lunedì 2 giugno 2014

La musica celeste


Celestial voices dei Pink Floyd. Nonostante il nome questa è musica rosa.


Ora che si è capito che i livelli non sono milioni di milioni, che la complessità non c'entra niente e che i parametri in gioco SONO SOLO DUE, come già congetturato nel secret file "le due percezioni" un anno fa circa, sento l'esigenza di chiudere baracca e burattini.
Se avessi il potere di fare rewind e ricominciare il sito da capo lo imposterei in modo diverso.Probabilmente lo chiamerei  "La musica celeste".

Molti mi hanno chiesto a che serve un metodo.
In realtà a niente, fin quando te la sai gestire.


Può essere utile a due categorie persone:
1) al principiante
2) all'esperto andato in confusione 

Al principiante perché dovendo imparare qualcosa può avere una idea di quello a cui può andare incontro.
All'esperto perché gli esperti spesso si ficcano in vicolo cieco. Perdono completamente la sensibilità alla musica o come dicono loro in gergo "si saturano".
Spesso arrivano a dire che in alcuni generi musicali ci sono solo 3 o 4 opere che vale la pena conoscere. Questo è il sintomo che il tale genere musicale non lo si sa ascoltare.

La saturazione secondo me non deriva dal fatto che si è ascoltata troppa musica, ma dal fatto che si è ascoltata troppa musica che richiede un approccio completamente differente. E il nostro cervello di fronte ad un brano musicale non accende il "circuito" giusto per decodificarlo. 

Nella teoria definitiva diamo un nome alle due abilità.

Il primo gruppo di  abilità concorrenti consiste nell'essere sensibili alla musica di insieme (al dialogo) piuttosto che  alle voci soliste (sviluppo orizzontale).

Chiamiamo la prima abilità AZZURRO.
La seconda abilità CORALLO (mi sono fatto una cultura sui colori per elaborare sta metafora che nemmeno vi immaginate).

Il secondo gruppo di  abilità concorrenti consiste nell'essere sensibili ad idee musicali vicine fra di loro, brevi di durata (SCURO) o lontane fra di loro, lunghe di durata (CHIARO).

I quattro tipi di ascolti (o di musiche volendo traslare) sono quindi 
il CELESTE (azzurro chiaro), 
il ROSA (corallo chiaro), 
il BLU (azzurro scuro),
il ROSSO (corallo scuro).

L'ascolto celeste è la sensibilità a idee musicali lunghe di durata e al dialogo (interplay, contrappunto, chiamatelo come vi pare).
L'ascolto rosa è la sensibilità a idee musicali lunghe di durata, ma con una spiccata attenzione al solista.
E così via.

Ora tutti i bambini che giocano con le tempere sanno cosa succede a mischiare impunemente i colori fra di loro senza fare attenzione. Diventa tutto marrone. 

Gli ascoltatori sono curiosi e siccome l'appetito vien  mangiando cercano nuove fonti, nuovi stimoli, nuovi artisti, nuovi generi. Tendono quindi a "mischiare" i colori. Il risultato può essere di due tipi:
1) cambiano "colore" e quindi radicalmente gusti ... e tendenzialmente di solito sono contenti, a parte dover portare dozzine di dischi al mercatino dell'usato
2) diventa tutto marrone :) e poco profumato :D cioè non sanno implementare in maniera efficiente nessuna delle quattro strategie di ascolto e si "saturano".

Riferimenti wikipedia:
Chiaro = Extensional music
Scuro = Intensional music
Azzurro = Modern Counterpoint (JJ Fuchs, Scarlatti, Monteverdi, Bach... ... Paul McCartney xD )
Corallo = Monophony, Modal Counterpoint


Per chi volesse approfondire:

http://ascoltaepentiti.blogspot.it/2014/06/i-processi-mentali-dei-quattro-colori.html

PS.
Mi hanno detto che la metafora dei quattro colori è molto simile alle teorie di Peter Westergaard, tuttavia non ho la più pallida idea di chi sia questo signore.

Aggiornamento luglio 2014
Non sono più sicuro delle definizioni date, soprattutto di aver capito bene cosa vuol dire extensional e intensional, preferisco pensare ora a

Chiaro = semplice
Scuro = stratificato/complesso
Corallo= sviluppo orizzontale
Azzurro = sviluppo verticale (con o senza sviluppo orizzontale)

inoltre non è vero che nella musica rosa/rossa c'è solo una linea da seguire, solo il solista, ci possono essere anche tante linee ma i legami verticali sono deboli o assenti. In letteratura ho trovato che molto spesso i musicisti che io chiamo rosa o rosso usano "armonia modale" o vivono in uno "spazio modale".

11 commenti:

  1. I Beatles al momento mi sanno di moscio :D. Aiuto! XD Sto guarendo dalla 2.5-ite!
    I Gentle Giant stanno facendo il loro effetto.
    In realtà ancora alcune cose dei Beatles reggono, ovvio. Sono pur sempre degli ottimi compositori di musica pop, ci mancherebbe. Però il medley di Abbey road, per dire, non mi dice granchè, al momento, quasi niente.

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    1. Sono 12 anni che i Beatles faccio fatica ad ascoltarli.

      Per fortuna esistono dozzine di versioni jazz e di cover live (Paul, George, Ringo, Clapton, Tom Petty) che vanno bene.
      In generale le carriere soliste di Paul e George sono "celesti".

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    2. Ma hai fatto mente locale che l'unico mellotron celeste è quello della PFM?

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  2. mh... non ho capito se stai "ammettendo" che esistono tipologie di ascolto diverse, diversi livelli di ascolto (in senso di strati o qualità) o che altro. D:
    Ma sopratutto, se tutto questo coincide con il 2.0 o il 3.pizza.
    Hai cambiato il metodo dalle ossa o questa è solo un aggiunta ad esso?
    ---
    ps, mi sono innamorato di questo ultimamente https://www.youtube.com/watch?v=cm3Y5jv8Nk8

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    1. No è un volgare rebranding new age.

      I numeri erano scomodi, gettavano negatività. I colori pastello invece sono così puccy..

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    2. Poi un sistema in cui tutti i più nerboruti e muscolari guitar heroes del metal sono rosa è stupendo!

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    1. La cosa veramente divertente è che se uno prende alla lettera gli scritti di Adorno, quello che descrive lui come ascoltatore evoluto è l'ascoltatore chiaro, anzi quasi il rosa (indipendentemente dalla complessità verticale).

      Cioè nel suo concetto di musica "colta" dovrebbero entrarci anche Hendrix e gli Iron Maiden. Altro che "il jazz non è musica".

      Il problema serio di quell'uomo è che quando ha ritrattato le sue ipotesi lo ha fatto timidamente in privato. I suoi libri invece sono rimasti a far danni.

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    2. Perché, come definiva l'ascoltatore "evoluto"?

      Sono curioso, magari io, volontariamente o meno, sono finito intrappolato nelle sue teorie...

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    3. Beccati sti due mattoni, sono da anni a prendere polvere sul mio scaffale:
      Theodor W. Adorno - Introduzione alla sociologia della musica - Piccola biblioteca Einaudi
      Theodor W. Adorno - Filosofia della musica moderna - Piccola biblioteca Einaudi



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    4. In particolare ... il saggio breve On popular music anticipa l'idea di Extensional listener vs Intensional listener di cui musicologi e psicologi parlano da alcuni anni a questa parte.

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