giovedì 18 aprile 2013

Il resto è noia - errata corrige



Ho più volte specificato che quando la nostra percezione sale, nel cammino degli ascolti, molta musica che ascoltavamo prima ci risulta noiosa.

E' bene fare attenzione a distinguere due tipi di noia.

Con questo post chiudo una fase, quella di sperimentazione e mi starò zitto per un po' aspettando vostri commenti e feedbacks.

Anche perchè non è che posso passare la vita a classificare la musica in un delirio ossessivo compulsivo, una volta che si sono fatti degli esempi basta :)


Un tipo è la noia che nasce dall'ascoltare musica che oramai ci ha dato tutto quello che ha da dare e quindi ci risulta prevedibile (il flow non parte).
L'altro tipo è la noia che ci capita quando ascoltiamo qualcosa che è troppo pesante (e quindi ci fa fare uno step successivo).
Quindi mi ha colpito il fatto che è quasi unanimente considerato il disco più noioso del rock inglese Tales from the Topographic oceans degli Yes.

Da quando ho creato questa categoria "ponte" fra l'orecchio estensivo e l'orecchio "normale", cioè la 2.0+ sto incorrendo in una serie di passi falsi ed inciampi.

Il più grave fino ad adesso è non realizzare che nel rock sinfonico c'è anche tanta musica molto raffinata e ricercata.

Per esempio Steve Howe degli Yes e Steve Hackett dei Genesis sono chitarristi musicalmente validi nei loro soli e mi sento di mettere nella lista 2.0+ i seguenti dischi:


Yes - Close to the edge
Yes - Fragile (*)
Yes - Relayer (*)
Yes - Yessongs
Yes - Tales from the topographic oceans (*)
Yes - Drama

Steve Hackett - Voyage of the acolyte (*)
Genesis - A trick of the tail (*)
Genesis - Wind & wuthering (*)
Genesis - Seconds out
Genesis - Three sides live (senza Hackett ma con il doppio batterista che mi piace)
Steve Hackett - Genesis revisited (1996)
Steve Hackett - Genesis revisited II (2012)

dove ho marcato con l'asterisco quelli musicalmente più elaborati del lotto.

In particolare Relayer e Tales hanno molti momenti in cui mi sembra davvero di ascoltare i Weather report degli stessi anni.

Mentre per chi vuole salire davvero in alto il consiglio è di ascoltare solo Beethoven e Coltrane per qualche giorno. Che di fatto è la mia attuale routine di allenamento definitiva perchè questi due musicisti condensano tutto, avanguardia e tradizione.


7 commenti:

  1. Ciao Tony, complimenti per il blog! ti seguo da diversi mesi ormai e, in modo piuttosto silenzioso perhcé non ho mai scritto commenti finora, sto provando tutti i vari esercizi da te proposti per l'educazione dell'ascolto. Io credo che quello che hai sperimentato può essere veramente illuminante, considerato che ho notato impressionanti cambiamenti anche nel mio modo di pormi nei confronti della musica.
    Insomma, quello che proponi ha attecchito alla grande. La prima volta che sono capitato sul blog ero a livello 2.0 pulito, poi via via mi sono fatto un sacco di esperienza con Frank Zappa, la classica e col jazz da te consigliati, per arrivare a 3.0 pulito dopo pochi giorni di ascolto esclusivamente >2.0+

    A mio parere, anche sul discorso 'noia' ci hai preso in pieno. Infatti, da quando ho seguito la bachificazione ho iniziato a sentire la noia come la intendi tu nel primo caso (non si riesce piu a entrare nel flow - se non dopo un'esposizione piuttosto prolungata-) in modo tangibile.
    Riporto qui un esempio per chiarire un pò: da quando ho iniziato il mio percorso di ascolto di musica classica, partendo con i 2 libri di clavicembalo ben temperato di Bach e i lavori sinfonici di Messiaen, non sopporto più per periodi abbatsanza prolungati la musica elettronica: sento come suoni spenti, senz'anima. E la cosa si fa molto evidente anche con le chitarre elettriche. Insomma, dopo un pò non mi annoio dal fatto che non entro più nel 'flow', ma semplicemente perché avverto questa sorta di 'freddezza' del suono. Lavorando con la musica in modo piu o meno quotidiano (missaggio, editing e mastering), posso assicurarti che l'allenamento acustico più impressionante l'ho fatto grazie a te. :)
    Grazie!

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    1. Mi fa piacere.

      Anche se questo sito nasce per condensare 20 anni di ascolti in maniera semplice e divulgativa e, quindi con lo scopo di far conoscere e spiegare le differenze fra i vari tipi di musica, nel più breve tempo possibile, e ha quindi come target chi ha meno di 20 dischi sullo scaffale, speravo potesse essere utile proprio agli addetti ai lavori.

      Purtroppo vuoi la naturale pigrizia, vuoi le pressioni sociali, vuoi i tempi di oggi, critici musicali, artisti, giornalisti, turnisti eccetera vivono su bassissimi livelli di percezione e con esperienza poco variegata.

      E creano (e divulgano) prodotti che sono sempre più effimeri, causando una frustrazione generalizzata, oltre ad un caos totale.

      Spero che non sarai costretto a cambiare lavoro, dal momento che la musica che registravi la apprezzi di meno :) ahahaha

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    2. Al contrario, apprezzo ancora più la bella musica e so intervenire in modo ancor piu raffinato sul suono.

      Il tuo blog è la mia palestra personale :) A proposito, condivido i miei ultimi esperimenti - dato che ti serve un pò di feedback -.

      Per allenare il senso del ritmo hai piu volte consigliato di ascoltare musica jazz. Io sto provando anche con la musica percussiva africana e i risultati sono veramente 'amplificati'.

      Dico della musica percussiva africana perché ascoltare puramente le percussioni aiuta a conoscerne le sonorità e i timbri. In questo modo anche l'accordatura è molto più evidente e l'orecchio non allenato trova piu semplice affinarsi.

      Per la mia poca e personale esperienza il jazz è molto interessante e utile, ma senza una precedente conoscenza delle percussioni e della loro accordatura, anche allenarsi seguendo i ritmi jazzati è molto difficile.

      Grazie, continua così

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    3. La musica africana (ed il gamelan) cosi' come molto minimal lavorano a bassa percezione (1.5).

      Un buon compromesso fra quello che stai facendo e quello che suggerisco è dato da

      steve reich - drumming
      Louis Bellson - Skin deep

      musica "nostra" per sole percussioni.

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    4. Effettivamente l'ascolto è semplice semplice, e mi chiedevo se ci fosse ogni tanto qualche punto più 'ostico'.. allora adesso mi butto su Louis Bellson e Reich. Sai indicarmi altri ottimi dischi per questo allenamento?

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    5. Se vuoi robe pesanti
      Béla Bartók Music for Strings, Percussion, and Celesta
      Elliott Carter Eight Pieces for Four Timpani

      Robe leggere:
      Spectrum - Cobham
      i dischi della Chick corea Acoustic ed electrik bands
      Brand X (il gruppo fusion di Phil Collins)

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    6. Grazie per tutto, ti aggiorno appena posso.

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