mercoledì 18 giugno 2014

Esercizio per l'indipendenza delle linee

C'è un disco molto raro e molto carino di duetti a nome di  Ornette Coleman e Charlie Haden.
Si chiama Soapsuds soapsuds.

L'intero disco si basa su sole DUE linee, ma sono sempre discordi e dissonanti. Anche ritmicamente.


5 commenti:

  1. TOMMASO:

    Lo sto ascoltando su Youtube adesso. Carino! Non sono solo dissonanze, di fatto e' per lo piu' consonante. E' che fanno apposta a risolvere "in momenti diversi" per dire. Cioe' ritardano o anticipano una voce cosi' sembra una dissonanza, ma in realta' e' una consonanza. Tra parentesi, questa e' un'altra cosa che e' difficile nella teoria di Riemann ma che Schenker spiega in due minuti :)

    La teoria musicale per me serve a tutti quelli che vogliono parlare di musica. Di fatto Westergaard mette come goal del suo libro quello dello sviluppo di un metalinguaggio accurato per poter parlare di musica. Il fatto che le teorie precedenti non avessero questo goal e siano inadeguate per parlare di musica (o comporre.. o analizzare.. o fare qualunque cosa che non sia passare esami...) non aiuta. La teoria musicale ha una pessima fama - e a ragione.

    (aneddoto: Riemann ha dedicato uno dei suoi libri a Brahms nonostante nelle loro corrispondenza personale Brahms gli avesse chiesto di non farlo perche' "ha avuto troppi problemi a causa di libri 'sbagliati' ". Sono solo io che ci vedo l'allusione che a Brahms non piacesse la teoria di Riemann?)

    A proposito. Menzioni che i Dream Theater sono rosa perche' si "passano la palla" invece di "suonare insieme" (sono d'accordo). Questa pratica (passarsi la palla) ha di fatto un nome tra i musicisti (occhio che arriva la botta): si chiama "fare il quartetto jazz". Di fatto se vai ad un college jazz, ti insegnano a fare cosi. Se provi a fare una seconda voce decente, ti silenziano! (nota che la maggior parte dei DT viene da Berklee). Io non ho niente contro il jazz (anzi) ma le scuole di Jazz oggi come oggi sono posti che ti rendono un peggiore musicista, non migliore (ho esempi a bizzeffe...). Bassisti e batteristi si salvano, ma pianisti, cantanti, tutti i fiati, e specialmente i chitarristi ne escono malconci.

    E concordo completamente su John Deacon. :-)

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    1. Una cosa di cui si lamentava Zappa dei turnisti jazz è che avevano la tendenza a suonare accordi complicati a caso senza capire quello che aveva in mente.

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    2. The quality of that composition is determined by what you're physically capable of playing at that time, what the rhythm section will allow you to play and whether or not the keyboard player who's supplying the harmonic climate is going to mess up what you're playing by sticking in his favorite Jazz Chord right there. These are all the dangers a person faces when improvising a guitar solo.

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    3. Cmq da queste scuole di cui parli possono al massimo uscire turnisti da fiera della salsiccia.

      Ti spiego: il procedimento con cui suonano i "veri jazzisti" non è "a turno" ma è additivo.
      Un poco come nei Queen, nei Gentle Giant, in Zappa.

      Parte uno, poi dopo un poco che si è capito cosa sta succedendo si "unisce" un altro e così via.

      Se ci fai caso la sequenza spesso è questa:

      primi secondi batteria (setta il ritmo)
      successivamente il basso
      poi la mano sinistra del pianoforte

      E su questa base (che sono già 3 linee) poi partono i solisti ad alternarsi (mano destra del pianoforte, primo fiato, secondo fiato...).

      Quindi nel "vero quartetto jazz" le linee sono quattro.

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  2. Una alternativa per persone esperte può essere esercitarsi all'indipendenza delle linee ascoltando i dibattiti politici in televisione... non è raro trovare anche 5 o 6 linee dissonanti e discordi :)

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