venerdì 6 giugno 2014

I processi mentali dei quattro colori

Perché sono arrivato ad un numero finito di stati e solo quattro?


Perché è così "parlante" individuare gli opposti?
Perché non credo che il nostro cervello abbia infinite maniere di funzionare...

Un processo o lo applica o non lo applica per cui:





Utilizzo della memoria a breve termine = CHIARO
Non utilizzo della memoria a breve termine = SCURO

Gli SCURI possono anche apprezzare musica CHIARA ma devono impararsela a memoria prima.

Multitasking = AZZURRO
No Multitasking = CORALLO

I CORALLO possono anche arrivare ad apprezzare musica AZZURRA ma devono impararsela a memoria prima.

Tutti noi ovviamente abbiamo la flessibilità "on the run" di accendere o rilassare uno dei due switch. E quindi muoverci di una casella in orizzontale o verticale in maniera temporanea.
Ma cambiarli entrambi in pochissimi minuti richiede uno sforzo eccessivo di elasticità mentale. Per cui vale la regola degli opposti.

Il movimento in diagonale è un triplo salto mortale. Per questo non possiamo mentire sul colore della musica che detestiamo più visceralmente.

PS.

Rispondo ad una domanda di Tommaso Zillio (Edmonton school of music):



Dico la verita': ha senso. Ha molto piu' senso dei livelli di percezione a cui trovavo una serie di eccezioni che non si spiegavano in base al tuo modello. (gli esercizi funzionavano, era solo il modello a non essere preciso).

Ora e' abbastanza chiaro: odio la musica rossa :-) (almeno dagli esempi che hai fatto). La predizione del tuo modello e' chiara: se odio la rossa, mi dovrebbe piacere la celeste (ok) e dovrei riuscire ad ascoltare la blu e la rosa "adattandomi" (che e' precisamente la mia sensazione soggettiva). Sembra funzionare.

La distinzione chiaro/scuro l'ho capita. Non sono sicuro di aver afferrato nei dettagli la distinzione rosso/blu o rosa/celeste. Cosi' a naso mi sembra che intendi rosso/rosa = monofonico, blu/celeste = polifonico. Allo stesso tempo alcuni esempi che fai non mi tornano con questa distinzione. Ho un'idea di cosa intendi, solo alcuni dettagli non sono chiari. 



Rispondo: l'azzurro non è solo polifonico. E' "contrappunto". O meglio contrappunto moderno (dalla teoria di Fux soprattutto in poi, anche se c'erano stati esempi precedenti.)

Mi sono basato sulla alcune definizioni di wikipedia
"Counterpoint is Polyphony WITH ADDITION of rythm, harmonic, pitch variations and differences."
"Counterpoint most generally involves very different, independent, and harmonious musical lines"
Cioè è polifonia + reale differenza fra le voci.

Se prendi i Pink Floyd ed i Dream Theater fanno spesso polifonia. Ma non basta.

Entrambi i gruppi sono peculiari perché hanno fatto musica "celeste" solo in un episodio, quando si sono fatti aiutare da un arrangiatore e direttore d'orchestra professionista, ovvero The final Cut e Octavarium (Michael Kamen e Jamshied Sharifi hanno curato l'orchestrazione).

31 commenti:

  1. Tommaso mi scrive:

    "Ok. Non riesco a trovare questa frase in Wikipedia, ma se e' scritta cosi' e' sbagliata :-) (Wiki e' piena di castronerie in teoria musicale...) E' solo questione di nomi, fammi spiegare. "Polifonia" e' un tipo di musica: quella in cui di sono 2 o piu' voci'. A volte si dice che la "texture" della musica e' polifonica. Il contrappunto e' una tecnica per scrivere musica polifonica. A seconda di cosa intendi per "voci indipendenti" (vedi sotto) il contrappunto e' l'unica tecnica, o una delle tante. A volte la musica strumentale polifonica viene chiamata "contrappunto" con abuso di linguaggio.

    Se la musica ha piu' voci, ma le voci NON sono indipendenti (in ritmo e movimento) allora la musica si chiama "omofonica" (homophonic). Una canzone con una melodia su degli accordi e' tecnicamente omofonica. Un riff di chitarra con il basso e la tastiera che fanno la stessa cosa e' monofonica (una voce). Se la tastiera fa degli accordi e' omofonica. Se la tastiera suona un'altra melodia che si "incastra" ma e' indipendente, e' polifonica.

    Quindi, da quello che ho capito: la musica nel tuo modello e' azzurra se ci sono almeno due voci indipendenti (polifonica). Se e' omo o monofonica, allora e' "corallo".

    Con i dovuto distinguo che le voci di cui parli non sono le voci strumentali, ma le voci "strutturali". Per esempio, le suite per violoncello di Bach hanno UNA voce strumentale, ma sono considerate polifoniche perche' se segui le note vedi che creano piu' di una linea "concettuale". O meglio: se consideri the suite per violoncello azzurre, stai parlando di voci strutturali. Se le consideri corallo, stai parlando di voci strumentali.

    Ora prendiamo i Meshuggah. Se li consideri musica blu, allora per te due voci che suonano la stessa cosa ad un ritmo diverso sono "polifonia". (tipo: la chitarra che suona in 3/4 e la batteria in 7/8). Se li consideri musica rossa, allora per te "polifonia" sono due MELODIE separate (o, equivalentemente, consideri solo le voci melodiche, non le voci ritmiche). Non e' che il modello e' piu' o meno valido a seconda della risposta: sto solo cercando di capire cosa hai in mente.

    (personalmente non sopporto i Meshuggah, ma e' piu' una questione di timbro che altro). "

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    1. Concordo su Bach e questo vale anche per alcuni chitarristi elettrici o violinisti. Fanno assoli che funzionano perché il dialogo è presente.

      Una delle due frasi è una voce di wikipedia, l'altra è un mio appunto su un foglio di carta che ho preso dopo aver cercato su internet vari paper. Magari io ho sbagliato a capire.
      In ogni caso dicevo la polifonia è condizione necessaria ma non sufficiente per l'azzurro.

      Mi spiego la categoria è psicologica: il cervello lavora in multitasking. Ha bisogno di più cose da fare e la musica gliene deve fornire.

      Ora se ci sono 8 voci ma quello che succede nelle altre 7 è funzione (anche non banale come nei rinascimentali) della prima il multitasking non serve.
      Se invece ci sono due voci come in certe canzoni da discoteca di Michael Jackson ma queste "si parlano" allora c'è l'azzurro.

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    2. Diciamo che la svolta l'ho avuta quando ho trovato un paper di 60 pagine in cui si analizzavano le tecniche contrappuntistiche di Bono VOx e the edge (moto retrogrado, sarcazzi bachiani).

      Quindi ho capito che effettivamente la musica pop poteva essere frammentata ma avere comunque una roba verticale articolata.

      Cosa che vale anche per Allevi per esempio.

      Quindi ho capito che intensional e azzurro non erano esclusivi. E quindi la musica pop più commerciale rientra nel blu quasi sempre.

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    3. TOMMASO:

      copia/incolla pure, ma preferisco l'email, cosi' mi resta traccia della conversazione. :) (e poi blogspot mi e' antipatico nei commenti, mi fa sempre problemi di password...)

      Infatti alcuni teorici non considerano i rinascimentali vera polifonia. E una definizione PRECISA di "voci indipendenti" e' ancora una questione controversa. Di fatto la tua definizione ("ingaggia il multitastking del cervello") e' buona quanto altre che ho sentito.

      Un pensiero a parte: comincio a chiedermi se uno dei problemi della teoria musicale e' che e' fatta da gente con diverse sensibilita' (=colori nel tuo modello). Si continua a discutere delle cose piu' basilari senza arrivare ad una conclusione. Non mi stupirei, per dirne una, se i neo-Riemanniani siano piu' rosa (o anche rossi) e gli Schenkeriani tendenzialmente celesti. (se non sai di cosa sto parlando, no problema. Ma ti consiglio di leggere qualcosa di Schenker se non altro per cultura personale).

      D'accordo.

      Altra nota: se classifichi Atmospheres di Ligeti come Celeste (e per le mia sensibilita' lo e'), allora non serve l'indipendenza ritmica delle voci, ti basta quella in movimento.

      Fammi vedere se ho capito ora. Provo a classificare un po' di gente e mi dici se le tue classificazioni corrispondono. Se ci sono differenze, allora non ho ancora capito bene (e le tue "correzioni" saranno utili).

      Michael Jackson (visto che ne stiamo parlando): Blu. Piu' di una voce, ma struttura delle canzoni piuttosto ripetitiva (intensional). Anche se in certi pezzi tende al celeste...

      Sono io, o e' difficile trovare qualcuno di blu "puro"? non me ne viene in mente nessuno... quando uno usa piu' voci sembra che sia in grado anche di creare strutture di lunga durata. Il che suggerisce che ci si puo' connettere al tuo precedente modello in questa maniera (approssimata): rosso = 1.0; rosa=2.0; celeste=3.0.

      anyway:

      BB King: Rosso: texture omofonica, sviluppo perlopiu' intensional su una progressione di accordi ripetitiva. (potrebbe valere per la maggior parte dei Bluesmen).

      Conlon Nancarrow: Celeste. Le voci sono indipendenti, e sono sviluppate con temi e variazioni. A volte e' un po' goffo in certi passaggi, ma tendenzialmente siamo nel celeste.

      Iron Maiden: rosa. buone idee melodiche, ma le linee armonizzate sono solo una omofonia "ispessita".

      Dire Straits: rosa, stessi motivi degli Iron Maiden... Mh. Un sacco di rock bands finiscono a essere rosa.

      Vedo che hai classificato gli Who come blu. Fammi indovinare: e' perche' hanno un bassista decente che riesce a creare una voce indipendente anche con melodie molto semplici?

      Fammi sapere se tu classifichi le cose nella stessa maniera.

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    4. Michael Jackson celeste dal primo disco fatto a 13 anni all'ultimo Invincible.
      I remix e parte dei dischi postumi rifatti da altri sono Blu.

      BB King rosa come quasi tutti i bluesman, a parte quelli più tecnici (quasi tutti neri) che sono celesti.

      Gli Who non sono celesti perché ti spiego la sensazione... i primi 10 secondi sono ok, poi passano 10 secondi e dici "Ma che è successo?" e ti accorgi che hanno reiniziato da capo.

      La definizione di intensional vs extensional è complicata dal fatto che è stata creata da gente che non sa ascoltare la musica nera per cui per loro fra i bonghi e Muddy Waters non c'è sta enorme differenza.

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    5. Una linea di basso decente ce l'hanno i KISS.
      Per trovare il blu puro basta accendere la televisione e la radio.

      Lady Gaga, U2, Eros Ramazzotti, Giorgia, Laura Pausini, il festival di San remo, Madonna, Kate Perry, Coldplay, quasi tutto il britpop, Vasco Rossi, Ligabue, il figlio di Tim Buckley probabilmente, Mina.

      E' pieno di roba blu là fuori.

      Forse frequenti troppi musicisti

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    6. Infatti secondo me frequenti troppi musicisti perché tutti gli esempi che fai sono o rosa o celesti.

      Se frequentassi gente della strada (blu) o critici musicali sul web (rossi) ti accorgeresti che il 95% della produzione musicale pop/rock è intensional, come dicono i musicologi generalizzando.

      Non è che gli ABBA celesti salvano tutta la disco music :)

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    7. Cmq Omofonia ed Eterofonia sono ok per gli esempi che ho visto (Verdi, Debussy (!), la canzone jazz, Ravel, Stockhausen).

      Infatti c'è scritto alla definizione di MONOFONIA da qualche parte in rete quinte parallele e melodie su accordi possono essere casi particolari di monofonia piuttosto che eterofonia o omofonia.

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  2. Praticamente:

    - Celeste ("3.0"): polifonia con altri parametri da tener sotto controllo con l'orecchio.
    - Rosa ("2.5"): polifonia anche molto complessa, ma altri parametri sono marginali.

    Può essere una buona definizione, anche se i confini li trovo un po' sfuggenti.

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  3. Comunque ragazzi mi state a confonde l'anima![cit] Abbasso la teoria, w la musica :D

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    1. Eh, ma senza teoria non si fa la Musica.

      Io sono arrivato al punto da pensare che il bravo maestro (od il buon libro) di Musica alle prime lezioni ti faccia pensare di essere solo una "rottura di scatole", dopo un po' però capisci che non possa che esser così.

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    2. La teoria è semplice.

      La musica di Cristina è Rosa.
      La musica di Antonio è Celeste.

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  4. ANTONIO:

    Ho l'impressione che quello che più faccio fatica a comunicare è che un conto sono i gusti e le preferenze personali (indiscutibili e legittime), un conto è l'ascoltabilità.
    Il tuo colore definisce il set delle musiche osservabili fra le quali vai a scegliere.
    Le altre tendi letteralmente a ignorarle perché non riesce ad arrivare in fondo al disco nemmeno forzandoti.

    TOMMASO:

    Questa e' la frase chiave! Stando ai tuoi esempi, io non sto neanche considerando la musica scura: mi stavo concentrando nelle micro-diffrerenze fra varie tonalita' di celeste e rosa. E difatti tutti gli esempi blu e rossi che fai, o non li conosco o in qualche maniera non li considero musica. Il che mi spiega perche' mi sembra che passino rumore per la radio.

    Noto anche che se ascolto pop il mio orecchio si concentra sulle parti "contrappuntali" per quanto semplici (blu) e se non ci sono (rosso) cambio stazione immediatamente.

    (e ci hai preso in pieno: gli ABBA sono l'unica musica dance che ascolto...)


    Ok, il modello ha senso allora. Habemus modellum. :-)

    A questo punto il tuo modello predice che:

    - i salti diagonali spiegano la musica che non ci piace. Corrisponde con quello che vedo (non sto a fare tutti i casi esplicitamente)
    - le musiche di colore adiacente a quello dell'ascoltatore sono accettabili. Sembra vero.
    - Se uno si sforza di ascoltare tutto, non riesce a godersi niente. Sembra vero pure. Ho notato che se tento la Bachificazione di gente che ascolta gli Slayer (rossi) sembrano uscirne confusi. Se si vuole "celestizzarli" bisogna passare dai Dream Theater.
    - All'interno di ogni colore ci sono differenze di gusto (dovute al timbro, o al mood, o al genere musicale), ma se uno si sforza di ascoltare generi non familiari nel suo colore dovrebbe essere in grado di capirli (una volta assimilato il vocabolario) e non dovrebbe perdere la sensibilita' alla musica che gia' gli piaceva. I fan dei Meshuggah possono essere Bachificati!


    A proposito, se vuoi ridere... dall pagina Wiki dei Meshuggah, una recensione di "Nothing":
    "The polyrhythms can make the music sound cacophonous, like band members are playing different songs simultaneously.[25][67] Listeners perceiving a polyrhythm often either extract a composite pattern that is fitted to a metric framework, or focus on one rhythmic stream while treating others as "noise".[82]"
    Che mi suona come un ascoltatore rosa che tenta di capire il celeste (io sento i poliritmi come due o piu' voci, e penso anche tu).


    Quanto al fatto che frequento "troppi" musicisti... la maggior parte dei musicisti che conosco e' rosa, e alcuni rossi. Incredibilmente, la maggior parte dei Jazzisti che conosco e' rosa o blu! (come se si fossero "forzati" ad ascoltare Jazz...) Io oscillavo tra rosa e celeste finche' non ho studiato contrappunto, e da quel momento sono stato piu' celeste che altro.

    'sto modello e' grandioso, rende un sacco di cose piu' chiare! Keep going!

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    1. Si, mi sembra un buon modello. Può funzionare bene, e volendo uno potrebbe anche tenere una mappa del proprio stato di ascoltatore.

      http://imageshack.com/a/img837/7548/y0pl.png

      Comunque manca una mappa per i musicisti classici, potrebbe essere interessante.

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    2. Volentieri, ma dove li trovi musicisti classici (pre-900) blu o rossi?

      Manco Salieri e Clementi sono blu...

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    3. Direi:

      Cage rosso.

      Sammartini blu.

      Il Canto Gregoriano "rosa".

      Sul celeste c'è l'imbarazzo della scelta. Diciamo Bach.

      Povero Clementi, le Sonate sono belle! E poi ho provato un pianoforte di sua costruzione ed è stato fantastico... Concedo che magari il Gradus non sarà sempre ispiratissimo, ma è stato concepito per farti diventare un bravo pianista, non per essere portato in concerto.

      Per il blu, a parte Mozart e certe cose di Haydn e C.P.E. Bach, va benissimo tutto il Classicismo. Sammartini però è forse il più blu di tutti...

      Per il rosso io metto Cage, intendendo per "Classico" tutto il repertorio Europeo Colto. Se vogliamo fermarci alla fine dell''800 forse direi qualche polifonista Medievale della primissima generazione, tipo Perotinus Magnus.

      https://www.youtube.com/watch?v=KA6oq_UYbyA

      Però forse siamo più nella zona di transizione rosa-rosso...

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    4. Non ci siamo.

      Prima dell'invenzione del disco per trovare musica blu e rossa dovevi letteralmente andare in Africa e farti accompagnare in certi posti.

      Tutta la musica europea accademica non sperimentale, anche la più triviale è rosa o celeste.

      Cage lo sottovaluti :)

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    5. Cage rosa
      Sammartini celeste
      Mozart bambino ed adolescente rosa.
      Mozart adolescente musica da camera ed adulto tutto: celeste

      Chi è quel Perotin li'? celeste

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    6. Perotinus è stato il primo a scrivere Musica a quattro Parti...

      Tra gli sperimentali chi sarebbe blu o rosso? Stando a quanto dici tu quasi tutto quello che ho ascoltato mi è tutto più o meno ascoltabile, il blu ed il rosso allora lo dovrei cercare col lumicino in una miniera, ormai...

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    7. Comunque forse è meglio che tu mi lasci perdere da questo punto di vista, di blu e di rosso ne conosco pochissimo. Forse quello che oggi si canta in Chiesa, purtroppo, è di queste zone... Ma per il resto non saprei proprio dove parare; tutti i vari "Contrafacta" pop di oggi devo suonarli per forza, quindi li conosco. Per il resto niente.

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    8. Sperimentali?

      Ci sono musicisti che per decisione nel 900 hanno fatto musica al di fuori del sistema europeo.

      Cage e Glass sono fra questi ma i loro riferimenti erano nell'estremo oriente quindi "rosa". Si sono spostati relativamente poco.

      La monte young, Glenn Branca, Morton Feldman, John Zorn alcune volte, Sun Ra, Miles Davis nel suo periodo di avvicinamento più spinto alla musica pop. Questi hanno fatto musica blu e rossa.

      Già l'art ensemble of chicago ed anthony braxton li vedo diversi. Celesti i primi, rosa il secondo.

      Così come Fausto Romitelli e Marco Stroppa probabilmente sono rosa.

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    9. L'art ensemble of chicago celeste? Molto bene è l'ora di incominciare ad ascoltare qualcosa, in effetti dal pezzo che ho ascoltato non sono male! Un "jazzista" rosso potrebbe essere Derek Bailey, però è forse più musica d'avanguardia(la collaborazione con i Sonic Youth ne è la prova) ahahah
      https://www.youtube.com/watch?v=2LgCqcmruGU

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    10. marò ma dove lo hai scovato a questo. Sembra il Fripp più noioso.

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    11. Vecchi scheletri nell'armadio...magari è utile per fare una mappa sempre più completa, se no sono solo stati 5 minuti di inferno chitarristico ahahahah, anche Marc Ribot è parecchio scarso però usando pentatoniche a ripetizione è un pò più "ascoltabile", ogni tanto comunque dall'avanguardia/free jazz escono delle cose che sarebbe stato meglio non aver mai scoperto

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  5. Non parlo di colori perche` non ho capito bene come applicarli alla musica che ascolto di solito (opera lirica), parlo dei miei gusti: mi piacciono molto Rossini e Bellini, molto meno Mozart; rifettendo sul perche` di questa preferenza ti posso dire che in Bellini trovo uno dei massimi compositori con sviluppo musicale nel tempo: ad esempio nel duetto `Qual cor tradisti` o il finale `Deh! Non volerli vittime` di Norma: melodie lunghe che nascono dal contrappunto vocale; in Rossini trovo melodie un po` meno lunghe ma piu` polifonia, esempio `Arbitre supreme` e quintetto seguente dal Moi:se.

    Mozart lo considero il piu` polifonista puro, cioe` con sviluppo piu` orizzontale o spaziale, ma in esso non sento lo sviluppo nel tempo, cioe` quello che io identifico nella melodia: esempio sestetto "Riconosci in questo amplesso".

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    1. La musica che ascolti tu è tutta celeste.

      Purtuttavia è sicuramente possibile fare delle differenze. E' plausibile che musicisti come Mozart o Haendel abbiano un impatto maggiore su ascoltatori meno avvezzi alla complessità verticale (quindi sui "rosa") pur essendo apprezzabilissimi.

      Mettiamola così per un principiante il Mozart lirico potrebbe essere la cosa più potente della sua discografia. Per uno avvezzo al melodramma italiano dell'800 potrebbe anche considerarlo uno dei suoi ascolti più disimpegnati.

      Io adoro il don giovanni di Mozart ma a parte l'Overture e la scena del commendatore il resto si può tranquillamente considerare quasi "musica leggera fatta bene".

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  6. Il tuo ragionamento sull`utilizzo della memoria a breve termine mi intriga, soprattutto il discorso per cui e` possibile surrogarla con quella a lungo termine: le sensazioni pero` dovrebbero essere differenti: il primo lo intendo come un atto di immedesimazione artistica, mentre l`altro un processo piu` meccanico.

    Ultimamente faccio questa esperienza: provo piu` piacere a canticchiare o ricordare in maniera creatica, cioe`, ad esempio, un aria cantata con la mia `voce mentale`, oppure un duetto o terzetto trascritto sempre per la mia`voce mentale`, infatti non riesco ad immaginarmi piu` di una voce alla volta, piuttosto che ascoltarlo.

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    1. E' una cosa che facevo pure io.

      Nel periodo in cui scrissi i miei primi appunti ed ascoltavo solo ed esclusivamente roba estremamente "pesante" arrivavo ad improvvisare variazioni nella mia testa quando non avevo possibilità di ascoltare musica. Normalmente usavo o lo stile di Reich o di Coltrane o addirittura robe barocche.

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  7. Manco Salieri ...

    Salieri avra` scritto pure molta musica di scarso valore, ma conosci `Les Danai:des`? Quel furbone di Gluck voleva attribuirsela ...

    A me piace, gia` solo l`Ouverture mi pare un capolavoro.

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    1. Il 700 era un secolo in cui in ogni corte si componeva e si suonava.

      Ridurlo a 3 nomi (e manco a farlo apposta germanici) è una semplificazione enorme.

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