giovedì 9 maggio 2013

L'orizzonte degli eventi


Oggi si parla di buchi neri... scherzo. Qui sopra una rappresentazione artistica dell'orizzonte degli eventi.

Come molti di voi hanno ben capito (spero) quella dei livelli di percezione è una metafora, così come la divisione così "particellare" in 6 o più categorie ...

In realtà quello che mi preme sottolineare e mi sembra drammaticamente evidente ora che ho superato la barriera fra i due mondi un'altra volta (e spero per sempre perchè è spiazzante, troppo spiazzante) è che di fatto esistono due macro-mondi non comunicanti.

1.0,1.0+,1.5... eccetera sono delle finezze per spaccare il capello in quattro ed indicare il lento e difficile passaggio da un mondo all'altro.

Di fatto quello che credo è che fin quando uno decide di starsene da una parte sola non ci sia bisogno di fare distinzioni perchè ha l'elasticità mentale per capire un po' di tutto quello che sta da una parte sola.

Lo avevo già detto qui, l'ultima volta che avevo fatto il salto:
http://ascoltaepentiti.blogspot.it/2012/11/altri-generi-da-esplorare-extensional.html
http://ascoltaepentiti.blogspot.it/2012/11/karate-kid-daniel-e-il-maestro-miyagiavi.html

O si impara karate o non si impara karate. O si coltiva l'orecchio extensional o quello "normale". Sono due abilità concorrenti, come fare massa e definizione in palestra.

Entriamo ora nella parte de-motivazionale del post: NON FATELO.

NON ASCOLTATE MUSICA CLASSICA E JAZZ

LASCIATE PERDERE



Fin quando non siete pronti a mollare tutto e cambiare completamente. Probabilmente dimenticando quello che c'è dall'altro lato. Come Orfeo che non doveva mai voltarsi a guardare Euridice:



Per due motivi:

1) la transizione rischia di diventare lenta, estenuante e frustrante con pochissime cose che vi piacciono sia di un mondo che dell'altro e non nella maniera giusta.
Se dovete prendere il 5% di quello che c'è da Beethoven, tanto vale non farlo.
Così come avrete una comprensione parziale (ed un godimento limitato) anche della musica leggera.

2) la transizione è violenta. Per questo ho parlato di orizzonte degli eventi.

Quando si passa da 1.0 a 2.0 eccetera poi a 1.5 lentamente tutto sembra smooth, si va avanti ed indietro con elasticità e sembra di poter gestire la cosa.
A volte anche nella stessa giornata.

Il passo verso il 2.0+ è meno reversibile, ma ancora gestibile. Si continua ancora a credere alla favola dell'oggettività, della verità e della musica "buona" e musica "cattiva" in ogni genere o sottogenere, del "ora ho più esperienza e ho finalmente capito la verità".

Quando si supera lo scoglio finale il gradino che separa il 2.5 (ed il 3.0 che sono la stessa cosa) dal resto del mondo (per questo ho deciso di marcarlo con 4 asterischi) non c'è gradualità. Il salto è netto, traumatico ed apparentemente irreversibile.

Ricostruendo ho verificato che l'ultima transizione AVVIENE SEMPRE DI NOTTE: uno si sveglia la mattina ed all'improvviso non ci capisce più niente di tutto quello che sta al di là della cortina e viceversa.

Inoltre l'effetto che fa qualunque forma di musica leggera quando si supera questo orizzonte degli eventi è di incredibile repulsione e di incomprensione. Sembra tutta uguale, un magma indistinto di suoni e rumori privi di significato e difficili da afferrare, spesso fastidiosi, a volte semplicemente stucchevoli.

Parimenti l'effetto che fanno i capolavori (che diventano all'improvviso migliaia) della musica "seria" è devastante-ah ed allucinante-ah, paragonabile a sindromi di Stendhal o cose simili:


e ci vuole un po' di pelo sullo stomaco sia per sopportare il primo fenomeno (il rumore) che il secondo (l'estasi).

Se siete pronti per fare il salto, il procedimento è questo:

In teoria se ci ho visto giusto ed il giochino funziona, in caso di passaggio graduale (all'inizio è graduale), le ultime cose a funzionare dell'altro mondo dovrebbero essere largo circa queste:

Se il giochino non funziona sarete voi a scoprirlo con il tempo ;)


7 commenti:

  1. Non parlerei proprio di orizzonte degli eventi, perché il passaggio è difficile, ma reversibile; viceversa una volta passato l'orizzonte degli eventi di un buco nero sei fregato e basta.

    Semmai parlerei di stati energetici, un po' quelli degli elettroni in orbita intorno al nucleo atomico.

    Però mi piacciono questi paragoni con la Fisica e con l'Astronomia, mi riportano ai tempi in cui la Musica era considerata una Scienza!

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    1. Più che la scienza il mio punto di riferimento sono le discipline orientali, sia le arti marziali che quelle spirituali.

      In tutti i manuali di meditazione ci sono "stati" o "livelli" con le indicazioni dei guru per riconoscerli e raggiungerli tramite disciplina e pratica.

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    2. Non so quanto siano utili le discipline Orientali, preferisco di gran lunga il riscontro oggettivo delle Scienze Occidentali.

      Poi certo in Musica non è tutto oggettivo, ma certe cose si. La conduzione delle Parti o l'Armonia sono Scienza, e la buona riuscita di un Pezzo dipende innanzitutto da quelle: anche la realizzazione di una buona idea passa attraverso la Scienza delle Voci!

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  2. La scienza non è oggettiva, bensi' un metodo umano di interpretazione di eventi oggettivabili, dunque soggettivo, il cui valore è condiviso dalla maggiorparte delle persone e mira a comprendere le leggi fondamentali della conoscenza naturale (da qui la pretesa di universalità della scienza).
    L'oggetto è sempre filtrato da uno o più soggetti (gli scienziati).
    Al massimo, le scienze occidentali sono perciò intersoggettive e universali.

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  3. Ma tu Tony hai fatto studi di Fisica?

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    1. Si ma non cosmologia/relatività/nucleare/sarcazzi.

      Mi sono occupato di ottica quantistica e per il phd ho virato sulla chimica teorica (computazionale).

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    2. Comunque onde evitare fraintendimenti con il materiale del sito fisica e matematica non hanno niente a che vedere.

      I miei riferimenti sono la psicologia dell'esperienza ottimale (teoria del flusso) e svariati testi di musicologia/storia della musica/interviste a musicisti.

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