martedì 28 febbraio 2012

L'insostenibile leggerezza di Frisell

Dischi di Bill Frisell che si ascoltano senza annoiarsi...

Have a little faith
With Dave Holland and Elvin Jones
Songs we know....
Bill Frisell, Ron Carter, Paul Motian

Gli altri sono a vostro rischio e pericolo :)


17 commenti:

  1. La noia che prova l'ascoltatore navigato di musica colta di fronte a Frisell...è la stessa noia che prova il neofita di fronte a Bach? E' insomma sintomo di limiti di comprensione, di complessità di costruzione del brano o di niente di tutto questo? :D

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  2. Avevo letto una bellissima frase di Levi Strauss su un libro, credo fosse il crudo e il cotto "Spero di trovare in tutta Parigi almeno un violinista che abbia la mia stessa idea di musica, affinchè io riesca a divertirmi. Se fa troppe note non capisco niente, se ne fa troppo poche anche..."

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  3. Ahahah e ma allora l'universale qualità della musica va a farsi benedire di fronte alla lunghezza e pesantezza d'ascolto?
    Le opere musicali di 4 ore sono menate assurde...eppure hanno un valore emotivo-musicale rilevante, anche a detta di chi ascolta musica colta con regolarità. Non ho capito: siamo tornati nel relativismo? :D
    Bach è in e Frisell è out, però se Bach annoia è mancanza di esperienza nell'ascolto a breve termine, e se Frisell annoia, qual'è il motivo "scientifico"?

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  4. Il motivo scientifico si chiama povertà di linguaggio...
    ma fin quando funziona per te divertiti ;)

    Considera che la Callas dice che la musica di Mozart è noiosa e Boulez dice che Messiaen è commerciale...
    E Messiaen era praticamente il suo padre spirituale...

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  5. Parlando di poverta' di linguaggio io comprai originale un live in un carcere dei Sex Pistols ed ai tempi mi piaceva un sacco... ma non lo dire a nessuno :P

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  6. Adesso è più chiaro....insomma seguendo il tuo discorso Bach annoia per inesperienza, non per povertà di linguaggio, invece Frisell annoia semplicemente perché risulta prevedibile.
    Ti consiglio di specificare una nota in cui chiarisci la tua definizione di "noia" (povertà di linguaggio), perché non coincide con il concetto di "noia" dell'ascoltatore inesperto che si avvicina alla musica colta ("è talmente strutturato che non ci si capisce una mazza" :D).
    Una noia sembra essere stimolante, l'altra bloccante (sempre ai fini della comprensione della musica "d'arte").
    Evidentemente Callas e Boulez erano talmente allenati che dovevano essere stimolati con musicisti sempre più complessi, ben più di Mozart e Messiaen ;)

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  7. Allora sulla povertà di linguaggio e sul carcere...direi che la voce di HR dei Bad Brains in Re-Ignition, registrata dal telefono è il punto più estremo!....a quanto pare classica e punk non vanno d'accordo :D

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  8. Il fatto è che musicisti complessi ce ne sono centinaia o migliaia...perchè evidentemente tutti quelli che studiano in conservatorio diventano peggio di me.
    Se dovessi dirti che ora come ora Miles Davis non rientra nemmeno nei primi 10 trombettisti jazz mi prenderesti per pazzo.

    Arrivare a definire cosa è arte o cosa è genio è impossibile.
    Sicuramente John Lennon era un genio e Rachmaninoff un fesso, ma mi emoziona più Rachmaninoff ora...

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  9. Secondo me la Callas diceva quello che pensava, Boulez voleva invece attirare l'attenzione sul fatto che la sua musica fosse migliore di quella del maestro.

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  10. C'è un signore che si chiama Fabbri che ogni tanto spedisce una compilation dei King Crimson a Pollini, illudendosi che possa piacergli... questo per esempio non ha capito come funziona il mondo :D

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  11. Il punto interessante, su cui secondo me verte il percorso delineato dal tuo blog, è questo: l'arte emoziona allo stesso modo tutti, nel senso che l'emozione è la stessa. Perché la classica non-leggera (non salieri per dire) e certo jazz emozionino, serve un ascolto allenato...e siccome queste emozioni sono più raffinate e totalizzanti e varie dell'ascolto della musica "a lungo termine", è necessario questo stesso percorso e un ascolto allenato di mesi e anni.
    I due tipi di ascolto sembrano quasi uno spartiacque tra due modi di emozionarsi e soprattutto di valutare la qualità della musica.
    Ecco, da questo punto di vista un Davis di Bitches Brew, mezzo rock-psichedelico e mezzo jazz, risulta più apprezzabile da un ascoltatore rock che da un purista della musica colta: è una sfida d'ascolto per il primo, mentre per il secondo è un compromesso poco comprensibile.

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  12. Hai capito perfettamente tutto.
    La mia è una scelta di convenienza!
    Dopo anni di mancanza di allenamento, ho passato un'estate intera ad ascoltare Elisa ed i 99 posse, poi mi sono guardato nello specchio, mi sono sputato in faccia e ho detto "Si ritorna in forma per il campionato".
    Se vuoi i dischi di Frisell o Meldhau o Davis che piacciono a te, il sito di ondarock o Scaruffi mica li hanno buttati giu' ;)

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  13. Prendi per esempio Franco Fayenz, critico jazz.
    Quando scrive sul sole 24 ore parla di qualunque cosa, quando scrive per musica jazz restringe un po' il tiro, quando scrive per Amadeus si guarda bene dal chiamare "genio" il primo che passa che pesta su un pianoforte ;)

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  14. Beh dai "convenienza" è sminuente, direi piuttosto scelta estetica (di percezione, non dell'estetista :D)!
    Sembrano proprio due tipi di emozioni diverse.
    La musica colta mi sembra "colga meglio l'attimo": richiede più attenzione, vigilanza, devi essere più presente a te stesso. Il rock e il blues si affidano invece alla memoria...ormai conosco parecchio questo modo di percepire musica: è arrivata l'ora di smuovere le acque nella mia mente :D

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  15. Son contento per te perchè ti si apriranno universi sconfinati... ci sono persone che pur avendo fatto studi accademici non hanno mai il coraggio di fare il salto della quaglia.

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  16. Se ti vuoi togliere una soddisfazione io la musica di Wagner e Mahler ancora non l'ho capita... così potrai prendermi per il culo ;)

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  17. Mahler mi sembra un pò malinconico, non viveva una condizione sessuale facile da gestire all'epoca...cmq adoro Wagner, per me è uno dei più grandi filosofi di sempre: e con la musica riesce a esprimere lo scontro in divenire tra idee, persone, filosofie e prese di posizione, non dimenticando mai un profondo e radicale entusiasmo. Da un punto meramente di struttura compositiva, però non posso esprimermi...so che mi emoziona, so anche il tipo di emozione che mi da, molto intensa e potente, come heavy metal al cubo. Anche in lui riscontro quella "gioia metafisica" che sta nei grandi della classica, la stessa gioia dell'essere di cui parlano i maestri di filosofia orientale. Oltre la mente egoica insomma, una "roba definitiva"! :)

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