mercoledì 27 agosto 2014

L'ascoltatore totale

E' ora di tracciare un bilancio dell'ascoltaepentiti revolution di giugno/luglio 2014.

All'inizio (2002/3) ho creduto che un ascoltatore più aumentasse la sua esperienza più diventasse picky, esigente  in una maniera peculiare. In quella descrizione che avevo in mente del percorso degli appassionati di musica, l'ascoltatore evoluto era destinato a diventare snob non perché avesse un range di scelta maggiore, ma perché diventato sensibile a musiche più evolute e refrattario a musiche meno evolute. Addirittura al punto di provare fastidio fisico (mal di testa, nausea, desiderio di spegnere la sorgente sonora).

Invece ho verificato, sia osservando meglio la realtà, che facendo esperimenti su me stesso o alcuni amici che non è affatto così: un ascoltatore può prendere qualunque direzione in qualunque momento della sua vita. Non c'è una progressione lineare (una scala dei livelli di percezione o di esperienza percorribile in un solo verso).





Ho quindi (2012/13) pensato però che si dovesse compiere una scelta in un senso o nell'altro, ovvero specializzarsi per ottenere il massimo del piacere possibile e che fosse molto conveniente compiere delle scelte. Dal momento che i vari stili musicali sembravano avere una incompatibilità psicologica.

Questo è stato un errore ed è stato sperimentalmente confutato dalla creazione della pillola neutra, il massimo della tecnologia ascoltaepentiti, dopo aver avuto successo nella definizione di una pillola celeste ed una pillola rosa.

Infatti un ascoltatore che è del tutto insensibile (prova fastidio) di fronte a certi stili musicali o generi è un ascoltatore fazioso che ha in realtà diminuito le sue capacità di ascolto.

Un ascoltatore perfetto è invece perfettamente flessibile di fronte ai vari linguaggi ed in tempo rapido (pochi secondi) sa agganciarsi alla musica indipendentemente dallo stile, il linguaggio, la complessità.

Questo non vuol dire che non abbia capacità di scelta, anzi ha maggiore capacità di scelta, questo perché solo chi sa davvero vedere cosa c'è dentro un brano musicale ha il diritto di giudicarlo ed il potere di stabilire delle graduatorie (il solito voto) che siano il più vicino possibile all'obiettività (ovvero trasmettibili ad altri).

In effetti non tutti gli stili musicali o i linguaggi hanno la stessa valenza espressiva, ma questo non ha importanza, perché un ascoltatore totale sa estrarre il contenuto emozionale da qualunque brano che sia apprezzabile da almeno un essere umano nella storia della musica. Questo contenuto potrà anche essere banale o scarso come in molta musica a cui l'ascoltatore totale dedica poca attenzione,  ma non può essere assente.

L'ascoltatore totale esiste secondo i miei esperimenti.

E' purtroppo fragile, ovvero passare diverse giornate su uno stile o su una caratteristica della musica lentamente ci renderà meno abili a capire stili decisamente antitetici perché per pigrizia diventiamo sensibili o attenti solo a determinati parametri (per capire quali sono questi parametri leggere Come ascoltare la musica - Aaron Copland).

Per esempio semplificando ho elaborato la metafora dei quattro colori in cui associo ai due parametri scelti (sviluppo orizzontale e sviluppo verticale, semplicità e complessità/stratificazione) dei nomi (celeste, rosa, blu, rosso). Per cui chi in un particolare momento della sua vita si specializza su musiche celesti tenderà ad avere enormi difficoltà con le musiche rosse.

Ma l'obiettivo è diventare trasparenti.

Su me stesso ho verificato che quando l'ascoltatore ha delle preferenze tende con la sua coscienza a compiere determinate azioni, a cercare determinati stimoli.
Quando invece diventa completamente trasparente l'ascoltatore smette di fare qualunque cosa e la sua coscienza si annulla, la musica fluisce senza resistenza alcuna.

Molta musica moderna (alcuni tipi di jazz dagli anni 60 in poi, gran parte della musica accademica del 900, certo rock avant-prog anni 70) inoltre richiede che l'ascoltatore sia flessibile perché il compositore/musicista a sua volta cambia stile molte volte nel corso della sua carriera o addirittura all'interno di una stessa opera/disco.

Alcuni musicisti famosi hanno cambiato spesso "colore", pur mantenendo elevata la qualità, e sono una buona cartina di tornasole per verificare la vostra flessibilità.

Esempi:
Beatles
Pink Floyd
Radiohead

Miles Davis
Keith Jarrett
Pat Metheny

Igor Stravinskij
Olivier Messiaen
Gyorgy Ligeti

Frank Zappa
John Zorn
Robert Fripp

Uno stress test può essere passare rapidamente da uno stile ad un altro antitetico:
Velvet Underground - Anton Bruckner
Jimi Hendrix - Alicia Keys
John Cage - Michael Jackson
Alban Berg - Sonic Youth
Charlie Parker - Morton Feldman
Dream Theater - Paul McCartney


o verificare che non si hanno problemi a completare sia la pillola rosa che la pillola celeste.

A parte variare la dieta, consiglio la sequenza che io chiamo pillola neutra: è una playlist che ho creato e che ascoltata in ordine tende ad eliminare la specializzazione temporaneamente (qualche settimana).

Si compone di due canzoni di riscaldamento (Live to tell di Madonna e Dune mosse di Zucchero) più gli album


Ornette Coleman - Skies of america

Provatela ogni volta che siete desiderosi di sperimentare qualche nuovo artista o nuovo genere. 

Ascoltata di seguito senza interruzioni (per esempio tre o quattro volte all'anno) vi renderà le esperienze di ascolto (di qualunque genere o artista) molto più gratificanti.

Una spiegazione del perché funziona è contenuta in questo riassunto teorico, tuttavia suggerisco la lettura di:

Aaron Copland - Come ascoltare la musica
Alex Ross - Il resto è rumore

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