domenica 19 luglio 2015

The hybrid takes it all

Molti di voi si ricorderanno le porte della percezione, quei dischi o quegli autori che, nel vecchio modello dei livelli di complessità, vi permettevano di aumentare le abilità o di cambiare gusto senza accorgervene.

La caratteristica fondamentale era che era possibile per più categorie di ascoltatori trovare una sorgente di interesse e di piacere. Non pensate che i musicisti non ne siano consapevoli ed è un fenomeno che risulta amplificato soprattutto nella musica d'insieme.

Revisionando le pillole, per vedere se fossero efficienti (stavo avendo  qualche dubbio sulla pillola rosa, troppo progressive rock forse, ma alla fine mi sembra esserci quello che serve), e rileggendo il post ultimo (non è il mio genere) sull'effetto loffio che hanno musiche del colore diverso da quello dell'ascoltatore, ho ripensato a quel vecchio concetto.

Le vecchie porte della percezione ora sono i cosidetti brani o dischi o interi autori ibridi.

Il fenomeno non si limita a destra vs sinistra ovvero rosa e celeste contemporaneamente, oppure rosso e blu. Ma esistono anche altre  casistiche.

Partiamo infatti dalla pillola BLU e l'effetto che potrebbe fare su un ascoltatore ROSA al primo run.

Decisamente faticoso oserei dire ;)




Tuttavia anche ad un primo tentativo l'ascoltatore rosa potrà accorgersi che qualche brano lo apprezza di più.

Vi anticipo che ascoltando la compilation degli ABBA (che per un orecchio rosa dovrebbe risultare una mattonata allucinante) ci sarà almeno un brano, in particolare The winner takes it all che potrebbe gradire più di altri. Anzi considerare palesemente il migliore o il più interessante.

Si tratta infatti di un ibrido fra blu e rosa. Lo stesso discorso si potrebbe fare per Smooth Criminal di Michael Jackson all'interno della sua discografia.

Anche molto blues (penso per esempio a certe cose dei Cream e Clapton, ma soprattutto molti standard degli autori tradizionali) possono considerarsi ibridi fra rosa e blu, a causa del classico giro armonico tonale.

Così come analizzando la pillola rosa, andando verso la fine un ascoltatore celeste potrebbe trovare già qualcosa di interessante nelle Goldberg registrate da Gould nel 1955 (le variazioni Goldberg sono fantastiche per il mio modello: sono l'ibrido perfetto ed ogni interprete ne sottolinea diversi aspetti).

Il paradosso è che per un ascoltatore celeste il brano più facile dovrebbe risultare proprio l'ultimo (Messiaen).

Un altro esempio.
Oggi stavo proprio guardando  un concerto di Ludovico Einaudi alla Royal Albert Hall e di fatto era progressive rock strumentale, musica rosa.
Tuttavia aveva elementi tali per cui anche un ascoltatore rosso avrebbe potuto apprezzare, così come anche un ascoltatore blu.

Anche gli ultimi due dischi dei Radiohead (In Rainbows e King of Limbs) hanno una caratteristica simile (ibrido rosso-rosa-blu) così come la musica di Steve Reich è un esempio di minimalismo che può essere apprezzato persino da chi ha un orecchio celeste.

La pillola neutra è costruita su un set di ibridi formidabile, ma in generale chi ha poca voglia di forzarsi può sfruttare gli ibridi per apprendere  nuove strategia di ascolto senza fatica.

A love supreme di Coltrane, Kind of blue di Davis, la sagra della primavera di Stravinskij, Hot rats di Zappa, le quattro stagioni di Vivaldi, le variazioni Goldberg, Close to the edge degli Yes, Orme, Queen, Gentle Giant, Buddy Guy e Santana, tutto l'Eric Dolphy e l'Ornette Coleman possibile... sono alcuni esempi di ibridi interessanti.

La pillola neutra è un insieme  formidabile e calibrato  di ibridi per espandere le vostre capacità di ascolto oltre ogni limite.

14 commenti:

  1. Con tutto il rispetto per Springsteen e gli U2, a me la "rossa" e "blu" non interessa... Volevo capire se ascoltare spesso gli ibridi (tipo quelli citati verso la fine dell'articolo) aiuta a mantenere la sensibilità sia verso la celeste che la rosa, oltre alla ibrida stessa ovviamente...
    Tra l'altro io che non ho mai seguito i tuoi esercizi, stavo pensando di farli perché mi sto accorgendo che da proggarolo che ero i miei ascolti principali sono proprio quelli che hai menzionato... Non è che sto facendo un passaggio naturale da corallo ad azzurro?
    In particolare i primi 4 dischi che hai scritto più le goldberg (schiff) e santana dominano parecchio i miei ultimi ascolti... Ma anche petrushka, il ma mere l'oye di ravel (bolero in particolare) e certo debussy... Le goldberg mi rendo conto di preferire quelle più melodiche... Forse anche perché non ho una reale dipendenza delle linee...
    Anche saxophone colossus è un ibrido?

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    1. Saxophone colossus lo metto proprio adesso per agevolare la risposta, anche perché non me lo ricordo xD.

      Le Goldberg come dicevo sono interessanti perché appunto ne esistono varie versioni con diverse sensibilità.

      La versione di Gould del 51 è una di quelle che più accentua la parte contrappuntistica, lineare, quella di fine carriera sua (anni 80) è più equilibrata.

      Paradossalmente la versione di Jarrett, pur essendo un jazzista è una di quelle più "pesanti" che conosca (accentua la parte armonica e quindi celeste).

      Schiff suona Bach mettendo l'armonia in piena evidenza. Almeno il suo clavicembalo ben temperato è una delle versioni più pesanti che conosca.

      Sonny Rollins è un jazzista che suona una musica molto tradizionale, a differenza di Davis o Coltrane per esempio, e molto vicina a Parker.

      Quindi celeste. Tuttavia il jazz in genere vuoi per il suono di batteria, vuoi per gli standard blues, spesso attira più tipologie di ascoltatori. Ci sono ballad che possono essere ascoltate anche da chi ama il blu per esempio. Oppure assoli con una forte componente modale o blues che possono essere ascoltati da chi è rosa.

      Saxophone colossus ha in inizio (St Thomas) una vamp di basso e percussioni che può piacere persino a chi ha orecchio rosso ed una buona melodia che dialoga con il basso e può interessare chi è rosa. Ma già dopo un minuto quando il pianoforte entra... la vedo dura... insomma secondo me Rollins è un musicista che stimola molto l'orecchio celeste.



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    2. Rispondo alla prima parte della domanda. È più probabile che tu possa conservare una certa duttilità ascoltando anche ibridi che solo musiche che desiderano un approccio privilegiato.

      Mesi di Haydn, Mozart adulto e Beethoven oppure di be bop più rigoroso possono atrofizzare certi muscoli celebrali. Paradossale ma vero. Non che l'elemento contrappuntistico non sia presente in questi musicisti, così come parallelamente non è del tutto vero che l'armonia sia assente nei musicisti rosa.

      Tuttavia quello che conta è chi "comanda" ovvero chi prevale, che spinge il nostro cervello a fare azioni diverse.

      Nel mio modello, in un certo senso, tutta la musica è tonale ovvero l'emozione nasce dal riconoscere gli intervalli fra i suoni (terza, quarta, tritono eccetera). Tuttavia la principale differenza psicologica fra rosa e celeste (quella fra scuri e chiari è più semplice da spiegare: gli scuri ascoltano un suono per volta e mettono gli altri sullo sfondo: saltellano, mentre i chiari trattano i suoni contemporaneamente; fanno più cose insieme) è la priorità.

      Un ascoltatore rosa è molto più predisposto a riconoscere relazioni in orizzontale e dà meno importanza (si distrae più facilmente) nella direzione verticale.

      Un ascoltatore celeste dà molta più importanza a riconoscere intervalli in verticale (anche e soprattutto fra strumenti diversi).

      Se una persona ascolta esclusivamente musica in cui una delle due azioni (scansionare intervalli in orizzontale o in verticale) è superflua si sentirà MOLTO spiazzato nel tornare indietro.

      Per esempio mi hai detto che ascolti molto Santana recentemente, pur essendo un musicista che ama molti chitarristi rosa (Page su tutti) lui non ignora mai la componente verticale.

      Dopo un disco di Santana, se trovi un certo fastidio a passare a certe cose di Clapton, per esempio Derek & the dominoes, molto più evidente l'effetto se provi i Led Zeppelin vuol dire che per te in questo momento ascoltare con la strategia celeste (o blu) è più naturale.

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    3. Se prendi una qualunque storia della musica classica (io suggerisco i libri verdi della società di musicologia o volendo una cosa più breve il Mila) si definisce il periodo classico (quello che io considero celeste per eccellenza) come derivante dal recupero del contrappunto, dopo che era stato in gran parte dimenticato dallo stile galante (intorno alla metà del 700).

      Il recupero tuttavia non è stato totale (come nel barocco in cui c'era un maggior compromesso): nei tre stessi autori classici per eccellenza - Mozart, Haydn, Beethoven così come nei lirici italiani o nei romantici dell'800 - il vero driver emozionale rimane l'armonia.

      Nell'intro del Don Giovanni di Mozart quelli che fanno sciogliere il sangue nelle vene sono gli accordi iniziali.

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    4. quindi in sostanza per non stagnarsi su una tipologia di ascolto la cosa migliore sarebbe variare tra rosa/celeste/ibrida? O magari se faccio fatica a switchare tra i 2 colori mi sparo un po' di contemporanea...
      Vorrei invece riprendere il discorso sugli intervalli... personalmente (però sono molto principiante come ascoltatore....) l'emozione/piacere viene anche da ritmo, timbro, dinamica, raramente il testo, ecc... non mi limito al riconoscimento dell'intervallo, forse anche perchè di teoria musicale non so niente quindi per me terza, quarta, tritono sono arabo... oppure è una cosa inconscia?

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    5. Inconscia. I dettagli tecnici servono per produrla la musica, non per ascoltarla.

      Ovviamente ci sono timbro, ritmo eccetera... testo (come dimenticarlo?) ma anche quelli in parte ... sono fatti di note ;)

      Riguardo gli ibridi un esempio estremo di ibrido è il terzo movimento dell'Inverno di Vivaldi. A seconda delle edizioni viene chiamato Allegro o Presto (per distinguerlo dal primo movimento che è un Allegro anche lui).

      In molte edizioni non tradizionali questo aspetto non si vede, ma nella maggioranza delle edizioni filologiche sì: il brano ha una forte componente rossa.

      Si può considerare un brano ambient molto vitaminizzato xD.

      Ha una successione di note basse che suonano da bordone per gran parte del pezzo (il cosiddetto drone), cosa che dovrebbe mandare in sollucchero la maggior parte degli ascoltatori rossi e rosa.

      Un gioco divertente è vedere se questo movimento delle quattro stagioni è la cosa che vi piace di più (o l'unica che riuscite ad ascoltare senza annoiarvi).

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    6. Che resti tra noi, ora le 4 stagioni non le ascolto dalle medie (ho 18 anni), ma ti giuro che mi ricordo che mi sembravano troppo "commerciali" (???) e non le ho piu riprese...
      Le ho riascoltate qualche mese fa, ma fatte su chitarra elettrica da un bodybuilder ahah

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    7. Che resti fra noi, oggi ho visto tutti i video di Katy Perry su youtube; geniale l'ultimo Dark Horse, probabilmente musica rossa: dopo Webern suonato da Gould ci stava bene.

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    8. Per esempio anche la canzone che ha vinto quest'anno il festival (Grande amore interpretata dal Volo) mi sembra un ibrido rosso/blu. Ad orecchio mi sembra blu, però la presenza massiccia di accordi sus2 sus4 potrebbe indicare un tentativo di imitare i brani più orecchiabili di Dark side of the moon.

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    9. No ti prego non puoi paragonarmi sanremo a un disco a cui sono trooppo affezionato... e a un gruppo a cui sono ancora piu affezionato!! Ahah piango
      Ma watermelon in easter hay è musica classica?

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    10. No, è un pezzo fusion. Un ibrido fra rosa e celeste direi.

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    11. Su watermelon non c'è consenso sull'analisi. Molti dicono che l'armonia è costruita su una scala lydia. Per cui si accende il rosa di sicuro. Il basso, il vibrafono e gli arpeggi (e non dimentichiamo le campane) mi sembrano costruire però un solido sostegno armonico. L'effetto è quello appunto di molta fusion ibrida o jazz modale se preferisci. Una via di mezzo fra il Miles Davis di Kind of Blue e il Frisell più pesante.

      Gran pezzo comunque. La versione di Guitar anche da ascoltare.

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    12. Sai, il tuo commento sui Floyd mi ha fatto riflettere su una cosa che forse ho dato per scontato: nella pillola neutra Dark Side e il bolero di Ravel coprono la zona Minimalismo & Musica leggera. Quindi sono ibridi fra rosso e blu, mentre Kind of blue e Skies of America coprono celeste & rosa. In particolare Coleman la parte atonale.

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    13. Che poi Skies of America non è atonale, strettamente parlando. Però è talmente difficile che passare a Berg e Stockhausen dopo, è quasi un bicchiere d'aranciata...

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