martedì 28 febbraio 2012

appunti per la psicologia dell'ascoltatore rock

Oh che bello...
Poi si dice che non bisogna avere fiducia negli studiosi e nella cultura.

Questo psicologo, Luigi Corvaglia, descrive esattamente in questo articolo i fenomeni che portano un ascoltatore non educato alla musica  a provare emozione di fronte alla ripetizione ed alla non chiusura del giro armonico.

Eccovi il link al pdf

http://siba-ese.unisalento.it/index.php/psychofenia/article/view/i17201632vVn7p117/3003

Ricordo ancora il pianista che mi disse un giorno "Quei trucchettini io mi vergogno di usarli e funzionano solo su chi non sa ascoltare la musica".

La trappola in cui io ero caduto e in cui tutti i fan del rock cadono è che continuando ad ascoltare musica che sembra tutta diversa fra loro, ma che nella sostanza di quello che ti può dare è tutta uguale.
Purtroppo invece i suoi sensi lo invitano ad ignorare la musica che sembra tutta uguale (c'è sempre la stessa tromba o lo stesso pianoforte o la stessa orchestra) ed invece nella sostanza dei suoi contenuti  è tutta diversa.

Quello che cercavo nel rock stava nella musica contemporanea sperimentale e nel jazz moderno.





1 commento:

  1. Aggiorno secondo le mie ultime analisi.
    Gli ascoltatori rock hanno capacità di concentrazione che si limita ad 1 o 2 battute ed una percezione compressa del tempo.

    Gli ascoltatori colti hanno una percezione che si estende oltre le 4 battute ed una espansione dei sensi con una percezione dilatata del tempo.

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