lunedì 27 febbraio 2012

musica per giovani e musica per vecchi

In una interessante intervista del collega blogger ed esperto di progressive rock Donato Zoppo a Piero Scaruffi ricaviamo una affascinante riflessione sul futuro dei generi musicali.



Il critico sostiene che, una volta definitivamente sepolto il rock dalle nuove musiche giovanili e finito l'assorbimento del jazz da parte della musica accademica contemporanea, ci sarà una ridefinizione dei generi musicali, oggi frantumati in dozzine e dozzine di sigle.

Si parlerà di musica per giovani o inesperti e musica per vecchi o esigenti.

E questa divisione riguarderà sia i consumatori della musica, che saranno individuati in questo modo e quindi tutto l'aspetto della commercializzazione, del marketing e della comunicazione, ma anche degli artisti che da giovani si esprimeranno nelle forme più immediate per poi cambiare forme di espressione e target man mano che i loro studi si compiranno.

Questo spiega anche il percorso personale di persone come Frank Zappa o Keith Jarrett ... o per esempio Mozart, i quali hanno prodotto i loro capolavori in età più matura. Non spiega Miles Davis che ha fatto il gambero invece... io ho due teorie sul progressivo deterioramento di Miles Davis. La prima nasce dal consumo di droghe che indica quindi proprio un cambiamento di abilità cognitive. La seconda invece dall'esigenza di avere una nuova Ferrari in garage :)

Effettivamente non nascondo che uno dei motivi per cui all'età di 21 anni circa lentamente smisi di ascoltare la musica popolare per rivolgermi alle musiche colte fu anche per incoraggiamento di collezionisti che oramai andavano per la cinquantina e consideravano i miei idoli e i miei capolavori semplicemente "Le cretinate che ascoltavo da ragazzo".
Il che è stato uno shock per me. All'inizio mi sentii profondamente offeso e deluso dalla loro insensibilità e dal loro conformismo.
Con il tempo poi li ho ringraziati, perchè mi hanno fatto risparmiare tempo o addirittura impedito che certe gioie arrivassero mai alle mie orecchie.

Passai rapidamente dal sentirmi offeso al sentirmi sciocco per non esserci arrivato da solo. Infatti non avevo previsto che la percezione è solo relativa e che quello che era importante per me, lo era anche in funzione della mia esperienza e che quindi avrei dovuto investire più tempo nel capire perchè le icone del passato erano tali.

Quando iniziai ad ascoltare progressive rock, kraut, psichedelia, post-rock e fusion avevo intuito che erano solo surrogati di grande musica, ma con il tempo lo avevo dimenticato. E alla fine non avevo previsto che avrebbero smesso completamente di piacermi. 


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