venerdì 18 dicembre 2015

Appendice al floydometro


Donald Draper non è d'accordo con la presente analisi



Io odio Yes, ELP, Genesis 
e King Crimson, in quest'ordine
David Gilmour

Io non sono mai stato un bassista
e non mi interessa esserlo.
Roger Waters








Quale è il disco dei Pink Floyd che ascoltate più spesso?

Orecchio chiaro:

The final cut
Animals
Lavori solisti di Barrett
The piper
A saucerful of secrets
Live at Pompei
Wish you were here
Atom Heart Mother Live 2012 (Orchestre Philharmonique de Radio France with Ron Geesin)

Orecchio quasi chiaro:

Music from the film More
Dark side of the moon
Atom Heart Mother (suite)
Ummagumma
Echoes (da Meddle)


Orecchio scuro:

Obscured by clouds
The Wall
A momentary lapse of reason
The endless river
The division bell
Pulse



Ricordo il Floydometro (testa Corallo vs Azzurro cioè Rosso/Rosa vs Blu/Celeste)




Corallo:
The piper at the gates of dawn
Animals
A saucerful of Secrets
Live at pompei
Atom Heart Mother
Meddle
Wish you were here
Obscured by clouds
Ummagumma
More

Ibridi corallo/azzurro:
Dark side
The wall
The endless river
Pulse


azzurro:
The final cut
The division bell
A momentary lapse of reason




Corallo Chiaro  = rosa
Corallo Scuro   = rosso
Azzurro Chiaro = celeste
Azzurro Scuro  = blu

Notare come Dark side sia l'emblema del quasi...  quasi musica leggera, quasi musica minimalista, quasi progressive rock, quasi blues ...

Onestamente, dopo aver provato una qualunque fra le due pillole (rosa o celeste), la discografia dei Pink Floyd nel suo complesso offre all'ascoltatore, che ha implementato una delle due strategie di ascolto chiare, il serio problema di mancanza di linea di basso* da seguire.



Quindi una risposta coerente con l'ascolto rosa e celeste alla domanda di cui sopra è nessuno.
Cioè smettere di ascoltare i Pink Floyd può essere visto come un segnale di acquisizione di una delle due strategie di ascolto chiare.

Il che non è un difetto, ma una semplice caratteristica, perché non è detto che per fare rock and roll, musica pop o minimalismo ci sia bisogno di un determinato tipo di sostegno armonico, quanto piuttosto di riff e loop energizzanti o ipnotici.

Però qualcosa potrebbe ancora funzionare... soprattutto quando le tastiere o l'orchestra ci mettono una pezza. Ma non vi farà tutto questo grande effetto...

Facciamola breve: i Pink Floyd non sono formalmente, ai fini del mio metodo, né un gruppo prog, né un gruppo blues.  Si ascoltano con lo stesso orecchio con cui si ascoltano il pop ed il rock più semplice e non con l'orecchio con cui si apprezzano altri generi più tecnici.
Per godere della musica dei Pink Floyd, non bisogna, quindi, avere un approccio mentale molto diverso da quello che si ha quando si mette su un disco dei Velvet Underground o di Alicia Keys.

Per circa 10 anni ho tenuto tutti i dischi dei Floyd in una scatola, tranne The final cut che avevo ignorato da sempre e si era rivelato niente male all'improvviso.
Animals l'ho ricomprato nel 2005 in un momento di nostalgia (ed ora capisco perché).

*A latere, come curiosità, si può notare come nella versione dei Dream theater di Dark side, l'unico che sembra andare un poco per i fatti suoi, rispetto all'originale è John Myung.

25 commenti:

  1. Live at pompeii scuro? O certo ummagamma...
    È un pezzo che non li ascolto a parte dark side e qualcosa qua e la, ma ricordo che il live at pompeii è l'ultima cosa che ho abbandonato..
    Comunque tutta colpa di ruggero...

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    1. Ummagumma non lo tocco da una vita. Ricordo che alcuni pezzi dal vivo erano leggermente più minimali delle versioni in studio.

      Invece teneva bene il pezzo in studio di Wright.
      Pompei prima o poi dovrò riprenderlo.

      Al massimo potrei metterli entrambi nel "quasi".

      Però c'è una differenza fra il quasi della prima selezione (quasi chiaro) ed il quasi della seconda.

      quando dico ibrido fra corallo e azzurro o se preferisci fra destra e sinistra del mio schemino vuol dire che ci sono entrambe le caratteristiche.

      Ed in fondo, anche leggendo le analisi su musicisti e brani fatte da professionisti, è molto opinabile: è tonale, quale tonalità? è modale? è ibrido?

      Si può discutere.

      Invece la classificazione è polifonico sì o no è molto meno opinabile. Perché si tratta di contare: ci sono due linee "vere"?

      Il quasi chiaro è una maniera come un'altra per dire "Non è chiaro".

      Prova l'esercizio della pillola rosa (la playlist) e prova a mettere Pompeii o Ummagumma dopo. Mi dirai tu ...

      Se ricordi io all'inizio usavo the piper come primo elemento dell'esercizio. Mi sono reso conto che non era un equilibrio, perché quando arrivavo in fondo e provavo a riavvolgere trovavo un senso di fatica e fastidio.
      Ora le due pillole rosa e celeste hanno aumentato molto l'isolamento e quindi potrebbero anche essere lanciate in shuffle.

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  2. Sei sicuro che Dark Side c'entri con gli altri tre? Comuque quasi chiaro per me.

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    1. Ci sono un paio di tracce di The piper (Gnome, Chapter 24) che dovrebbero essere più resistenti di altre ad un ascolto "chiaro".

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    2. In ogni caso, a differenza dei gradi di percezione, che erano delle complete supercazzole (ed infatti erano scarsamente predittive e mi obbligavano a liste infinite) le "pillole" si basano su concetti condivisi, per cui anche se dovesse scapparmi una scarola qua o là c'è spazio per parlarne con qualche musicista/compositore/jazzista e trovare una soluzione.

      Polifonico si/no, armonia tonale vs modale, contrappunto lineare vs sviluppo verticale sono concetti di cui si può discutere o leggere. 1.5, 2.0 no xD

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  3. Ma dove le trovi certe frasi come quella di Gilmour? Sono vere?

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    1. tendenzialmente io non leggo mai recensioni, ma sono estremamente avido di interviste a musicisti...

      nella stessa intervista dice che gli piacciono i sex pistols xD

      http://www.brain-damage.co.uk/david-gilmour-interviews/june-1999-q-magazine.html

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    2. Ahah oddio mi spieghi come fa ad essere fan di radiohead ed apprezzare i sex pistols contemporaneamente???
      Comunque per tocco/espressività è indibbiamente il mio preferito. Purtroppo o per fortuna conta relativamente poco nella musica...
      Resta il fatto che ci.sono fortemente affezionato... forse anche perchè essendo io un chitarrista elettrico amo davvero la sua ricerca del suono attraverso la strumentazione... anche se a chi ascolta musica e basta non gliene puo fregar di meno...
      Curiosita: On an island è un ibrido?
      Intanto attendo il nuovo 'Rattle that lock' ma mi sa tanto da roba pop...

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    3. Fan dei radiohead ma dice chiaramente che ok computer è troppo pesante e preferisce the bends.

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    4. Comunque l'approccio che ho e che questo sito ora propone è diverso dal passato.

      Il fatto che un artista o un brano musicale sia rosso, rosa o blu è solo un'attribuzione di meta-genere o se preferisci di grammatica. Non di qualità.

      Ho appena passato l'attribuzione di To tame a land degli Iron da rosa a rosso, ma resta sempre un capolavoro IMHO...

      Quindi il fatto che nel modello attuale definito dalla nuova pillola rosa (evento che ha portato anche il libro ad avere per la prima volta la versione 1.0) i Pink Floyd appartengono al reparto Minimalismo e/o musica leggera non toglie niente alla bellezza dei loro dischi.

      Così come non posso affermare che siano veramente belli (quando riesco ad ascoltarli) i lavori di Michael Jackson e Nick Drake.

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  4. Beh piano... saranno capolavori "rossi" o "blu" ma ascoltare coltrane o bach è decisamente piu emozionante... che poi siano piu difficile da capire è un'altro discorso.
    La carriera dei Floyd è indubbiamente piena di capolavori, se lasciati nel loro contesto, ma chessò le goldberg sono un capolavoro della musica tutta.
    E lo dico da ignorante perchè ascolto jazz, classica,rock e spesso mi piace tutto senza cogliere il perchè qualcosa è effettivamente un capolavoro.. infatti non ho mai provato piacere estatico o pensieri trasmessi dall'artista con la sola musica... probabilmente sono ancora immaturo ma immagino dove arriverò...
    Non capisco invece perchè dopo aver capito certa musica ti sei rimesso ad ascoltare chessò i Velvet o katy perry

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    1. Un po' per curiosità, un po' per sistemare la teoria e/o il libro.
      Purtroppo inizio a capire la frustrazione di certi critici/giornalisti/blogger.

      Se fai un certo "mestiere" ti tocca ascoltare un sacco di roba di cui non te frega niente...

      Poi non si campa di sole aragoste...

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  5. Capito... però io mi sento una ciofeca che ascolto stravinsky e i jethro tull e mi piacciono tutti e due... c'è mi piace troppa musica e non riesco a trovare l'eargasm in stravinsky e la noia nei jethro... al massimo colgo che il primo é più vario ma a livello emotivo/di poacere non colgo grandi differenze...
    A volte tutto ciò mi sembra frustrante...

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    1. se vuoi capire la differenza fra stravinskij e jethro tull in maniera più marcata fai l'esercizio della pillola celeste (c'è pure la playlist su youtube). Mettila anche in sottofondo e cerca di arrivare alla fine.

      La prima volta ti sentirai disorientato, al secondo giro (magari domani) ti accorgerai che sarà leggermente cambiata la tua maniera di ascoltare e ti sarà più facile.

      Da lì è tutto in discesa...

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    2. poi comunque i jethro tull (di cui mea culpa non parlo mai) fanno musica che sicuramente è molto utile ascoltare se si vuole migliorare.

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    3. Ah per fortuna :)
      Comunque ho fatto un esempio prog ma avrei potuto metterci hendrix o santana magari...
      Il mio problema delle pillole è che raramente ho un giorno per ascoltare cosi tanto tempo di fila.... su youtube poi ascolto poco, magari qualche brano ma raramente piu di 10-20 min di fila.. solitamente ascolto su cd, e di cd effettivamente miei ne avrò una decina... di cui alcuni regalati...
      Ma lo dicevi anche tu: meglio pochi cd e capirli bene che 1000 ascoltati una volta sola :)

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    4. va bene anche un poco al giorno, fin quando non ti sarà tutto "chiaro"

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    5. Ahah ok, magari diluisco le pillole in piu giorni... l'importante è ascoltare

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    6. Sì l'importante è arrivare al punto in cui tutti i brani della stessa playlist ti risultano "facili".

      E' proprio questo il senso: non è difficile o faticoso ascoltare, ma cambiare.

      Una volta che hai implementato una strategia, tutto quello che è compatibile ti risulterà facile e immediato. Non solo te ne accorgerai da solo perché tutti i suoni avranno nella tua testa una loro logica.

      Questa vale per tutte e 4 le pillole principali. La neutra ha un altro effetto, cioè quello di darti per poche ore l'universalità. Quella (purtroppo) funziona solo se riesci ad arrivare in fondo in una botta sola.

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    7. Poi almeno la prima volta, non forzare troppo. Se c'è qualche brano che per qualche motivo misterioso ti viene più facile, parti da quello.

      Ti faccio un esempio: nella pillola celeste non è detto che Mozart sia il più semplice per te, potrebbe anche essere il più noioso e magari potresti partire da Coltrane (per il semplice fatto che c'è la batteria o perché diverse melodie sono modali e quindi somiglianti vagamente ad un assolo di chitarra).

      Magari per chi viene dalla musica leggera radiofonica o dal progressive rock, Mozart è il più semplice.

      Considerami pazzo ma credo che per me il brano più accessibile della celeste è proprio Boulez hahahaha

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    8. Con questo caveat: è vero che ci saranno cose più accessibili, ma probabilmente le stai ascoltando nella maniera sbagliata.

      FIn quando non farai lo switch ... il che te ne accorgerai quando tutta la playlist funzionerà "gratis".

      E' pieno di gente che ascolta i Beatles o Hendrix ... ma non è detto che lo facciano nella maniera "rosa".

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  6. Infatti srcondo me è un po il limite del metodo... nel senso che funziona anche, ma poi entrano in gioco troppe variabili... un ascoltatore di katy perry troverà un palla assoluta il gregoriano, nonostante questo sia quasi piu semplice, e succede (credo..) per un discorso timbrico, o magari il contesto religioso a cui oggi spesso ci si "oppone"... allo stesso modo dici che un blu (maggior parte del pop da radio?) accede piu facilmente alla celeste... secondo me riesce ad ascoltare musica romantica (vedo alcuni amici, ma sembra piu per dire "ascolto classica" e fare l'intellettuale...) ma piazzarlo davanti a un Charlie Parker sarà un'agonia!

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  7. Io non metto in discussione la teoria dei colori, ma tutto il rock prog che ho avuto occasione di ascoltare mi sembra musica deprimente, o per usare termini piu` oggettivi, musica che, invece di incentivarne la produzione, manda in acido il latte delle mucche.

    Forse ho del dna bovino in corpo, ma non riesco neanche ad approcciarmi a musica di questo tipo, cioe` mi piacerebbe, indipendentemente dal genere o dal colore, avere sensazioni positive, come quando ascolto compositori "cow-friendly", come Piccinni:

    https://www.youtube.com/watch?v=0a9JXnmQQ9M

    https://www.youtube.com/watch?v=eLQStX2Wg4o

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  8. Quella dell'ascoltatore totale è una utopia.
    E' normale, alla fine, se si segue l'istinto specializzarsi.

    Non è detto nemmeno che si riesca ad avere la sensibilità a TUTTA la musica appartenente ad uno dei quattro colori.
    Anche se espandersi all'interno del proprio colore è la cosa meno faticosa e più naturale.

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  9. Dopo 15 anni che conosco i Pink Floyd ho ascoltato the final cut, non è male dai!

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