerare fondamentali ed altre abbellimenti.

6 commenti:

  1. Nella musica classica, dal tardo Medioevo (Machaut) in poi, secondo me non c'è mai nulla di completamente "orizzontale", né di completamente "verticale": sono gradienti diversi di rosa e celeste (agli inizi la situazione era resa ancora più incasinata dalle "fictae", cromatismi aggiunti dagli esecutori nella pratica e che finivano per "verticalizzare" alcune sezioni del brano, soprattutto in cadenza).

    Comunque ultimamente mi sta piacendo molto Bruckner, che dovrebbe essere quasi perfettamente "neutro" ( https://www.youtube.com/watch?v=CIU4m-PWd6U ): fonde benissimo la componente armonica con quella contrappuntistica, e mentre lo si legge nell'uno o nell'altro modo trovo insegni anche l'altro.

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  2. Che ne pensi del Battisti (mio preferito nella musica leggera italiana) con Panella? Sei ancora convinto che non sia all'altezza del periodo Mogol?

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    1. I due dischi che mi sembrano musicalmente più interessanti di Battisti sono Anima Latina e Il nostro caro angelo, che sono un misto di blues, psichedelia e prog.

      Dei tre miei cantautori preferiti degli anni 70 (Battisti, Battiato e Sorrenti), mi sembra che solo il "maestro" abbia attraversato gli anni 80 senza scadere troppo.

      Un discorso a parte andrebbe fatta per Paolo Conte e De André che sono stati sempre su livelli alti, meno legati forse alle mode ed agli stili del tempo.

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    2. Se dovessi assegnare un "colore" ai dischi di battisti direi che sono Blu quelli del periodo Mogol, Rossi quelli del periodo successivo, Rosa i due prima citati.

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    3. Boh forse sono ancora immaturo come ascoltatore ma mi rivedo di piu nei tuoi vecchi post...
      Comunque di fatto battisti non ha seguito la moda, e il suo calo di successo lo dimostra, ha fatto quello che voleva. Fino a ieri anima latina era il mio preferito, adesso i bianchi mi stanno aprendo un mondo, forse anche per i testi...
      Poi boh... qualche giorno fa mi sono ascoltato tutto nursery cryme e poco dopo tutto Emozioni, mi sembrava piu figo e complesso da ascoltare Emozioni...

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    4. Diciamo che per me battisti sta all'italia come i beatles all'inghilterra.... solo che lui ha fatto tutta la vita a sperimentare, non ci sono 2 album uguali...

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