mercoledì 18 aprile 2012

intervista ... a me medesimo

Linea editoriale dell'accademia di ascolto musicale Ascolta e pentiti



1 Quali sono i generi musicali che ti piace ascoltare oggi?

Il genere musicale che mi incuriosisce di più è la musica classica contemporanea (da Schoenberg in poi) e credo sia il genere musicale più interessante, completo e vario in assoluto. Anche perchè i compositori che sono ora in vita saccheggiano qualunque idea buona da qualunque fonte.
Amo anche molti autori jazz e la musica classica propriamente detta da Beethoven in poi. Mi piace ascoltare anche Bach, Vivaldi, Mozart vocale e qualche italiano del 700. 
Come contrappasso ascolto spesso musica da discoteca commerciale per svaccare quando sono stanco.
In quei momenti mi piacciono Lady Gaga, Black eyed peas, David Guetta, Bob Sinclair, Chemical brothers ed Eminem/D12.

2 Da quanto tempo ascolti musica classica? E come è stato il tuo primo incontro?

Ascolto musica classica con piena soddisfazione da circa 10 anni, con delle pause in mezzo. Sono stato fermo quasi 3 anni.
Il mio primo incontro è stato da bambino quando guardavo su rai 3 e rete 4 la domenica mattina e la sera le registrazioni di sinfonie del repertorio standard dirette da Karajan e interviste a grandi pianisti. Avevo una fascinazione all'epoca. Poi durante l'adolescenza ho provato ad ascoltare musica classica ma con grande noia. Intorno ai 20 anni, a causa della passione per il progressive rock, ho iniziato ad ascoltare musica classica di facile presa, molto melodica.

3 Cosa ne pensi del concetto di ascoltatore “onnivoro” o “totale”, ti ritieni di corrispondere a tale tipologia di ascoltatore? Cosa pensi ti renda capace di apprezzare linguaggi tanto diversi fra loro?

Ho conosciuto il concetto di ascoltatore onnivoro o totale da alcuni articoli di Polillo. Lo considero una cosa buffa perchè lo stesso Polillo era tutt'altro che onnivoro, era molto esigente e snob.
Ho provato ad essere un ascoltatore onnivoro fallendo, in realtà quando cercavo di ascoltare il "meglio" di tutti i generi, mi piacevano poche cose di ogni genere ed erano quelle più accessibili.
Non sono affatto capace di apprezzare linguaggi molto diversi fra loro per lo spessore espressivo e per questo mi sono inventato la Bach-compatibilità come criterio nello scegliere la musica da ascoltare.
Conosco ascoltatori che sono sinceramente totali, cioè che non bluffano. Il primo che mi viene in mente è Luca Conti, direttore della rivista "Musica jazz".

4 Ascolti lo stesso tipo di musica tutti i giorni? O vai a periodi?

Ora vado a periodi, ma per un fatto di umore. In pratica potrei mettere sul piatto qualunque cosa che mi piace e apprezzarla. In passato sono andato a periodi. Ho avuto nell'ordine il periodo Nino D'angelo e Toto Cutugno,  il periodo di radio dj, il periodo sanremo e festivalbar, il periodo Beatles & Queen, il periodo metal e prog italiano, il periodo classici del prog e del rock "bertoncelliano" e infine il periodo "musica colta" che è stata la mia ultima evoluzione. Nel passaggio fra i vari periodi ho avuto dei momenti in cui la musica di fatto non mi piaceva.


5 Quali sono gli artisti jazz o pop/rock che ti piacciono di più?

Jarrett, Coltrane, Ornette Coleman, Ellington, Parker, Armstrong, Dolphy, Evans, Abercrombie, Metheny, Baker, Dorham, Marsalis, boh sono tanti. Forse pure troppi, perchè usando un linguaggio metabolizzato una volta che ne hai imparato uno, ne vengono di dietro tutti. E troppi si somigliano. Di pop/rock mi piace parte della discografia di Zappa.

6 Quali sono i periodi o i generi musicali del 900 “classico” che ti piacciono di più?

Sono ignorante, spero di dire poche corbellerie come nomenclatura.
La musica italiana del primo novecento, la scuola di Vienna, le avanguardie uscite da Darmstadt, soprattutto gli artisti capaci di creare una sintesi personale, il polistilismo recente, la nuova complessità, il post-minimalismo più massimalista se mi concedete questo paradosso. Non so dare i nomi alle correnti in maniera precisa, perchè normalmente gli artisti che mi piacciono di più rubano e contaminano molto.
Mi piacciono tantissimo anche gli autori che hanno evoluto il linguaggio tonale in maniera propria, è un errore snobbarli. Mi piace Zappa, di fatto è un musicista classico che suonava la chitarra elettrica al posto del pianoforte o del violino. Il più completo dei polistilisti.

7 Quali sono gli artisti jazz o pop/rock che tu ritieni saranno ricordati anche fra 50 anni?

Degli ultimi anni credo che Jarrett, Marsalis e Metheny siano ormai dei classici. Credo o spero che siano dimenticati tutti i musicisti poco tecnici e rumoristici che si sono venduti come free jazz ed avanguardia.
Per il passato storico Polillo ci ha preso, i suoi campioni sono anche i miei campioni. Rimarranno anche molte musiche crossover con il pop ed il rock che non apprezzo.
Del pop rock resteranno soprattutto i best seller, indipendentemente dalla qualità. In questo senso sono Bertoncelliano, un artista pop è importante quando risuona con la sensibilità collettiva di una generazione. Se un disco vende n milioni di copie un suo perchè ce l'ha, magari non per l'ascoltatore più snob, ma un suo perchè ce l'ha. Chi ha successo ha ragione sempre.
Per il resto per i generi di nicchia rimarrà un po' di tutto, fin quando ci saranno le sottoculture di riferimento che tramanderanno la memoria. Ma rimarranno sempre di nicchia.

8 Quali sono gli artisti di musica classica del 900 che tu ritieni saranno ricordati anche fra 50 anni?

Tutti quelli che sono apprezzati dalla critica adesso e magari qualcuno in più che non è stato ancora capito.
Gustav Mahler diceva "Verrà il mio tempo".
Rimarrano nel repertorio concertistico solo gli artisti che hanno usato un linguaggio che ha rotto meno con la tradizione ottocentesca... Sostakovic per esempio. Uno dei miei preferiti.

9 Quando entro in un negozio di musica classica o vado a teatro incontro solo vecchi e pochissimi giovani... ti sei mai chiesto il perchè?

Ci sono due fenomeni che portano a questo.
Il primo: i musicisti classici del passato appartengono al passato ed è una esigenza di un giovane avere riferimenti presenti, quindi se non c'è una imposizione dall'alto o una forte motivazione non ha senso andare verso il passato. I musicisti classici intesi come interpreti del passato sono spesso carismatici come un ragioniere in pigiama. Non fanno molto per vendersi. Passiamo alla musica nuova che potrebbe interessare i giovani. I compositori contemporanei più creativi hanno scelto  spesso di evitare di comporre opere di qualità, ma con una chiave di lettura anche per un ascoltatore casuale. Alcune sinfonie di Beethoven le puoi ascoltare anche solo per la bella melodia e per il bel suono dell'orchestra prima di capirla davvero. La musica di adesso o la capisci o è una tortura a parte rari casi come la sinfonia di Berio.
Il secondo è che credo che la maggior parte delle persone normali, come me, sono delle teste dure e hanno bisogno di training ed autodisciplina per imparare a farsi l'orecchio verso la musica più difficile.
Le abitudini di ascolto odierne, l'abbondanza di musica in streaming o download hanno fatto perdere l'abitudine al riascolto. Indipendentemente dalla qualità l'ascoltatore medio preferisce linguaggi musicali basici che siano l'house per il più frivolo o l'ambient/drone/noise/sarcazzo per il più sensibile non fa differenza. Di fatto c'è un abisso fra queste musiche e le complesse strutture della musica colta. Oggi chi ascolta i Pink  Floyd o i Van der graaf generator passa per scienziato molecolare, mentre ai tempi di mio padre era la musica dei capelloni tamarri. Da quel tipo di musica lì a certo jazz facile o certa classica facile era un passo...


10 Noti differenze fra musica scritta ed improvvisata, di che tipo?

La musica scritta con la suddivisione del lavoro fra chi mette le idee (il compositore), chi coordina il lavoro ed interpreta (il direttore o leader dell'ensemble) e chi materialmente esegue e colora (il musicista) permette di raggiungere la perfezione. Non ci sono storie.
La musica improvvisata ha delle lacune tecniche in questo senso, sia per dei momenti di stasi e ricerca delle idee, sia perchè ci sono delle leggere imprecisioni di esecuzione. Di fatto il fascino di una musica in fieri che dipinge il flusso di coscienza di un singolo o il dialogo fra delle persone è innegabile. Il livello artistico della musica improvvisata è a volte alto. Jarrett e Coltrane sono dei geni assoluti della musica. Nonostante l'orribile concerto di colonia ;)

11 C’è chi dice anche in ambito accademico che il jazz è stato il fenomeno musicale più importante del novecento, cosa ne pensi?

Adoro il jazz ma considero questa affermazione un falso storico, un'idea pericolosa, un crimine contro l'umanità.  Per controbilanciare la stroncatura di Adorno si è esagerato nell'altro senso. Perchè un crimine? Perchè si è pensato di poter sostituire la musica europea con il jazz e non di "aggiungere". E per quanto sia affascinante la musica improvvisata, per quanto sia importante l'opera di divulgazione dei linguaggi musicali che il jazz fa...  la vera ricerca su nuove possibilità espressive del suono la fa la musica europea. Di fatto chi decide in maniera miope di ascoltare solo la musica "classica" inseguendo il luogo comune e approfondisce soprattutto il novecento non si perde nessuna cosa che si possa dire in musica. Chi rinuncia alla musica classica si perde invece qualcosa di molto importante. Chi si ostina d'altro canto a chiamare il jazz "musica leggera" perde completamente di credibilità perchè di fatto i linguaggi usati dai jazzisti sono oramai gli stessi usati dalla musica contemporanea o molto simili o compatibili.


12 Cosa ne pensi del fenomeno Allevi e del minimalismo più easy in generale?

Di fatto è pop/rock strumentale. Con la differenza che chi fa musica rock perchè è spontaneo ed è l'unica che capisce di solito parla con il cuore e ha senso per qualcuno.  Chi fa musica leggera per convenienza senza esserci cresciuto di solito parla con il portafoglio e non ha senso per nessuno.

13 Hai mai cambiato gusti nel corso della tua vita? Ci sono autori, generi o periodi che hai amato e ora non ti comunicano più niente o viceversa?

Un sacco di volte. Sono relativista ma non troppo. Nel senso che è vero che tutta la musica ha un suo significato emotivo se riesci a sintonizzarti, ma non è vero che le potenzialità espressive sono le stesse. Il rock 1966-1973 era più interessante del resto del pop/rock. E la musica che ascolto adesso è molto più interessante di qualunque musica che venga definita "popolare".
I miei gusti attuali sono "sintetici". Una volta che ho capito il relativismo, mi sono forzato per modificare i miei gusti a tavolino allo scopo di trarre la maggiore gratificazione possibile.

14 Quando approcci un autore, un genere, un periodo che non conosci o non apprezzi ancora hai una strategia per affrontarlo?

Non leggo libri, non leggo giornali, non leggo i libretti dei cd, sono ignorante.
La mia competenza è figlia dell'amicizia con un bibliotecario dell'università che mi ha concesso prestiti liberi ed ascolti gratuiti da una biblioteca universitaria di cd con circa 5000 dischi.
Mettere il cd nel lettore, mettere il pulsante su repeat all e fallo girare per una settimana mentre faccio qualunque cosa. Ci sono dei momenti in cui sei distratto e metabolizzi il linguaggio. Momenti in cui ti concentri e ne vedi il contenuto.
Non conosco altro sistema che non il ripetuto ascolto.

Nessun commento:

Posta un commento