Poi si dice che non bisogna avere fiducia negli studiosi e nella cultura.
Questo psicologo, Luigi Corvaglia, descrive esattamente in questo articolo i fenomeni che portano un ascoltatore non educato alla musica a provare emozione di fronte alla ripetizione ed alla non chiusura del giro armonico.
Eccovi il link al pdf
http://siba-ese.unisalento.it/index.php/psychofenia/article/view/i17201632vVn7p117/3003
Ricordo ancora il pianista che mi disse un giorno "Quei trucchettini io mi vergogno di usarli e funzionano solo su chi non sa ascoltare la musica".
La trappola in cui io ero caduto e in cui tutti i fan del rock cadono è che continuando ad ascoltare musica che sembra tutta diversa fra loro, ma che nella sostanza di quello che ti può dare è tutta uguale.
Purtroppo invece i suoi sensi lo invitano ad ignorare la musica che sembra tutta uguale (c'è sempre la stessa tromba o lo stesso pianoforte o la stessa orchestra) ed invece nella sostanza dei suoi contenuti è tutta diversa.
Quello che cercavo nel rock stava nella musica contemporanea sperimentale e nel jazz moderno.
Aggiorno secondo le mie ultime analisi.
RispondiEliminaGli ascoltatori rock hanno capacità di concentrazione che si limita ad 1 o 2 battute ed una percezione compressa del tempo.
Gli ascoltatori colti hanno una percezione che si estende oltre le 4 battute ed una espansione dei sensi con una percezione dilatata del tempo.