sabato 21 giugno 2014

La pillola rosa

Piece of mind degli Iron maiden è il disco 
più bello della storia del rock progressivo
John Petrucci

Actually I get more surprises listening to a 'Queen' album
than I get out of Jimi Hendrix's albums.
Some of the things that they're doing mix-wise
on these albums are very difficult.

Frank Zappa


Siccome credo nel libero arbitrio voglio tentare anche un set di 4 esercizi per diventare rosa (e non celesti).
Mi baserò sul buon senso siccome non provo alcun piacere da queste musiche.

Analiticamente un set di esercizi capace di mettervi in condizione di diventare sensibili a tutto lo spazio modale comprende (in ordine di difficoltà):

Iron Maiden - Piece of mind
Syd Barrett - Opel
G. P. da Palestrina - Motets for 5 voices
Anthony Braxton - Alto Saxophone Improvisations

Mi dovete un caffè perchè per selezionare sta roba mi è venuta una emicrania allucinante.

La ricetta della pillola celeste (spazio tonale):
Mozart concerto 24: facile
Queen Innuendo (il disco): medio
Coleman Soapsuds soapsuds: difficile
Zappa Civilization Phase III: impossibile :)

Ora mi serve un pazzo che le provi entrambe contemporaneamente così dimostro che è impossibile.
Certo rimarrà rovinato per sempre, ma per amore della scienza questo ed altro :)

In generale i chitarristi heavy metal studiano (molto, pure troppo) la teoria modale. I produttori di black music la teoria tonale. E' difficile trovare uno che sia fan contemporaneamente di rap e metal.

Il faccione di Donald Fagen in copertina risulta quantomai azzeccato perché anche lui come i Beatles si muove in uno spazio un poco ambiguo a cavallo fra i due.
Lo stesso vale per alcuni evergreen come Little Wing di Hendrix o Stairway to heaven dei Led Zeppelin o Comfortably Numb dei Pink Floyd o Space Dye Vest dei Dream Theater.
Siccome gli "ambigui" suonano fastidiosi a chi ha acquisito pienamente un orecchio celeste li ho classificati in tutti i test come rosa. (Di molti brani ambigui tra cui quasi tutto il songbook dei Beatles esistono cover celesti).

All'inizio ero convinto che fosse molto difficile, dalle mie ultime analisi sono arrivato alla conclusione che imparare il linguaggio tonale non è tutta questa impresa di Cristoforo Colombo. Un ascoltatore può fare passi da gigante anche studiando questa canzoncina che va tanto di moda in queste settimane:



Non è affatto l'impresa di Cristoforo Colombo...

49 commenti:

  1. Eccoti servito.
    http://utilefutile.glamour.it/files/2012/06/caffe.jpg

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  2. A me sembra che tu stia usando i termini in maniera impropria. Cosa intendi tu per "modale" e "tonale"?

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    1. L'unico che ha usato il termine modale in modo improprio è Coltrane xD

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    2. Mi sono fatto due maroni così su un paper che parlava di Modal counterpoint e modal space.

      In pratica la musica è fatta di linee.

      Se ci sono almeno due linee e queste parlano fra di loro il linguaggio è tonale.

      Se c'è almeno una linea (anche 16 come in certi esperimenti antichi) e queste linee non parlano tra di loro ma ognuna parla con se stessa quindi fa un "modal counterpoint" lo spazio è modale.

      Nelle canzoni dei Beatles Mc Cartney ragionava nello spazio tonale, John Lennon nello spazio modale e poi George Martin sovraincideva.

      Le "composizioni" dei Beatles sono due canzoni un una molto spesso. Un pastrocchio totale.

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    3. Il discorso andrebbe esteso anche ai Pink Floyd:

      sistematicamente modali:
      Piper at the gates of dawn
      Animals

      sistematicamente tonale:
      The final cut

      'Ndo Cojo Cojo: un po' tutti gli altri, chi più chi meno

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    4. Sono tonali fra i chitarristi metal per esempio

      Jason Becker perché ha studiato Paganini
      Steve Vai perché ha studiato Zappa.

      Oramai sta diventando tutto sempre più banale. Mi sta venendo una tristezza. Chissà che mi immaginavo di aver scoperto.

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    5. "Se ci sono almeno due linee e queste parlano fra di loro il linguaggio è tonale.

      Se c'è almeno una linea (anche 16 come in certi esperimenti antichi) e queste linee non parlano tra di loro ma ognuna parla con se stessa quindi fa un "modal counterpoint" lo spazio è modale."

      Ora ho capito cosa intendevi.

      Praticamente a te piace il dialogo, foss'anche tra due sole Voci, a me invece sembra piacere più la complessità in sé e per sé.

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    6. Boh, non so se poi c'è tutta sta complessità anche in certi totem.

      Oggi ho visto le ultime tre sinfonie di Beethoven per valutare se era opportuno usare una di queste al posto di Innuendo ed alla fine ho deciso che non cambiava niente.

      La struttura dell'ottava e della nona è la stessa delle canzoni dei Queen meglio riuscite, una stratificazione infinita di linee semplicissime ed orecchiabili.

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    7. Si, ma ciò che cambia è la lunghezza.

      Sei minuti di canzone contro (minimo) ventotto di Sinfonia. E poi anche la difficoltà di ricostruire il modo in cui si usano i Temi, dove vadano a finire nell'Orchestra... I queen vanno bene per cominciare, poi quando si avanza? Per questo avevo in mente l'idea di fondere i numeri coi colori, ho idea che vi siano celesti e celesti, rosa e rosa e via dicendo. Beethoven lo vedo celeste 3.0, i queen 2.0. Insomma, arrivati al celeste si deve poi anche scalare la classifica dei celesti...

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    8. Non serve studiare niente.
      Una persona che segue i quattro esercizi impara già tutto.

      Il giorno che per radio (o a teatro) trasmetteranno una qualunque sinfonia di Brahms la capirà al primo ascolto senza bisogno di "studiarla", "metabolizzarla", "ci riprovo fra tre mesi" e gli altri discorsi demenziali che leggo sui forum on line dove si parla di musica.

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  3. Abasso lo studio! Comunque mi hai fatto venire voglia di riascoltare Civilization Phase III. Certo che se quell'uomo(Frank Zappa) avesse contenuto e scelto con un pò più cura i progetti in cui buttarsi sarebbe stato meglio, anche se forse avrebbe perso parte della sua attrattiva. Odiava la serietà, o meglio la seriosità(basta vedere il dvd di The yellow shark in cui si rivolge alla platea e dice:"Ecco so perchè siete qui, siete qui per ascoltare musica seria", con un tono di voce che è come se dicesse"Eccovi la mia musica seria, che però è così seria che non la capirete perchè fate solo finta di ascoltarla!".
    Ps Lo sto ascoltando da un pò, spacca! ha scelto un ottimo "esercizio"

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    1. La cosa interessante di Zappa è che in molte interviste quando gli chiedono un parere su un chitarrista che vive nello spazio modale lui risponde "I don't know this guy". Anche se è ovvio che li conosce.
      Quando gli chiedono di Fripp, di Gilmour, di Jimmy Page...

      Le persone che attacca con maggiore ferocia sono proprio i suoi "colleghi tonali" di cui non condivide lo stile: Santana, Beethoven, Mozart, Charlie Parker, Michael Jackson, Paul McCartney

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  4. Apperò anche Beethoven e Charlie Parker! Non si fa mancare nulla il ragazzo! So del non molto amore che provava per il jazz, ma quella di Beethoven mi è nuova! C'è il Cd "Frank Zappa Classical selection" o qualcosa del genere dove invece sono raccolti i compositori che lo hanno ispirato, c'è pure il "nostro" Luigi Nono!

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    1. Diciamo che considerava molta musica basata su scale semplici e tempi pari come un poco "paracula".

      Ha studiato molto Eric Dolphy, Webern, Varese, Stravinskij, Chopin e alcuni chitarristi jazz.

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    2. Volendo poi inquadrare la figura del noto tuttologo Scaruffi, devo ricredermi.

      Se nel decodificare il linguaggio tonale è una pippa allucinante (e lo dimostra anche la sua lista di capolavori della classica che sembra rubata ad una Garzantina o alle compilation della DeAgostini) nel decodificare il modale probabilmente è sopra la media dei suoi colleghi.

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  5. Da che cosa lo deduce maestro questa bravura di Scaruffi nel modale? Concordo, la lista della classica(ma anche del jazz) è una cosa veramente buttata li un poco a caso. L'unica cosa che ho rivisto è la scheda di Zappa e non concordo più quasi su nulla soprattutto nella parte finale(The best band..., Guitar, Civilization)

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    1. Da molte cose.
      Dall'entusiasmo sincero che prova per alcuni artisti (Braxton, Barrett, Petrucci, Fripp, Sonic Youth) e dal fatto che da due anni a questa parte per tanti artisti io consulto le sue schede ed applico il principio

      10 - voto Scaruffi = voto Suriano

      e ci piglia spesso

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    2. Anche Francesco Nunziata di ondarock sembra aver sviluppato una sensibilità sistematica per lo spazio modale.

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    3. Poi per carità molta musica che consigliano è rossa, ma fino all'altro ieri pure io consigliavo Lady gaga e Tiziano ferro ahahhaha

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    4. Poi quando parla di "melodie di beethoven, melodie di Verdi, melodie di Bach".

      Quell'uomo concepisce la musica come un fenomeno esclusivamente orizzontale.

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    5. Lui parla male dei Beatles dicendo "Ci sono melodie molto più interessanti".
      Io sono arrivato a sconsigliare le versioni originali dei Beatles dicendo "Il discorso armonico è ambiguo".

      Siamo lo Zenit ed il Nadir.

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    6. C'è solo un brano dei Doors che mi sembra debole... e lui ne parla come se fosse l'apice della musica del 900... The end.

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    7. Le ricerche etnomusicologiche di Peter Gabriel e John Fahey lo mandano in sollucchero. E' molto coerente nel suo "universo".

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    8. Anche io avevo notato che il suo universo era molto coerente, la quasi totalità delle volte mi ritrovavo nelle sue valutazioni(come in quelle di Nunziata). Il problema è che odiavo la musica blu, la musica rosa più complessa(prog,metal più tecnico) e ignoravo sistematicamente la celeste. Non so io li vedo tuttora come due universi non comunicanti, due approcci radicalmente differenti.

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    9. Poi credo che il pierone sia più sul rosso tendente al rosa, il che è un inferno poiché prima che trovi un qualcosa che ti piace devi aspettare un infinità. Se vai a vedere la pagina di Nunziata su rym ti accorgi che non ti piace quasi nulla(il nome dovrebbe essere rake),anche a me succedeva la stessa cosa

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    10. Non so... credo che abbiano esperienza nel loro "mondo".

      Guarda la lista dei capolavori del medioevo e rinascimento di Scaruffi.

      Sembra quasi che se li sia andati a scegliere ... c'è molta più "personalità" della lista della classica che per la cronaca contiene


      Below is a teaser to make you explore the lists in the right column.
      Ludwig Van Beethoven: Symphony 9 (1824)
      Franz Schubert: Symphony 9 in C Major "Great" (1828)
      Wolfgang Mozart: Concerto 21 in C K467 (1785)
      JohannSebastian Bach: Mass in B Minor (1749)
      Dmitrij Shostakovic: Symphony 15 (1971)
      Gustav Mahler: Symphony 9 (1910)
      Richard Wagner: Tristan und Isolde (1859)
      Giuseppe Verdi: Requiem (1874)
      JohannSebastian Bach: Brandenburger Concertos (1721)
      Bela Bartok: Concerto for Orchestra (1943)
      Johannes Brahms: Symphony 4
      Franz Schubert: Quintet for 2 Violins, Viola and 2 Cellos in C major, D956 Op. 163
      Bela Bartok: Quartet 4
      Ludwig Van Beethoven: String Quartet No.14 Op.131
      Shostakovich: Quintet in G minor for Piano & String Quartet, Opus 57
      Ludwig Van Beethoven: Triple Concerto C major
      Leos Janacek: Glagolitic Mass (1926)
      Igor Stravinskij: Le Sacre du Printemps (1913)
      Antonin Dvorak: Symphony 9 (1893)
      Antonio Vivaldi: Il Cimento dell'Armonia op 8 (1725)
      Hector Berlioz: Symphonie Fantastique (1829)
      Olivier Messiaen: Quatuor Pour La Fin Du Temps (1940)
      Claude Debussy: "Jeux"

      e che sembra davvero il programma "standard" di una stagione di un teatro di provincia.

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    11. Guarda ci mancano giusto il bolero di ravel e la sesta di 'cosky xD

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    12. Forse questo è un caso eclatante:
      http://www.scaruffi.com/vol5/rhp.html
      Mark Kozelek è un musicista che personalmente io apprezzo, sia prima che poi (anche se preferisco il poi). Mi sono accorto che se si ascoltano tutti gli album in senso cronologico, si percepisce un cambio stilistico completo.
      Da Down Colourfull Hills a Ghosts Of The Great Highway sembra di ascoltare artisti completamente diversi.

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    13. Parzialmente il fatto è dovuto al fatto che secondo me viviamo in un mondo culturalmente sovra esposto. Aveva trovato una definizione di cultura: cultura è quella cosa che mi permette di parlare dell'Ulisse di Joyce senza averlo mai letto. E forse aggiungo io senza avere la capacità di finirlo. È per quello che secondo me il criterio migliore è vedere che cosa uno ascolta, se no basterebbe prendersi uno dei libri verdi della società musicologica italiana e impararlo a memoria, ma che progresso ho fatto nella comprensione soggettiva della musica. Però potrei parlare con verosimiglianza di tutta la musica del novecento. Stessa cosa con l'analisi strutturale, potrei sapere che cosa è una passacaglia, una terza minore e far fatica ad ascoltare la jupiter. Infatti mi aveva incuriosito il metodo di analisi senza parole proposta da Hans Keller(quello della lite con i Pink Floyd). Alla fine l'unico modo sarebbe una scansione elettromagnetica delle reazioni del cervello e confrontarle con un direttore d'orchestra. Appena me lo faranno fare tutto sarà risolto ahhahhhaha

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  6. Il mio problema è proprio con le definizioni di "modale" e "tonale", per quello che so io ci appiccicano ben poco con quello che stai spiegando tu. Le definizioni che so io sono queste: La "tonica" è il centro universale di un brano, il "centro di gravità permanente" a cui si ritorna ogni volta (ed in antichità questa era una necessita dato che gli strumenti erano accordati a partire dalla nota di riferimento che influenzava la scala), quindi la musica modale può anche essere definita "tonale" in questo senso, anche se per "musica tonale" ci si riferisce alla musica occidentale dal rinascimento in poi, che comunque è "modale" dal momento che intercambia in continuazione i 4 modi principe (modo minore naturale-melodico-armonico/maggiore). Per esempio hai detto che la musica seriale è "tonale" ma questo non è vero, in quanto Schoenberg voleva fare musica non tonale, senza nessuna scala gerarchica tra i gradi di una scala. Stravinsky faceva musica seriale "tonale".

    Quindi penso che ci siano dei problemi con i termini. E' possibile avere questo documento da cui ti stai basando?

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    1. In realtà non è un singolo documento, è una infinità di documenti.

      La prima cosa che si fa in un paper di analisi musicale moderno (tutti quelli che provo a scaricare) è definire se si tratta di "modal pitch space" o "tonal pitch space".

      Sono queste le chiavi di ricerca su google che uso.

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  7. Comunque:
    Iron Maiden - Piece of mind - apprezzabile
    Syd Barrett - Opel - difficilmente ascoltabile
    G. P. da Palestrina - Motets for 5 voices - liscio come l'olio, una bella purga.
    Anthony Braxton - Alto Saxophone Improvisations - poco interessante.

    Mozart concerto 24: non l'ho sentito
    Queen Innuendo (il disco): noioso
    Coleman Soapsuds soapsuds: bello
    Zappa Civilization Phase III: l'ho ascoltato, non ho avuto problemi a seguirlo, ma stilisticamente non mi piace.

    Ma giusto per capire: perché non la suite n.1 per violoncello di bach come esercizio rosa complesso? Oppure la musica araba?

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    1. Tutto ciò è molto interessante.

      Forse è possibile che una persona impari sia l'uno che l'altro.
      Tienimi aggiornato.

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    2. Palestrina e Braxton li ho scelti perché negli articoli sul modal counterpoint che ho scaricato a caso da internet venivano chiamati "genius" e perché quando ho provato ad ascoltarli sono stato fisicamente male.

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    3. Ma se io ti dicessi che ieri provando a riascoltare Civilization ho trovato che Zappa usi un contrappunto che di fatto è di derivazione palestriniana, ma più ancora ockeghemiana mi prendi per pazzo? Magari a te piace una Musica con una forte componente ritmica, quindi ci sta che non ti piaccia il repertorio "antico" dove le figurazioni ritmiche erano di fatto tre (beh, magari i Fiamminghi erano meno "monotoni" del Palestrina), però in effetti quello è; a volte magari qualche ingenuità, però la derivazione, magari tramite Strawinskij od altri compositori del '900 che si sono interessati al contrappunto "severo" del Rinascimento, è quella.

      Tanto di cappello a Zappa che senza formazione regolare è arrivato a tanto... Non condivido molte delle sue idee filosofiche, ma come musicista spiace solo che non abbia provato a studiare in una Scuola di Musica seria sennò ci scappava un Boulez od un Ligeti.

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    4. "Tienimi aggiornato." oh... in che modo? D:

      Ma quindi tu senti sul serio un fastidio fisico quando ascolti certi tipi di musica? Per dire, io sento un effetto fisico sulla mia pelle solo quando ascolto musica che mi piace veramente molto, per il resto, ci sono pochi casi in cui la musica risulta "abrasiva" per le mie orecchie. Un paio di esempi sarebbero: Dillinger Escape Plan, che mi fanno male al petto. I Korn da Untouchable in poi (quell'album è una pena dell'inferno, non sono riuscito ad ascoltarlo neanche forzandomi, è tutto completamente sbagliato). Certi tipi di musica commerciale, Lady Gaga in certi casi è devastante (in senso negativo).

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    5. La sensazione è come quella di quando immagini di baciare un uomo.

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    6. Unknown non sei matto, quello che dici ha senso.

      Lerdhal diceva che quando i "cicli di elaborazione" dello spazio tonale diventano troppi (come per esempio secondo lui nel serialismo di Boulez) la struttura verticale diventa tanto difficile che per i più è indistinguibile da una pura struttura orizzontale o dal rumore.

      Per cui lui arrivava a dire che era meglio non fare musica seriale.

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    7. Così come è possibile che quando i cicli di elaborazione dello spazio modale diventano troppi (come in Palestrina) qualcuno ci veda una struttura verticale anche se non c'è.

      Tradotto:
      fate i cazzo degli esercizi nel loro ordine.

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    8. Ma infatti il Palestrina manco ci pensava a mettere i suoni in senso verticale. Alla sua Epoca manco si scriveva in Partitura...

      Poi che De La Motte abbia provato ad analizzare lui e Berg in senso armonico è una grossa forzatura.

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    9. uè uè uè

      Berg...
      Civilization phase 3 ha vinto il ballottaggio con il Wozzeck xD

      Ho lo spartito del Violin Concerto davanti (che è stupendo nella sua angoscia) ed è nello spazio tonale dalla prima all'ultima battuta.

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    10. Lo so che ti turba ma la musica che più ami è una variante dell'heavy metal.

      L'ultima volta che sono stato in una Chiesa a sentire musica del 500 mi ci ha portato un capellone con la maglietta degli Iron Maiden che ha messo gli Opeth nell'autoradio.

      Alla fine si è spellato le mani per gli applausi e tutti lo hanno guardato storto.

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    11. Questa a me pare assurda. Cioé, sotto qualsiasi punto di vista siamo agli antipodi totali... Io di capelloni a concerti di Musica del Rinascimento non ne ho mai visti. E poi al massimo sarebbe l'heavy metal una sua variante, comunque l'analisi della Partitura e l'ascolto approfonditi lasciano pochi dubbi sulla "parentela". Ok, sono entrambe musiche modali, ma modalità e tonalità sono due "Lingue": possono entrambe essere usate per gli insulti come per i Poemi...

      Comunque ora sto facendo esperimenti d'urto con Musica "da camera" dell'Ottocento, poi ti so dire. I Sestetti di Brahms intanto mi sembrano molto più limpidi e le linee molto più nitide nell'ascolto.

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    1. Ah, mi immaginavo rosa, ma forse dipende dal tipo di composizione o dal periodo.
      Te l'ho chiesto perché all'ascolto ho trovato che una degli Einsturzende Neubauten mi ricorda parecchio Ligeti:
      Ligeti, Continuum: https://www.youtube.com/watch?v=iPgwF3G5i4k
      Einsturzende Neubauten: Ich Bin's https://www.youtube.com/watch?v=hM-DgCPnsmU
      Mi risulta naturalissimo ascoltarle l'una dopo l'altra.

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    2. Oh, devo specificare:assieme funzionano in quell'ordine, i neubauten dopo ligeti, il contrario lo trovo disorientante, non saprei neanche dire il perché

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