domenica 7 aprile 2013

Bachificazione (reprise)

Nei miei primi appunti del 2003 avevo segnato un solo esercizio: ascoltare  e riascoltare fino allo sfinimento i due libri del Clavicembalo ben temperato di Bach in una interpretazione metronomica.



Sul numero di Amadeus di questo mese (281-aprile 2013) che ho preso per la registrazione inedita delle musiche per chitarra di Mauro Giuliani, fra le recensioni dei libri mi ha colpito questo:

Introduzione all'ascolto e alla interpretazione del Das Wohltemperirte Clavier di Johann Sebastian Bach
Ennio Cominetti
Eurarte



E' una guida per il musicista che vuole intraprendere lo studio dell'opera e ovviamente contiene anche un'introduzione storica.
Copio ed incollo dalla recensione:

Oggi il Clavicembalo ben temperato appare come un caposaldo, uno spartiacque fra l'era della musica antica e moderna. Un capolavoro assoluto che per il suo valore artistico e didattico fu ben presto tenuto nella massima considerazione dai compositori.
Mozart, ad esempio, conobbe l'opera nella casa viennese del barone von Swieten; Beethoven la suonava a memoria già nell'adolescenza, Schumann esortava a eseguirla frequentemente perchè a suo parere era il "pane quotidiano di coloro che vorranno diventare ottimi musicisti".

Anche in uno dei libri di Daniel Baremboim viene detto come la cosa più importante per la formazione di un compositore e pianista è lo studio del Clavicembalo ben temperato.

Confesso però che quando ideai l'esercizio dell'ascolto ripetuto del Clavicembalo ben temperato della musica classica propriamente detta me ne interessavo poco. Il mio obiettivo era imparare ad ascoltare il jazz e avevo letto in alcune interviste a Ornette Coleman e Keith Jarrett che loro consigliavano il ripetuto ascolto del Clavicembalo ben temperato che avevano studiato da giovanissimi.

A sì dimenticavo, ora in questo momento Nicola Piovani è da Fazio, a differenza di Bollani, lui non si merita nemmeno una presa in giro con un post ad personam.

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