martedì 9 aprile 2013

Conflitto fra artisti a differente percezione parte seconda

Joe Satriani: 2.0+
Frank Zappa: 2.0+/2.5/3.0
Bruce Springsteen 1.0+/1.5
Queen 2.0+ (in seguito a fine carriera 1.0)
Gentle Giant 2.0+


Joe Satriani parla di Zappa. In pratica dice che preferisce i momenti in cui suona molto semplice.





"I remember seeing Frank a few times, and always really enjoying when the music got simple. He would improvise on top of it. Those were my favorite Frank Zappa moments," Joe admits. "I was never very much impressed with 'intense' arrangements, because they're rather intellectual: you get a piece of paper out, you put a bunch of dots on it, and you hire someone and say, 'play that!'" Satriani explains with a chuckle.


Frank Zappa intervistato sulla scena rock di fine anni 70.


Street"Are there any major rock n' roll bands aside from yourself that you do listen to?"
Frank Zappa"I like Queen. I like Gentle Giant."
Interviewer"What about some of the critics’ favorites such as Bruce Springsteen?"
Zappa"I met Bruce one time. I was brought backstage to one his shows when he was working at the Palladium in New York, and he seemed like a nice enough guy. But that is not my style of music."

Zappa: "No. Who's the one they announced last year was gonna be the new Bob Dylan?"
Fass: Springsteen.
Zappa: "You've heard of Springsteen. Yeah."
Street: But do you really think he's part of punk rock?
Zappa: "I'm saying that along those some lines. He hits both covers of major magazines with rock journalists saying; "Yeah, this is it." It's all a hype. And then the next thing you know they call it punk rock and now those guys are gonna be writing about punk and how great it is. Unfortunately, a lot of people who are writing rock criticism today weren't around during the sixties or they'd already know that punk rock already happened folks. It was better already."


What did you think of punk?Well I liked the attitude of punk, I didn't necessarily like it from a musical standpoint; it is anti-musical. The whole idea was we're gonna play shitty and fast and so what? The "so what?" part I always like. But anybody who's against music I don't like. I don't like people who smash instruments. I don't like the abuse of things that could produce beautiful results.








10 commenti:

  1. Oggi pensavo alla differenziazione in livelli. Come idea è buona, ma trovo poco marcato il salto che c'è tra il secondo ed il terzo. Io "promuoverei" il "2.0+" a 2.5, unificando l'attuale 2.5 col 3.0 e segnalando magari i Capolavori del "canone" della Musica Occidentale come "3.0+". Trovo che dia un'idea migliore della gerarchia, marcando in particolare il salto al "terzo livello".

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    1. Ci stavo pensando pure io infatti avevo appuntato questo:

      3.0 Musica seria ostica
      2.5 Musica seria accessibile
      *
      2.0+ Musica semileggera con alcuni punti di contatto con la musica seria (estensiva?)
      ***
      2.0 Musica semi-leggera
      **
      1.5 Musica alternativa
      *
      1.0 Musica leggera

      Ho anche congetturato che le musiche con l'uno davanti si ascoltano con un focus di circa 3 secondi, la 2 con un focus di circa 6 secondi e le altre ascoltando "l'insieme". Gli asterischi indicano una "barriera" da superare, e il loro numero indica l'energia che è necessaria per superarla.
      Immaginatevi una freccia rivolta verso l'alto ... questo è il cammino più naturale per un ascoltatore che acquista esperienza.

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    2. Per esempio ci sarebbe questo ottimo violinista (l'ho visto minimo 30 volte suonare a Milano) che dichiara:
      http://www.grazia.it/Stile-di-vita/tendenze-lifestyle/Il-violinista-Luca-Santaniello-Amo-Mozart-ma-anche-Jimi-Hendrix

      A lui piace soprattutto la musica che chiamo 2.0+ e 2.5

      Così come è evidente che molta musica antica, rinascimentale, barocca, molto jazz cantato sono drammaticamente simili alla musica rock 2.0+ e sono facilmente integrabili in certi ascolti.

      La vera incompatibilità che osservo è quando mi sforzo ad ascoltare la musica che si basa tantissimo sulla ripetizione e sul moto parallelo (1.5 e 2.0). E' li' che sento davvero flipparmi il cervello. Senso di stordimento, mal di testa, sonnolenza.

      Invece fra 2.0+,2.5,3.0 è solo "quanta complessità ho deciso di sopportare oggi" e questo riesco a gestirlo.

      Purtroppo avrei bisogno di conferme (o smentite) da un campione ampio di ascoltatori, non so davvero se sono cose cosi' universali.

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  2. Non so, io tra Musica Corale Rinascimentale, primo '900 in toto e Romanticismo Sinfonico mi muovo indifferentemente; nella tua scala dovremmo essere tra il 2.5 ed il 3.0.

    Sulla Musica Cameristica Romantica faccio molta fatica, forse più che sul '900 più "estremo", forse anche perché era più concepita come Musica da suonarsi che da ascoltarsi; il "3.0+" per me sarebbe questo.

    Jazz e leggera in toto mi danno l'idea di musica da sottofondo, rock e derivati proprio non li sopporto. Io trovo che la gerarchia sia questa:

    1.0: pop, leggera e new-age.
    1.5: punk, hard-rock, metal, "indie", house & simili.
    2.0: pop e leggera di buon livello, rock, blues ed "easy-listening".
    2.5: jazz, blues di buon livello e Musica Popolare.
    3.0: Musica Classica.
    3.0+: Musica Classica di alto livello o particolarmente complessa.

    La grossa barriera starebbe tra 2.5 e 3.0.

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    1. Ci sono molte persone di grande esperienza e cultura che la pensano cosi', una visione Adorniana ed eurocentrica.

      Non ho elementi per confutarla nè approvarla ;)

      Di fatto io ho una visione che è molto basata sul gusto americano, in particolare USA e sono quindi fazioso nel senso opposto.

      In generale quando ho inventato i livelli il mio obiettivo era imparare ad ascoltare il jazz contemporaneo, la musica classica è stato solo un effetto collaterale.

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    2. Allora forse è tempo di aggiornarsi ;) ;) .

      Comunque il mio non è eurocentrismo, è solo pensiero personale. Per il resto non sono tipo molto "eurocentrico", anzi le Musiche Popolari di tutto il Mondo (dai canti delle mondine Emiliane a quelli "armonici" dei pastori Mongoli) sono quelle che più rispetto dopo la Classica.

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  3. Alcune sembrano banalità, altre proprio inesattezze, ma certo è che con la seguente affermazione il tipo si pone proprio agli antipodi della tua teoria: "La mia idea è che esista solo un unico confine netto e invalicabile, quello che separa la musica bella da quella brutta! Non è importante la complessità della struttura melodica o armonica..".
    La cosa mi ha fatto riflettere; secondo me quello da te ideato è, per l'appunto, un 'metodo' e, finché rimane tale, funziona pure. I cosiddetti livelli da te individuati risultano utili parametri di riferimento per chi sia interessato a riuscire ad ascoltare con (somma) soddisfazione musica seria, 'ostica'. Non è detto, però, che una tale utilità (e fors'anche riscontrabilità) empirica giustifichi la elevazione di detti livelli a vere e proprie categorie ontologico-musicali.
    Anche il discorso sullo scendere ed il salire, sul fatto che la musica di livello più basso possa compromettere le vette raggiunte, etc etc, potrebbe meritare un ripensamento. O quantomeno alcune precisazioni: potrebbero, cioè, rappresentare, insieme alla stessa suddivisione in livelli, elementi ed indicazioni utili per tutti coloro per i quali il livello 3 rappresenta una mecca e non la normalità. Forse, e paradossalmente, proprio un ascoltatore che sia di default di livello 3 (per nascita, fortuna, genio, lavoro o chennesò io..) potrebbe trovare tutta la tua costruzione teorica vagamente farraginosa, artefatta.
    Da quello che ho capito, del resto, i livelli nascono come livelli di percezione, di ascolto; la traslazione dei livelli alla musica è frutto di un procedimento che, logicamente, non è pienamente giustificato e che, consentimi, non so quanto sia consapevole;
    mi spiego: per stabilire a che livello di percezione sono verifico che tipo di musica riesco ad apprezzare; da qui, si è passati, a mio avviso inopinatamente, ad attribuire un livello intrinseco alla musica stessa che ha così smesso di rappresentare il parametro del mio livello di percezione; così trascurando anche che la musica funzionava quale effettivo criterio di misurazione del mio livello solo se combinata con la verifica delle sensazioni che detta musica mi provocava.
    Lo so sono stato lungo e sto facendo l'eretico; ma come molti degli eretici nella storia il mio è forse un richiamo alle origini del verbo ;) più una certa critica al tuo egalitarismo.
    Dovessi riassumere il messaggio direi:
    1) non siamo tutti uguali, c'è chi fa più fatica, chi meno, chi per niente, chi forse al 3 livello non ci arriverà mai davvero;
    2) il livello è nella percezione, non nella musica: se sono un livello 3 ascolto a questo livello tutta la musica e, come dice il violinista, stabilisco se mi piace o no; ma ascolto a quel livello, punto. Quella dei livelli attribuiti alla musica è una approssimazione semantica utile per chi si deve allenare, ma non dovremmo dimenticare che sottende una inversione di significati.

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    1. Pre-scriptum: ti conviene loggarti con gmail o google plus o wordpress ... è più comodo postare commenti.

      E' molto vero quello che scrivi.

      Infatti la vera musica a "livello 3" è quella che piace solo se osservata a livello 3.

      Per questo nei miei test mi sono sforzato di usare come allenamento proprio le cose che ascoltate a livello basso un gran frangimento di coglioni (almeno per me) come per esempio la musica per tastiera di Bach, i beboppisti più tradizionali (Rollins, Parker), musica dodecafonica da camera.

      Per quasi tutte le musiche famose si parla di qualcosa di accidentale, del fatto che piaccia a persone con un orecchio diverso da quello che l'ha fatta.

      Prendiamo John Coltrane, lui stesso diceva "Non lo so perchè la gente normale si emoziona con la mia musica più di quella dei miei colleghi ugualmente bravi". Secondo me era un po' paraculo perchè da giovane era stato un sassofonista di R&B e quindi sapeva benissimo come affascinare anche le persone normali.

      Cosi' come nel rock. I Beatles sono uno dei gruppi più raffinati a livello compositivo però hanno più chiavi di accesso (1.0, 1.5, 2.0).
      Può piacere al poppettaro per le melodie, al rockettaro per i suoni veloci e duri, al prog per l'uso della forma suite. Ma ognuno di questi farà una distorsione.

      Ascoltati con lo stesso orecchio di Lennon e Mc Cartney (2.0+) dovrebbe piacerti l'intera loro discografia. Lo so di per certo perchè ho studiato a fondo la loro storia e so che erano molto ambiziosi ed ascoltavano molta musica di spessore, sia popolare che non.

      Lo stesso motivo per cui per "definire" i livelli ho usato liste lunghissime.

      Capisco che possa essere frustrante perchè, almeno per me il giochino funziona molto precisamente. A volte sbaglio nell'allocare i dischi e gli artisti nella giusta scatola ma poi spesso con il tempo correggo.

      Ti faccio un esempio molto banale, un paio di mesi fa ho avuto problemi di sonno una notte. Ho provato ad ascoltare un po' di robe e non riuscivo a far funzionare niente.
      Ho messo allora due brani di Nick Drake e Tim Buckley e non mi hanno fatto schifo. E mi sono detto "Ok sono a 1.5".

      La prima cosa che ho fatto è stata cercare robe dei Naked City ed ascoltarle per lo sfizio di sapere che effetto facevano. E ne ho tratto il loro (limitato) piacere. Infatti nel mio modello Zorn finisce nella scatola 1.5.

      Una volta che impari a farlo funzionare il giochino lo puoi usare come ti pare.

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  4. @pre-scriptum: ora provo, è che non sono troppo pratico con ste robe (google plus, wordpress..)

    Per il resto, grazie delle risposte e dei continui spunti di riflessione.

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    1. non è che devi farti un account gmail se non ce l'hai ... non fa niente :)

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