giovedì 4 aprile 2013

i dischi più venduti nel mondo

Ovviamente è impossibile fare una classifica di questo genere perchè le fonti sono incerte, ma tralasciando compilation e fermandoci al primo disco per vendite di ogni artista (sorgente wikipedia) e tagliando qua e là abbiamo un estratto di questo tipo:




Michael Jackson - Thriller
115 milioni
livello di percezione: 1.0

Pink Floyd -The Dark Side of the Moon
50 milioni
livello di percezione: 2.0

Backstreet Boys - Millennium
40 milioni
livello di percezione 1.0

Alanis Morissette - Jagged Little Pill
33 milioni
livello di percezione 1.0


Mariah Carey-Music Box
30 milioni
livello di percezione 1.0


The Beatles-Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
30 milioni
livello di percezione 2.0+


Lo spunto di riflessione è questo.
Non ci sono 50 milioni (e passa) di ascoltatori 2.0 al mondo né 30 milioni di ascoltatori 2.0+ ... altrimenti Peter Hammill e Chick Corea sarebbero multimilionari.

Così come MEZZO MILIARDO DI PERSONE ha ascoltato ripetutamente e conosce musica ad altissimo livello perchè seguendo il campionato di formula 1  ha ascoltato musiche di Haydn.

Non c'è la doppia implicazione, per questo ho preferito fare liste lunghe affinchè abbiate quanti più indizi possibili per capire se state arrivando ad un alto livello. Ascoltare musica 2.0+ per caso con l'orecchio 1.0 è possibile. E' persino possibile ascoltare musica 3.0 con l'orecchio 1.0... per esempio canticchiare l'Inno alla gioia di Beethoven con lo stesso spirito con cui si canticchiano i Ricchi e Poveri.

Alcuni di voi probabilmente vedranno nella lista qualche disco dei Beatles o di Zucchero per esempio gradito, così come magari troveranno noiosa molta musica 1.5 e 2.0 e penseranno di essere vicini al 2.0+ quando invece sono degli 1.0.

Infatti un conto è ascoltare i Beatles e i dischi migliori di Zucchero e passare il resto della giornata fra l'opera lirica più accessibile, Pat Metheny ed Eric Clapton, chiaro segnale di orecchio 2.0+, un conto è invece passare il resto della giornata fra Oasis, Eros Ramazzotti e Ligabue, chiaro segnale di orecchio 1.0.

Infatti molti musicisti con un buon orecchio e talento per la musica sono in grado di mescolare le carte e creare musica in grado di soddisfare sia la massa che gli intenditori. Sono cose che Mozart, Beethoven e Miles Davis hanno fatto spesso per esempio.

Ecco un esempio di un tipico percorso per indicare come lo stesso fenomeno (Beatles) viene percepito al variare del livello di percezione di un ascoltatore.

Ragazzino di 13 anni livello di percezione 1.0. Ascolta pop radiofonico ed inizia ad amare i Beatles per la semplice melodia.

16 anni: livello di percezione 1.5, stanco del pop abbandona tutta la musica orecchiabile, Beatles compresi (perchè li ascoltava con lo stesso spirito con cui ascoltava gli U2) e diventa un indie snob. Velvet Underground rulez.

17 anni: inizia a suonare la chitarra e inizia ad esplorare il prog più sborone, pian piano il livello di percezione va verso il 2.0, adora gruppi come Dream theater, Deep Purple, pian piano scopre Genesis e Pink Floyd. Recupera parzialmente i Beatles perchè precursori in parte della musica che adora. Li considera comunque una piacevole curiosità e poco più.

20 anni: inizia ad esplorare il prog sempre più ostico, si avvicina ad alcuni virtuosi del blues, i Pink Floyd e Wyatt dominano i suoi ascolti. Ascolta musica classica e jazz modale superficialmente. Livello di percezione 2.0 ma sempre più 2.0+. Si accorge che i Beatles addirittura hanno qualcosa in più dei gruppi prog e li recupera completamente considerandoli al pari dei gruppi migliori.

30 anni: la classica facile e il jazz facile sono le cose che ascolta dalla mattina alla sera, livello di percezione fra il 2.0+ ed il 2.5. I Beatles e pochi altri musicisti rock sono gli unici che apprezza un poco, mentre è insensibile al resto. Finalmente capisce perchè c'è gente che li considera dei talenti puri della musica.

E' un percorso standard. Il "recupero dei Beatles" quando si abbandona il rock e si passa alla classica o al jazz è uno dei segnali più evidenti di avanzamento di percezione verso il 2.0+. L'ho visto in decine di ascoltatori in età adulta.

E il livello di percezione 2.0+ permette già di iniziare a fare sul serio con la musica jazz, classica e contemporanea. E' il trampolino di lancio verso il 3.0.

Postilla: molti invertono l'ordine fra 2.0 e 1.5 nel loro percorso. Quindi abbandonano il prog per l'indie e poi solo dopo si buttano sulla musica seria. Sono più a rischio però di fare un casino assurdo.

2 commenti:

  1. Non voglio fare facili critiche alla tua peraltro interessante riflessione che è di per se stessa estremamente soggettiva ma per quanto mi riguarda riesco a passare nell'arco di una giornata dai Weather Report agli Ulver, da Penderecki a Bologna Violenta, così come dagli Apoptygma Berzerk ai Rammstein. Ho 38 anni e sono un musicista e un tecnico del suono. Non ho un genere musicale di riferimento che possa definire 3.0 perché per me "3.0" è la musica che sa darmi le emozioni che voglio o, meglio, che riesco ad interpretare, ascoltandola, per succhiarne la linfa vitale di cui ho bisogno per vivere emozionalmente e cerebralmente. La classica o il jazz non sono per forza punti di arrivo. John Zorn ne è un esempio lampante. Capita anzi da adulti di tornare ai primi "amori" musicali, con più consapevolezza di quanto se ne avesse in adolescenza.
    Ho anch'io generi musicali che non apprezzo particolarmente, come l'hip-hop o la trap music, ma forse anche perché non li conosco bene come altri. La mia e solo mia verità è che la buona musica è... la buona musica, non appartiene a nessun genere e se è frutto di crossovering ancora meglio. Un po' come un figlio o una figlia "meticcia" ancor più bella dei genitori appartenenti a due etnie ben distinte. La musica è in continua evoluzione come noi perché così lo è la vita. Ed è per questo che la musica è la cosa più bella della vita, non trovi ?
    Io credo che non esistano percorsi da 1.5 a 2.0 o roba simile.. esistono maturazioni individuali frutto non solo della nostra acculturazione musicale ma anche del nostro vissuto personale. Fuori da ogni facile ma restrittivo schematismo.
    Ti auguro buona musica, senza alcun percorso prestabilito e, anzi, tanta buona musica "fuori pista", metaforicamente parlando: è quella generalmente che più colpisce senza preavviso e ci rimane dentro per tanto, tantissimo tempo. Comunque grazie per gli articoli che scrivi: sono capitato per caso su questo blog e mi ha stimolato riflessioni che non sempre si ha occasione di "produrre".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il ragionamento che fai è ok.

      Ognuno fa un suo percorso, la sua strada nel territorio delle percezioni. Quello che penso è che i "porti", gli "approdi" a cui si arriva dopo anni di percorso sono relativamente limitati.

      Elimina