Innanzitutto diciamo una cosa: è una musica molto profonda e complessa... io ci ho messo 2 anni per capire la musica di Charlie Parker, che all'inizio mi sembrava un caotico fluire di note veloci al sassofono, completamente prive di melodia.
C'è un perchè: i musicisti di quell'epoca avevano un particolare compiacimento nel suonare una musica che i bianchi non potessero capire e vendere. E quindi si sono rifatti alla tradizione africana.. con il ritmo.
Ci sarebbe da fare tutto un discorso sullo swing... che farò dopo ;)
Partiamo da un dato... l'errore che fa normalmente un bianco nell'ascoltare il jazz è mettere il focus sul solista (il sassofonista o trombettista) e cercare delle melodie... sbagliando, perchè nelle scale che si usano (in cui per esempio esiste una mezza alterazione glissata chiamata blue note che non esiste nella musica occidentale) melodia ce n'è poca...
Per questo il profano ama certe cose di miles davis .. perchè c'è della melodia. Il cosiddetto jazz modale infatti era più melodico. Ma questo è un altro discorso. Poi se volete approfondire ci sono tanti libri, il Polillo, lo Zenni...
Torniamo a bomba.
Mettere il focus sul solista ... è sbagliato ... il solista mettetelo sullo sfondo. Ok, l'ideale sarebbe ascoltare ogni voce indipendentemente... ma siccome non ne siete ancora capaci (Bach dalla mattina alla sera, come ve lo devo dire?).... partiamo con l'orecchio casuale che è diviso in due... focus e sfondo.
Il focus non va messo sul solista... ma sulla sezione ritmica, brutti fessacchiotti!
E' una musica nata in Africa, il contrappunto ritmico è più importante delle note!
Cosa è la sezione ritmica?
In un quartetto standard la sezione ritmica è fatta da:
1) batteria
2) contrabbasso
3) una mano del pianoforte (l'altra fa i soli).
Quindi prendiamo uno standard... suonato da Charlie Parker in quintetto con Dizzie Gillespie alla tromba.
Il primo ascolto concentratevi solo sulla batteria... e ascoltate solo quella.
Il secondo ascolto concentratevi solo sulla walking bass line.
Il terzo ascolto sugli accordi che suona il pianoforte.
Infine ascoltate la ritmica tutta assieme, mantenendo il focus sulla ritmica... e sullo sfondo lasciate i soli. Che normalmente ogni tot battute si alternano una mano del pianista, la tromba e il sassofono.
Solo se capite la ritmica, riuscirete a trovare una logica nel ferratissimo dialogo fra le parti soliste... altrimenti è tutto un caos.
A proposito di ritmica, due parole sullo swing.
Lo swing in realtà è uno dei tanti ritmi irregolari (a differenza dei ritmi europei che sono metronomici) che esistono, un altro esempio è la clave caraibica che già conoscete .... Lo swing nasce in Francia nel lontano 1600. (!!!!!!!!!!)
I musicisti francesi suonavano non precisamente come le note erano scritte sullo spartito, ma ogni battuta avevano dei punti in cui acceleravano le note o le rallentavano. Così le varie voci del clavicembalo andavano ognuna per i fatti loro, pur essendo precise C'era dialogo. Per rendere il tutto piu' vario.
In Italia e in Germania... questo non piaceva e si preferiva scrivere le note come si suonavano.
Ma ancora oggi c'è chi suona Bach (che era tedesco) con swing... basta pensare a Glenn Gould che era un po' pazzerello. Paradossalmente gli artisti scritturati dalla etichetta jazz tedesca ECM (Jarrett e Schiff) suonano Bach in maniera metronomica. Per questo molti musicisti jazz ... adorano la musica per tastiera di Bach... Perchè alcuni interpreti ci mettono swing.
Torniamo a bomba... Cosa vuol dire che c'è swing? Da quello che ho capito io ascoltando... succede questa cosa qui.. tutti praticamente vanno a tempo, sono precisi, presi individualmente. Batteria, basso e pianoforte. Ma ognuno di loro preferisce anticipare o posticipare gli accenti, come se fossero un po' sfasati. Cioè ognuno di loro ragiona come se il metronomo battesse alcuni tempi in ritardo o in anticipo di un terzo (terzinano come si dice in gergo). Quindi in pratica riempiono tutti i silenzi. Si crea un tappeto ritmico denso, su cui i solisti si possono appoggiare perchè non ci sono vuoti.
Lo so, non ci avete capito un tubo. A rileggerlo non ci ho capito niente nemmeno io.
Questo è lo swing...
e ricordatevi ... It Don't Mean a Thing (If It Ain't Got That Swing)
Questa guida dovrebbero metterla nei libri di scuola, è una cosa ovvia ma nessuno ci pensa mai (manco io... :) ).
RispondiEliminaLeggere questo post mi ha aiutato a capire come mai il massimo apprezzamento delle composizioni jazz lo avevo quando mettevo su i dischi e ci suonavo la batteria sopra, concentrandomi appunto sulla "ritmica"...
Good Job!!
C'è questo pallosissimo podcast di Paolo Fresu in cui spiega che cosa è lo swing. Diciamo che l'argomento è interessante, ma lo speaker è affascinante come uno spaventapasseri.
RispondiEliminahttp://www.auditorium.com/download_file/podcast/4951902/paolo_fresu_jazz_scrittura_improvvisazione.mp3
Comunque leggete leggete e leggete Polillo!!!!
RispondiElimina:)
Ciao ragazzi...kind of blue è un bel disco, un disco da ascoltare assolutamente, da avere tra i propri dischi. Ci sono molti lavori ed idee che sfociano in questo album e non penso sia l'album dove Miles si "venda" ai "poppettari". Bisognerebbe contestualizzarlo, capire un po' il periodo e dedurne le idee di Davis per quanto riguarda le strutture armoniche dei brani.
RispondiEliminaNon fraintendetemi...sono d'accordo con voi sul fatto che il profano si avvicini con piacere a Davis per i motivi già citati negli altri post...dico solo che ci sono anche altri lavori di M.D. molto molto diversi da kind of blue. Anche un ascoltatore esperto può trovare nella musica di Miles cose interessanti e poi non possiamo trascurare il suo contributo e quello che ha lasciato alla musica. Un abbraccio a tutti
PS Chet Baker in un'intervista rispose alla domanda: " Chet perchè ti droghi?" e lui:" Per me Charlie Parker è Dio e se Dio si droga il minimo è che lo faccia anch'io."
Ciao Jazzisti jazzofili jazzacchiotti ;)