«Nella sfera del jazz Evans e Monk sono i miei preferiti dal punto di vista del tocco e della poesia. Nel jazz ci sono dei grandi virtuosi, come Oscar Peterson, Art Tatum, Albert Ammons o James Johnson, che mettono in opera una sorta di poesia della velocità. Possiedo il disco in duo di Herbie Hancock con Chick Corea: ci sono delle poliritmie incredibili, con sottili decalage basati su una perfetta conoscenza della musica la
tina e afro-americana. È uno dei miei dischi preferiti. Ma i grandi poeti del jazz sono altri, Monk come compositore, e per il tocco sublime Bill Evans, una sorta di Arturo Benedetti Michelangeli del jazz. Monk non aveva una grande tecnica, un po' come Duke Ellington, ma è da lui che proviene la musica più bella».
La domanda più stimolante di Delbecq viene alla fine: «Quale posto riservare al jazz nella storia della musica del ventesimo secolo?»
Illuminante la risposta di Ligeti: «Un posto importante, forse il più importante. Il jazz è arrivato ed ha imposto una combinazione di influenze inedite e tutte mescolate tra loro: la prima espressione musicale totalmente multi-culturale».
http://www.youtube.com/watch?v=iL9cI7Be6eI&feature=relmfu
http://www.youtube.com/watch?v=VJ8_RxrpQiw
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